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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “E finalmente ti dirò addio”, Lauren Oliver.

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Titolo: E finalmente ti dirò addio
Titolo originale: Before I fall
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Pagine: 430
Anno: 2010

Giudizio: 4/5

Sinossi
Samantha Kingston ha tutto quello che un’adolescente potrebbe desiderare: un ragazzo affascinante, tre amiche fantastiche, un’incredibile popolarità. Quel venerdì 12 febbraio si preannuncia dunque come un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Non sarà così. Quella sera Sam morirà. Tornando con le sue amiche in macchina da una festa, infatti, avrà un incidente. La mattina seguente, però, la ragazza si risveglia misteriosamente nel suo letto, guarda il calendario e rimane sconvolta: è ancora il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, Sam continua a rivivere quella sua ultima giornata. Ogni volta si comporterà in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente che la porterà alla morte. Ma riuscirà a uscire da quell’incubo solo quando capirà che non è per salvare se stessa che continua a tornare.

Le ragazze come Samantha Kingston generalmente sono delle grandissime stronze con la profondità di una pozzanghera. O almeno questa è l’impressione che suscitano dall’esterno mentre ancheggiano nei corridoi del liceo con la loro piccola cricca di amichette perfette o slinguazzano il loro fichissimo morosetto davanti a tutti per mettere bene in chiaro che loro sono in, mentre tu sei out. Tendenzialmente quelle così le si odia e basta, senza mezzi termini, perché sono quelle che oltre a preoccuparsi di apparire migliori di te, ti tirano anche certe angherie che ti fanno passare la voglia di vivere. Letteralmente. Ed è esattamente questo quello che ho provato per Samantha già dalle primissime pagine dal libro, a discapito dall’introduzione dove lei stessa in quanto voce narrante ci confida di essere morta e ci racconta il suo ultimo glorioso giorno. Non c’è momento della giornata in cui non risulti odiosa, falsa e superficiale. Non c’è rapporto che abbia instaurato col mondo che non risulti odioso, falso e superficiale. Il fatto che sia condannata a rivedere lo stesso giorni – il suo ultimo giorno – in continuazione senza sapere perché ma con la ferrea certezza di essere destinata a morire che si radica di volta in volta sembra quasi un contrappasso adeguato per compensare tutte le cattiverie e tutta l’arroganza di cui sono pregni i suoi minuti, la giusta conseguenze per tutte le scelte compiute dettate dalla superficialità e da bisogno di stare al di sopra della massa. Eppure, man mano che la narrazione si spinge avanti, si tratteggiano i contorni di una ragazzina insicura, di un’adolescente che è diventata quello che è – rinunciando per altro a tutto quello che amava – per non essere sola, per non ritrovarsi nei panni delle persone che invece sono il bersaglio della sua strafottenza; emerge con chiarezza il ritratto di un’adolescente sotto sotto insicura e ben nascosta dietro un personaggio costruito ad arte per  non affogare nella difficile quotidianità del liceo. Non che faccia pena, a conti fatti, o che il dispiacere per la sua debolezza eclissi completamente la perfidia che la portano al punto in cui è arrivata un giorno dopo l’altro, ma è magistrale lo sforzo introspettivo di Lauren Oliver. Non c’è salvezza per Samantha, e lei per prima ne è cosciente tentativo dopo tentativo. Non c’è riscatto che possa compensare gli anni passati, non c’è perdono: tutto quello che può fare è impegnarsi affinché almeno il suo ultimo ricordo possa essere migliore dell’immagine di sé che ha sempre dato agli altri, amici e famigliari.

E finalmente ti dirò addio mi è piaciuto moltissimo nonostante la fortissima antipatia che ho per la protagonista. La Oliver è una scrittrice che cattura la mia attenzione con facilità, mi tiene incollata alle pagine e non mi lascia andare per solo un istante, tanto che anche questo libro è uno di quelli che non ho potuto lasciare un solo istante dal momento in cui l’ho iniziato. Fortuna ero in vacanza, quando è successo, e leggere era tutto quello che mi ero ripromessa di fare!

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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