Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “Delirium”, Lauren Oliver.

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Titolo: Delirium (#1)
Titolo originale: Delirium
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Pagine:
Anno: 2013

Giudizio: 4/5

Sinossi
Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita.

Le distopie sono fiche, punto.
Nello specifico, questa distopia è fichissima: un mondo futuro che non pare poi così lontano da noi, incastrato nel tempo e in una bolla che vorrebbe essere letteralmente asettica nei confronti di ogni cosa; un mondo dove al compimento dei diciotto anni si viene sottoposti alla cura, un’operazione chirurgica non ben definita, per scongiurare ogni possibilità di contrarre il delirium amoris nervosum – “la più mortale tra le cose mortali” – e, fondamentalmente, innamorarsi.
Nella cornice decadente di una Portland che sicuramente non è quella che siamo abituati ad immaginare, Lena è una normalissima ragazzina che non vede l’ora di esser curata. Di lei si sa solo che è bassa e che sua madre si è suicidata in seguito al fallimento di ben tre operazioni, fatto che ha segnato tragicamente la vita della figlia rimasta a carico della zia. Ha una migliore amica, Hana, con cui si concede lunghe corse in giro della città e che scopre nutrire una fortissima curiosità per tutto quanto è invece proibito nel buio del loro piccolo mondo. Ed è proprio assieme ad Hana che incontra – e parla – con Alex, ragazzo già notato in precedenza nel corso delle valutazioni – necessarie al fine di approdare alla vita adulta perfettamente inquadrati in un tassello ben preciso della società -, con il quale inizierà a mettere in discussione i rigidi dogmi del suo universo, ribaltandone le regole e imparando a conoscere se stessa, il proprio cuore, la propria forza.

Delirium è la storia di una presa coscienza, costringe il lettore a prender per mano Lena e ad accompagnarla lungo un percorso per lei tortuoso e doloroso, alla scoperta di sé e di chi credeva essere sua madre, di ciò in cui crede. Le pagine scappano via, letteralmente, senza pesare; lo stile della Oliver cattura la fantasia ed evoca i margini di un mondo che, nella sua meschinità, conserva ancora stille di una bellezza primitiva per cui vale la pena sopportare ogni vessazione e sacrificio. Ho amato spassionatamente le sue descrizioni e le sue metafore, dal modo in cui dipingeva i capelli di Alex alla forza con cui invece tratteggiava i colori di un’alba violenta o lo scintillio lontano delle stelle spiate dal cortile di una vecchia villa abbandonata. Tuttavia avrei preferito di gran lunga affrontare un volume unico, e non il primo cardine di una trilogia; avrei tranquillamente accettato persino il finale – così vivido e crudele, eppure perfettamente coerente in ogni suo aspetto – purché questo mettesse un punto fermo alle vicende di Lena. Ma non essendo questo il caso, mi trovo costretta a storcere il naso davanti a tutte le parentesi rimaste insolute, in particolare quella riguardante proprio la madre di Lena che sembra essere più abbozzata che non affrontata ampiamente.

Quattro su cinque per le parentesi rimasti senza chiusura, nel complesso consigliatissimo a chiunque ami il genere distopico e le letture fresche.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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