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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “The sky is everywhere”, Jandy Nelson.

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skyiseverywhere lightTitolo: The sky is everywhere
Titolo originale: The sky is everywhere
Autore: Jandy Nelson
Editore: Fazi
Pagine: 270
Anno: 2011

Giudizio: 5/5

Sinossi
La diciassettenne Lennie Walker è praticamente perfetta: ama i libri, suona il clarinetto nella banda della scuola e trascorre gran parte del suo tempo felicemente riparata dall’ombra della volitiva sorella maggiore, Bailey. Ma quando Bailey muore, d’improvviso Lennie si ritrova catapultata al centro del palcoscenico della vita. E, a dispetto della sua inesistente esperienza con l’altro sesso, si troverà a barcamenarsi tra le attenzioni di ben due ragazzi. Toby è l’ex fidanzato di Bailey: il suo dolore fa da eco a quello di Lennie. Joe, invece, si è da poco trasferito in città, dopo un’infanzia trascorsa a Parigi, e il suo magico sorriso sembra essere eguagliato solo dal suo straordinario talento musicale. Per Lennie, Toby e Joe sono come il sole e la luna: se uno è capace di spazzar via il dolore, l’altro le offre conforto. Eppure, proprio come le loro controparti celesti, i due ragazzi non possono incontrarsi l’uno nell’orbita dell’altro senza che il mondo esploda.

Non avevo grosse aspettative quando ho messo mano su questo libro: sembrava carino, sembrava qualcosa che avrei potuto leggere in tutta tranquillità negli ultimo giorni al mare di questa estate ormai quasi finita, sembrava adatto a me. Corretto, e al tempo stesso sbagliato.
Già dalle prime righe è evidente che Lennie Walker è uno di quei personaggi che s’intrufolano sotto pelle e sono così densi, così vivi, che quando alzi gli occhi dalle pagine ti stupisci di non ritrovarteli davanti, pronti a fare una chiacchierata. E non solo lei: persino la sua famiglia – persino la sua camera, che lei chiama “il Santissimo”! – non si esimono dall’essere meno che straordinari. Eppure lei è l’unica che sembra dubitare della propria unicità, sentendosi piuttosto come uno di quei pony che affiancano sempre i purosangue alle corse. E ora che ha perso il purosangue al suo fianco, la sorella maggiore Bayley, ecco che d’un tratto è costretta ad affrontare un mondo che non si capacita di come possa andare avanti nonostante abbia perso una delle sue stelle più fulgide.
Lennie scrive, sfoga la sua mancanza e la sua tristezza un po’ ovunque, dissemina in giro per la città scontrini, tovagliolini, bicchieri di plastica e buste di carta a cui affida e confida il proprio dolore e la propria rabbia; incide la corteccia degli alberi e compone poesie sulle porte dei bagni a scuola. Ma al tempo stesso si punisce, riponendo il clarinetto – sua grandissima passione – e rinunciato agli assoli dell’orchestra della scuola, rinunciando alle audizioni che avrebbero potuto permetterle di fare della musica il suo futuro. Si punisce, chiudendosi in se stessa, affogando in un dolore che la porta a chiudere chiunque altro al di fuori di un’armatura ispida di spuntoni. A niente valgono i tentativi dell’eccentrica zia di tentare a parlarle, né le bizzarre trovate di un altrettanto bizzarro zio. Lennie non vuole sentire nessuno. L’unico che sembra far breccia nelle sue ostinate difese è Toby, l’ex ragazzo di Bayley, che sembra essere l’unico a sentirsi così come si sente lei: persa, sola, arrabbiata per la tenacia con cui tutti sembrano voler andare avanti e dimenticare. Assieme, un bacio dopo l’altro, condividono una sofferenza più grande di loro, perdono il controllo, la ragione, la logica e il buon senso. Lennie non sa perché, Toby neanche le piaceva in realtà, ma d’un tratto questo strano skater dai risvolti cowboy diventa una Luna nel cielo delle sue emozioni. E quando la Luna tramonta, ecco che sorge un Sole dal passato francese e la musica nel sangue. Joe Fontaine, bellissimo nuovo ragazzo, irrompe nelle giornate di casa Walker con una semplicità che lascia tutti senza fiato. Ed è al suo fianco che finalmente Lennie capisce cosa sia l’amore, accantonando la sua copia di Cime Tempestose – letta ventitré volte – per aprirsi a qualcosa che esule dalla carta e dall’inchiostro. Follemente triste e felice, follemente confusa e innamorata, follemente arrabbiata e entusiasta, Lennie cresce sotto i nostri occhi, si scrolla di dosso l’ombra della sua sorella per scoprire che in fondo, la luce di cui splende le apparteneva da sempre e solo lei sembrava incapace di vederla.
The sky is everywhere sembra qualcosa che in realtà non è, perché è molto di più. Trascinante, commovente, poetico, luminoso, colorato. Ci sarebbero infiniti aggettivi con cui descriverlo e non basterebbero a raccontare l’emozione trasmessa pagina dopo pagina.  Contagioso, si scava un sentiero che arriva dritto dritto al cuore e non concede scampo; pur parlando di un dolore che nessuno vorrebbe mai affrontare rimane intriso di ottimismo e amore, mai una volta si lascia irretire dai facili luoghi comuni che potrebbero venirne fuori. Leggerlo è un po’ come correre a perdifiato in un prato pieno di fiori, sotto un sole tiepido appeso ad un cielo senza nuvole. Come acqua fresca disseta e non si vorrebbe smettere di bere mai.

Semplicemente stupendo.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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