Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “Chaos”, Lauren Oliver.

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Titolo: Chaos (#2)
Titolo originale: Pandemonium
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Pagine: 317 (rilegato)
Anno: 2013

Giudizio: 3/5

Sinossi
Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L’amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall’altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex.

Dove eravamo rimasti? Ah già, Alex è morto e Lena è in fuga oltre il confine che separa il mondo curato dalle terre degli Invalidi.
Ma l’adesso in cui Lena si trova è distante da ogni passato dolore come se una vita intera avesse scavato un fossato con il prima che la vede vagare per le Terre Selvagge senza una meta, senza uno scopo. Ed è proprio tra queste due dimensioni, tra queste diverse Lena, che la narrazione oscilla con leggerezza, un pendolo tra il primo e il dopo che traccia i margini di una seconda, dolorosissima maturazione.
L’incontro con gli Invalidi, il limbo che si trova costretta ad abbandonare perché le Terre Selvagge non concedono spazi e tempo per vivere i propri lutti, la rinascita e il desiderio di lottare per un mondo libero dalla Cura, il battesimo della Resistenza e la finta cicatrice con cui minare l’ordine del mondo dal suo interno, le nuove amicizie e le nuove perdite, la terribile migrazione invernale verso un Sud più clemente, il lavoro di spionaggio all’ALD (America Libera dal Delirium), il primo incontro con Julian, la manifestazione cui segue il rapimento di entrambi, la prigionia, il legame che sboccia timidamente al buio, la fuga, le scoperte, la terza rinascita e un timido nuovo amore. Non è veloce, non potrebbe esserlo nella costante alternanza di immagini, frammenti ed episodio, ma il ritmo serrato della narrazione rende bene l’idea di smarrimento e fatica che sembrano cogliere Lena in più momenti, non concede tregua così come lei per prima non ha tregue in cui tirare il fiato e riposare un istante.

Chaos non è un libro tenero, è un libro che racconta una storia dura come il ferro e tagliente come l’inverno che uccide Blu, è la storia di una transizione che non lascia ben sperare per il futuro e mette in dubbio tutte quelle che potevano essere le nostre certezze per il futuro di Lena. Mi ha lasciato in bocca il fastidio per come, di nuovo, la questione “madre” sia stata trattata in maniera superficiale e approssimativa, mentre il libro si è concluso con un gigantesco interrogativo che mi auguro verrà svelato nel terzo e ultimo volume. Certo, sono la prima felice per il ritorno di Alex – uno dei miei personaggi preferiti del primo capitolo della trilogia -, ma voglio sperare che questo non significhi solamente un banalissimo triangolo amoroso o, peggio ancora, una risoluzione zuccherosa che chiami in causa Hana, grande assente – purtroppo! – in Chaos.

Tre stelle su cinque perché mi sento in dovere di spezzare una lancia in favore delle morosette che vengono accusate dagli ex-morosetti redivivi di essersi rifatte una vita. Cosa che, tra parentesi, gli ex-morosetti redivivi augurano loro davvero in caso di morte effettiva. Come possono fare ‘ste povere anime a sapere se sono morti per davvero o fanno solo finta?!

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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