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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “Ho cercato il tuo nome”, Nicholas Sparks.

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Ho cercato il tuo nome, Nicholas Sparks.Titolo: Ho cercato il tuo nome
Titolo originale: The lucky one
Autore: Nicholas Sparks
Editore: Sperling&Kupfer Paperback – formato ebook*
Pagine: 367
Anno: 2009

Giudizio: 3/5

Sinossi
Durante la sua terza missione in Iraq, Logan Thibault, soldato del corpo dei marines, trova nella sabbia la foto di una giovane donna: una bionda sorridente con maliziosi occhi verde giada. Il suo primo istinto è quello di gettarla via. Poi, immaginando che qualcuno la stia cercando, decide di portarla al campo. Dopo alcuni giorni la fotografia è ancora lì: seguendo l’istinto Logan la infila in tasca e da quel momento non se ne separa più. Ben presto la fortuna bussa alla sua porta: dopo una sorprendente vincita a poker, sopravvive miracolosamente a una granata che uccide due dei suoi più cari compagni. Solo il suo migliore amico, Victor, sembra avere una spiegazione per quell’improvvisa buona sorte: la fotografia è il suo amuleto. Tornato in Colorado, Logan non può fare a meno di pensare alla misteriosa donna ritratta nella foto. Convinto di avere con lei un debito, intraprende un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti per rintracciarla. Non può certo immaginare che Elizabeth, la donna forte ma vulnerabile che infine incontrerà a Hampton, nel North Carolina, sia anche la persona che ha atteso per tutta l’esistenza. Travolto dall’attrazione che prova per lei, Logan non fa alcun accenno al suo “portafortuna”. Lui ed Elizabeth si trovano coinvolti in un’appassionante storia d’amore, ma il segreto che li separa minaccia di compromettere irrimediabilmente non solo il loro rapporto, ma anche le loro vite.

Sparks ha più volte dimostrato la capacità di sciogliermi in lacrime. Tra I passi dell’amore e The last song ho decisamente preferito il primo – il primo del resto non si scorda mai -, e sicuramente lo preferirò persino a Ho cercato il tuo nome, ma devo dire che, per una volta, il nome è stato all’altezza della fama. Dell’autore. Perché dovendo paragonare il film al libro, il libro risulta decisamente superiore alla sua controparte di pellicola.
La storia è semplice, è la storia di un soldato in cerca di una donna ritratta in una foto trovata in Iraq e a cui sembra essere misteriosamente legata la sua fortuna. Niente di pretenzioso, niente di esagerato, il Logan cartaceo ha ben poco a che spartire con Zac Efron e non a caso la prima reazione di Elizabeth al suo comparire è una giustificatissima diffidenza accentuata dalla somiglianza del ragazzo con il fratello defunto, Drake. Va da sé che i due si innamoreranno, perché se c’è una cosa di cui Sparks sa scrivere è proprio l’amore. Questa volta però non è un amore tormentato, destinato a non trovare un suo lieto fine; piuttosto è la storia di un amore comune sbocciato in circostante insolite, un amore che potrebbe essere di chiunque e che s’intrufola piano piano nel ritmo di quotidianità ben organizzate e consolidate.
In un continuo alternarsi di punti di vista (Logan, Elizabeht e Clyde, ex marito di lei), si racconta la storia di un’America lontana dallo scintillio di New York o dal caldo sole californiano, un’America un po’ abbandonata a se stessa che sopravvive in piccole comunità dove tutti sanno tutto di tutti e non si può scampare al peso del nome che si porta, nel bene e nel male. Un’America umile, dove la sera si gioca ancora a scacchi e dove è facile sopravvivano mentalità ristrette e decisamente inusuali per il panorama letterario odierno; un luogo in cui la messa della domenica è ancora un ritrovo sociale e le etichette sono un qualcosa da cui è difficile staccarsi. In un contesto così particolare e, al tempo stesso, normale è facile lasciarsi condurre e disegnare i profili di antipatie e simpatie che emergono rapide e rimangono coerenti dal principio alla conclusione della narrazione, senza che un colpo di scena possa stravolgerle. Clyde rimane il piccolo uomo misero che è sempre stato, Logan si rivela incapace di andare oltre la sua solida riservatezza nel momento opportuno, Elizabeth si discosta dall’immagine di ragazza per bene facendo più volte mostra di tutti i suoi limiti e i suoi difetti.
Probabilmente è proprio questa la pecca più grande del libro, l’estrema semplicità di una narrazione che si sa già come andrà a finire dal momento in cui gli occhi di lui si posano sulla fotografia del sorriso di lei, e al tempo stesso è anche il suo più grande punto di forza. La bravura di un autore collaudato come Sparks emerge proprio nella sua straordinaria capacità di guidarci verso il prevedibile senza mai perdere la nostra attenzione.
Una lettura leggera, a tratti un po’ noiosa e in altri decisamente più interessante (che si parli di un canile, per quanto in un’accezione molto diversa da quella italiana, è sicuramente un di più che ho apprezzato moltissimo, per quanto è praticamente impossibile – esperienza diretta – che Logan sia stato in grado di educare Zeus così come dicono senza avvalersi del supporto di un educatore cinofilo professionista. Impossibile veramente, guinzaglio fermo e comandi semplici non sono abbastanza e non lo dico tanto per… l’ho provato sulla mia pelle in prima persona), perfetta più per una piovosa domenica d’autunno che non per una giornata al mare.
Da gustare con una tazza di thé bollente e il rumore della pioggia sui vetri.

*La versione cartacea è edita da Frassinelli, collana I Blu.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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