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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Luna”, Julie Anne Peters.

Titolo: Luna
Titolo originale: Luna
Autore: Julie Anne Peters
Editore: Edizioni Giunti – Collana Y
Pagine: 384
Anno: 2010

Giudizio: 4/5

Sinossi
Regan, fin da piccola, ha sempre saputo che suo fratello Liam era diverso dagli altri. Liam ha sedici anni. È alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Regan è l’unica condividere questo segreto con Liam – o Luna come preferisce farsi chiamare – che ogni notte in camera della sorella si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alterego femminile. All’insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nel difficile percorso verso la trasformazione. Ma anche per Regan è il momento del cambiamento e quando, durante una lezione di chimica, un ragazzo appena trasferito nella sua scuola, si accorge di lei, insieme ai primi turbamenti del cuore arrivano anche le complicazioni che l’avere un fratello trans comporta. Continua a leggere


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Citazione: “Beastly”, Alex Flinn.

“Trovo che sarebbe un gran bel personaggio per un musical di Broadway,” dissi ridendo, anche se non mi veniva affatto da ridere. Guardai l’orologio. Il taxi di Lindy sarebbe arrivato da un momento all’altro. Il suo pullman partiva tra un’ora. Se fossimo stati in un film, in una di quelle commedie strappalacrime, ci sarebbe stata una qualche scena drammatica in cui io sarei corso alla stazione dei pullman e l’avrei implorata di restare, e Lindy, capendo infine cosa provava per me, mi avrebbe baciato. Io mi sarei trasformato. E saremmo vissuti per sempre felici e contenti.
Nella vita reale Will mi chiede cosa ne pensassi del pensiero politico di Hugo ne I miserabili, e io gli risposi, anche se non ricordo cosa. Ma seppi l’attimo (9:42) in cui il taxi accostò sul vialetto per prenderla. La sentii arrivare alla stazione dei pullman (10:27) e seppi l’istante (11:05) in cui il pullman partì. Non guardai niente di tutto questo nello specchio. Lo sapevo e basta. Non c’era nessun lieto fine. C’era solo una fine.


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Citazione: “L’accademia dei vampiri”, Rochelle Mead.

“Non so se sarò in grado di fare tutto il necessario.”
Sollevò un sopracciglio, con aria stupita.
“Non voglio tagliarmi i capelli,” spiegai.
Sembrava disorientato. “Non devi tagliarti i capelli. Non è necessario.”
“Le altre donne guardiano lo fanno. Mettono in mostra i tatuaggi.”
Inaspettatamente mi lascio le mani e si chinò in avanti. Allungò piano una mano e mi afferrò una ciocca di capelli, attorcigliandola attorno alle dita con fare pensieroso. Rimasi immobile, e per un istante al mondo non ci fu altro che lui che mi toccava i capelli. Lasciò andare la ciocca, con l’aria un po’ sorpresa – e imbarazzata – per ciò che aveva fatto.
“Non tagliarli,” disse con voce roca.
In qualche modo ricordai come si faceva a parlare. “Ma se non lo faccio, nessuno potrà mai vedere i miei tatuaggi.”
Andò verso la porta, un sorrisetto faceva capolino sulle sue labbra.
“Legali.”


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Citazione: “Luna”, Julie Anne Peters.

Mi sentivo come se mi avessero abbandonato in Siberia, senza la slitta. Saranno stati cento gradi sottozero e la scuola era distante quasi tre chilometri da casa nostra. Avevo camminato neanche mezzo isolato e i miei piedi erano già due ghiaccioli.
“Al diavolo, Liam” dissi a denti stretti “Ti odio”.
No, non era vero. E nemmeno lui mi odiava.
Ce l’aveva con la vita, con la sua vita. E io questo potevo capirlo.
Doveva essere una sensazione orribile, essere costretto a vivere nel corpo sbagliato,  avere questa specie di doppia identità. Sapevo quanto ne soffrisse. Desideravo solo che non se la rifacesse con me. Non era colpa mia se io avevo il corpo che avrebbe voluto lui. Io volevo avere il corpo di Britney Spears.  Me l’avevano dato? No.
Ok, d’accordo, stavo sminuendo la tragedia di Liam. Ma che cavolo. Che freddo faceva…


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Citazione: “Luna”, Julie Anne Peters.

La paura mi su conficcò nella spina dorsale come un pungiglione. Inaspettatamente,  le mie corde vocali decisero di funzionare.
“Hai ancora dodici secondi” dissi dando un’occhiata all’orologio “per cambiare idea. Scegli qualcun altro, se hai a cuore la tua reputazione.”
“Io ho scelto te. Sono pronto a pagarne le conseguenze”.