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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: Trilogia “Le origini”, Cassandra Clare.

3 commenti

A Federica, che l’ha aspettata per mesi.

Titolo: L’angelo
Titolo originale: Clockwork angel
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 474
Anno:  2011

Giudizio: 3.5/5

Sinossi
Tessa Gray, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello ventenne Nate, a Londra. Unico ricordo della vita precedente, una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre. Quando il fratello maggiore scompare all’improvviso, le ricerche portano la ragazza nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l’aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l’equilibrio tra i Nascosti e fra questi e gli umani. Tessa sarà costretta a fidarsi. Si unirà a loro nella lotta contro i demoni per poter imparare a controllare i propri poteri e riuscire finalmente a trovare Nate. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un arcano complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters, e le farà scoprire che l’amore può essere la magia più pericolosa di tutte.

Titolo: Il principe
Titolo originale: Clockwork prince
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 495
Anno:  2012

Giudizio: 3/5

Sinossi
In una Londra vittoriana fosca e inquietante, e nel suo magico mondo nascosto, Tessa Gray crede di avere finalmente trovato tranquillità e sicurezza con gli Shadowhunters, i cacciatori di demoni, che proteggono lei e il suo terribile potere dalle mire del perfido Mortmain. Ma con lui e il suo esercito di automi ancora in azione, il Consiglio vuole spodestare Charlotte Fairchild, per affidare il comando a Benedict Lightwood, uomo senza scrupoli e affamato di potere. Nella speranza di salvare Charlotte, Will, Jem e Tessa decidono di svelare i segreti del passato di Mortmain e scoprono sconvolgenti legami fra gli Shadowhunters e la chiave del mistero dell’identità di Tessa. La ragazza, intrappolata nei sentimenti che prova per Will e Jem, si trova a dover compiere una scelta cruciale quando scopre in che modo gli Shadowhunters abbiano contribuito a fare di lei “un mostro”. Sconvolta, Tessa è tentata di schierarsi con il fratello Nate dalla parte di Mortmain. Ma a chi è davvero fedele? E chi ama, nel profondo del suo cuore? Soltanto lei può scegliere se salvare gli Shadowhunters di Londra oppure distruggerli per sempre.

Titolo: La principessa
Titolo originale: Clockwork princess
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 553
Anno:  2013

Giudizio: 3.5/5

Sinossi
Una rete d’ombra si stringe sempre di più intorno agli Shadowhunters dell’Istituto di Londra. Mortmain progetta di usare un esercito di automi spietati per distruggere una volta per tutte i Cacciatori. Gli manca un solo elemento per completare l’opera: Tessa Gray. Intanto, Charlotte Branwell, capo dell’Istituto, cerca disperatamente di trovarlo per impedirgli di scatenare l’attacco. E quando Mortmain rapisce Tessa, Will e Jem, i ragazzi che ambiscono alla conquista del suo cuore, fanno di tutto per salvarla. Perché anche se Tessa e Jem sono fidanzati ufficialmente, Will è ancora innamorato di lei, ora più che mai. Tuttavia, mentre chi le vuole bene unisce le forze per strapparla alla perfidia di Mortmain, Tessa si rende conto che l’unica persona in grado di salvarla dal male è lei stessa. Ma come può una sola ragazza, per quanto capace di comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito? Pericoli e tradimenti, segreti e magia, oltre ai fili sempre più ingarbugliati dell’amore e dell’abbandono si legano e si confondono mentre gli Shadowhunters vengono spinti sull’orlo del precipizio, in un finale che lascia con il fiato mozzo.

Sono quel genere di lettrice che, purtroppo, le trilogie ha bisogno di leggerle tutte d’un fiato. L’attesa mi uccide, il lasciare in sospesa trame e personaggi che, nel breve lasso di tempo della lettura, diventano compagni delle mie giornate è una sofferenza che il più delle volte mi scoraggia dall’affrontare saghe incompiute fino al momento dell’uscita dell’ultimo volume. Con l’eccezione di Harry Potter, ho persino l’insopportabile tendenza a dimenticare: sono così avida nello scorrere pagine e inchiostro da perdere, nell’attesa, la cognizione di quello che era il quadro generale di un volume. Perdo i dettagli, perdo le sfumature, perdo piccoli pezzettini per strada, smarrisco i nomi nel labirinto di trame che attraverso e quando arriva al momento di raccogliere le fila di un racconto rimasto in sospeso niente, non ci riesco, praticamente dovrei rileggerlo da capo e il più delle volte, se non ne sono rimasta entusiasta al punto da ricordarlo perfettamente, beh… non ne ho voglia. Questo fa di me una pessima lettrice per un verso, ma un lettrice accorta in un altro. Con il tempo ho imparato che sono fatta così, che è più forte di me, così semplicemente resisto all’impulso e aspetto. Possono volerci anni, prima che una trilogia sia conclusa. In questo caso ce ne sono voluti tre, e solo l’insistenza di una vocina quotidiana su Twitter che ne è rimasta assolutamente folgorata mi ha spinta a metter mano a Shadowhunter – Le origini ed è a lei che vanno i miei ringraziamenti.
Perché è vero, questa trilogia a volerla guardare con l’occhio critico di cui mi piace, a volte, vantarmi, non è poi così assolutamente eccezionale da farmi ok, questi tre libri sono assolutamente un piccolo miracolo che merita le mie lacrime ma a conti fatti le mie lacrime le ha avute. Ne ha avute molte, a voler esser sinceri, e non c’è sensazione migliore di quella di chiudere un libro su cui non avevi puntato poi molto con la sensazione di esserne rimasta stupita, e colpita. Fosse solo per una manciata di giorni, di ore o di minuti – portarne i segni addossi, come i marchi che ricamano la pelle dei Cacciatori, è la prova tangibile che qualcosa è rimasto. Che le ore passate sul Kobo, rannicchiata la sera sotto al piumone o con una tazza di caffè fumante al mattino tra le dita, le ho spese bene e che no, non mi devo rimproverare per non aver studiare o fatto altro. Perché appunto, qualcosa è rimasto.
Questo, e l’aver creato uno dei migliori triangoli che mi sia mai capitato di leggere sono i pregi di questi tre volumi. Cassandra Clare si è ingegnata in maniera a dir poco impareggiabile per giostrarsi con una disinvoltura mai banale attraverso i legami, via via sempre più stretti e fitti, tra i suoi personaggi e ha imbastito uno scenario di affetti e amori che nelle sue noti finali non è sfociato nel retrogusto sciapo del già sentito – già letto ma ha scovato, nella sua straordinaria semplicità, la migliore delle conclusioni possibili. Non capita tutti i giorni di trovare qualcosa del genere all’interno di questo filone letterario che, forse erroneamente, classifico come per adolescenti – per quanto lo Young Adult di fatto sia tutt’altro per me questo vuole dire: storie non pesanti, non eccessivamente pretenziose, da sgranocchiare come dolcetti senza aspettarsi il senso di sazietà di una cena a cinque portate – una tale capacità di gestione dei rapporti. Tutto quello che poteva sembrare scontato, prima o poi, ha imboccato direzioni inaspettate. Tessa, Jem e Will si sono scrollati di dosso i propri stereotipi con delicatezza, scambiandoli con tutta una serie di piccole imperfezioni che li hanno resi più veri di quanto non mi potessi mai aspettare; Jem, in particolare, con le sue sfumature lunari e la ferma dolcezza, mi ha rubato molto più cuore di quanto abbia saputo fare Will, così sfacciato e amante dei libri da presentarsi come assolutamente perfetto ai miei occhi. Ci ho messo un po’ a capirlo, così come ci ho messo un po’ a capire che la bellezza di questi tre libri sta proprio nel fatto che l’unico modo per poterli apprezzare è il non aspettarsi nulla in cambia. Perché quando l’ho fatto sono rimasta delusa, specie al passaggio tra L’angelo e il Principe – che mi è costato una settimana di fatica prima di riuscire ad ingranare nella lettura -, e quando invece ho smesso ecco che le cose sono filate via. Perché se avessi dovuto fare altrimenti ecco che avrei iniziato a trovare ridicole certe affermazioni di amore eterno, così come non mi sarei capacitata di certe dichiarazioni piovute letteralmente dal nulla senza che niente potesse lasciarle intuire. E se dovessi recensire questi libri limitandomi ai fatti dovrei dire che si, l’idea alla base è buona ma al solito è stata sviluppata non troppo bene per lasciare spazio appunto alle questioni di cuore che tanto fanno impazzire le ragazzine e la ragazzina che è in me. Dovrei dire che sarebbero bastati due libri, e che ho poco apprezzato un epilogo tre volte più lungo di tutta la risoluzione della faccenda perché sempre mi porta a pensare che questi libri vengono scritti per fomentare i fandom piuttosto che per costruire una storia e costruirla bene.
Il punto è che ormai mi conosco. So che genere di lettrice sono, e so che c’è sempre una scelta: posso vedere tutte le debolezze di questa trilogia e scrollare le spalle ammettendo che sotto sotto non è poi molto più che carina, oppure posso scegliere di non pensare e limitarmi a sentire. Scegliere non di recensire, ma di raccontare. Scegliere di lasciare che Harry e Charlotte siano reali per il tempo di una pagina, che le ballate di Bridget rimbalzino tra le pareti di casa mia e non solo tra le righe che le raccontano, che la stizza di Jessamine mi faccia storcere il naso e che poi la tristezza mi costringa a perdonarla per i suoi errori. Posso scegliere di portare il fardello di Jem e sforzarmi di capire quello di Will, così come posso vivere la stessa paura di Tessa e perdermi assieme a lei,  assieme a tutti loro, nella cornice piovosa di una Londra vittoriana un po’ fiabesca, una città dalle realtà che s’intrecciano senza che lo sguardo dei Mondani possa rendersene conto. Posso scegliere se restare indifferente o se permettere a tutto questo di accarezzarmi e lasciare il suo marchio in cambio della mia commozione e dei miei sorrisi.
Allo stesso modo non vi consiglio questi libri: la scelta, così come è stata mia qualche settimana fa, ora è solamente vostra.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

3 thoughts on “Recensione: Trilogia “Le origini”, Cassandra Clare.

  1. Per prima cosa, prego, per me ė un piacere consigliare libri, soprattutto a te che hai sempre buoni titoli per me ♥️
    In secondo luogo vorrei dirti che per certi versi condivido il tuo pensiero su questo libro anche se io, come hai detto tu, sono rimasta folgorata. Io ho letto questa trilogia con tanto amore e non ho giudicato all’apparenza perché a parer mio non un triangolo amoroso, ma è più un cerchio (?), nessuno si fa la lotta e Tessa non è costretta a scegliere, tutto ruota attorno all’amicizia, all’amore e al dolore che lega i tre protagonisti.
    Con questa trilogia ho capito il vero significato di parabatai – nell’altra saga non viene descritto molto bene secondo me. Questa amicizia tra Jem e Will, la loro complicità, il fatto che sono disposti a dare la vita l’uno per l’altro. Il momento in cui Will percepisce che Jem è morto, quando sente che il legame si spezza, penso che sia stata una delle cose più dolorosamente belle che abbia mai letto, questo passo è stato descritto in modo così dettagliato che mi è sembrato di sentirlo pure a me, non ti dico quante lacrime che ho versato. Jem mi ha colpito molto per la sua infinita dolcezza, ma Will è un caso a parte, il suo modo di allontanare le persone a cui tiene per paura di fargli del male, il fatto che è disposto a lasciare Tessa perché lei sia felice e soprattutto perché lo sia Jem, noo questo ragazzo mi ha veramente rapita ♥️

    Detto questo sono felice di rincontrare Tessa e Jem nelle prossime saghe perchè, come in ogni altra saga che ho amato (vedi Harry Potter), è stato difficile dirgli addio.

    Potrei parlare per ore senza mai stancarmi di questa trilogia ma mi sembra di aver già scritto anche troppo.

    Ti mando un grosso bacio ♥️

  2. Pingback: Recensione: “Città degli angeli caduti”, “Città delle anime perdute”, Cassandra Clare. | chiaraleggetroppo

  3. Pingback: The age of YA Challenge | Chiaraleggetroppo

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