Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#1 Teaser Tuesday

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Shame on Living For Books! No, scherzo, al limite shame on me che ho bisogno di impormi scadenze fisse e obiettivi in tutto quello che faccio, se voglio sperare di non perdere pezzi per strada. Come ad esempio l’esame che avrei dovuto dare domani mattina, e che invece è vergognosamente slittato all’8 luglio perché l’ho preso allegramente sotto gamba e non sono capace di organizzarmi.
Le regole del Teaser Tuesday sono semplicissime:

    • Prendi il libro che stai leggendo;
    • Aprilo a una pagina a caso;
    • Condividi un breve spezzone di quella pagina, un “teaser” per l’appunto;
    • Fai attenzione a non scrivere spoilers!

Io al momento di libri ne sto leggendo due, quindi i teaser saranno altrettanti. Buone letture, qualsiasi esse siano!

Quando aveva impostato il suo Inferno, sulla scia di altri già dipinti o descritti, Dante aveva posto come primo peccato capitale la lussuria: Paolo e Francesca erano in quel girone, tra i luoghi più lontani da Lucifero, come a dire che il loro era il peccato meno deprecabile, quello per cui il poeta aveva provato tanta compassione da svenire. Chiara aveva sempre spiegato che Dante si sentiva in colpa nei confronti dei lussuriosi perché, con la sua iniziale adesione allo Stilnovo, sentiva di aver spinto anche lui i lettori verso l’amore extraconiugale. Ora che però si trovava anche lei in presa alla tormenta e al tormento delle sue brame, Chiara iniziava a credere che Dante avesse posto quei peccatori in particolare  all’inizio dell’Inferno solo per usufruire del girone più largo, dal momento che l’oltretomba era fatto ad imbuto e si restringeva scendendo verso il centro della Terra.  Perché la lussuria non era il peccato più leggero,  o più perdonabile. Era solo il più facile in cui cadere.

Credo di aver avuto circa quattro anni, quando i miei genitori si resero conto che lo stavano facendo davvero: stavano crescendo un figlio, anche se non navigavano nell’oro e non avevano un “vero” lavoro. Abitavamo in una bella casa e l’affitto era basso. I vestiti non mi mancavano (anche se erano quelli che mi passavano le mie cugine) e crescevo sana e felice. – Sei stata una specie di esperimento – disse una volta papà. – Un esperimento sorprendentemente riuscito. Ma poteva anche trattarsi di un colpo di fortuna. Dovevamo avere un altro figlio come test di verifica.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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