Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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#3 WWW Wednesday

Mercoledì. Com’è possibile che sia già mercoledì? Com’è possibile che agosto sia già agli sgoccioli, quando solo ieri davo l’ultimo esame della sessione estiva e pensavo, molto ingenuamente, di potermi concedere almeno due settimane di sole, letture, campeggio e puro relax – miseramente affogate in un diluvio di pioggia che non sto neanche a raccontarvi o mi torna la depressione? Io boh. Perché davvero, questa inflazionatissima espressione esprime alla perfezione il connubio di incredulità, acidità e rassegnazione che mi sento addosso in questo momento, guardando il sole al di là della portafinestra chiusa perché si, se qualche raggio si fa vedere di tanto in tanto, l’aria ha pensato bene di tornare bella pizzichina e io, da brava freddolosa, corro ai ripari il più in fretta possibile.
Mercoledì, quindi. Mercoledì 27 agosto noncelapossofarenonvogliocrederci.
Cerchiamo di non pensarci, almeno per il tempo di questo terzo appuntamento con il WWW Wednesday!

What are you currently reading?

Piano piano ce la sto facendo: mi sto approcciando alla saga de Il Trono di Ghiaccio, consigliatami fino alla nausea da due delle mie consiglia-libri preferite. Sospetto ormai stessero perdendo la speranza, mannaggia a me e al mio bisogno di avvicinarmi ai libri con i miei tempi…! Sono curiosa, al momento trovo tutto assolutamente perfetto, vedremo come si sviluppa poi il resto.

Il primo racconto che anticipa Il Trono di Ghiaccio, in uscita a maggio! Su un’isola remota in un mare tropicale, Celaena Sardothien, temuta assassina, è arrivata per una missione. È stata mandata dalla gilda degli Assassini per riscuotere un debito del Signore dei Pirati.
Ma quando Celaena capisce che il pagamento non sarà in denaro ma in schiavi, la sua missione cambia: rischierà tutto per volgere in bene la missione che è stata mandata a realizzare.

I Sicari Silenziosi del Deserto Rosso sono gente di poche parole. In ogni caso, Celeana Sardothien non avrebbe molto di cui conversare: non li ha raggiunti per parlare, ma per essere addestrata dal più esperto degli assassini. Il silenzio è suo alleato, almeno finché lei non comincia a sospettare che nella fortezza si annidi un traditore, che lei dovrà scovare tra i molti Sicari Sileziosi, per annientare un nemico mortale.

 

What did you recently finish reading?

Giudizio: 5/5
Questo libro, ecco, mi ha fatto fisicamente male. Non sono stata capace di lasciare che la lettura si diluisse nel tempo, smorzando il contraccolpo emotivo che ho accusato ad ogni parola, e il risultato è stato che mentre rientravo a Trieste, con lo spettacolo del mare spalancato davanti a me e ammirato su un Regionale deserto, mi sono sentita come se avessi spiato qualcosa di troppo intimo, che non avrei dovuto per nessun motivo scoprire. Eppure sono fermamente convinta che siano proprio questi i libri che vale la pena di leggere oggi, per infinite ragioni che cercherò di approfondire il giorno in cui sarò in grado di scrivere una recensione vera e proprie.

Giudizio: 4/5
L’epica mi fa impazzire. Al liceo ero un fenomeno quando si trattava di studiarla, fosse in italiano al biennio o in lingua latina più tardi – e a riprova di quanto la materia mi piacesse, i libri su cui l’ho studiata sono gli unici che tutt’ora conservo gelosamente. Non c’era ragione, quindi, di resistere alla tentazione di un punto di vista alternativo su due storie perfettamente conosciute, quello di Penelope, moglie di Odisseo. Sorprendente e mai noioso, questo libro mi ha dato molto su cui pensare – in primis quello che avrebbe potuto nascondersi dietro il mito stesso, una realtà molto più normale di quella che siamo soliti pensare quando si tratta di mitologia. Consigliatissimo.

Giudizio: 2/5
Quasi mi spiace assegnare solo due stelline a questo prequel, ma davvero si è rivelato una delusione. la saga di per sé mi piace molto, Obsidian e Onyx li ho divorati in pochissimo, ma Shadows… non sembra nemmeno scritto dalla stessa autrice.
I personaggi sono vuoti, mal raccontati e peggio ancora descritti. Bethany è una mary sue noiosissima, Dawson banale e prevedibile. Assieme sono l’incarnazione dello stereotipo della coppietta perfetta, si conoscono da un mese e già giura e spergiurano che non si lasceranno mai.  Davvero non mi capacito di un tale scivolone, due stelle mi sembrano persino troppe.

What do you think you’ll read next?

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Il terzo racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! Quando il re degli Assassini affida a Celaena un incarico speciale per contrastare la schiavitù nel regno di Adarlan, Celaena non perde l’occasione di lottare contro questa pratica malvagia. La missione è oscura, rischia di essere fatale, e porta l’Assassina a esplorare i tetti della città, a immergersi nei bassifondi… e ciò che trova sarà peggio di un incubo.

 Il quarto racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! All’Assassina Celaena Sardothien non manca nulla: ha una casa tutta per sé, l’amore del bellissimo Sam, e soprattutto la libertà. Ma non sarà mai davvero libera fino in fondo se non riuscirà ad allontanarsi dal suo vecchio maestro e protettore, Arobynn Hamel; Celaena ha bisogno di un’ultima missione per diventare per sempre libera . Ma quando si ha tutto, si ha tutto da perdere…

Per una volta Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, non deve uccidere su commissione, ma per guadagnarsi la libertà. Il figlio del tirannico re del Paese sta cercando un nuovo sicario che elimini i nemici di suo padre. Celaena, strappata ai lavori forzati cui era condannata, deve riuscire a sopravvivere tra ventiquattro contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e, dopo quattro anni di servizio, sarà infine libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l’amore e il talento non bastano per vincere. Quando gli altri candidati iniziano a morire uno dopo l’altro, Celaena capisce che la sua vita è sempre più in pericolo, e le persone di cui fidarsi sono sempre meno… A lei spetterà il compito di estirpare il male, prima che distrugga il suo mondo.

Nb: tutte e quattro le novelle sono disponibili, gratuitamente, su Amazon. Cliccando sulle copertine sarete automaticamente rimandate alle pagine dove poterle acquistare!

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#6 Teaser Tuesday

Il teaser di questa settimana è un po’ particolare, in quanto tratto dall’introduzione ad un libro che ho terminato di leggere recentemente e del quale potrete voi leggere la recensione molto presto, Diario di un sopravvissuto agli zombie. Ora, non so voi, ma io tendenzialmente le introduzioni le salto a piedi pari. Un bel hoooop e via, preferisco dedicarmi al romanzo in sé che non ai motivi per cui dovrei leggerlo, soprattutto perché i motivi mi piace trovarli da me e arrivarci per conto mio. E prima che possiate dire qualsiasi cosa, con le recensioni è diverso! Le recensioni le cerco io, non mi sono imposte da una scelta editoriale, e sono una pasta totalmente differente da masticare. Con l’eccezione delle mie, infatti, sono molto meno pompose e altisonanti di un’introduzione, cosa che le rende infinitamente più piacevoli e spontanee. #TeamRecensioni. Ma sto divagando! Il punto è che questa introduzione ho deciso di leggerla ed è saltato fuori che Z.A. Recht, autore di The Plague of the Dead, ha saputo scrivere qualcosa che io ho sempre avvertito in maniera del tutto istintiva, leggendo tanto e costantemente, a riguardo dei libri. E rendendo neutro il riferimento al libro per cui queste parole sono state scritte, ecco un qualcosa di quello che cerco in un libro. Voi, invece? Cosa cercate quando vi immergete nella lettura di un libro?

Source: Pinterest.Ci sono libri che ti invogliano a leggere con la promessa di rivelarti qualche terribile segreto, o che ti fanno voltare pagina solo perché quello che accade ti fa stare male, e non vedi l’ora di finire.
Non sempre questi libri ti raccontano una storia da sballo, e spesso, quando li finisci, ti lasciano con un senso di vuoto, di apatia, di disillusione.
Diario di un sopravvissuto agli zombie racconta una storia, e la racconta bene. Quando finirete, sentirete il sangue che vi pulsa nelle vene. Avrete appena finito una grande storia. Vi sentirete vivi, e questo è molto più di quello che potrà dire la maggior parte dei protagonisti del racconto.


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The Very Inspiring Blogger Award

Come già annunciato, ritorno ad affacciarmi a questa finestrella di web con il secondo post della giornata! Di questa cosa, ecco, io non mi capacito. Arriva al termine di un weekend bellissimo, passato nella natura e in compagnia di persone conosciute solo di recente e in un contesto dove mai avrei pensato di trovarmi così bene – una inaspettatissima ciliegina sulla torta, letteralmente. Annachiara mi ha nominata per i Very Inspiring Blogger Award, un’iniziativa stupenda che ho visto girare già da un po’ e alla quale, in tutta onestà, non avrei mai creduto di poter partecipare. Per la milionesima volta, grazie per quello che stai facendo, aiutandomi a crescere come bookblogger.
Venendo alle regole dell’iniziativa, sono poche e sono semplicissime:
1. Ringraziare la persona che ti ha nominato!
2. Elencare le regole e visualizzare il premio.
3. Condividere 7 fatti su di te.
4. Nominare altri 15 blog e lasciare un commento per fargli sapere che sono stati nominati.
5. Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominato.

Dunque, sette fatti random su di me.

1. Non mi è facile parlare di me stessa. Sono una persona timida, che ha bisogno di molto tempo per riflettere su qualsiasi cosa: persino in questo momento, nella quiete della mia camera, mi trovo in difficoltà nel pensare a qualcosa che inevitabilmente mi esporrà ad occhi estranei perché non amo sentirmi al centro dell’attenzione.

2. Il primo punto comporta, inevitabilmente, grandi difficoltà nel relazionarmi con persone che non conosco davvero molto bene o alla cui presenza mi sono abituata gradualmente nel tempo. I miei amici sono pochi ma strettissimi, le mie conoscenze non si spingono troppo in là numericamente perché, beh, io ho bisogno di tempo per tutto e vivo in un mondo che di tempo è disposto a concerdetene ben poco persino quando si tratta di bere un caffè.

3. Parlando di caffè, la mia giornata non si considera iniziata fino a quando non ho bevuto una buona tazza di caffellatte con due cucchiaini di zucchero di canna, a cui si accompagna una immancabile ciotola di cereali con lo yogurt rigorosamente bianco.

4. D’inverno mi trasformo in una patita di thé e tisane, che consumo in gran quantità. La mia preferita è la tisana al finocchio, da gustarmi al calduccio sotto le coperte in quelle due orette scarse che precedono il momento di andare a dormire. Mi piace la sensazione della tazza calda tra le dita, e il profumo che mi solletica il naso mentre guardo un film o un telefilm, o leggo qualche pagina. Sotto Natale, invece, arancia e chiodi di garofano si sprecano, assieme alle canzoni natalizie che mi fanno da sottofondo grossomodo da metà novembre in poi.

5. Ho iniziato, ad aprile, ad andare a correre al mattino presto, prima di fare colazione. Inizialmente la cosa era dovuta all’imminente partecipazione alla Colour Run del 24 maggio, volevo a tutti i costi evitare una figuraccia morendo dopo neanche un chilometro, poi la cosa è diventata una piacevolissima abitudine che spero di riuscire a portare avanti anche nei mesi invernali, nonostante il freddo e la mia innegabile pigrizia.

6. Perché si, sono straordinariamente pigra. Ho costantemente bisogno di spronarmi a fare un passo in più ogni giorno e non c’è posto al mondo come il divano dove sprofondare e lasciarmi morire d’inedia. Una morte nobile, e dignitosissima.

7. A rimediare allo stato di coma vegetativo che rischia di prendere il sopravvento sulla mia già sedentaria esistenza di studentessa, ci pensa Kora. Chi mi conosce sa che è il mio cane, ma sono in pochissimi quelli che invece sanno quanto il mio sogno più grande sia poter lavorare con lei a qualcosa che non si limiti ad un “seduto” o a una discreta condotta con o senza guinzaglio. Io voglio fare riporto, che non ha nulla a che vedere con strani e opinabili modi di sistemare i capelli per nascondere calvizie più o meno vistose: il riporto è l’attività retriever per eccellenza, una disciplina sportiva in cui viene simulata una battuta di caccia tramite l’uso di riportelli. Ed è questo che faccio quando il tempo e il mio altalenante rapporto con Kora lo permettono: me la carico dietro, assieme a mia sorella, e tutte e tre andiamo a lavorare in compagnia di persone che condividono questa nostra stessa passione – con risultati infinitamente superiori! – e una visione del cane che, mi rendo conto, è difficile spiegare a chi non la vive ogni giorno. Siccome però mi rendo conto che delle mie idee e attività cinofile interessa molto poco al resto dell’universo, vi lascio qualche foto di ieri perché il posto in cui ci siamo fermati a lanciare era di una bellezza mozzafiato. Meno belle, a dire il vero, le vipere che abbiamo incrociato tornando verso le macchine. Paura. PAURA. 

Un topolino extralarge.

Occhi chiusi stile di vita.

Un topolino extralarge che corre verso mia sorella, in quel momento impegnata a lanciare/fotografare. Il nostro scarso livello si deduce da questa foto: Kora avrebbe dovuto riportare a me, che stavo da tutt’altra parte. Sob.

Chiusa questa del tutto fuori luogo parentesi da riportista in erba e totalmente ubriaca da un intero fine settimana passato a riportare, passiamo alle mie nomination. Che mi mettono non poco in difficoltà, perché o le blogger che sto per citare sono già state nominate e hanno già passato questo momento di scrittura di un post del tutto fuori contesto dall’abituale o non hanno mai sentito parlare di me, che sono una lettrice fastidiosamente silente e poco propensa ad espormi – esattamente come nella vita vera. E comunque a quindici manco c’arrivo, purtroppo. Per cui ecco, se state leggendo qui dopo esservi ritrovati un mio commento spuntato fuori dal nulla, nessuna paura: non sono una stalker, sono una persona molto riservata che vi legge! E se avete già ricevuto nomination, non importa fare un secondo post, così come il fatto di seguirmi… non sentitevi obbligati, al contrario. Se volete, fatelo e la cosa mi farà piacerissimo. Se questo blog invece vi fa schifo, pace all’anima – ma se vi avanza tempo, fatemi sapere come migliorare!

1. Annachiara, di Please Another Book, because of reasons.
2. Mr. Ink, di Diario di una dipendenza, perché le sue recensioni non sono recensioni, ma scampoli di una persona dalla sensibilità straordinaria.
3. Erika, di Wonderful Monster, perché il suo blog è uno dei più belli su cui abbia mai posato lo sguardo.
4. Glinda, dell’Atelier dei Libri, perché lui non può saperlo ma è grazie al suo blog che ho preso coraggio e ho aperto il mio. 
5. Living for Books, perché è uno dei primi bookblog che abbia mai seguito.
6. Franci, di Coffee and Books, perché ho scoperto solo da pochissimo che ha un blog letterario, ma è uno dei miei amici su GR alla cui libreria mi ispiro più di frequente quando non so cosa leggere.

E quindi niente, questo è quanto. 
Nella speranza di dimostrarmi all’altezza di questa nomination, dichiaro ufficialmente conclusa la mia pausa-caffé-senza-caffé (ne ho già bevuti troppi oggi) e torno a studiare!

 


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Recensione: “L’estate dei segreti perduti”, Emily Lockhart.

Lunedì mattina, quale momento migliore per iniziare a seguire l’unico buon proposito che mi sono data? Ricominciamo, quindi, con la recensione di un libro che ho amato moltissimo e che si è consumato, sotto i miei, in pochissimo tempo: L’estate dei segreti perduti, di Emily Lockhart. Nel mentre, vi auguro un buonissimo inizio di settimana – la mia si prospetta straordinariamente affollata di impegni e nuove esperienze che, in tutta onestà, un po’ mi spaventano e elettrizzano al tempo stesso – ma non vi saluto: c’è una buona possibilità, infatti, che questo pomeriggio pubblichi un secondo post grazie ad una nomination tanto inaspettata quanto graditissima. Prima, però, devo tipo finire di ripetere un libro intero – ma la sessione autunnale quanto schifo fa? -, quindi… auguratemi buona fortuna, più che buon lavoro!
Voi che programmi avete, invece?
Ah già! In caso non l’abbiate già fatto, ed è molto probabile perché non ho avuto tempo di pubblicizzarla a dovere, qui trovate la pagina FaceBook dedicata a ChiaraLeggeTroppo. Molto più semplice da utilizzare per interagire con me che non i commenti del blog, chissà che non mi permetta finalmente di darvi un nome, anonimi lettori 🙂

Titolo: L’estate dei segreti perduti
Titolo originale: We were Liars
Autore: Emily Lockhart
Editore: De Agostini
Pagine: 315
Anno: 2014

Giudizio: 5/5

Sinossi
Da sempre la famiglia Sinclair si riunisce per le vacanze estive su una piccola isola privata al largo delle coste del Massachusetts. I Sinclair sono belli, ricchi, spensierati. E Cady, l’erede di tutta la fortuna e di tutte le speranze, non fa eccezione. Ma l’estate in cui la giovane Sinclair compie sedici anni le cose cambiano. Cady si innamora del ragazzo sbagliato e ha un incidente. Un incidente di cui crede di sapere tutto, ma di cui in realtà non sa nulla. Finché, due anni dopo, torna sull’isola e scopre che niente è come sembra nella bellissima famiglia Sinclair. E che, a volte, ci sono segreti che sarebbe meglio non rivelare mai. Continua a leggere


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Un anno di ChiaraLeggeTroppo!

In realtà non sono puntuale neppure in questo, temo, perché la notifica di questi 365 giorni di letture e decisamente molti meno tentativi di recensione mi è arrivata qualche giorno fa – a mia discolpa non ero a casa e, pur non essendo neppure in vacanza, non ho avuto modo di celebrare l’evento in nessun modo. Neppure mangiando un cupcake in solitudine né tantomeno accendendo una  candelina per questo mio piccolo blog. Un regalo, però, in un certo senso l’ho ricevuto. Io, non il blog, anche se di riflesso lo riguarda. Si tratta di una mail piena zeppa di consigli e dritte da una blogger molto più navigata di quanto non sia, che da sempre mi sono limitata a disseminare nel mondo virtuale scampoli del mio privato piuttosto che contenuti un pelo più impegnativi. Annachiara, di Please Another Book, è stata infatti così gentile da sobbarcarsi tutte le mie perplessità e aiutarmi a sbrogliare la matassa confusa di cose da fare e cose da mettere in programma di fare nell’immediato futuro. Grazie ❤

Work in progress!

Un anno, quindi. Un lasso di tempo abbastanza ampio da farmi azzardare una restyle grafico, puntando su qualcosa di meno sterile e molto più mio. Il rosa non mi convince particolarmente, sarò sincera, né mi fa impazzire questa suddivisione in colonne non delimitata, però nel complesso il tutto ha un aspetto molto più coerente e meglio strutturato. C’è ancora molto da fare e va da sé che non troverò tregua fin tanto che tutto non sarà esattamente come voglio io – e come la foto qui sopra testimonia, sono una che deve approvare ogni singolo, maledetto pixel prima di potersi rilassare e, possibilmente, ricominciare tutto da capo.
Ma al di là dell’aggiungere pagine, collegamenti e quant’altro, il cambiamento più grande che mi riprometto di fare riguarda me. Quindi qui lo dico e lo scrivo, di modo che mi si possa rinfacciare le mie mancanze qualora dovessi sgarrare: giuro solamente di non avere buone intenzioni di postare almeno una recensione a settimana e di non saltare i pochi, pochissimi appuntamenti fissi che sono le mie tre rubriche.
Leggere è sempre stato per me un momento prezioso, un investimento di tempo e energie che vale più di un aperitivo o di una serata bagorda. Non dico che voglio farne il mio lavoro, esser pagata per stare con il naso tra le pagine è un sogno troppo bello per essere vero e i miei percorsi accademici mi stanno portando in direzioni totalmente diverse, però nulla vieta che nel mio tempo libero s’incastri questo blog, che è una mia scelta e una mia responsabilità, una creatura in tutto e per tutto mia. Certo, rispetto all’anno scorso sono cambiate tantissime cose e indubbiamente sono cambiata io, ma questo non deve essere necessariamente un ostacolo a qualcosa che, in fondo, mi piace fare.
Quindi buon compleanno, blog! Possano essercene ancora tanti, davanti a noi, pieni di pagine e nuove avventure!

Edit delle 14.54 – Il rosa ha avuto vita breve, non vogliatemene, ma non potevo proprio vederlo.


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#5 Teaser Tuesday

Ma che, davvero? Siamo già al 19 agosto? Dove diavolo si è nascosta l’estate? Meglio non pensarci, potrei non rispondere delle mie azioni e ingurgitare i quattro cupcake avanzati da domenica sera – cosa che renderebbe del tutto vano lo sforzo di alzarmi presto al mattino per andare a correre. Il libro che sto leggendo, al momento, è Il canto di Penelope, di Margaret Atwood, è questo è il teaser settimanale.

 

Una volta disse che ognuno di noi ha una porta segreta, che conduce al cuore, e che il suo orgoglio era di riuscire ad aprire quella porta. Perché il cuore era sia chiave che serratura e lui, che conosceva a fondo il cuore degli uomini e i suoi segreti, era già sulla strada che portava a controllare il proprio destino. Ma, si affrettò ad aggiungere, non c’era uomo che vi riuscisse fino in fondo. Neanche gli Dei erano più potenti delle tre sorelle, le Parche, che avevano nelle mani il destino dell’uomo. Non pronunciava mai i loro nomi senza sputare, per sfuggire alla mala sorte; rabbrividiva immaginandole nella loro cupa caverna, intente a filare le vite umano, a misurarle e a interromperle. 
“Anche il mio cuore ha una porta segreta?” domandai con un tono che nelle intenzioni doveva essere seducente e civettuolo, “E tu l’hai scoperta?”
Odisseo sorrise. “Devi essere tu a dirmelo.”


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Citazione: “Yellow birds”, Kevin Powers.

Ero diventato una specie di invalido. Erano i miei amici, giusto? Perché non entravo in acqua e andavo da loro? Che cosa gli avrei detto? “Ehi, come va?” Mi avrebbero chiesto. E io avrei risposto: “come se mo stessero divorando da dentro, ma non posso dirlo a nessuno; perché tutti mi sono sempre così grati e io, non so, mi sentirei ingrato. O forse rischierei di rivelare che non merito nessuna gratitudine, anzi, dovrebbero odiarmi tutti per quel che ho fatto, invece mi vogliono bene, e questa cosa mi sta facendo impazzire”. Come no.