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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “Losing it – Credevo che il cielo fosse azzurro”, Cora Carmak.

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Lunedì! Di nuovo! Quali catastrofi ha portato con sé, l’inizio di questa seconda settimana di settembre? Nel mio caso, vabbeh, più che una catastrofe ho trovato una rinuncia personale, ma va bene così. Alle volte saper lasciar andare è importante quasi quanto lottare e crederci fino all’ultimo, per non parlare del fatto che sono giunta alla conclusione che dare la precedenza alla mia salute fondamentale viene prima di qualsiasi altra cosa, quindi alla fine, davvero, non è questa gran cosa. E lo stesso, in un certo senso, si può dire del libro che recensisco oggi: non eclatante, non sconvolgente, nel suo piccolo ordinario ma straordinariamente piacevole. Buona lettura!

Titolo: Losing it – Credevo che il cielo fosse azzurro
Titolo originale: Losing it
Autore: Cora Carmak
Editore: EdizioniAnordest
Pagine: 272
Anno: 2013

Giudizio: 3/5

Sinossi
Bliss Edwards ha ventidue anni e le manca solo un semestre per finire il college. È intelligente e carina, ma tremendamente timida e insicura. Questa sua insicurezza la rende goffa e in particolare con i ragazzi non sa davvero come comportarsi. In più c’è un problema: è l’unica tra le sue amiche ad essere ancora vergine. Anzi, per lei non è esattamente un problema, però quando lo confessa a Kelsey, la sua migliore amica, questa non le lascia scelta: la situazione dev’essere risolta a tutti i costi. E il modo più veloce e semplice per perdere la verginità è l’avventura di una notte. Ma il suo piano si rivela tutt’altro che semplice. Quella sera Bliss incontra Garrick, un ragazzo stupendo con cui scatta subito una forte attrazione, ma arrivata al dunque, Bliss scappa via con una scusa a dir poco strampalata. Come se la cosa non fosse stata già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo, a lezione, scopre che in realtà Garrick è Mr. Taylor, il suo nuovo professore di teatro…

Capita, ogni tanto, di aver bisogno di qualcosa di così leggero, semplice e prevedibile che in qualsiasi altro momento ti farebbe venire il latte alle ginocchia. Capita, ogni tanto, di sentire la necessità fisica di staccare da ogni pretesa di, non lo so neppure io, forse di significato o di importanza, fosse solo per il gusto di ricordare quanto è bello leggere solo per il gusto di farlo. Non perché si deve, non perché è imperdibile, non perché va di moda estrapolare citazioni impegnati da libri che non si ha poi capito così tanto perché lo scopo era farsi grandi nel dire che sì, l’ho letto, e citare, per l’appunto, qualche frase ad effetto. Losing it è il libro perfetto per far ricordare alla propria mente il piacere di una lettura di evasione, neanche tre ore su qualche centinaio di pagine, per perdersi nell’atmosfera dolcemente ovattata delle cornici Romance.
La sua protagonista, Bliss Edwards, è a un semestre dalla laurea e assieme alle preoccupazioni per il suo futuro è crucciata da una ancora più grande: è ancora vergine. Ora, prima che storciate il naso in massa, aspettato almeno di sentire il resto: vive in un appartamento che davvero, venderei un rene per potermene permettere uno simile, è carina ma non bellissima, piena di amici e con la testa sempre presa dai libri. Razionale, morbosamente riflessiva e analitica, Bliss non fa niente che sia meno di calcolato al millimetro. Non agisce d’impulso, non è vittima delle sue emozioni, non perde il controllo e, perfettamente consapevole di tutto ciò, non se ne preoccupa più di tanto. Eppure, quando la incontriamo, la sua missione è una soltanto: liberarsi della gravosissima etichetta di vergine il prima possibile, una cosa del tipo leviamoci questo cerotto il prima possibile, per intenderci. Non fosse che, nel complesso, il miscuglio ha qualcosa di adorabile, avrei rinunciato, sbuffando per l’impossibilità di prenderla a calci da qui al duemilacredici.
Qualche pagina più tardi, la ritroviamo in un pub in compagnia della migliore amica Kelsey, annoiata e reduce da una serie di shot di tequila che avrebbero steso un cavallo, in cerca di una via di fuga da una situazione che non è pronta ad affrontare. E lo vede. Garrick. Biondo, occhi azzurri, un libro di Shakespeare in mano – e quando apre bocca, che delizia, un accento inglese che non ha mandato in corto circuito solo il cervello di Bliss, ma anche il mio.
Una cosa tira l’altra, come sempre in queste situazioni, e prima che Bliss possa rendersene conto sta scappando dal suo appartamento, dopo essersi inventata un gatto immaginario da recuperare dal veterinario, lasciando Garrick sul suo letto. Nudo. Inutile dire che tanto ben di Dio non va sprecato, né ci vuole così tanto tempo per ritrovarlo – adeguatamente vestito – l’indomani: il bel biondone inglese è, nientepopodimenoche, il nuovo insegnante di recitazione della classe di Bliss! Gioia e tripudio!
Adesso, mettendo da parte la mia ironia dovuta più che altro al sottile imbarazzo di un libro che si presenta come indiscutibilmente ridicolo e prevedibile, vi chiedo di tapparvi il naso e andare oltre l’apparenza. Perché se è vero che c’è una prevedibilità di fondo che non mi azzardo neppure a negare, è altrettanto vero che Losing it è un libro divertente, senza pensieri e appassionante, che fa il suo sporco dovere e tiene il naso incollato alle pagine. Certo, capitano quei momenti in cui sbuffare è inevitabile e viene voglia di andare a scambiare un paio di parole con Bliss, fastidiosamente ingenua e a tratti incapace di guardare al di là del proprio naso, ma non è capitato forse a tutti di perdere la testa e non riuscire ad ampliare il proprio campo visivo neppure sotto costrizione? Appunto.
Se spogliata di ogni elemento volutamente fiabesco e esageratamente romanzato, rimane la storia di una ragazza più normale di quanto si pensa di poter ammettere, alle prese con un sentimento che non sa gestire e una serie di paure che, ammettiamolo, sono tutte perfettamente condivisibili. Ma poiché parliamo di un libro che appartiene al genere romance, allora il generoso tentativo di ingentilire ogni spigolo smussa il realismo, e nelle nostre mani troviamo, perfettamente confezionato, il rimedio ad un pomeriggio piovoso o la compagnia per una mattinata al mare.
Leggetelo con l’intenzione di lasciarvi ammaliare, o non vi piacerà. Come tante altre cose nella vita, ce ne sono alcune che hanno bisogno di un piccolo incoraggiamento e questo libro non fa eccezione: prendetelo con un sorriso, e vi farà sorridere di rimando. Che non è poca cosa, a ben pensarci.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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