Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#1 Paperboy – Fidanzati di carta.

11 commenti

PinterestNon ne ho mai fatto mistero: ad ogni libro che leggo, il più delle volte corrisponde un feroce e imbarazzante innamoramento per uno o più dei suoi personaggi. Quindi, mi sono detta, perché non esporsi al pubblico e stilare un elenco dei miei amori cartacei? Già, perché no!
Quindi eccoci qui, a celebrare le glorie cartacee, quelle che ci danno aspettative poco realistiche sugli uomini (un po’ come la Disney e The Hills per i capelli), che non ci fanno dormire la notte o che speriamo di sognare, la notte. Quelle che ma perché il mio ragazzo non gli assomiglia un po’? Oppure quelle che no, vabbeh, ma non ci posso credere, ‘sta cretina non lo merita, ma GUARDA TE COSA MI TOCCA LEGGERE PORCA ZOZZA NON C’É GIUSTIZIA AL MONDO. Quelle che ti fanno piangere tutte le tue lacrime e poi ti lasciano ridotta ad una pappetta di emozioni grattugiate, a riflettere sul perché uomini così non esistono nel mondo vero e poi ad affogare la desolazione con un barattolo di Nutella. Che sono la causa di trasognati sospiri in treno/autobus/aereo/camera. Che non te lo sai spiegare, ma in fondo in fondo, da qualche parte, hai la matematica certezza che tu, uno così, in realtà non sapresti neppure da che parte prenderlo perché totalmente intontita dalla sua straordinaria tuttezza, ma che se non altro moriresti nel tentativo perché, beh… tutto quel ben di Dio vale sicuramente il tentativo. Quelle, insomma.
E chi meglio di lui, per inaugurare questo delirante appuntamento pre week-end che di letterario ha molto molto molto poco?

James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser
c3ddc7ac73fb7a7ac57f167f690d9c99Scozzese, alto e dalle spalle così larghe da stringere il cuore per la commozione; capelli rossi, occhi chiari e le mani di chi è abituato a lavorare per guadagnarsi da vivere. Insospettabile uomo di cultura, dai solidi principi: se vuole venire a letto con te, prima ti sposa – perché la reputazione, si sa, è tutto. E ci sono ottime probabilità che lui sia ancora vergine, quando si arriva al punto, a riprova dell’importanza che da ai suoi valori. Inspiegabile? Abbastanza. Ma chi siamo noi per fare domande? Prendiamo quel che passa il convento, e questa volta il convento ha voluto strafare.
Parla con un marcatissimo – e terribilmente sexy – accento, è rude nei modi ma conosce la gentilezza e sa offrirla più di quanto non dia a vedere. Se ti parla in gaelico, beh, non hai speranze. Rinuncia proprio, non provarci neanche, perché così come riesce ad ammansire il più testardo dei cavalli saprà ammansire anche te e non importa se non capisci cosa dice, tu farai esattamente tutto quello che lui vuole tu faccia, senza discutere e senza fiatare. Sarai contenta di farlo. Sarai contenta di averlo fatto. Perché lui ti ha parlato in gaelico e SBAM! Morta.
Nato il 1 maggio 1721, per incontrarlo è necessario recarsi al Craigh na Dun e attraversare la spaccatura della pietra centrale. Un forte ronzio d’api e la sensazione di essere strattonata da tutte le parti vi diranno che state andando nella giusta direzione.
Gli piacciono le more, gli piace chiamarle mo duinne (che vi avevo detto sul gaelico?), è un instancabile animale da letto ed è l’erede di Lallybroch, maniero della famiglia Fraser. Attenzione però! Non gli è permesso ereditare, né tantomeno è per lui sicuro lasciare le terre dei MacKenzie: gli inglesi hanno posto una taglia sulla sua gloriosa testa rossa, non contenti di avergli deturpato la schiena a suon di frustrate. Se le cicatrici non sono un problema – e fondamentalmente non lo sono, ve lo dico io -, allora tenetevelo stretto perché, al di là della sua mentalità vecchia due secoli, questo rude uomo delle Highlands vi ruberà il cuore E NON VE LO RESTITUIRÀ MAI PIÙ.

“You’re mine, mo duinne,” he said softly, pressing himself into my depths. “Mine alone, now and forever. Mine, whether ye will it or no.”
I pulled against his grip, and sucked in my breath with a faint “ah” as he pressed even deeper.
“Aye, I mean to use ye hard, my Sassenach,” he whispered. “I want to own you, to possess you, body and soul.”
I struggled slightly and he pressed me down, hammering me, a solid, inexorable pounding that reached my womb with each stroke.
“I mean to make ye call me ‘Master,’ Sassenach.” His soft voice was a threat of revenge for the agonies of the last minutes. “I mean to make you mine.”

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Anche io Jamie.
Anche io.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

11 thoughts on “#1 Paperboy – Fidanzati di carta.

  1. Tu, proprio di Jemie dovevi parlare? *.*
    PS: mi piace questa rubrica!!

  2. MA DI COSA VUOI PARLARE, AMORE? DI COSA? NON C’E’ NULLA DA DIRE. SOLO ARRENDERSI.

  3. ADESSO IO E TE LASCIAMO MARCO E FRANCESCO AI LORO TRISTI DESTINI E PRENDIAMO UN VOLO DI SOLA ANDATA PER LA SCOZIA. OK? OK.

  4. Pingback: Recensione: “La straniera”, Diana Gabaldon. | chiaraleggetroppo

  5. “When the day shall come that we do part, if my last words are not ‘I love you’ – ye’ll ken it was because I didna have time.”

    Ci ho messo 10 anni, ma alla fine anche io mi sono arresa all’evidenza: dopo aver conosciuto James Alexander Malcolm Mackenzie Fraser non ce n’è per nessuno.

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