Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Premio curiosità 2014

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In ritardissimo, argh, e con addosso una stanchezza indicibile. Questa mattina mi sono alzata alle 6:30 per andare a correre – freddo a parte, è stato bellissimo tornare al parco mentre il sole sorgeva e ritrovare le vecchie abitudini di qualche mese fa! – e poi mi sono cuccata sei ore di lezione che si sono trascinate fino alle 19.00, quando sono approdata a casa desiderando unicamente di morire sotto il piumone. Perché non scherzavo, fa davvero freddo oggi. Davvero freddo. Davvero. Freddo. Freddo. Davvero. OK MI SONO INCANTATA! Dicevo, sono stanca morta, ma sono stata taggata dalla splendida Cecilia di Se solo sapessi dire e ho lasciato trascorrere fin troppo tempo. Quindi, approfittando della triste mancanza di nuove letture che mi impedisce di postare il WWW Wednesday, eccovi qua – in cambio – il Premio Curiosità 2014!

1. Hai qualche qualità personale che nessuno sembra apprezzare?

Mi sono già pentita di aver accettato la nomination. Sinceramente non saprei davvero dire se c’è una mia qualche qualità che non sta a genio a nessuno… mi vengono in mente solo un’infinità quantità di difetti, se devo esser sincera. Suppongo che il mio definirmi uno zerbino in realtà voglia dire che sono una persona molto disponibile nei confronti di chiunque, cosa che mi porta il più delle volte a calpestare me stessa per evitare di calpestare le persone che ho attorno. Non è un qualcosa che oggi viene particolarmente apprezzato, al contrario ho come l’impressione che venga considerato un qualcosa di normale o quantomai scontato – come se le persone fossero al mondo per rendere la vita di qualcun altro particolarmente facile, a costo di sacrificare se stessi. Non è che mi pesa fare favori, al contrario mi piace rendermi utile, però sono in pochi quelli che poi effettivamente mi dicono grazie. Forse il problema è più che altro una straordinariamente diffusa maleducazione.

2. Il sogno più interessante che tu abbia fatto.

Ah, quando ero piccola ero bravissima e al mattino, se mi svegliavo dopo un sogno pazzesco, lo scrivevo su un quadernetto per non dimenticarlo. Una volta diventata più grande, il quadernetto è stato dimenticato sul fondo di una qualche scatola dei ricordi e io ho iniziato a trasformare i sogni in racconti, quindi a rigori di logica mi basterebbe cercare l’ultimo file word aperto – e successivamente abbandonato – per risalire all’ultimo. No, non funzionerebbe perché qua mi viene chiesto il mio sogno più interessante, non un bel sogno. Una volta ho sognato di essere una studentessa di Hogwarts, ecco, ed è probabilmente la cosa più fica che il mio inconscio abbia mai partorito nelle ore di sonno.

3. Ti senti più te stesso nel mondo reale o nel mondo virtuale?

Dipende molto dalle persone che ho davanti. Va da sé che nel mondo virtuale è tutto più facile, in primis perché non ci metti la faccia – nel mio caso ci metto una quintalata di selfie e altre foto in cui sembro mediamente fregna, perché ehi… a ciascuno le sue debolezze – e poi perché è molto più facile esprimersi per iscritto che non a voce. Ci sono cose che vengono condivise online quotidianamente che non avremmo mai il coraggio di dire a voce, guardando negli occhi la persona a cui ci stiamo rivolgendo. La cosa davvero bella è quando incontri persone che ti fanno sentire così a tuo agio anche stando al tuo fianco, che ti ascoltano, ti capiscono e ti conoscono. Non credo di sentirmi più o meno me stessa dentro o fuori dallo schermo, però. Credo di aver finalmente imparato ad essere una cosa sola a prescindere dagli altri: se piaccio, bene, se non piaccio, pace. Sono quello che sono, e se sta bene a me, allora tutto a posto.

(Poi in realtà sono la regina delle paranoie e basta un niente per mandare in vacca tutto questo bel discorso. Però non li diciamo ad alta voce, ecco. )

4. Esponici il tuo abbigliamento-tipo di quando avevi 14 anni.

Mi vestivo male, non c’è altro modo per dirlo. Non mi importava di niente, stavo bene con le mie magliette e i miei jeans, le felpe e i giacconi sformati. Ero felice lo stesso, vivevo per la pallavolo, i vestiti (così come i ragazzi, o tante altre cose) erano l’ultimo dei miei problemi.

5. Qual è il modo più strano in cui ti sei fatto male?

Da piccola, sulla bici. Non stavo neppure pedalando, ero ferma e stavo aspettando qualche mia amica dell’epoca, e di punto in bianco mi sono trovata per terra senza sapere come: distorsione al mignolo della mano sinistra. Ma siccome #sonofattapeggiodimale, non solo non ho pianto: non ho detto proprio nulla, mi sono rialzata e sono andata a pranzo con i miei in un agriturismo, solo sulla strada del ritorno ho mostrato le condizioni della mia mano a cui non era più attaccato un dito ma una salsiccia. Mi hanno portata al pronto soccorso e mi hanno steccato la mano. Non so se sia un modo strano di farsi male, ma la cosa del cadere da ferma mi è rimasta e se non altro è un aneddoto strano di per sé.
No, avete ragione, non so raccontare aneddoti.

E questo è quanto!
Mi rendo conto che è tardissimo, per i miei standard, ma non mi andava di trascurare ancora questo piccolo blog. Questo fine settimana conto di passare qualche ora felice sul mio bel lettino, in compagnia di un po’ di musica e qualche recensione da completare. E voi? Avete già pensato a cosa farete nel weekend o è troppo presto ancora?

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

2 thoughts on “Premio curiosità 2014

  1. Ti voglio così tanto bene che passo sopra al Cecilia. Immagina quanto sia “tanto” eh.

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