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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#6 Paperboy – Fidanzati di carta

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Lo so che in realtà questa rubrica è l’unica che vi interessa, che credete? È anche la mia preferita, del resto. Un po’ perché cade di venerdì, quando il weekend è ormai alle porte, e un po’ perché l’argomento di cui tratta è un po’ una mia grande debolezza in quanto lettrice. Ma ehi, chi vogliamo prendere in giro? I paperboy piacciono, poco da fare. E questa settimana… beh, lasciamo stare. C’è poco da dire su di lui. Godetevelo tutto, e godetevi il fine settimana in arrivo!

Legolas di Bosco Atro
Alziamo il tiro, belle donzelle. Questa volta puntiamo a un manzo di sangue reale e, come se l’essere l’erede di uno dei reami più vasti della Terra di Mezzo non fosse abbastanza, per di più elfo. E se voi come me siete parte del glorioso #TeamElfi, allora non ho bisogno di spiegarvi perché questo attributo, nello specifico, faccia vincere al nostro prode cavaliere tutto quello che si può vincere al mondo, e a mani basse. Ma non siete ancora dei nostri, lasciate che vi illumini a riguardo: gli elfi sono fighi. Ma fighi non come può esserlo un comune mortale, no. Loro stanno ad un livello di fighezza che si può definire unicamente come “ultraterreno”, rasentano una perfezione che non è solo fisica, no. Perché sono degli stronzi, consapevoli di essere baciati dalle stelle, di essere la stirpe prediletta dagli dei, di potersi permettere di guardare dall’alto in basso noi poveri esseri inferiori. E non neghiamolo, questo atteggiamento assolutamente sprezzante a noi piace. Ci piace, e ci piace anche il fatto che lo stesso modo di fare su qualcun altro ci farebbe venir voglia di prendere questo fantomatico altro a calci nel sedere da qui all’eternità. Ma essendo un elfo, Legolas può. E lo fa alla grande, lasciatevelo dire.
Dicevamo: manzetto di stirpe reale, bello bello in modo assurdo, alto, orecchie a punta, occhi che vedono più di quanto non sembri, la delicatezza di spirito che è propria della sua stirpe mescolata all’acuta stronzite che è – anche questa – propria della sua stirpe. Eroe della Terra di Mezzo, membro originario della Compagnia dell’Anello. Guerriero formidabile, tira con l’arco che, lasciatevelo dire, attizza come poche altre cose nella vita, e se non è l’arco allora sono due pugnaloni fichissimi che davvero, ma devo proprio dirlo? Non è un caso che il web sia pieno di fanfiction zeppe di facili sentimenti tra lui e banalissime ragazzotte umane senza arte né parte: noi tutte aspiriamo alla sua mano. E non solo a quella, coff. Cammina leggero come un gatto sulla neve, è un maratoneta nato, ha i capelli sempre a posto e anche quando è coperto di fango e sangue dalla testa ai piedi ci fa partire un picco ormonale che metà basta. Perché lui può. Perché Legolas di Bosco Atro è qualità superiore e non c’è davvero fine ai motivi per cui è nostro preciso dovere amarlo come e persino più di quanto merita.

Frodo levò lo sguardo sull’Elfo che lo sovrastava, alto, con gli occhi fissi nel buio, alla ricerca di un bersaglio da colpire. Scura era la sua testa, e cinta da una corona di stelle bianche ed aguzze che luccicavano nei neri stagni del cielo dietro di lui.

Legolas gave me unrealistic expectation about men.
Un po’ come le principesse Disney con i capelli.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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