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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Per te qualsiasi cosa”, Sam Angus.

Non è stato facile, scrivere questa recensione. Me lo sono imposta, però, perché parla di un libro che mi ha toccata molto più di quanto mi aspettasse ed era giusto rendergli merito sforzandomi di trovare, dentro di me, parole che potessero raccontarlo a voi. Quindi niente, buona lettura bestiarole, e buon inizio settimana!

Titolo: Per te qualsiasi cosa
Titolo originale: Soldier Dog – Loyal to the end
Autore: Sam Angus
Editore: Garzanti
Pagine: 279
Anno: 2012

Giudizio: 5/5

Sinossi
Sarà sempre leale, fedele e coraggioso con ogni battito del suo cuore.
Stanley è ancora un ragazzino, e si sente solo. Da quando il fratello è partito per la guerra, il padre non è più lo stesso. È freddo e distante. Eppure Stanley ha trovato un modo per essere di nuovo felice: prendersi cura dei suoi cani. Lui è l’unico che sa come comunicare con loro. Quando Soldier, un cucciolo dal pelo chiaro, sembra troppo fragile per sopravvivere, Stanley gli salva la vita. Qualcosa di speciale li unisce e i due diventano inseparabili. Ma il loro legame è destinato a spezzarsi: un giorno, all’improvviso, Soldier scompare. Per Stanley è una nuova ferita difficile da ricucire. Non gli rimane che una scelta: vestire la divisa dell’esercito inglese e partire per il fronte. Partire alla ricerca del fratello e cercare di riunire la sua famiglia. Grazie alla sua rara abilità nel capire i cani, viene assegnato al servizio dei cani messaggeri. Nell’orrore delle trincee del primo conflitto mondiale, la lealtà e il coraggio di questi animali salvano vite umane. Sono loro che giorno dopo giorno insegnano a Stanley a essere forte e a sopportare la violenza della guerra. Eppure lui non riesce ad affezionarsi veramente: il ricordo di Soldier fa ancora troppo male. Fino a quando non gli viene affidato Pistol che, come lui, non si fida più di nessuno. Grazie a questo cane Stanley rivive, per la prima volta, la forza dell’amicizia che lo legava a Soldier. Una sensazione che credeva di non riuscire più a provare. Pistol ha uno strano e immediato attaccamento per lui e i suoi occhi sembrano volergli dire qualcosa. Stanley deve scoprire se il suo cuore è ancora capace di ascoltare.
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#5 Paperboy – Fidanzati di carta

Sono le nove del mattino e io non dovrei essere qui davanti al pc, ma a dormire. Perché ho lezione appena alle undici, e qualche minutino in più avrei potuto rubarlo invece di dovermi mettere a pensare a un post che non ho avuto il tempo di scrivere in settimana. In cucina c’è il mio coinquilino che dialoga con Siri, per darvi un’idea della voglia di interazione col mondo che ho appena sveglia, però… oggi è il compleanno della mia Zumpi, e quindi non posso ignorare il fatto che glielo devo. Me lo ha chiesto già tre volte, in fondo, quindi devo avvisarvi che su questo Paperboy c’è un diritto di precedenza insindacabile che spetta a lei in quanto suo regalo di compleanno, dal momento che non ho un labrador nero per le mani da regalarle. Buon compleanno, cuor di panna <3!

Sirius Black
Lo conosciamo tutte, per un motivo o per l’altro, ed è inutile negare che tutte – dalla prima all’ultima, senza alcuna possibile eccezione – siamo rimaste deluse dal volto che gli è stato dato nella versione su pellica della saga per eccellenza. Perché diciamolo, Sirius Black è un figo. Niente a che vedere con il vecchio che ci siamo sorbite per ore e ore e ore fino a quando la sua morte non ha lasciato un vuoto nei nostri cuori di fangirl innamorate. Il vero Sirius Black ha i capelli neri come ali di corvo, un passato da vero malandrino – in tutti i sensi possibili e immaginabili – alle spalle e una bellezza così sconvolgente che davvero, J.K. perché non ti sei opposta al scempio che ne hanno fatto? Il vero Sirius non avrebbe mai portato quei baffetti invedibili. Il vero Sirius sarebbe stato un pezzo di gnocco persino appena evaso da Azkaban, perché uno che riesce ad evadere da un tale inferno deve esserlo per forza di cose. È la legge della gnoccaggine, non si può evitarlo.
Ma cosa sappiamo di lui? Sappiamo che ha contribuito alla realizzazione della Mappa del Malandrino, e che è diventato Animagus quando buona parte dei suoi coetanei aveva problemi a trasfigurare una tazzina da te in una mela. Sappiamo che l’ha fatto per amicizia, cosa che gli fa vincere un triliardo di punti cuore. Sappiamo pure che per amicizia è finito ad Azkaban, e che poi per amore di quel povero troglodita che si ritrova per figlioccio di Harry arriverà persino a morire, lasciandoci tristi e sole in compagnia di un protagonista che boh, non è un mistero, io gioco in tutti i team possibili tranne che nel team Potter. Ma oltre a questo? Beh, ha una moto volante. E se non vi basta il pensiero di poter fare un giretto al tramonto tutte belle strizzate contro di lui, allora non so proprio cosa dirvi. Potreste avere un problema, siatene consapevoli!
Perché Sirius è il ragazzo che ti fa perdere la testa quando sei a scuola, che ti fa uscire scema perché è un arrogante, borioso, splendido giovane uomo con un cuore immenso che probabilmente tiene ben nascosto, e poi si trasforma nell’uomo che ti fa perdere il cuore una volta lasciata andare la ruggente tracotanza degli anni da teen. Sirius è quello che è stato letteralmente cancellato dall’albero genealogico della famiglia Black per le sue scelte fondamentalmente politiche, è quello che non esita a combattere per ciò che ritiene giusto, quello che ci sbatte il muso fino a quando non ti fa cambiare idea e che non si arrende neppure quando la resa sempre essere l’unica e sola possibilità.
Sirius Black, amiche mie, è l’uomo che tutte noi vorremmo accanto durante il giorno: divertente, intelligente, bello, spigliato, sfrontato quanto basta a farci venire la tremarella alle ginocchia. Orgoglioso, coraggioso, fiero. Ma sopra ogni altra cosa, e lo dico senza vergogna perché credo più alle fanfiction che leggo che non all’idea che hanno voluto darne nei film, è esattamente l’uomo che vorremmo nel letto la notte. Ma anche per terra. In macchina. Sulla moto volante. Contro un muro. INSOMMA ABBIAMO CAPITO. Sirius Black, in parole povere, è pura perfezione.

“We’ve all got both light and dark inside us. What matters is the part we choose to act on. That’s who we really are.”

You just can’t handle him. You can’t.
You surrender to him and that’s fine.


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#13 Teaser Thursday

Dopo pranzo, mentre gli passava accanto in corridoio, Poppy gli mise in mano un bigliettino triangola. Zach non aveva bisogno di aprirlo per sapere di che cosa si trattava. Domande. Non riusciva a ricordare a chi fosse venuta l’idea, o quando, ma le domande erano una strana faccenda privata fuori dal gioco. Lui e Poppy e Alice dovevano rispondere a qualsiasi domanda venisse posta sul gioco, per iscritto, ma solo chi aveva fatto la domanda poteva conoscere la risposta. I personaggi non l’avrebbero saputo.
Si passavano bigliettini avanti e indietro, specie quando uno di loro stava per finire in castigo o per partire. Zach provava sempre una vampata d’esaltazione – e un briciolo di paura – nel momento in cui riceveva un bigliettino ripiegato. Era un elemento particolarmente rischioso del gioco. Se fosse finito nelle mani di un insegnante o se l’avesse visto l’Alex… Bastava il pensiero a fargli avvampare il collo per l’imbarazzo.

Jonas pedalava senza fretta, controllando ogni singola rastrelliera davanti a ogni edificio alla ricerca della bici di Asher. Era raro che trascorresse le ore di volontariato assieme all’amico, perché i suoi continui scherzi rendevano difficile lavorare seriamente; ma ora, con la Cerimonia dei Dodici ormai alle porte, la cosa non sembrava più tanto importante.
La libertà di scegliere come passare quelle ore era sempre sembrata a Jonas un lusso incredibile: tutte quelle altre erano regolate con una tale precisione! Ricordava quando era diventato un Otto, come Lily di lì a poco, e aveva dovuto compiere quella scelta. Gli Otto affrontavano sempre le loro prime ore di volontariato con un certo nervosismo, ridacchiando e stringendosi in crocchi e, quasi invariabilmente, le trascorrevano nella familiare area di ricreazione, aiutando i più piccoli. Ma poi, con l’aumentare della sicurezza in se stessi e della maturità, cominciavano a dedicarsi ad altri compiti, prediligendo quelli più consoni alle loro attitudini e inclinazioni.

…e non mi guardate così, ve li avevo promessi! E già che ci sono, colgo l’occasione per dirvi che siete ancora in tempo ad unirvi al #PABGivRA organizzato da Please Another Book: cliccate sul banner qui sotto e andate al post incriminato per tutte le specifiche del caso. Ci si diverte moltissimo a leggere in compagnia, non abbiate paura di buttarvi!


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#5 WWW Wednesday

Buon giorno bestiarole! Vi scrivo dopo aver appena finito di divorare il mio triste pranzo al sacco, aspettando per andare a prendere il caffè prima delle prossime quattro ore di lezione. Questi ritmi mi stanno uccidendo, ma finalmente ho raccolto abbastanza materiale da mettere assieme un WWW Wednesday! Quindi bando alle ciance, parliamo di cose serie. Parliamo di libri.

What are you currently reading?

Fangirl, Rainbow Rowell.
Qui la recensione.
Cath is a Simon Snow fan.
Okay, the whole world is a Simon Snow fan…
But for Cath, being a fan is her life—and she’s really good at it. She and her twin sister, Wren, ensconced themselves in the Simon Snow series when they were just kids; it’s what got them through their mother leaving.
Reading. Rereading. Hanging out in Simon Snow forums, writing Simon Snow fan fiction, dressing up like the characters for every movie premiere.
Cath’s sister has mostly grown away from fandom, but Cath can’t let go. She doesn’t want to. Now that they’re going to college, Wren has told Cath she doesn’t want to be roommates. Cath is on her own, completely outside of her comfort zone. She’s got a surly roommate with a charming, always-around boyfriend, a fiction-writing professor who thinks fan fiction is the end of the civilized world, a handsome classmate who only wants to talk about words… And she can’t stop worrying about her dad, who’s loving and fragile and has never really been alone. For Cath, the question is: can she do this?
Can she make it without Wren holding her hand? Is she ready to start living her own life? Writing her own stories? And does she even want to move on if it means leaving Simon Snow behind?

Lithium, Marika Cavaletto e Chiara B. D’Oria
Il Destino regola inevitabilmente le nostre vite, intrecciandole, sovrapponendole e poi strappandole senza pietà. Questa è la storia di Mya e Chrissie, due ragazze che lasciano l’Italia per studiare all’estero, due ragazze che scappano da un passato impossibile da dimenticare. Fuggono, si nascondono, ma il Destino le travolge ancora, rinchiudendole in una realtà da incubo, una realtà dove i mostri sono reali e non solo ricordi insistenti. Un Dark Fantasy che lega le vite di diverse persone alla ricerca della loro strada, in un mondo irreale, governato da un’entità incurante. Perché il Destino ci ama e ci odia con la stessa intensità, ma a noi, povere pedine del suo folle piano, l’odio sembra prevalere.

Doll Bones, Holly Black.
Qui la recensione.
A dodici anni, Zach passa i pomeriggi a inventare storie con le sue due migliori amiche, Poppy e Alice: i tre hanno affidato il dominio del loro regno immaginario all’enigmatica Regina, una bambola di porcellana così perfetta da sembrare viva. Un brutto giorno il padre affronta Zach intimandogli di crescere e di cominciare a interessarsi a cose “da grandi”. Il mondo di Zach sembra andare in frantumi, finché una notte la Regina compare in sogno a Poppy, rivelandole di essere stata una bambina in carne e ossa di nome Eleanor, le cui ceneri si trovano ora all’interno della bambola; Eleanor non avrà pace finché non sarà seppellita nella sua tomba, in una lontana cittadina dall’altra parte degli Stati Uniti. I tre ragazzi partono nel cuore della notte, dormendo sotto le stelle, accampandosi nei cimiteri, incontrando bizzarri personaggi che parlano alla bambola scambiandola per una bambina vera, in un viaggio che cambierà per sempre le loro esistenze. Non somigliava affatto a un sogno. Era seduta sul bordo del mio letto. Aveva i capelli biondi, come quelli della bambola, ma arruffati e sporchi. Mi ha detto di seppellirla. Mi ha detto che non avrebbe trovato riposo fino a che le sue ossa non fossero state nella tomba e che, se non l’avessi aiutata, me ne avrebbe fatto pentire.

The Giver – Il Donatore, Lois Lowry.
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando.

What did you recently finish reading?

After math, Denise Grover Swank.
Giudizio: 4/5
Qui potete trovare la recensione completa.
Scarlett Goodwin’s world is divided into Before and After.
Before she agreed to tutor Tucker Price, college junior Scarlett was introvert, struggling with her social anxiety disorder and determined to not end up living in a trailer park like her mother and her younger sister. A mathematics major, she goes to her classes, to her job in the tutoring lab, and then hides in the apartment she shares with her friend, Caroline.
After junior Tucker Price, Southern University’s star soccer player enters the equation, her carefully plotted life is thrown off its axis. Tucker’s failing his required College Algebra class. With his eligibility is at risk, the university chancellor dangles an expensive piece of computer software for the math department if Scarlett agrees to privately tutor him. Tucker’s bad boy, womanizer reputation makes Scarlett wary of any contact, let alone spending several hours a week in close proximity.
But from her first encounter, she realizes Tucker isn’t the person everyone else sees. He carries a mountain of secrets which she suspects hold the reason to his self-destructive behavior. But the deeper she delves into the cause of his pain, the deeper she gets sucked into his chaos. Will Scarlett find the happiness she’s looking for, or will she be caught in Tucker’s aftermath?

Per te qualsiasi cosa, San Angus.
Giudizio: 5/5
Qui la recensione.
Stanley è ancora un ragazzino, e si sente solo. Da quando il fratello è partito per la guerra, il padre non è più lo stesso. È freddo e distante. Eppure Stanley ha trovatoun modo per essere di nuovo felice: prendersi cura dei suoi cani. Lui è l’unico che sa come comunicare con loro. Quando Soldier, un cucciolo dal pelo chiaro, sembra troppo fragile per sopravvivere, Stanley gli salva la vita. Qualcosa di speciale li unisce e i due diventano inseparabili. Ma il loro legame è destinato a spezzarsi: un giorno, all’improvviso, Soldier scompare. Per Stanley è una nuova ferita difficile da ricucire. Non gli rimane che una scelta: vestire la divisa dell’esercito inglese e partire per il fronte. Partire alla ricerca del fratello e cercare di riunire la sua famiglia. Grazie alla sua rara abilità nel capire i cani, viene assegnato al servizio dei cani messaggeri. Nell’orrore delle trincee del primo conflitto mondiale, la lealtà e il coraggio di questi animali salvano vite umane. Sono loro che giorno dopo giorno insegnano a Stanley a essere forte e a sopportare la violenza della guerra. Eppure lui non riesce ad affezionarsi veramente: il ricordo di Soldier fa ancora troppo male. Fino a quando non gli viene affidato Pistol che, come lui, non si fida più di nessuno. Grazie a questo cane Stanley rivive, per la prima volta, la forza dell’amicizia che lo legava a Soldier. Una sensazione che credeva di non riuscire più a provare. Pistol ha uno strano e immediato attaccamento per lui e i suoi occhi sembrano volergli dire qualcosa. Stanley deve scoprire se il suo cuore è ancora capace di ascoltare.

La rivelazione, James Dashner.
Giudizio: 3/5
Thomas sa di non potersi fidare delle menti malvagie che fanno parte della C.A.T.T.I.V.O., l’organizzazione che continua a tenere sotto scacco lui e gli altri Radurai, i sopravvissuti al Labirinto. Il tempo delle menzogne è finito, gli ripetono, i loro ricordi sono stati ripristinati e le tremende Prove cui sono stati sottoposti sono terminate. Sostengono di aver raccolto tutti i dati di cui avevano bisogno, ma di dover fare ancora affidamento su di loro per un’ultima missione: tocca ai Radurai trovare una cura per l’Eruzione, lo spietato morbo che conduce alla follia. Ma accade qualcosa che nessuno degli uomini della C.A.T.T.I.V.O. poteva prevedere: i ricordi di Thomas si spingono molto più lontano di quanto possano anche solo sospettare, fino alla verità. Il ragazzo adesso ha la conferma: non può credere a una sola parola di quello che dicono. E i suoi ricordi gli rivelano che dovrà fare molta attenzione, se vuole sopravvivere, perché la verità è più pericolosa della menzogna.

What are you going to read next?

Eh, bella domanda.
In tutta onestà, non ci ho davvero pensato. Mi sono resa conto di seguire dei ritmi di vita che sono parecchio pesanti, ogni giorno esco di casa a metà mattina – se non prima – e non ci torno prima delle otto di sera. Questo significa che oltre ad essere sovraccarica di stanchezza, sono pure oberata di studio che va accumulandosi ad una velocità spaventosa, che a sua volta implica poco tempo da dedicare alla lettura. Non so cosa leggerò dopo, ma potete scommettere quello che volete che sicuramente leggerò qualcosa. Semplicemente, non mi sento di pianificare nulla né ho avuto effettivamente modo di trovare un libro che, solamente leggendone la sinossi, mi facesse scalpitare dalla voglia di metterci le mani sopra. I quattro libri attualmente in lettura mi terranno compagnia quel che basta per rimediare alla mancanza, ma come sempre siete caldamente invitati a consigliarmi tutto quello che volete consigliare! Sono sempre pronta ad accogliere nuovi titoli nella mia libreria e sono curiosa di sapere quali avventure vi tengono compagnia in questo periodo!


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#12 Teaser Tuesday

Il cellulare sul bancone prese a vibrare, riportandomi alla realtà. Avevo ricevuto un messaggio. Allungai un braccio per controllare chi fosse il mittente, ma fui colpita da un tremore acuto. Quel tremore.
Aspettai, ormai rassegnata, che arrivasse anche il resto. Nausea. Vertigini. Vampate di calore seguire da brividi di freddo. Tachicardia. Una fastidiosa sensazione di formicolio in tutto il corpo. E infine, quell’insopportabile impressione di star soffocando. Mi accasciai al suolo, sperando e pregando che nessun cliente entrasse in quel momento e mi trovasse in quello stato.
Il dottore definì tutto ciò come DAP: disturbo da attacchi di panico.
Col tempo avevo imparato a gestirli e controllarli, dovevo stare calma, svuotare la mente, fare respiri profondi. Ultimamente la musica mi era di grande aiuto, peccato non avessi l’mp3 a portata di mano. Mi chiesi quanto ancora avrei dovuto sopportare quella situazione estenuante. La mia vita, da qualche tempo, poteva essere riassunta in due parole: in bilico.

“Okay. Let’s start with a question that doesn’t really have an answer… Why do we write fiction?”
One of the older students, a guy, decides he was game. “To express ourselves,” he offered.
“Sure,” Professor Piper said, “Is that why you write?”
The guy nodded.
“Okay… why else?”
“Because we like the sound of our own voices,” a girl said. She hade hair like Wren’s, but maybe even cooler. She looked like Mia Farrow in Rosemary’s Baby (wearing a pair of Ray-Bans).
“Yes,” Professor Pipe laughed. It was a fairy laugh, Cath thought. “That’s why I write, defenetly. That’s why I teach.” They all laughed with her. “Why else?”
Why do I write? Cath tried to come up with a profound answer – knowing she wouldn’t speak up, even if she did.
“To explore new worlds.”
“To explore old ones,” someone else said. Professor Piper was nodding.
To be somewhere else, Cath tought.
“So…” Professor Pipe purred, “maybe to make sense to ourselves?”
“To set ourselver free,” a girl said.
To get free of ourselves.
“To show people what it’s like inside our heads,” said a boy in tight red jeans.
“Assuming they want to know,” Professore Piper added. Everyone laughed.
“To make people laugh.”
“To get attention.”
“Because it’s all we know how to do.”
“Speak for yourself,” the professor said, “I play the piano. But keep going — I love this. I love it.”
“To stop hearing the voices in our heard”, said the boy in front of Cath. He had short dark hair that came to a dusky point at the back of his neck.
To stop, Cath thought. To stop being anything or anywhere at all.
“To leave our mark”, Mia Farrow said.
“To create something that will outlive us.”
The boy in front of Cath spoke up again: “Asexual reproduction”.
Cath imagined herself at her laptop. She tried to put into words how it felt, what happened when it was good, when it was working, when the words were coming out of her before she knew they were, bubbling from her chest, like rhyming, like rapping, like jump-roping, she thought, jumping just before the rope hits your ankles.
“To share something true”, another girl said. Another pair of raybans.
Chat shook her head.
“Why do we write fiction?” Professor Piper asked.
Cath looked down at her notebook.
To disappear.


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Recensione: “After math”, Denise Grover Swank.

Ve l’avevo promessa, questa recensione. Quindi, nella speranza di portare un sorriso nei vostri lunedì, non aggiungo altro e vi lascio in compagnia di questo libricino semplicemente adorabile, che se non fossi oberata di infinite altre letture rileggerei subito. Buon pomeriggio, lettori!

Nothing easy is worth having.

Titolo: After math (Off the subject #1)
Titolo originale: After math (Off the subject #1)
Autore: Denise Grover Swank
Editore: Createspace
Pagine: 251
Anno: 2013

Giudizio: 4/5

Sinossi
Scarlett Goodwin’s world is divided into Before and After.
Before she agreed to tutor Tucker Price, college junior Scarlett was introvert, struggling with her social anxiety disorder and determined to not end up living in a trailer park like her mother and her younger sister. A mathematics major, she goes to her classes, to her job in the tutoring lab, and then hides in the apartment she shares with her friend, Caroline.
After junior Tucker Price, Southern University’s star soccer player enters the equation, her carefully plotted life is thrown off its axis. Tucker’s failing his required College Algebra class. With his eligibility is at risk, the university chancellor dangles an expensive piece of computer software for the math department if Scarlett agrees to privately tutor him. Tucker’s bad boy, womanizer reputation makes Scarlett wary of any contact, let alone spending several hours a week in close proximity.
But from her first encounter, she realizes Tucker isn’t the person everyone else sees. He carries a mountain of secrets which she suspects hold the reason to his self-destructive behavior. But the deeper she delves into the cause of his pain, the deeper she gets sucked into his chaos. Will Scarlett find the happiness she’s looking for, or will she be caught in Tucker’s aftermath? Continua a leggere


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#4 Paperboy – Fidanzati di carta.

Amiche lettrici, ho caldo al solo pensiero del Paperboy di questa settimana. Ma tipo che devo un attimo sedermi e darmi una calmata, perché davvero non è accettabile una reazione del genere per un bel manzo di carta. Nello specifico, questo lo trovate nelle pagine di un libricino adorabile che s’intitola After math, di Denise Grover Swank, e se non l’avete ancora letto allora fatelo. Perché? Perché è una lettura leggera, divertente e scorrevole. Se non vi fidate, nessuna paura. Molto probabilmente già questo lunedì pubblicherò la recensione del libro e quindi avrete svariati altri motivi per fiondarvi nella lettura. Ma per adesso vi dovete accontentare di lui e credetemi quando vi dico che non è per niente poca cosa.

Tucker Price

No, davvero, noi non siamo pronte per Tucker Price. Ma neanche alla lontana, neanche nei nostri sogni più segreti: il signorino qui presente ci lascerà tutte senza fiato, ogni volta, e sarà nostro privilegio morire soffocate dalla sua esagerata tuttezza. Giocatore di punta della squadra di calcio della Southwestern University, beneficiario – proprio grazie allo sport – di una borsa di studio, fisico da atleta e occhi azzurrissimi, Tucker è la perfetta incarnazione del ragazzo popolare del liceo che vince a mani basse persino nel momento in cui approda al college. Ma se sulla carta è il classico bello e impossibile, stronzo di professione e arrogante oltre ogni immaginazione, nel momento in cui si va a guardare al di là della sua agenda fitta fitta di appuntamenti – e diciamolo, anche noi sogniamo di finire su quella lista almeno una volta nella vita – ecco che tutto cambia. Da bello e impossibile a bello e dannato. Perché, signore mie, la verità è che questo pregevole pezzo di manzo non solo è uno schianto ma è pure disastrato. E a noi piacciono disastrati, perché siamo tutte un po’ crocerossine dentro, quindi mettiamoci tutte ordinatamente in fila che di Tucker Price ce ne è un po’ per ognuna. Bugia, tutto quello che c’è è mio perché IO HO DECISO COSÌ.In breve:

  • è uno spaccone tormentato, vale la pena ribadirlo, perché è davvero tanto tanto tanto tormentato e a noi piacciono così;
  • corre e se uno corre per me è cosa fatta, perché io corro e quindi mi vedo correre assieme a lui e poi me lo vedo in tenuta sportiva e pure un po’ sudato e ciao, che cosa stavamo dicendo?
  • per ringraziarti di qualcosa ti fa dei regali carinissimi e super ragionati;
  • è disposto a prendere a calci nel sedere e pugni sul naso chiunque vi faccia piangere;

Non so voi, ma io sono in cerca del contratto da firmare per averne uno tutto mio.

“If I kiss you now, I won’t be able to let you go, and you’ll end up hating me. Tell me to walk away right now before it’s too late. Tell me to leave you alone so you can have the life you deserve, Scarlett Goodwin, and not get stuck with a fuckup like me.”

No, ma guarda, a me sta bene di vivere una vita che non merito, eh, e mi sta pure bene di trovarmi incastrata con uno come te.
Ora, se potessimo un attimo chiarire in privato la cosa dell’incastrarsi, Tucker…