Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#4 Incipit Madness

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Quasi mi rifiuto di credere di aver letto così pochi libri in un mese intero. Quasi. La verità è che, come ormai sapete benissimo, il tempo libero scarseggia in maniera a dir poco imbarazzante, motivo per cui dovrei esser contenta di aver portato a casa quattro titoli…! November, please be kind. Ho voglia di leggere tanto, di leggere cose belle, di divertirmi e di riuscire a ritagliarmi il tempo per farlo: teniamo tutto incrociato!

Poppy sistemò una delle sirene davanti al tratto d’asfalto che rappresentava il Mar Nerissimo. Erano vecchie – comprate ad un mercatino di beneficenza -, con la testa grossa e lucida, le code di vari colori e i capelli crespi. Zachary Barlow riusciva quasi ad immaginare le pinne che sbattevano, mentre le sirene attendevano che la nave si avvicinasse, gli sciocchi sorrisi di plastica che mascheravano le loro letali intenzioni. Avrebbero fatto schiantare l’imbarcazione nell’acqua bassa, se avessero potuto, avrebbero attirato l’equipaggio in mare e avrebbero sbranato i pirati con i denti aguzzi.
— Holly Black, Doll Bones.

Era quasi dicembre e Jonas aveva paura. No, si corresse tra sé, non era quello il termine esatto. Paura indicava l’angosciosa sensazione che stesse per accadere qualcosa di terribile. Paura era l’emozione provata un anno prima, quando, per ben due volte, un aereo non identificato aveva sorvolato la comunità. Una rapida occhiata al cielo e Jonas aveva visto sfrecciare un aereo elegante, quasi una sagoma indistinta data l’alta velocità, seguita un istante dopo da un boato; poi di nuovo, in un attimo, dalla direzione opposta, ecco ripassare lo stesso aereo.
— Lois Lowry, The Giver – Il donatore.

– Solo un caffè, grazie.
La cameriera sollevò le sopracciglia disegnate. – Niente da mangiare? – chiese con aria delusa  un marcato accento slavo. Simon Lewis non poteva darle torto: probabilmente la ragazza sperava in una mancia migliore di quella che avrebbe ricevuto per una semplice tazza di caffè. Ma non era colpa di Simon se i vampiri non mangiavano. A volte, al ristorante, ordinava comunque un po’ di cibo, giusto per dare una parvenza di normalità, ma la sera tardi un martedì, in un Veselka dove era quasi l’unico cliente, non valeva la pena sforzarsi.
– Caffè e basta.
— Cassandra Clare, Shadowhunters – Città degli angeli caduti.

Simon se ne stava in piedi, attonito, davanti alla porta di casa.
Era l’unica che avesse mai conosciuto. Era il posto dove i suoi genitori lo avevano portato dopo che era nato. C’era cresciuto, fra le mura di quella villetta a schiera di Brooklyn. D’estate aveva giocato in strada all’ombra degli alberi e d’inverno aveva trasformato i coperchi della spazzatura in slittini improvvisati. In quella casa la sua famiglia aveva osservato la shiva, i sette giorni di lutto, in seguito alla morte del padre. ed era sempre lì che aveva baciato Clary la prima volta.
Non si sarebbe mai immaginato che un giorno, per lui, quella porta sarebbe stata chiusa.
— Cassandra Clare, Shadowhunters – Città delle anime perdute. 

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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