Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

TRENTRATRÉ BLOG-TOUR – tappa finale.

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Calendario

20 novembre: Anncleire su Please Another Book
23 novembre: @dituttocuore su Di Tutto Cuore
25 novembre: @ciaradh_ & @kiadalpi su Ikigai
28 novembre: @kikkasole su Testa e piedi tra le pagine dei libri
 1 dicembre: Erika su Wonderful Monster
5 dicembre: @maistatachiara di Chiara Legge Troppo


E dopo tutte queste meravigliose tappe, cos’altro resta da dire? Un sacco di cose, a dire il vero.
Su Michele, in particolare, e dovete credermi se vi dico che per tutta la lettura ho sentito formicolare questo post sulla punta di dita. Ma siccome non vorrei anticiparvi troppo, lasciamo da parte la questione per qualche momento: questa è l’ultima tappa del Trentratré Blog-tour e, se avete seguito le precedenti puntate, allora sapete che oggi avete la possibilità di aggiudicarvi una copia cartacea del meraviglioso Di carne e di carta, sempre di Mirya, aggiungendo l’ultimo indizio a quelli che raccolti e tentando la sorte.
Vi ricordo che per vincere è necessario lasciare un commento a questo posto indicando non solo la parola nascosta nelle immagini disseminate nelle varie tappe, ma anche cosa quelle immagini rappresentano. Avete tempo fino a LUNEDÌ 8 per risolvere gli enigmi, poi il vincitore sarà estratto e martedì saprete chi si porta a casa l’ambito premio – al fine di agevolarci le comunicazioni, ricordatevi di inserire anche la vostra email nel commento a questo post!

Avete già indovinato? No? Niente paura.
Avete tempo fino alla fine del post, per scovare la soluzione! Nel mentre, parliamo finalmente di cose serie. Perché è venerdì, e se mi seguite allora già sapete cosa succede il venerdì in questo blog: i maschietti sono dimenticati in un angolino e noi fanciulline ci dedichiamo ad un’abbuffata di bei pezzi di manzo cartacei per entrare nello spirito vacanziero – spero per voi, il mio è fatto principalmente di studio – del fine settimana alle porte. E quale miglior occasione per dare visibilità a questo romanzo di per sé già meraviglioso, se non puntando i riflettori su uno dei suoi protagonisti maschili? Signore e signore, ecco a voi…

Michele
Michele, come dire, è tanta roba.
Il bel proprietario del Fortuna, croce e delizia di tutte noi lettrici di Trentratré – non negate, lo so che anche voi siete vittime di questa malattia -, è il classico esemplare di uomo troppo bello per essere ma che come apre bocca ti vien voglia subito di zittirlo. A craniate. Perché si, il paperboy di questa settimana può tranquillamente essere definito come una capra di prima categoria, di quelli che giudicano ad una prima occhiata e sparano a zero sulla folla in via del tutto preventiva, perché potrebbe essere che in quella folla si nasconda un pazzo bombarolo, e non importa se poi salta fuori che in quella folla di pazzi bombaroli non ce ne era neanche l’ombra: nel dubbio, meglio evitare il rischio. Pecca un po’ di sensibilità, a voler esser gentili, ma se proprio vogliamo essere oneste il modo che ha di chieder scusa riesce decisamente ad eclissare tutte le sue carenze nell’ambito di cosa sia socialmente accettabile in un rapporto umano – tipo una minima base di fiducia, tanto per dire la più ovvia. Perché il signorino ti limona fino a farti dimenticare il motivo per cui ti ha fatta inferocire, proprio così. Ora, io non so voi, ma personalmente sarei per istituire una tradizione comune ispirata a questa sua peculiarità, perché solo D sa quanto soddisfacente possa essere un limone bello incazzoso quando si è arrabbiati o uno inaspettato dopo che una persona ti ha ferita, però c’è anche da dire che il troppo stroppa e che Michele, purtroppo, tende a stroppare un po’ troppo. Ma noi gli vogliamo bene, perché a differenza di Grace che lo scopre solo più tardi, sappiamo che è così zotico e testa dura unicamente perché cresciuto in un contesto famigliare dove nessun bambino dovrebbe crescere, e che è già un miracolo che sia venuto su così come è venuto, carenze sociali incluse, e quindi accettiamo tutto il pacchetto del brutto carattere senza colpo ferire. E in cambio, signore mie, Mirya ha pensato bene di propinarci uno degli uomini più tutto che il creato abbia mai ospitato nella sua cornice eterna e senza fine. Figo. Fi-go. Michele è davvero davvero davvero figo, così tanto che fin tanto che tiene la bocca chiusa – o la lingua impegnata a limonare – è difficile credere alla marea di pregiudizi che sanno venirne fuori, e a quanto orgoglio possa essere contenuto in un involucro così ben costruito. E alla fine, se proprio proprio proprio vogliamo dirla tutta, il fatto che sia così pieno di difetti non è che l’ennesima conferma della bravura di chi l’ha creato, che l’ha reso molto meno di carta e molto più vero di moltissime persone che ho attorno ogni giorno, tutti i giorni, e che a differenza di Michele non hanno il coraggio di rifiutare il male subito e rifiutare la possibilità di restituirlo al mondo per ripicca. E che, soprattutto, non sono fighe neanche la metà di questo signor manzo di carta. Col risultato che, neanche volendo, potrebbero permetterselo!

E in chiusura, una menzione speciale va al ReadAlong che potete seguire qui, con aggiornamenti quotidiani e riflessioni davvero di spessore su un romanzo che, inutile negarlo, ha conquistato chiunque lo abbia letto. Ma senza privarvi del piacere della lettura delle riflessioni che potete trovare sulla pagina di Slytherin’s roses, quello che voglio portare alla vostra attenzione è lo straordinario lavoro grafico che le accompagna. Karin, noi non ci conosciamo, ma se mai dovessi un giorno decidere di autopubblicarmi qualcosa, io vorrei che fossi tu a creare la copertina, D mi è testimone!
Un banner al giorno, per trentatré giorni: qua ce ne sono alcuni, gli altri lascio a voi la meraviglia di scoprirli.

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Mirya è indiscutibilmente nata; altrettanto indiscutibilmente vive, per puro caso a Ferrara, con il figlio e il marito. Il suo desiderio di includere nel nucleo familiare il kindle si è scontrato con la definizione di essere umano, che pare non potersi estendere al reader, nonostante esso risulti più utile e affezionato di alcuni cosiddetti esseri umani.
Sempre a Ferrara, per non ammorbare il resto del mondo, Mirya insegna le materie umanistiche e la sopportazione del dolore agli alunni liceali, celandosi dietro al suo reale nome anagrafico che, come tutte le cose reali, non dice nulla della realtà.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

11 thoughts on “TRENTRATRÉ BLOG-TOUR – tappa finale.

  1. OH MY MANZO, esclamerò d’ora in poi. Son contenta che sei arrivata anche tu alla fine di “Trentatré”, così possiamo frignare insieme e asciugarci le lacrime divorando biscotti e guardando serie tv. Ok? Ok.
    Detto ciò, dove sono tutti? Non sanno che si stanno perdendo il giveaway di un libro meravigliosissimo che io bramo da far schifo?
    Posso partecipare, posso, posso, posso?
    Allora, io da bimba scema non trovavo manco una lettera perché brancolavo nel buio, ma non so come mi si è accesa la luce (grazie, Enel): “aiuola” ed è un fiocco di neve, vero? Vero?
    Mi vado a fare un calmante in dose doppia, tranquilla. Torno pressoché normale in un attimo.

  2. Il gruppo dei Trentatrè Anonimi si sta allargando senza di più. Un post stupendo! Brava Chiara!

  3. Premettendo che non ho mai fatto questo genere di cose e che fino a poche settimane fa non sapessi neppure cosa fosse un blog-tour (ringraziamo, vah, le tre pazze di @ikigai per avermelo suggerito), devo proprio dire che mi sono divertita un sacco a leggere quello che avete scritto per stuzzicare la curiosità di noi lettrici.
    Complimentoni davvero a tutte, con annesso odio iniziale, durato devo dire alcuni interminabili minuti, per chi ha piazzato la quasi invisibile lettera nella prima immagine che, insieme alle altre raccolte durante il blog-tour, compone quello che dovrebbe essere un bel FIOCCO DI NEVE.
    Ma non mi basta, vero? Ora vi dico quale penso possa essere la parola finale composta dalle lettere che ho estrapolato da ogni immagine. E’ un animale, un animale che vola sopra i miei cieli di montagna.. E’ l’AQUILA.
    Non vedo l’ora di scoprire presto la connessione di entrambe con Trentatrè e sapete perchè? Perchè vorrebbe dire che lo starei leggendo. Ah, ovviamente con pianto finale altrimenti mi ritroverete in un batter d’occhio cacciata di casa, dato che la mia coinquilina mi ha appena minacciata in un messaggio di questo se non vede scendere due lacrimucce anche dai miei occhi .
    Ciao a tutte e ciao anche a Lei D 🙂

  4. Pingback: Recensione: “Trentatré”, Mirya. | Chiaraleggetroppo

  5. Pingback: #1 Sunday bumbling | Chiaraleggetroppo

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