Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#Blogmas – day 8 – Recensione: “Desiderio di Natale”, Alessia Esse.

5 commenti

Lunedì, lunedì, lunedì.
Giornata difficile, ma non oggi! Oggi infatti è festa, e come tutti i lunedì di festa, anche questo si chiama domenica pt. 2 e, per legge, non sono ammesse cose brutte. E adesso che ho sproloquiato senza motivo apparente, passiamo alle cose davvero importanti: inizia oggi la seconda settimana di #Blogmas e tocca a me l’onore di rendere questo inizio il meno traumatico e più natalizio possibile. Perché, non prendiamoci in giro, che lo si chiami lunedì o domenica pt. 2, lo stato delle cose non cambia: il weekend è finito e a noi tocca tornare a sgobbare per altri cinque giorni. Brutte cose, mi rendo conto, e non parliamo di chi come me invece ha una settimana scarsa per preparare una presentazione e un esame. Appunto, non parliamone.
Parliamo invece di tutto il tempo che avete ancora a disposizione per partecipare al meraviglioso giveaway che noi piccole blogger di Babbo Natale abbiamo organizzato per voi!
Partecipare è semplice, vi basterà inviare una fotografia che rappresenti ciò che il Natale rappresenta per voi  a ladyjadis[AT]hotmail.it  e condividerla sui vostri social utilizzando gli hashtag #nataleperme  e #blogmas. In aggiunta assicuratevi di aver completato questo form e di aver partecipato assieme a noi in questo conto alla rovescia verso il Natale!
Fatto? Bene. Buon per voi <3!
A questo punto non mi rimane altro da fare che lasciarvi con il calendario, già spoilerato ieri da Franci, di questa nuova settimana e con la recensione della novella natalizia dell’anno, di cui già qualche mia collega ha parlato: Desiderio di Natale, di Alessia Esse, che potete vincere qui. E poi non venite a dirmi che il Natale non è un periodo meraviglioso!

Calendario seconda settimana
8 – 14 dicembre

Lunedì 8Chiara di Chiaraleggetroppo
Martedì 9: Federica di Pazza Folle Meravigliosa Idea
Mercoledì 10: Anncleire di Please Another Book
Giovedì 11: Cee di Se Solo Sapessi Dire
Venerdì 12: Franci di Coffee and books
Sabato 13: Kikkasole di Testa e Piedi tra le pagine dei libri
– Domenica 14: Erika di Wonderful Monster

Titolo: Desiderio di Natale
Autore: Alessia Esse
Editore: Kindle edition
Pagine: 86
Anno: 2014

Giudizio: 4/5

Sinossi
Violet Richmond è la proprietaria di World Toys, un negozio di giocattoli situato al centro di Manhattan. Ogni anno, in occasione del Natale, il World Toys si riempie di bambini pronti per la classica foto con Babbo Natale. Quest’anno, però, il solito Babbo Natale non può sedere sulla poltrona dorata, e Violet deve assumere un sostituto, David Connor. David è uno studente di architettura alla prima esperienza in un negozio di giocattoli.
Nonostante i dubbi iniziali, Violet si scopre felice di lavorare con David. Ma c’è dell’altro. Nel corso delle tre settimane che precedono la vigilia di Natale, Violet si scopre profondamente attratta dal ragazzo seduto sulla poltrona dorata.
Cosa succederà quando Violet e David rimarranno da soli nel negozio di giocattoli?

Il cenone della Vigilia, in casa #LeggiamoTuttiTroppo, è una cosa un po’ strana. Nel senso che, dopo anni in cui venivano proposti menù infiniti composti da antipasti, primo, secondo, dolce, secondo dolce, terzo dolce, panettone, pandoro con la crema e bicchierino di grappa finale che sanciva definitivamente l’entrata in coma glicemico e al quale arrivavamo con addosso il pigiama, perché nei vestiti eleganti non ci entravamo più fisicamente causa troppo cibo, abbiamo trovato la soluzione ai nostri mali. Mangiamo solo antipasti. Ma davvero tanti antipasti, una tavolata fredda e una calda, e poi, se siamo ancora in grado di intendere e di volere, spilucchiamo un pezzettino di branzino al sale con le patate. Altrimenti si va direttamente ai dolci e tante care cose. Questo perché, dopo anni di studi clinici e ricerche approfondite, abbiamo ammesso che gli antipasti ci piacciono forse più delle portate vere e proprie.
Ora, mi direte voi, cosa c’entrano i menù da Vigilia di casa mia con questa novella? Eh, amici miei… Tutto. Tutto c’entrano! Il punto, anzi, è proprio questo: Desiderio di Natale è l’antipasto che, in maniera molto intelligente, Alessia Esse ha deciso di offrirci in attesa del banchetto vero e proprio che saranno i tre romanzi ambientati Nel cuore di New York. E io, che di antipasti sono notoriamente golosa, ho avuto il privilegio di leggerla in anteprima, in cambio di una onesta recensione.

Invece di rispondere, scuoto la testa. “È meglio che sia l’unica passeggera dei miei viaggi virtuali. Credimi.”
Lui mi guarda negli occhi per qualche istante. Sperando, forse, che continui. Quando non dico altro, solleva il coltello per pulire la lama sporca di maionese. Lo fa usando prima la lingua, e poi infilando la punta fra le labbra.
“Peccato,” dice, scrollando le spalle con un gesto semplice. “Magari uno dei tuoi viaggi piacerebbe anche a me.”
Le mie gambe: gelatina.

Violet, in una certa misura, è un po’ la ragazza che tutte noi vorremmo essere – spigliata, sicura di sé, economicamente indipendente – e che tutte noi un pochino siamo – ferita da brutte esperienze, con una famiglia che è tutto tranne che perfetta, a tratti prigioniera in una vita che, per quanto le piaccia sente di non aver scelto per sé -. Lavora in un negozio di giocattoli e passa le sue giornate circondata da piccoli esseri umani al cui traino arrivano gli immancabili esseri umani adulti: regina di un microcosmo dove la magia esiste ancora ed è il marchio che le permette di arrivare a fine mese, quando dicembre bussa alle porte del suo regno incantato, non può non ascoltare la chiamata e lasciare i suoi piccoli amici senza un Babbo Natale da tormentare per il tempo di una foto. Peccato, però, che quest’anno Babbo Natale non sia un vecchio uomo panciuto. Peccato, però, si tratti di un giovane studente di architettura nato nell’Ohio, con un corpo da modello di intimo, occhi azzurri e una zazzera spettinata che farà quasi soffocare Violet in un mare di fantasie ad occhi aperti. Peccato, però, che se non fosse per quei piccoli esseri umani che l’hanno portato nel suo negozio, Violet non si accontenterebbe di starsene seduta sulle sue ginocchia. E a buon intenditor poche parole, amiche mie, già lo so che ci siamo capite.

E a dirla tutta, fare l’amore è un concetto lontano dalla verità. Io non voglio fare l’amore con il mio Babbo Natale. Io voglio togliergli il costume e l’imbottitura sulla pancia e sul torace, spingerlo sulla poltrona, salire a cavalcioni su di lui, e farlo mio lì, ad un passo dalla vetrina e dalla casa di finto marzapane; fino a perdere il fiato, fino a dimenticare chi sono e dove sono; fino ad avere problemi nel mettere un piede davanti all’altro per i successivi tre giorni.

Non è una vera sorpresa che David, il Babbo Natale dell’Ohio, si riveli poi piuttosto ben disposto nei confronti di questa cosa della sedia. Complice una chiusura particolarmente indaffarata, la prospettiva di una serata solitaria e una nevicata improvvisa, Violet imparerà presto che alle volte, il Natale, può sporcare con il suo magico scintillio anche due sconosciuti che si ritrovano a dividere un sandwich al tacchino e una birra, chiacchierando di tutto e niente, scoprendo affinità che vanno oltre ad un’attrazione innegabile, così intensa da allungare le sue mani voraci dallo schermo del Kobo e attanagliarmi lo stomaco in una morsa di attesa e impazienza indescrivibili. Che Natale non è solo quello delle famiglie-cartolina che i film spesso ci propinano e a noi piacciono tanto, ma che può essere anche un ritrovarsi molto più intimo e sofferto, che da una notte di sesso destinata a non ripetersi poi porta in dono lo schiudersi di una possibilità che, per quanto difficile possa essere da accettare, porta Violet a rivedere le sue convinzioni, ad affrontare le sue paure e ad accettare il rischio implicito in ogni nuovo inizio, per lui.  E per lei, David agirà d’impulso, tendendole una mano anche quando sembra non esserci speranza di successo, mostrandole come dal nulla a volte possa nascere qualcosa di bello. Un po’ per caso, un po’ per magia. E il Natale, cornice meravigliosa di questa parentesi appena aperta, abbraccia ogni cosa rendendola più bella, più intensa, più viva di quanto avrebbe potuto essere in un qualsiasi altro giorno dell’anno.

Nel galateo del sesso esistono regole valide esclusivamente per le notti di sesso occasionale. In queste notti, i movimenti sotto le lenzuola hanno un solo obiettivo: godere, e godere tanto. Il cervello va lasciato sul comodino, oppure in un’altra stanza. Ci siete solo tu e l’altra persona. I vostri corpi, i vostri desideri, e la consapevolezza che quando la notte finirà le vostre strade si divideranno e tutto tornerà come prima.
Il sesso occasionale è questo. Nulla di più, nulla di meno. Chi spera di trovare altro, nel sesso di una notte sola, rischia una profonda delusione. Chi spera di trovare altro è destinato ad un tonfo, quando la luce del sole arriverà a portar via ogni cosa. Conosco bene queste norme di galateo. Le uso spesso. Le consiglio alle mie amiche, soprattutto a quelle convinte che da una notte di sesso possa nascere l’amore.
È proprio perché le conosco bene che i miei pensieri, ora che il sesso con David è terminato, non hanno senso.

Per tornare in tema menù natalizi, è stata una grande, grandissima mangiata, lasciatevelo dire. Persino per me, che non ho così tanta confidenza con il genere romance e che tendo ad essere in imbarazzo per qualsiasi cosa vada anche solo poco oltre il confine della limonata, nel territorio dell’esplicito, questa novella è stata una vera sorpresa. Letta letteralmente in una manciata d’ore, patendo tutta una lunga serie di scompensi ormonali che non sto a descrivervi perché viverli è molto molto molto meglio, sono caduta vittima dell’atmosfera natalizia che questo racconto sa evocare con piccoli dettagli che, pur standosene sullo sfondo di due personaggi decisamente focosi, danno la giusta sfumatura all’intera narrazione e trascinano in una New York innevata, insolitamente silenziosa, per il tempo di una notte che speri – un po’ per te e un po’ per loro – non finisca mai. Violet e David, con i loro pregi e i loro difetti, i loro limiti e le loro paure, sono due personaggi che avrei seguito molto volentieri su sentieri ben più lunghi, ma che forse non avrei apprezzato così tanto. Questa novella è una piccola chicca, un gioiellino, un gingillo ad appendere ai rami dell’albero e amare esattamente per quello che è: l’istantanea di un momento, di una notte magica che scopre di esserlo solo quando sembra essere troppo tardi, quando la luce di un nuovo giorno rischia di portare la nostra attenzione su tutto quello che potrebbe non andare, sui motivi per cui no. Invece, Alessia non permette che le brutture della mattina dopo rovinino una notte bellissima e, come la tradizione natalizia vuole, ci offre in dono la promessa di un lieto fine che non vediamo realizzarsi, ma che possiamo immaginare con il sorriso sulle labbra.
Quattro stelline solo perché, personalmente, avrei preferito un po’ di più dialoghi che compensassero l’azione, ma per citare la mia piccola Cee, questo racconto è “tutto quello che una novella dovrebbe essere”.
Assaggiatela: non vi lascerà delusi.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

5 thoughts on “#Blogmas – day 8 – Recensione: “Desiderio di Natale”, Alessia Esse.

  1. questo libro mi incuriosisce molto! aggiunto alla mia to be read list!

  2. Aggiunto alla WL! Non ho mai letto nulla di Alessia ma spero di rimediare presto! 🙂

  3. Pingback: Chi di teaser ferisce #6 ~ #Blogmas 11 | Se solo sapessi dire

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