Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#29 Teaser Tue—Thursday!

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Buonasera bestioline!
Sono un po’ in ritardo, ma ero straordinariamente concentrata sullo studio e non mi andava di rompere il ritmo (cit.) e poi ritrovarmi a mangiarmi le mani per il tempo perso. Il teaser di oggi, as usual spoiler free, è tratto da Il drago bianco, terzo volume del ciclo dei dragonieri di Pern, di Anne McCaffrey. Inutile dire che sto amando questa saga in maniera viscerale, anche se il capitolo introduttivo – ad oggi – è imbattibile.
Voi cosa state leggendo?

Jaxom era Signore di Ruatha soltanto di nome, perché Lytol governava la Fortezza, prendeva tutte le decisioni, e parlava in Consiglio a nome di Ruatha. Jaxom doveva ancora venire confermato dagli altri Signori delle Fortezze quale Signore di Ruatha. Certo, era soltanto una formalità, perché su Pern non c’era nessun altro maschio del Sangue di Ruatha. Inoltre, Les-sa, l’unica Ruathana di sangue puro, aveva rinunciato al suo diritto in favo- re di Jaxom al momento in cui egli era nato.
Jaxom sapeva che non avrebbe mai potuto diventate un dragoniere, per- ché doveva essere il Signore di Ruatha. Ma in realtà non era un Signore, perché non poteva presentarsi a Lytol per dirgli: «Sono abbastanza grande per comandare io! Grazie, e tanti saluti.» Lytol si era adoperato per troppo tempo, con impegno enorme, per rendere prospera Ruatha, e non poteva passare in seconda linea di fronte ai tentativi velleitari di un giovane ine- sperto. Lytol viveva solo per Ruatha. Aveva perduto tutto il resto, prima il suo drago, e poi la sua famigliola a causa dell’avidità di Fax. Ormai tutta la sua vita era incentrata sui campi di Ruatha, sul grano e sui corridori e sui wherry…
No, in tutta giustizia, avrebbe dovuto semplicemente aspettare che Lytol, il quale godeva d’ottima salute, morisse di morte naturale, prima di poter cominciare a governare a Ruatha.
Ma, continuò Jaxom, seguendo il filo logico dei suoi pensieri, se Lytol era attivo e non era neanche il caso di pensare a governare Ruatha, perché lui e Ruth non potevano dedicare il loro tempo ad addestrarsi per diventare una vera coppia di drago e dragoniere? Adesso c’era bisogno di tutti i draghi da combattimento, con i Fili che cadevano dalla Stella Rossa a inter-valli imprevedibili. Perché doveva aggirarsi a piedi per la campagna, impugnando un goffo lanciafiamme, quando poteva combattere i Fili in modo molto più efficiente, purché Ruth venisse autorizzato a masticare pietre focaie? Solo perché Ruth era grosso la metà degli altri draghi, non signifi-cava che non fosse un vero drago sotto tutti gli altri punti di vista.
Certo che lo sono, disse Ruth dal lago.
Jaxom fece una smorfia. Aveva cercato di pensare silenziosamente.
Io capto i tuoi sentimenti, non i tuoi pensieri, disse calmo Ruth. Sei confuso e infelice. Emerse dall’acqua, inarcandosi, per scrollare le ali e asciugarle. Un po’ volando e un po’ nuotando, si diresse verso la riva.
Io sono un drago. Tu sei il mio cavaliere. Nessuno può cambiare questa realtà. Sii quel che sei. lo sono quel che sono.
«Ma non è così. Non ci permetteranno di essere quel che siamo,» gridò Jaxom. «Mi costringono ad essere tutto, tranne un dragoniere.»
Tu sei un dragoniere. E sei anche, disse lentamente Ruth, come se cercasse di comprenderlo a sua volta, il Signore di una Fortezza. Sei allievo del Maestro Fabbro e del Maestro Arpista. Sei amico di Menolly, Mirrim, F’lessan e N’ton. Ramoth conosce il tuo nome, e anche Mnementh. E conoscono me. Tu devi essere molte persone diverse. Questo è difficile.
Jaxom fissò Ruth, che diede un’ultima scrollata alle ali e le piegò scrupolosamente sul dorso.
Sono pulito. Mi sento bene, disse il drago, come se quell’affermazione potesse risolvere tutti i dubbi interiori di Jaxom.
«Ruth, che cosa farei senza di te?»
Non lo so. N’ton sta venendo a cercarti. È andato a Ruatha. Il piccolo marrone che ci ha seguiti è legato a N’ton.
Jaxom trattenne nervosamente il respiro. Ruth era abilissimo nel ricono- scere a chi appartenevano le varie lucertole di fuoco. Lui aveva creduto che il marrone fosse legato a qualcuno della Fortezza di Ruatha.
«Perché non me l’hai detto prima?» Jaxom, affrettandosi, si avvicinò per montare su Ruth. Desiderava vedere subito N’ton, e teneva moltissimo a continuare a godere delle sue simpatie. Il Comandante del Weyr di Fort non aveva molto tempo disponibile per chiacchierare.
Volevo fare la mia nuotata, rispose Ruth. Arriveremo in tempo.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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