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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Magisterium”, Holly Black & Cassandra Clare.

Titolo: L’anno di ferro (Magisterium #1)
Titolo originale: The iron trial (Magisterium #1)
Autore: Holly Black e Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 270
Anno: 2014

Sinossi
Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l’ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire… Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all’Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l’artiglio del Nemico.

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Recensione: “Doll bones”, Holly Black.

Forse crescere significava che quasi tutte le storie si rivelavano bugie.

Titolo: Doll Bones
Titolo originale: Doll Bones
Autore: Holly Black
Editore: Mondadori
Pagine: 145
Anno: 2013

Giudizio: 4/5

Sinossi
A dodici anni, Zach passa i pomeriggi a inventare storie con le sue due migliori amiche, Poppy e Alice: i tre hanno affidato il dominio del loro regno immaginario all’enigmatica Regina, una bambola di porcellana così perfetta da sembrare viva. Un brutto giorno il padre affronta Zach intimandogli di crescere e di cominciare a interessarsi a cose “da grandi”. Il mondo di Zach sembra andare in frantumi, finché una notte la Regina compare in sogno a Poppy, rivelandole di essere stata una bambina in carne e ossa di nome Eleanor, le cui ceneri si trovano ora all’interno della bambola; Eleanor non avrà pace finché non sarà seppellita nella sua tomba, in una lontana cittadina dall’altra parte degli Stati Uniti. I tre ragazzi partono nel cuore della notte, dormendo sotto le stelle, accampandosi nei cimiteri, incontrando bizzarri personaggi che parlano alla bambola scambiandola per una bambina vera, in un viaggio che cambierà per sempre le loro esistenze.
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#13 Teaser Thursday

Dopo pranzo, mentre gli passava accanto in corridoio, Poppy gli mise in mano un bigliettino triangola. Zach non aveva bisogno di aprirlo per sapere di che cosa si trattava. Domande. Non riusciva a ricordare a chi fosse venuta l’idea, o quando, ma le domande erano una strana faccenda privata fuori dal gioco. Lui e Poppy e Alice dovevano rispondere a qualsiasi domanda venisse posta sul gioco, per iscritto, ma solo chi aveva fatto la domanda poteva conoscere la risposta. I personaggi non l’avrebbero saputo.
Si passavano bigliettini avanti e indietro, specie quando uno di loro stava per finire in castigo o per partire. Zach provava sempre una vampata d’esaltazione – e un briciolo di paura – nel momento in cui riceveva un bigliettino ripiegato. Era un elemento particolarmente rischioso del gioco. Se fosse finito nelle mani di un insegnante o se l’avesse visto l’Alex… Bastava il pensiero a fargli avvampare il collo per l’imbarazzo.

Jonas pedalava senza fretta, controllando ogni singola rastrelliera davanti a ogni edificio alla ricerca della bici di Asher. Era raro che trascorresse le ore di volontariato assieme all’amico, perché i suoi continui scherzi rendevano difficile lavorare seriamente; ma ora, con la Cerimonia dei Dodici ormai alle porte, la cosa non sembrava più tanto importante.
La libertà di scegliere come passare quelle ore era sempre sembrata a Jonas un lusso incredibile: tutte quelle altre erano regolate con una tale precisione! Ricordava quando era diventato un Otto, come Lily di lì a poco, e aveva dovuto compiere quella scelta. Gli Otto affrontavano sempre le loro prime ore di volontariato con un certo nervosismo, ridacchiando e stringendosi in crocchi e, quasi invariabilmente, le trascorrevano nella familiare area di ricreazione, aiutando i più piccoli. Ma poi, con l’aumentare della sicurezza in se stessi e della maturità, cominciavano a dedicarsi ad altri compiti, prediligendo quelli più consoni alle loro attitudini e inclinazioni.

…e non mi guardate così, ve li avevo promessi! E già che ci sono, colgo l’occasione per dirvi che siete ancora in tempo ad unirvi al #PABGivRA organizzato da Please Another Book: cliccate sul banner qui sotto e andate al post incriminato per tutte le specifiche del caso. Ci si diverte moltissimo a leggere in compagnia, non abbiate paura di buttarvi!


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Recensione: “Resta anche domani”, Gayle Forman.

Ci siamo! Domani penultimo esame. Ho la testa piena di nozioni e concetti, un costante ronzio di cose che che so, che non so di sapere, che vorrei sapere meglio – quelle che non so presumo di ignorarle direttamente, appurato che già così la situazione è piuttosto affollata. E come ogni lunedì da tre settimane a questa parte, porto in dono una recensione che spero possa stemperare questo nuovo inizio settimana. Resta anche domani è stato letto in compagnia delle mie piccole fagioline del Club del Libro e, mentre i fagiolini che intendo papparmi a pranzo si cucinano, torno a consigliarvi di nuovo la lettura di questo libro, un piccolo tesoro che non vi ruberà via troppo tempo ma – in cambio – vi darà tantissimo.

Titolo: Resta anche domani
Titolo originale: If I stay (If I stay #1)
Autore: Gayle Forman
Editore: Mondadori
Pagine: 129 (ebook)
Anno: 2009

Giudizio: 5/5

Sinossi Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l’ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l’amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l’emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani? Continua a leggere


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#1 Teaser Tuesday

Shame on Living For Books! No, scherzo, al limite shame on me che ho bisogno di impormi scadenze fisse e obiettivi in tutto quello che faccio, se voglio sperare di non perdere pezzi per strada. Come ad esempio l’esame che avrei dovuto dare domani mattina, e che invece è vergognosamente slittato all’8 luglio perché l’ho preso allegramente sotto gamba e non sono capace di organizzarmi.
Le regole del Teaser Tuesday sono semplicissime:

    • Prendi il libro che stai leggendo;
    • Aprilo a una pagina a caso;
    • Condividi un breve spezzone di quella pagina, un “teaser” per l’appunto;
    • Fai attenzione a non scrivere spoilers!

Io al momento di libri ne sto leggendo due, quindi i teaser saranno altrettanti. Buone letture, qualsiasi esse siano!

Quando aveva impostato il suo Inferno, sulla scia di altri già dipinti o descritti, Dante aveva posto come primo peccato capitale la lussuria: Paolo e Francesca erano in quel girone, tra i luoghi più lontani da Lucifero, come a dire che il loro era il peccato meno deprecabile, quello per cui il poeta aveva provato tanta compassione da svenire. Chiara aveva sempre spiegato che Dante si sentiva in colpa nei confronti dei lussuriosi perché, con la sua iniziale adesione allo Stilnovo, sentiva di aver spinto anche lui i lettori verso l’amore extraconiugale. Ora che però si trovava anche lei in presa alla tormenta e al tormento delle sue brame, Chiara iniziava a credere che Dante avesse posto quei peccatori in particolare  all’inizio dell’Inferno solo per usufruire del girone più largo, dal momento che l’oltretomba era fatto ad imbuto e si restringeva scendendo verso il centro della Terra.  Perché la lussuria non era il peccato più leggero,  o più perdonabile. Era solo il più facile in cui cadere.

Credo di aver avuto circa quattro anni, quando i miei genitori si resero conto che lo stavano facendo davvero: stavano crescendo un figlio, anche se non navigavano nell’oro e non avevano un “vero” lavoro. Abitavamo in una bella casa e l’affitto era basso. I vestiti non mi mancavano (anche se erano quelli che mi passavano le mie cugine) e crescevo sana e felice. – Sei stata una specie di esperimento – disse una volta papà. – Un esperimento sorprendentemente riuscito. Ma poteva anche trattarsi di un colpo di fortuna. Dovevamo avere un altro figlio come test di verifica.