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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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#2 WWW wednesday!

Ve lo ricordate, vero? Lo so che l’ho fatto solo una volta, ma insomma, non è poi un meccanismo così difficile… quindi bando alle ciance, che sulla scrivania ho tutta un’altra serie di libri che non solo si aspettano di essere letti, ma hanno la pretesa di essere pure studiati. Il giorno in cui qualcuno mi spiegherà il perché delle indicibile sofferenze cui sono sottoposti gli studenti a inizio estate, ecco, potrebbe essere un grande giorno. Credo. Spero. Non so. Anyway, per amor di cronaca vi informo che questo post è stato editato più di venticinque volte in due giorni e ancora non sono soddisfatta del risultato. Non sono per niente soddisfatta e queste tabelle mi piacciono zero, per dirla tutta. Ma siccome non voglio stare a pensarci troppo su, altrimenti poi finisce che perdo la mattina a fare cose che apparentemente non sono in grado di fare come ad esempio impaginare decentemente un post con più di una immagine, lo pubblico così come è e vi lascio per andare in facoltà, dove mi aspetta una favolosa giornata da spendere facendo cose che decisamente non sono in grado di fare. Buon mercoledì!

What are you currently reading?

Considerata l’imbarazzante quantità di tempo che ci sto mettendo per leggerlo, nonché la facilità con cui mi faccio prendere da altri libri, c’è un’altissima probabilità che questo libro non lo finisca mai.  Amo Martin, ma come tutti quelli che lo amano fondamentalmente lo odio persino di più e il fatto che abbia avuto la faccia tosta di condensare in un solo libro alcuni dei personaggi che più detesto in assoluto di tutta la saga, lasciando esclusi quelli che invece smanio di seguire non gioca a suo favore. Probabilmente gioca a mio favore, visto che – non essendo chiamati in causa – posso custodire la vana speranza che non vengano brutalmente fatti morire con tassi di crudeltà e splatter oltre ogni immaginazione. Ogni riferimento ad Oberyn è decisamente voluto.

Ho letto circa 23 pagine di questo libro e già un paio di cose mi sono chiare. Potrebbe potenzialmente piacermi moltissimo, così come rivelarsi di una banalità spaventosa, ma allo stato attuale è il libro perfetto perché non richiede nessuno sforzo che non sia lo starmene stesa a letto, la sera, o davanti alla colazione, al mattino, e lasciarmi catapultare nello spazio profondo, in viaggio sulla Godspeed verso Terra-Centauri.

Edit: qui potete trovare la recensione completa.

What did you recently finish reading?

Giudizio: 4/5
Come il primo volume della quadrilogia, anche La via di fuga è stato letto con le mie fagiolini del Club del Libro. Ansiogeno, elettrizzante, mai banale – c’è da dire che James Dashner non manca di fantasia e sa spolverare le sue pagine con il giusto miscuglio di terrore e crudeltà che rendono estremamente difficile staccarsi dalla lettura. Purtroppo, però, La Via di fuga non è stato all’altezza de Il Labirinto. Non è strano che i volumi mezzani siano tendenzialmente opere di passaggio, transitori dall’introduzione alla conclusione e per questo meno spettacolari o coinvolgenti, ne questo lo rende automaticamente un brutto libro. Complice forse il periodo estremamente impegnato, forse semplicemente non sono stata io capace di godermelo come avrei voluto.

Giudizio: 5/5
Ecco, questo si che è stato un piacevole intermezzo nello studio: letto in pochissimo tempo, facendo davvero fatica a staccarmi dalle pagine e dai personaggi frizzantissimi che le popolano, Scrivimi ancora mi ha salvata da un fine settimana di tempo non bellissimo e solitudine forzata. L’ho incastrato senza fatica nelle pause studio, me lo sono divorata a colazione e mi ha cullato poco prima che spegnessi la luce la sera, facendomi compagnia con la sua leggerezza. Se dovessi descriverlo in una parola, direi “bollicine”. Consigliato? Decisamente si. Ma attenzione, tutta la narrazione si svolge tramite lettere, email, bigliettini e chat… se non vi piace il genere, lasciate stare!

21841402Giudizio: 4/5
Lo ammetto, pensavo tutt’altro. Mi aspettavo tutt’altro, e l’ambientazione mi ha subito fatta pensare a Le coincidenze dell’amore, della Hoover. Sbagliavo, perché questo libro è molto più profondo di quanto lasci intendere ad una prima occhiata e l’amore è qualcosa che si, si avverte premere per uscire in ogni pagina, ma non è mai pressante. Lo si intuisce sullo sfondo del percorso e della maturazione della protagonista e solo alla fine sboccia, con delicatezza, in un lieto fine che lascia il sorriso sulle labbra. Consigliato a chi ha voglia di lasciarsi stupire dalla straordinaria semplicità della vita.

Beh, davvero vi stupisce questa cosa? Il film è appena uscito – ovviamente non Italia – e io non mi sentivo di affrontare la visione senza essermi inutilmente massacrata a livello emotivo con la lettura del libro prima. Che dire, brava me! Missione compiuta! Adesso lasciatemi qui a morire, nel buio e rannicchiata in posizione fetale. John Green ti odio. Augustus come hai potuto, come hai solo potuto pensare di lasciarci in questo grigio mondo, senza la tua luminosa presenza. Non ricordavo tutte le volte che il padre di Hazel piange, né quanto male faccia leggere il dolore di un papà. Forse era meglio non ricordare. Dio, quanta sofferenza. Quanto mi bruciano gli occhi.

What do you think you’ll read next?

Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l’ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l’amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l’emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?

Tally è una ragazza normale. Ma essere normali, nel suo mondo, equivale a essere brutti. Brutti solo fino a sedici anni, fino a quando non si è sottoposti per legge a un’operazione di chirurgia estetica che rende bellissimi e uguali a tutti gli altri “perfetti”. Ecco perché Tally non vede l’ora di compiere sedici anni. Ma poco prima del giorno fatidico incontra Shay, che le fa scoprire il brivido dell’imprevisto e il fascino dell’imperfezione e la mette al corrente di un’inquietante versione dei fatti. Tally adesso non vede l’ora di conoscere la verità. E sarà più difficile e pericoloso di un’operazione.

Ma oltre al mio Club del libro, questo mese parteciperò anche ad un Read Along organizzato da Please Another Book: il libro scelto è la versione rivista e corretta di una delle fanfiction che ho più apprezzato, da sempre, della bravissima Mirya, Di carne e di Carta. Sono entusiasta all’idea di prendervi parte, per quanto l’idea di intrufolarmi in un gruppo già collaudato e consolidato mi mette addosso una certa soggezione. Se siete curiosi, vi lascio il banner – basterà cliccarci sopra per arrivare dritti dritti alla pagina dedicata all’iniziativa, quindi… cosa state aspettando? Il libro sarà in promozione gratuita su Amazon questa domenica, perché certe autrici sono persone così meravigliose da fare cose di queste topo, giusto in tempo per l’inizio di questa lettura corale, ma se siete impazienti – e dovreste esserlo! – allora potete già acquistare la vostra copia qui.

 

Leonardo


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Il Club del Libro: “Il labirinto”, James Dashner.

Si, lo so, è trascorsa un’imbarazzante quantità di giorni dall’ultimo aggiornamento. Cosa è successo? Fondamentalmente un sacco di cose: si sta concludendo questo primo anno di magistrale e pare che tutti i professori si siano messi d’accordo per impedirmi di godere di queste prime, stupende giornate quasi esistevi. Un lavoro di gruppo qui, un’intervista là, una relazione subito dietro, il primo esame due giorni fa… maggio mi si è schiantato addosso con una velocità spaventosa e di punto in bianco mi son resa conto di tutto quello che è rimasto in sospeso. Come questo blog, coff. Il lato positivo è che tra le mille cose da fare ce ne è stata una che ha reso i miei lunedì qualcosa di diverso dal solito incubo: il Club del Libro. Ogni inizio settimana è stato scandito da nuovi capitoli da leggere e l’immersione, davanti ad una tazza di caffellatte, in un universo che ci ha colpite più di quanto non potessimo immaginare.
Per quel che mi riguarda, prima di lasciare la parola ad alcune delle mie compagne di lettura, è stata un’esperienza bellissima. Non solo per l’aver trovato persone che, come me, amano leggere e non hanno paura di passare il venerdì sera sotto le coperte, con un pigiama con i gufi, a leggere. Persone lette in altre contesti, conosciute per altri motivi, e poi unite un po’ per caso in un piccolo gruppo che spero rimanga a farmi compagnia per molti altri lunedì, con cui squittire o strillare perché non siamo state in grado di diluire i capitoli nel tempo e, puntualmente, il mercoledì siamo state costrette a trovare qualcos’altro da leggere per rispettare le scadenze. Fortuna per noi, abbiamo già una lunga lista di libri in attesa e giusto ieri abbiamo dato il via alla seconda lettura collettiva proprio con il seguito, The scorch trials  – quindi, bando alle ciance, diamo a quello appena concluso lo spazio che merita.

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Il Club del Libro: “Il labirinto”, James Dashner.

Ci abbiamo messo un po’, ad organizzarci.
Ma sotto sotto sono fermamente convinta che un po’ fosse inevitabile: abbiamo sempre letto gli stessi libri, grossomodo negli stessi periodi, finendo col discuterne per lo più su Twitter. Così alla fine, complici le infinite comodità di GR, abbiamo tagliato la testa al toro e formato un temibilissimo Club del Libro. Siamo Federica, Silvia, Cecilia, Chiara, Veronica. E abbiamo iniziato con “Il labirinto”, di James Dashner. Perché siamo delle pive e non avevamo idea della palude ansiogena in cui ci saremmo trovate invischiate!

Titolo: Il labirinto
Titolo originale: The maze runner (#1)
Autore: James Dashner
Editore: Fanucci
Pagine: 428
Anno: 2011

Sinossi
Quando Thomas si sveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l’ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce un giorno, quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.