Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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#35 Teaser Tue—Thursday!

Come già anticipato, sono viva.
Esausta, letteralmente sfibrata da una sessione invernale andata straordinariamente bene – e non so neppure io come, se devo esser sincera. Avevo pronto un post, impaginato ieri sera, con un teaser tratto da Alienated, di Marissa Landers, ma la cruda verità è che l’ho terminato questa mattina e mi sembrava scorretto propinarvi una citazione tratta da qualcosa che non sto effettivamente leggendo. Lo so, lo so, lasciatemi blaterare, sono davvero troppo stanca per pensare a quanto questo mi faccia sembrare strano. Il punto è che sono tornata a leggere Opal, brutalmente accantonato nel momento in cui ho scoperto la Stiefvater – e fidatevi che a breve la recupero, sono troppo innamorata di lei per lasciar correre anche uno soltanto dei suoi romanzi – e poi per il GDL di Let’s read in english. Immagino non sia difficile dedurre quanto poco mi stia entusiasmando questo romanzo… ma ormai che è iniziato, il minimo che posso fare è finirlo. Quindi, teaser spoiler free per voi e la pianto di delirare in preda alla stanchezza!

Più tardi, Daemon e io ci occupammo di Dawson. Anche se aveva promesso di non gettarsi a capofitto in un’impresa suicida, sapevo che Daemon non si sentiva sicuro a lasciarlo solo e Dee voleva uscire, andare al cinema o fare qualche altra cosa. Io non ero stata invitata.
Me ne stavo seduta tra Daemon e Dawson, pronta per una maratona di film di Romero, con una ciotola di popcorn sulle gambe e un quaderno stretto al petto. Avevamo provato a buttare giù un piano per cercare Beth, ma eravamo riusciti solo a scrivere due posti in cui controllare e avevamo deciso di sorvegliarli nel fine settimana per capire che misure di sicurezza avessero preso. La terra dei morti viventi era appena iniziata e gli zombi erano più brutti e famelici che mai. Mi stavo proprio divertendo.
«Non ti facevo una fan di film di zombi.» Daemon prese una manciata di popcorn. «Cosa ti attira di più, sangue e budella o critica sociale sottintesa?»
Scoppiai a ridere. «Sangue e budella, lo confesso.»
«Sei proprio un maschiaccio» commentò Daemon aggrottando le sopracciglia mentre uno zombi cercava di buttare giù un muro a colpi di mannaia. «Oddio. Quanti film dobbiamo sorbirci ancora?»
Dawson alzò una mano stringendo due DVD. «Ci mancano Le cronache dei morti viventi e L’isola dei sopravvissuti
«Fantastico» borbottò Daemon.
«Mmm… che noioso che sei» commentai alzando gli occhi al cielo.
Per tutta risposta mi fece ribaltare un po’ di popcorn sul quaderno con una gomitata. Sospirai. «Serve una mano?» chiese. Lo guardai di sbieco, raccolsi i popcorn e glieli tirai in faccia.
«Il mio feticismo per gli zombi ti tornerà utile quando arriverà la fine del mondo e saprai come difenderti.»
Non sembrava molto convinto. «Esistono altri tipi di feticismo là fuori, Kitty, se vuoi te ne mostro qualcuno.»

Daemon e Katy, Katy e Daemon… Ostacolato da tutti, represso, negato, il legame proibito tra la timida studentessa e il misterioso alieno è ogni giorno più potente, inscindibile e rischioso. Il dipartimento della difesa li teme e li spia in ogni momento, ma soprattutto tiene in pugno tutti coloro che amano. Nel disperato tentativo di combattere l’organizzazione segreta che studia e tortura gli ibridi, Katy diventa sempre più consapevole degli straordinari poteri che ha acquisito attraverso la connessione aliena con Daemon: non è più la ragazza ingenua e impacciata di qualche anno prima, ed è pronta a tutto pur di ottenere verità e giustizia. Ma riuscirà a proteggere la sua famiglia e quella di Daemon dalle oscure minacce che incombono su di loro? Quando anche gli amici più stretti si rivelano dei traditori, ogni certezza sembra svanire, ma Daemon e Katy non sono disposti a fermarsi: nemmeno se la lotta dovesse travolgere i loro mondi in modo devastante.

|| GoodReads ||

 

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Citazione: “Ladri di sogni”, Maggie Stiefvater.

Noah si strofinò la macchia sul viso. Ma non se ne andò. Non se ne andava mai. Disse: «Conosco qualcuno che potresti baciare».
«Chi?» Lei notò che aveva uno sguardo divertito. «Oh, aspetta.»
Lui scrollò le spalle. Probabilmente era l’unica persona che Blue conosceva che potesse dare un’alzata di spalle da sdraiato. «Tanto non mi ucciderai. Voglio dire, se sei curiosa…»
Lei non pensava di essere curiosa. Dopotutto, non era mai stata una possibilità. Non poter baciare nessuno era come essere povera. Provava a non soffermarsi su cose che non poteva avere. Ma ora…
«Okay» disse lei.
«Cosa?»
«Ho detto okay.»
Lui arrossì. O meglio, dato che era morto, assunse un colorito normale. «Uh.» Si alzò su un gomito. «Bene.» Lei alzò il viso dal cuscino. «Ma tipo…»
Lui si chinò verso di lei.
Blue sentì un brivido per mezzo secondo. No, per un quarto di secondo. Perché dopo quello sentì l’increspatura fin troppo consistente delle sue labbra tese. La bocca di lui le premette sulle labbra finché non incontrò i denti. Era tutto semplice, elettrizzante ed esilarante al tempo stesso. Entrambi scoppiarono in una risata imbarazzata. Noah disse: «Bah!». Blue pensò di pulirsi la bocca, ma sapeva che sarebbe stato maleducato. Non era affatto coinvolgente.
«Bene» disse lei.
«Aspetta» replicò Noah «aspettaspettaspetta.» Le tolse un capello dalla bocca. «Non ero pronto.»
Agitò le mani come se le labbra di Blue fossero un evento sportivo e ci fosse una buona possibilità di farsi venire i crampi.
«Vai» disse Blue.
Questa volta arrivarono solo a un respiro dalle reciproche bocche prima di iniziare a ridere. Lei accorciò la distanza e fu premiata con un altro bacio, che le diede la sensazione di baciare una lavatrice.
«Sto facendo qualcosa di sbagliato?» suggerì.
«A volte è meglio con la lingua» rispose lui, dubbioso.
Si guardarono.
Blue strizzò gli occhi. «Sei sicuro di averlo già fatto?»
«Ehi!» protestò lui. «Per me è strano, perché sei tu
«Be’, per me è strano perché sei tu
«Possiamo fermarci.»
«Forse dovremmo.»
Noah si raddrizzò di più, sempre puntellandosi con il gomito, e fissò vagamente il soffitto. Infine le lanciò un altro sguardo.
«Hai visto qualche film… con dei baci? Le tue labbra devono essere, tipo, devono voler essere baciate.»
Blue si toccò la bocca.
«Cosa stanno facendo adesso?»
«Sono serrate.»
Lei unì e separò le labbra. Noah aveva ragione.
«Quindi immaginati uno di quelli» suggerì Noah.
Lei sospirò e frugò nei suoi ricordi fino a trovarne uno che faceva al caso.
Non era il bacio di un film, però. Era il bacio che l’albero sognante le aveva mostrato a Cabeswater. Il suo primo e unico bacio con Gansey, prima che lui morisse. Pensò alla sua bocca sottile mentre sorrideva. Ai suoi occhi belli quando rideva. Chiuse i suoi. Puntellando l’altro gomito accanto alla testa di lei, Noah si avvicinò e la baciò di nuovo. Questa volta era più un pensiero che una sensazione, un soffice calore che partiva dalla sua bocca e si espandeva nel resto del corpo. Una delle sue mani fredde scivolò dietro il collo di lei, e continuò a baciarla, schiudendo le labbra. Non era solo un tocco, un’azione. Era un tentativo di semplificazione da parte di entrambi: non erano più Noah Czerny e Blue Sargent. Erano solo lui e lei. Nemmeno quello. Erano solo il tempo che tenevano tra di loro.
Oh, pensò Blue. Quindi è questo che non potrò avere.
Non poter baciare la persona di cui si sarebbe innamorata non sembrava tanto diverso dal non avere un cellulare come tutti gli altri. Non sembrava diverso dal sapere che non avrebbe studiato ecologia all’estero, o che non sarebbe mai andata all’estero e basta. Non sembrava tanto diverso dal sapere che Cabeswater sarebbe stata l’unica cosa straordinaria della sua vita .
E ciò voleva dire che era insopportabile, ma lei doveva sopportarlo comunque.
Perché non c’era nulla di male nel baciare Noah Czerny, a parte il suo essere freddo. Lei gli permise di baciarla, e lo baciò a sua volta, fino a quando lui si appoggiò di nuovo sul gomito e, goffamente, le asciugò le lacrime che le rigavano le guance con il polso. La macchia sul suo viso era diventata molto scura, e lui era abbastanza freddo da farla rabbrividire. Blue gli rivolse un sorriso umido. «È stato super bello.»
Lui si strinse nelle spalle, gli occhi tristi. Stava scomparendo. Non che potesse vedere attraverso di lui, ma diventava difficile ricordarsi come fosse fisicamente anche mentre lo guardava. Quando lui voltò la testa, lo vide deglutire.
«Ti chiederei di uscire, se fossi vivo» farfugliò.
Il mondo era ingiusto.
«Ti direi di sì» rispose lei.
Ebbe solo il tempo per vederlo sorridere appena. E poi lui scomparve. Blue si alzò a sedere al centro di quel letto improvvisamente vuoto. Sopra di lei, le travi brillavano nella luce estiva. Blue si toccò la bocca. La sensazione fu quella di sempre. Per niente come se avesse avuto il suo primo e ultimo bacio.


La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c’è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero… Intanto Ronan s’inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s’inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Nel frattempo c’è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto.
Di Raven Boys, Entertainment Weekly ha scritto: “L’avventura paranormale di Maggie Stiefvater si legge d’un fiato e vi farà chiedere a gran voce il secondo libro.” Ecco il secondo libro, con la stessa fervida immaginazione, lo stesso intreccio inquietante e romantico, e le svolte mozzafiato che Maggie Stiefvater sa costruire.


 


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#32 Teaser Tue—Thursday!

Chiusi il portatile, mi alzai, presi la giacca e uscii di casa. Non sapevo perché, e non sapevo nemmeno se ci fossero altri agenti nelle vicinanze. La mia fervidissima immaginazione materializzò un cecchino nascosto in un albero e un puntino rosso sulla mia fronte.
Sospirando, tirai fuori un paio di guanti dalle tasche della giacca e me li infilai. Avevo bisogno di fare qualcosa di fisico, così formai una palla di neve e cominciai a farla rotolare in giardino. Tutto era cambiato nell’arco di pochi mesi e di nuovo nel giro di pochi istanti. Dalla secchiona di turno mi ero trasformata in un mezzo alieno. Ero cambiata a livello cellulare: non vedevo più il mondo bianco o nero e la mia percezione di ciò che era giusto era profondamente cambiata.
Per esempio, il comandamento «non uccidere» aveva assunto tutto un altro significato. Per qualche ragione, uccidere due Arum, gli alieni malvagi, non mi aveva gettato nella disperazione, cosa che invece sarebbe successa di certo se avessi ucciso un uomo. Non mi sentivo in colpa, anche se, come diceva Daemon, una vita era sempre una vita, ma diciamo che non l’avrei messo nella descrizione del profilo sul mio blog.
Quando finii con la prima palla avevo i guanti completamente bagnati, ma passai comunque a farne una seconda. L’esercizio fisico non faceva altro che arrossarmi le guance. Che fallimento.
Alla fine, il mio pupazzo di neve risultò formato da tre parti, ma non aveva né braccia né un volto. Era un riflesso perfetto di come mi sentivo. Avevo un corpo, ma mi mancava la maggior parte dei pezzi fondamentali. Non sapevo più chi ero.
Facendo un passo indietro mi passai una manica sulla fronte e sospirai tremante. Mi faceva male tutto, ma rimasi lì finché la luna non fece capolino da dietro le nuvole, gettando una falce argentata sulla mia creazione incompleta.
Solo poche ore prima c’era un morto sul pavimento di camera mia. Mi sedetti al centro del giardino, sopra un mucchio di neve. Un altro cadavere, come quello di Vaughn, caduto vicino al vialetto, come Adam nel soggiorno. Un nuovo pensiero che avevo finora soffocato si fece largo nella mia mente: Adam era morto cercando di proteggermi. L’aria fredda mi faceva bruciare gli occhi. Se fossi stata sincera con Dee, se le avessi detto sin dall’inizio che cosa era accaduto veramente nella radura, la notte che avevamo combattuto contro Baruck, lei e Adam sarebbero stati più cauti. Avrebbero saputo di Blake, che era come me, ovvero capace di contrastarli e di vincerli. Avrei dovuto ascoltare Daemon. E invece no, volevo dimostrare quanto valevo. Volevo credere che Blake avesse buone intenzioni, mentre Daemon aveva già capito tutto. Avrei dovuto capire che era impazzito: era stato sul punto di accoltellarmi e mi aveva lasciata sola con un Arum. Ma era davvero impazzito? Non credevo. Era disperato, questo sì, voleva a tutti i costi tenere l’amico Chris in vita, intrappolato in ciò che era diventato. Blake avrebbe fatto qualunque cosa per proteggere Chris, non perché avesse un legame coi Luxen, ma perché teneva al suo amico.
Forse era per quello che non lo avevo ucciso, perché perfino in quei momenti di puro caos, mi ero rivista in Blake.
Avrei volentieri ucciso suo zio per difendere i miei amici.
E Blake aveva ucciso un mio amico per difendere il suo.
Chi aveva ragione?


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#3 WWW Wednesday

Mercoledì. Com’è possibile che sia già mercoledì? Com’è possibile che agosto sia già agli sgoccioli, quando solo ieri davo l’ultimo esame della sessione estiva e pensavo, molto ingenuamente, di potermi concedere almeno due settimane di sole, letture, campeggio e puro relax – miseramente affogate in un diluvio di pioggia che non sto neanche a raccontarvi o mi torna la depressione? Io boh. Perché davvero, questa inflazionatissima espressione esprime alla perfezione il connubio di incredulità, acidità e rassegnazione che mi sento addosso in questo momento, guardando il sole al di là della portafinestra chiusa perché si, se qualche raggio si fa vedere di tanto in tanto, l’aria ha pensato bene di tornare bella pizzichina e io, da brava freddolosa, corro ai ripari il più in fretta possibile.
Mercoledì, quindi. Mercoledì 27 agosto noncelapossofarenonvogliocrederci.
Cerchiamo di non pensarci, almeno per il tempo di questo terzo appuntamento con il WWW Wednesday!

What are you currently reading?

Piano piano ce la sto facendo: mi sto approcciando alla saga de Il Trono di Ghiaccio, consigliatami fino alla nausea da due delle mie consiglia-libri preferite. Sospetto ormai stessero perdendo la speranza, mannaggia a me e al mio bisogno di avvicinarmi ai libri con i miei tempi…! Sono curiosa, al momento trovo tutto assolutamente perfetto, vedremo come si sviluppa poi il resto.

Il primo racconto che anticipa Il Trono di Ghiaccio, in uscita a maggio! Su un’isola remota in un mare tropicale, Celaena Sardothien, temuta assassina, è arrivata per una missione. È stata mandata dalla gilda degli Assassini per riscuotere un debito del Signore dei Pirati.
Ma quando Celaena capisce che il pagamento non sarà in denaro ma in schiavi, la sua missione cambia: rischierà tutto per volgere in bene la missione che è stata mandata a realizzare.

I Sicari Silenziosi del Deserto Rosso sono gente di poche parole. In ogni caso, Celeana Sardothien non avrebbe molto di cui conversare: non li ha raggiunti per parlare, ma per essere addestrata dal più esperto degli assassini. Il silenzio è suo alleato, almeno finché lei non comincia a sospettare che nella fortezza si annidi un traditore, che lei dovrà scovare tra i molti Sicari Sileziosi, per annientare un nemico mortale.

 

What did you recently finish reading?

Giudizio: 5/5
Questo libro, ecco, mi ha fatto fisicamente male. Non sono stata capace di lasciare che la lettura si diluisse nel tempo, smorzando il contraccolpo emotivo che ho accusato ad ogni parola, e il risultato è stato che mentre rientravo a Trieste, con lo spettacolo del mare spalancato davanti a me e ammirato su un Regionale deserto, mi sono sentita come se avessi spiato qualcosa di troppo intimo, che non avrei dovuto per nessun motivo scoprire. Eppure sono fermamente convinta che siano proprio questi i libri che vale la pena di leggere oggi, per infinite ragioni che cercherò di approfondire il giorno in cui sarò in grado di scrivere una recensione vera e proprie.

Giudizio: 4/5
L’epica mi fa impazzire. Al liceo ero un fenomeno quando si trattava di studiarla, fosse in italiano al biennio o in lingua latina più tardi – e a riprova di quanto la materia mi piacesse, i libri su cui l’ho studiata sono gli unici che tutt’ora conservo gelosamente. Non c’era ragione, quindi, di resistere alla tentazione di un punto di vista alternativo su due storie perfettamente conosciute, quello di Penelope, moglie di Odisseo. Sorprendente e mai noioso, questo libro mi ha dato molto su cui pensare – in primis quello che avrebbe potuto nascondersi dietro il mito stesso, una realtà molto più normale di quella che siamo soliti pensare quando si tratta di mitologia. Consigliatissimo.

Giudizio: 2/5
Quasi mi spiace assegnare solo due stelline a questo prequel, ma davvero si è rivelato una delusione. la saga di per sé mi piace molto, Obsidian e Onyx li ho divorati in pochissimo, ma Shadows… non sembra nemmeno scritto dalla stessa autrice.
I personaggi sono vuoti, mal raccontati e peggio ancora descritti. Bethany è una mary sue noiosissima, Dawson banale e prevedibile. Assieme sono l’incarnazione dello stereotipo della coppietta perfetta, si conoscono da un mese e già giura e spergiurano che non si lasceranno mai.  Davvero non mi capacito di un tale scivolone, due stelle mi sembrano persino troppe.

What do you think you’ll read next?

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Il terzo racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! Quando il re degli Assassini affida a Celaena un incarico speciale per contrastare la schiavitù nel regno di Adarlan, Celaena non perde l’occasione di lottare contro questa pratica malvagia. La missione è oscura, rischia di essere fatale, e porta l’Assassina a esplorare i tetti della città, a immergersi nei bassifondi… e ciò che trova sarà peggio di un incubo.

 Il quarto racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! All’Assassina Celaena Sardothien non manca nulla: ha una casa tutta per sé, l’amore del bellissimo Sam, e soprattutto la libertà. Ma non sarà mai davvero libera fino in fondo se non riuscirà ad allontanarsi dal suo vecchio maestro e protettore, Arobynn Hamel; Celaena ha bisogno di un’ultima missione per diventare per sempre libera . Ma quando si ha tutto, si ha tutto da perdere…

Per una volta Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, non deve uccidere su commissione, ma per guadagnarsi la libertà. Il figlio del tirannico re del Paese sta cercando un nuovo sicario che elimini i nemici di suo padre. Celaena, strappata ai lavori forzati cui era condannata, deve riuscire a sopravvivere tra ventiquattro contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e, dopo quattro anni di servizio, sarà infine libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l’amore e il talento non bastano per vincere. Quando gli altri candidati iniziano a morire uno dopo l’altro, Celaena capisce che la sua vita è sempre più in pericolo, e le persone di cui fidarsi sono sempre meno… A lei spetterà il compito di estirpare il male, prima che distrugga il suo mondo.

Nb: tutte e quattro le novelle sono disponibili, gratuitamente, su Amazon. Cliccando sulle copertine sarete automaticamente rimandate alle pagine dove poterle acquistare!


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Citazione: “Schegge di me”, Tahereh Mafi.

Annego nei suoi occhi e non so cosa dire.
Quando si sfila la camicia non so dove guardare.
Colgo il mio riflesso nel pannello di vetro della doccia e chiudo gli occhi, ma quando avverto un leggero movimento in prossimità del viso batto le palpebre; le sue dita distano un istante, e gocciolo, brucio, mi sciolgo nell’attesa del suo tocco.
“Puoi guardare” dice con un sorrisetto grande quanto Giove.
Do un’occhiata, sbircio quel sorriso sbilenco, sbircio gli occhi il cui colore vorrei usare per dipingere un milione di quadri. Seguo la linea del mento, proseguo per il collo e giù fino alla clavicola; mando a memoria le colline e le valli delle sue braccia, la perfezione del suo torace.
L’uccello che ha sul petto.
L’uccello che ha sul petto.
Un tatuaggio.
Un uccello bianco con una corona di striature dorate in testa. Colto nell’atto di volare.
“Adam” provo a dire.
“Adam” provo a rantolare.
“Adam” provo e riprovo ad articolare senza riuscirci.
Cerco il suo sguardo e scopro che Adam mi stava osservando mentre lo studiavo. Le rughe di emozione gli solcano il viso, mi spingono a domandarmi quale sia la mia espressione. Adam mi posa due dita sotto il mento e mi solleva un poco il viso trasformandosi in un cavo dell’alta tensione immerso nell’acqua.
“Troverò il modo di parlarti” dice stringendomi tra le braccia.
Appoggio il viso contro il suo petto, e all’improvviso il mondo mi appare più lucente, più grande, stupendo.
All’improvviso il mondo assume significato, l’intero universo si ferma e inizia a girare nella direzione opposta. E io sono l’uccello.
Io sono l’uccello, e sto volando via.


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Recensione: “Obsidian”, Jennifer L. Armentrout.

Diciamo che ufficialmente sto studiando, visto che dopodomani ho un esame. Diciamo che non ho passato il fine settimana a fare altro, diciamo che l’ansia non mi divora, diciamo che non ho appena salutato i miei genitori e la mia palla di pelo nota al secolo come Kora. Diciamo, insomma, che posso stare qui e permettermi di scrivere una recensione. Diciamo, ok? Ok.

Titolo: Obsidian (Lux #1)
Titolo originale: Obsidian (Lux #1)
Autore: Jennifer L. Armentrout
Editore: Giunti
Pagine: 336
Anno: 2012

Giudizio: 4/5

Sinossi
Kathy è una blogger diciassettenne con un grande sense of humour, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell’incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un’inspiegabile aggressione, Daemon difende Kathy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Kathy, senza volerlo, c’è dentro fino al collo. Salvandola, l’ha marchiata con un’aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L’unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Kathy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima… Continua a leggere


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Recensione: “Beastly”, Alex Flinn.

Good morning sunshines! Quale modo migliore di iniziare questa nuova settimana, se non con una recensione nuova di pacca? Non so voi, ma a me la primavera appiccica addosso un buon umore quasi fastidioso, di quelli che neppure la prospettiva di passare almeno sei ore in facoltà riesce ad intaccare. Che dire? Speriamo duri, come il sole che in questo momento piove sulla mia scrivania sommersa di libri e appunti.

Titolo: Beastly
Titolo originale: Beastly
Autore: Alex Flinn
Editore: Giunti
Pagine: 304
Anno: 2007

Giudizio: 3/5

Sinossi
Kyle Kingsbury è ricco, bello e popolare. A scuola è considerato quasi un dio, è abituato a prendersi gioco di tutti e quando arriva Kendra, una ragazza bruttina ed emarginata, decide di farle un terribile scherzo. Non può sapere che lei, una strega sotto mentite spoglie, lo maledirà per la sua cattiveria, tramutandolo in una bestia.
Orribilmente deturpato, Kyle è costretto a vivere isolato nell’appartamento-prigione in cui il padre, un noto personaggio televisivo, l’ha confinato per nasconderlo. A fargli compagnia, solo Magda, la governante, e Will, un insegnante privato. Due anni: questo il tempo che Kyle ha per spezzare l’incantesimo, e l’unico modo è innamorarsi ed essere riamato. Altrimenti rimarrà così per sempre.
Dopo un anno di solitudine e fallimenti, Kyle comincia a cambiare, non è più il ragazzo prepotente, viziato, materialista di una volta e, quando ormai ogni speranza sembra perduta, un ladro, sorpreso in casa e disposto a tutto pur di passarla liscia, gli consegna la figlia, Linda, in cambio del suo silenzio. La ragazza è l’ultima possibilità per Kyle di rompere l’incantesimo prima che scada il tempo.
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