Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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MiniReview: “Rimani con me”, J. Lynn

Titolo: Rimani con me (Wait for you #3)
Titolo originale: Stay with me (Wait for you #3)
Autore: J. Lynn/Jennifer L. Armentrout
Editore: Narrativa Nord
Anno: 2014
Pagine: 360

Sinossi

Avevo deciso di andarmene lontano
Avevo deciso di chiudere tutte le porte
Avevo deciso d’ignorare il mio cuore
Ma poi tu hai invaso la mia vita…

Lo studio è la sua salvezza. Per troppi anni, da quella maledetta notte che ha mandato in fumo tutte le sue speranze, Calla ha vissuto in un limbo di dolore e di rimpianti. Un limbo da cui è uscita grazie all’università, che le ha offerto una seconda occasione. Almeno fino al giorno in cui scopre che la madre – con cui lei non parla da anni – le ha prosciugato il conto, impedendole d’iscriversi all’ultimo anno. Calla è quindi costretta a tornare a casa per affrontare la donna che, ancora una volta, rischia di distruggere i suoi sogni. Tuttavia, dietro il bancone del bar gestito della madre, trova Jax James. Ammalianti occhi scuri e fisico mozzafiato, Jax è il genere di «distrazione» che Calla non può permettersi in un momento simile. Jax però non ha nessuna intenzione di farsi mettere da parte, anzi sembra sempre pronto ad aiutarla e a tirarle su il morale, con quel suo atteggiamento spavaldo e il sorriso disarmante. E, per la prima volta dopo tantissimo tempo, Calla sente di non essere più sola ed è come se il vuoto che ha dentro si stesse a poco a poco colmando. Ma, quando inizia a ricevere minacce e strane visite nel cuore della notte, Calla si rende conto di essere stata trascinata in un gioco pericoloso e molto più grande di lei. Il legame con Jax le darà la forza per superare anche questa prova o sarà la «debolezza» che la farà crollare?

«Allora, hai progetti per stasera?»
Lo fissai. Stava flirtando con me? Mi stava invitando a uscire? Non potevo crederci. Certe cose succedevano alle ragazze belle e popolari. Non a me. Mai a me. Eppure lui inchiodò quegli occhi stupendi nei miei e, per un momento, dimenticai come si respirava.
«Nel caso non fossi stato chiaro, mi spiego meglio: vorrei sapere se sei libera e se stasera ti va di andare da qualche parte con me.»

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MiniReview: “La cerca del Drago”, Anne McCaffrey.

Titolo: I Dragonieri di Pern/La cerca del drago (Pern #2)
Titolo originale: Dragonquest (Pern #2)
Autore: Anne McCaffrey
Editore: Nord
Pagine: 466
Anno: 1971

Giudizio: ★★★★☆

Sinossi
Ogni duecento anni il pianeta Pern viene sfiorato da uno strano corpo celesteche, propagando spore minacciose, distrugge tutto ciò con cui viene incontatto. Per scongiurare questa ciclica catastrofe i coloni hanno creato unanuova specie: i Draghi, possenti creature alate che solcano i cieli in unadimensione attraverso lo spazio e il tempo. Ma ultimamente i Fili invasori sembrano avere cambiato strategia: giungono dallo spazio interplanetario aintervalli sempre più imprevedibili e ciò rende sempre più difficileincontrarli a mezz’aria, a cavallo dei Draghi, per distruggerli. Ma, se i Draghi sono in grado di viaggiare attraverso lo spazio e il tempo, perché non organizzare una spedizione sulla Stella Rossa per sbaragliare i nemici?

Nel momento in cui ho posato il primo volume di questa saga immensa, sapevo già con certezza che mi sarei fiondata sul secondo e che non lo avrei mollato fino alla sua conclusione. La cerca del drago è un romanzo che parla, sopra ogni altra cosa, di scoperte, scientifiche e personali, modulandone il racconto attraverso una maggiore focalizzazione su personaggi rimasti all’ombra di F’lar e Lessa, i protagonisti indiscussi del primo volume: F’nor, il fratello del comandante del Weyr di Benden, e Brekke, una delle Dame del Weyr di Fort. Mentre il loro rapporto evolve alla luce di un sentimento ancora acerbo, gli abitanti di Pern riscoprono le tecnologie dei coloni originari, vengono a conoscenza delle – adorabilissime, e ne voglio una grazie – lucertole di fuoco, s’ingegnano a loro volta in nuove invenzioni e si adoperano per recuperare conoscenze credute perdute. La lotta ai Fili è onnipresente, come ne Il volo del drago, ma questa volta il nocciolo della questione è politico piuttosto che organizzativo e ha il suo fulcro nell’acre dissenso scaturito tra due visioni contrastanti – quella dei Dragonieri e degli Antichi Dragonieri, portati nel tempo presente da Lessa. Non c’è una trama vera e propria (per questo non ho cercato di riassumerla, mica me ne son dimenticata!), quanto piuttosto un concatenarsi di piccoli episodi che suggeriscono più l’impressione di una quotidianità che non una vicenda con un inizio e una fine ben definiti – al solito, si conferma la mia regola personale in base alla quale il secondo libro è sempre un libro di passaggio, e di conseguenza è più brutto di tutti gli altri perché serve a collegare due momenti distinti. C’è stato persino un momento in cui mi sono chiesta se la McCaffrey avesse davvero ancora qualcosa da dire, sul suo universo, o se avesse scritto unicamente per il gusto di farlo. Il libro risente, in una certa misura, della mancanza della continua tensione che ha caratterizzato Il volo del drago, non fosse che, se non altro, la presenza delle lucertole di fuoco riequilibra in buona misura la marginalizzazione dei draghi veri e propri. Al di là di tutto è un bel libro, che si legge rapidamente e che in maniera un po’ goffa risponde un po’ a tutti i grandi interrogativi rimasti in sospeso alla conclusione del primo romanzo del ciclo. E, al contempo, non manca di aprirne altri, lasciando a Il Drago bianco il compito di trovar loro una giusta chiusura.
Un episodio particolarmente straziante? Il primo volo nuziale di Wirenth, compagna di Brekke. Difficile dimenticare la drammaticità di quelle pagine, dove lo strazio, la pena, la rabbia e la desolazione sono tratteggiate con una delicatezza strepitosa.


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Mini-review: “Mentre fuori nevica”, Sarah Morgan.

Titolo: Mentre fuori nevica
Titolo originale: Sleigh bells in the snow
Autore: Sarah Morgan
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 304
Anno: 2014

Sinossi
Kayla Green odia il Natale. Farebbe qualsiasi cosa per evitarlo del tutto, così, quando le si presenta l’occasione di lavorare durante le vacanze, la coglie al volo. Kayla è un mostro sacro delle pubbliche relazioni, e ora dovrà occuparsi di una struttura alberghiera di lusso in montagna. Perfetto! Quello che non sa è che l’impresa del suo cliente, Jackson O’Neil, è a conduzione familiare, che lì tra montagne innevate e addobbi di stagione il Natale è più presente che mai, e che l’atmosfera è calda, accogliente e decisamente festiva. Inoltre, a rendere più coinvolgente e inebriante il suo soggiorno tra i monti ci si mette pure questa intensa e fastidiosa attrazione per Jackson. Un’attrazione che la porterà chissà dove. Ma certo non a letto con lui. O sì?

Decisamente il libro più bello che abbia letto durante prima delle vacanze di Natale. Non che avessi bisogno di una spintarella, per entrare in atmosfera natalizia… al contrario di Kayla Green, biondissima grinch delle pubbliche relazioni, inizio a smaniare per i canti, le lucine e i pacchi ben prima che diventi socialmente accettabile ordinare compulsivamente maglioni con motivi a renne online. Ed è stato strano, all’inizio, ritrovarmi a leggere di qualcuno che, al contrario, ha quasi paura di questo frenetico periodo dell’anno e cerca ogni scusa possibile per evitarlo. Proprio perché in fuga dal Natale (presente e degli anni passati), Kayla accetta di passare le feste a lavorare in uno splendido resort di lusso, per conoscere meglio i suoi nuovi clienti. Caso vuole, però, che la situazione non sia affatto semplice come l’aveva programmata e che, tra nonni scorbutici, madri invadenti, panorami mozzafiato e un Jackson O’Neill che – mannaggia a me – avrebbe dovuto vincere il titolo di Mr. Paperboy a mani basse e senza colpo ferire, il Natale saprà coglierla impreparata e, sopra ogni altra cosa, stupirla, insegnandole che non tutte le decorazioni vengono per nuocere e che un regalo non necessariamente è qualcosa da scartare. Al limite, infatti, lo si può anche spogliare…
Cosa dire? Questo romanzo scalda il cuore. Si ride, ci si commuove, ci si indigna e ci sente lo stomaco tutto aggrovigliato per l’eccitazione. Non è un capolavoro, è una romance. Ma è molto dolce, è piacevole come scivolare in una vasca d’acqua bollente dopo una lunga giornata al freddo ed è bello sapere di poter fare affidamento su un romanzo che è la perfetta garanzia di un’evasione da sogno dalla realtà. Solo un’altra autrice è riuscita a regalarmi il desiderio di vivere in un romanzo, ed è Nora Roberts. Sarah Morgan, inutile dirlo, aspetto i prossimi volumi della saga per vedere se la magia continua o se è destinata a rimanere concentrata in questo unico volume! Jackson e Kayla sono bellissimi e sono anche due grandissimi testoni che s’inseguono più o meno consapevolmente, prendendosi a testate lungo la via pur di non cedere all’attrazione incredibile che li lega l’uno all’altra. Per come la vedo io, se potessi mollerei tutto per andare a lavorare allo Snow Crystal. Voci di corridoio dicono che Jackson abbia un gemello niente male, e se proprio lui non vi garba, c’è anche un terzo fratello, ex campione di sci, ancora libero sul mercato. A buon intenditore…!


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#6 WWW Wednesday – Blogmas edition

Friendly reminder: questo meme è stato creato da MizB di ShouldBeReading. Siccome è una vita che non ne faccio uno, ho pensato di utilizzarlo per fare un riassunto di quello che ho letto durante il mese appena passato. Pur non trattandosi di una tappa ufficiale del #Blogmas ormai praticamente concluso, raccoglie una breve panoramica di una parte delle mie letture a tema Natale ed è, di fatto, l’ennesima occasione che ho per augurarvi di trascorrere la Vigilia in serenità, con le persone che amate, tra montagne di cibo, sorrisi e risate – e possibilmente un sacco di libri belli impacchettati sotto l’albero.

WHAT ARE YOU CURRENTLY READING?

Corinne Savarese, Una Str…ega sotto l’albero
Durante un’intervista televisiva Amanda De Winter, l’interior designer più quotata tra le star di Hollywood, soprannominata la Regina di Ghiaccio per il carattere pessimo e il totale distacco dall’amore, annuncia al mondo di volersi regalare un toy boy.
Anthony Costello è il suo assistente da due anni e la odia con tutto il cuore. Per lui lei è la Strega, la Stronza, il Male, il Demonio. Ma quando suo zio Toruccio gli prospetta un bel matrimonio con Concetta la Caciotta e un futuro di tanti Caciottini, Anthony capisce che l’unica via di fuga è proprio lei: Amanda. Mettendo in pratica tutte le lezioni di marketing assimilate in anni di studio e lavoro, escogita il piano perfetto: lei sarà la finta fidanzata e lui sarà … il suo toy boy. Il fisico non gli manca e nemmeno la grinta per entrare nel ruolo.
I due iniziano la loro appassionante love story fatta di finti scoop, sorrisi forzati e servizi fotografici sulle pagine delle riviste patinate. Ma, complici la magia del Natale e una sempre più irresistibile attrazione, l’amore sarà il regalo che troveranno sotto l’albero.

WHAT DID YOU RECENTLY FINISH READING?

Robyn Carr, Natale a Virgin River
Giudizio:
 ★★☆☆☆
Questo libricino – praticamente una novella se guardiamo al numero di pagine – nasce come prequel di una saga romance ambientata nel pittoresco paesino di Virgin River. Annie è una ragazza di campagna, con la testa sulle spalle e piedi ben piantati a terra: gestisce il proprio salone di bellezza, ha il proprio appartamento e vive il Natale con l’impazienza di chi aspetta questa giornata per poterla trascorrere assieme alla propria famiglia. Nathaniel, al contrario, non vede l’ora di scappare, dal Natale, e dalla prospettiva di passarlo prigioniero su una nave da crociera. Non a caso il bel veterinario della contea ha in programma di passare dieci giorni su una spiaggia caraibica, in compagnia dei suoi vecchi amici dell’università, circondato da bellezze in micro-bikini. Nessuno dei due ha messo in conto di doversi occupare di otto cuccioli abbandonati a pochi giorni dalla nascita, né tantomeno di innamorarsi. Eppure, complice proprio la cucciolata bisognosa di cure e la magica atmosfera di un bianco Natale, le cose prenderanno una piega inaspettata, con un immancabile lieto fine. Natale a Virgin River è una storia carina messa sulla carta, con tutti i giusti ingredienti per diventare una piccola chicca da gustare in un pomeriggio ozioso. Eppure risulta piatta, mal scritta, poco appassionante. Non so se tutta la saga si trascina sugli stessi ritmi assolutamente prevedibili e con personaggi poco approfonditi, un po’ scontati e difficili da inquadrare del tutto, ma spero proprio di no. Sarà che arrivavo da una lettura assolutamente perfetta, sarà che sono schizzinosa, ma non ho saputo gustarmela come avrei voluto. Peccato perché, ripeto, l’idea era buona e assolutamente adorabile.

Virginia Bramati, Meno cinque alla felicità!
Giudizio: ★★★★☆

Costanza è una giornalista finanziaria, tostissima, che dalla piccola Varate – in Brianza – si è trasferita nella caoticissima New York. Ma è proprio a casa che deve fare ritorno, sollecitata dalla voce del padre venuto a mancare di recente e dalla preoccupazione sempre più grande che le laconiche telefonate a casa continuano a suscitarle. E che brutta sorpresa, rientrare nella trattoria Moretti e scoprire che il Natale ancora non è arrivato! Che non ci sono decorazioni, che non ci sarà il tradizionale pranzo a base di oche – diventate improvvisamente le protette della piccola Nuccia – e che la sua vecchia stanzetta è stata affittata ad un misterioso muratore estone! Cinque giorni sembrano davvero pochi, una manciata di ore in cui a malapena ci si fa passare il jet lag, eppure… la magia del Natale non guarda in faccia nessuno e Costanza dovrà affrontare non solo sua madre e sua sorella, sconvolte da un lutto ancora troppo vicino, ma anche se stessa, nel tentativo di accontentare un padre che sembra avere grandi piani e grandi progetti per la sua famiglia, prima di lasciarla definitivamente.
Meno cinque alla felicità! è un libricino adorabile, nel vero senso della parola. Divertente, appassionante, straordinariamente genuino nel tratteggiare una realtà così meravigliosamente italiana da scaldare il cuore. È raro che un romanzo ambientato in Italia mi faccia questo effetto. Generalmente tendo a trovarli noiosi, esagerati, poco credibili. In questo caso, invece, è stato impossibile non innamorarmi di questi personaggi così particolari, da Nuccia – la bambina che parla alle oche con il pallino dell’origine dei nomi propri – ad Andrej – tutt’altro che muratore, tutt’altro che estone, ma ortopedico e triestino (!!!) -, dal piccolo Gabriele – con un vocabolario culinario che si adatta a qualsiasi circostanza – al padre che, pur non essendo che una voce nella mente della figlia – vi farà sganasciare dalle risate in ogni occasione. Mi sono commossa, mi sono divertita. Cos’altro si potrebbe chiedere, ad una favola di Natale?

Jenny Hale, Il regalo più grande
Giudizio: ★★☆☆☆
Sulla carta, questo romanzo si presenta come degno figliolo del genere Kinsella: una storia fresca, un po’ paradossale forse ma fondamentalmente divertente e capace di stemperare tutte le assurdità di una fiaba moderna. Allison non sta vivendo un momento bellissimo, a trentadue anni è costretta a tornare a vivere sotto il tetto materno, perché momentaneamente senza lavoro, e a fare i conti con una sorella di successo che non manca, nel tentativo di aiutarla, di impicciarsi in questione che vorrebbe risolvere da sola. Quando decide di accettare il lavoro di direttrice nella storica dimora della famiglia Marley, è proprio su insistenza di Morgan (la sorella) che sta occupandosi proprio della vendita dell’immobile. Ma quando si ha l’acqua alla gola, non è proprio possibile sputare nel piatto in cui si mangia e la prospettiva di uno stipendio da capogiro non è esattamente così indigesta, tanto più che Robert – il suo diretto superiore – è un uomo difficile da disdegnare. Allie farà ben presto la conoscenza di questa famiglia ricchissima e sgangherata, tenuta assieme unicamente dalla stessa casa che sta per esser venduta a qualcun altro, e deciderà di regalare loro un magnifico ultimo Natale, che tutti possano ricordare.
Il regalo più grande avrebbe potuto essere davvero una storia carina. Peccato i suoi personaggi siano fastidiosi, stereotipati o peggio ancora maltrattati dalla stessa autrice. Allie in primis è una donnicciola superficiale, indecisa, incapace di fare chiarezza sui suoi stessi sentimenti, che accetta il corteggiamento di un uomo molto più coinvolto di quanto l’autrice stessa non volesse lasciar intendere e al tempo stesso ne corteggia spudoratamente un altro che è completamente incapace di mostrare la ben che minima traccia di calore umano. Non c’è magia natalizia che tenga, quando un libro è sviluppato male. Ed è questo il caso: le premesse c’erano tutte, ma il risultato, alla fine della fiera, è decisamente discutibile.

WHAT ARE YOU GOING TO READ NEXT?

Anne McCaffrey, Il volo del drago
Il terzo pianeta di Rubkat era un luogo splendidamente adatto alla vita. Non appena l’uomo lo aveva scoperto si era affrettato a colonizzarlo. La prima spedizione che si era insediata sul pianeta Pern non aveva badato allo strano corpo celeste che descriveva un’orbita attorno ad esso. Ogni duecento anni quel mondo vagante riproponeva la sua minacciosa presenza e fu per questo che i coloni di Pern avevano creato una nuova specie: i Draghi. Essi erano in grado di fronteggiare la minaccia proveniente dallo spazio. Occorrevano però facoltà mentali superiori per allevare e addestrare un Drago, così si sviluppò l’ordine dei Dragonieri che finì per costituire una razza a sé e divenne protagonista di una serie di avventure che si trasformarono in leggenda.

È tradizione, a Natale mi regalo un fantasy.
L’anno scorso ho letto La prescelte e l’erede, di Jacqueline Carey, che non è esattamente un fantasy ma insomma… Quest’anno ho deciso di tornare al mio grande, enorme, mastodontico amore di sempre: i draghi. E i cavalieri di draghi. Perché sì, ho un debole non indifferente per questi lucertoloni terribili, ma non ho mai abbastanza tempo a disposizione per approfondire il tema quanto meriterebbe. Non ho mai letto nulla della McCaffrey, ma nel momento in cui ho letto la sinossi di questo romanzo – il primo di una saga infinita! – ho sentito le dita prudere per la voglia di saperne di più. In un certo senso, è un regalo a me, da parte mia.

Cassandra Clare, Le cronache di Magnus Bane
Chi è davvero Magnus Bane? È forse l’individuo misterioso che s’insinua nelle trame della Rivoluzione francese, o lo strampalato europeo che crea scompiglio in un remoto Perù dell’epoca coloniale, o il venditore di alcolici che sfida il proibizionismo nella Manhattan degli anni Venti? E se invece fosse soltanto un giovane alla moda, sempre pronto a scendere in pista nelle discoteche più elettrizzanti nella New York degli anni Settanta? Cassandra Clare ci accompagna attraverso luoghi ed epoche affascinanti alla scoperta dei retroscena più avvincenti del passato di Magnus Bane, eclettico e inafferrabile personaggio che ha vissuto mille vite in una, tutte legate da un filo rosso: la perenne lotta tra la forza dell’amore e quella del destino, a cui nessuno può opporsi, neppure il Sommo Stregone degli Shadowhunters.

E qua, ragazzi miei, entrate in gioco anche voi.
Perché per la prima volta nella mia brevissima carriera di bookblogger, ho deciso di organizzare assieme a Cristina e Airals, due sante che mi stanno sopportando da bel po’ di email, una lettura corale! Le regole sono semplici:

  • Per commentare la lettura su Twitter usate il tag #CronacheBaneCR o taggate direttamente noi (@AiralsBooks @maistatachiara @SpeziaC );
  • Per aderire, iscrivetevi qui.

Le storie sono state suddivise per settimane, e qui trovate il calendario.

1. ‘Cosa accadde in Perù’  – Dal 10 al 16 gennaio 2015
2. ‘La fuga della Regina’ – Dal 17 al 23 gennaio 2015
3. ‘Vampiri, scones ed Edmund Herondale’ – Dal 24 al 30 gennaio 2015
4. ‘L’erede di mezzanotte’ – Dal 31 gennaio al 6 febbraio
5. ‘L’origine dell’Hotel Dumort’ – Dal 7 al 13 febbraio
6. ‘Alla ricerca di Raphael Santiago’ – Dal 14 al 20 febbraio
7. ‘La caduta dell’Hotel Dumort’ – Dal 14 al 20 febbraio
8. ‘Un regalo di compleanno per Alec’ – Dal 21 al 27 febbraio
9. ‘L’ultima sfida dell’Istituto di New York’ – Dal 21 al 27 febbraio
10. ‘Il corso di un amor cortese’ – Dal 28 febbraio al 6 marzo

Banedefinitivo


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#3 WWW Wednesday

Mercoledì. Com’è possibile che sia già mercoledì? Com’è possibile che agosto sia già agli sgoccioli, quando solo ieri davo l’ultimo esame della sessione estiva e pensavo, molto ingenuamente, di potermi concedere almeno due settimane di sole, letture, campeggio e puro relax – miseramente affogate in un diluvio di pioggia che non sto neanche a raccontarvi o mi torna la depressione? Io boh. Perché davvero, questa inflazionatissima espressione esprime alla perfezione il connubio di incredulità, acidità e rassegnazione che mi sento addosso in questo momento, guardando il sole al di là della portafinestra chiusa perché si, se qualche raggio si fa vedere di tanto in tanto, l’aria ha pensato bene di tornare bella pizzichina e io, da brava freddolosa, corro ai ripari il più in fretta possibile.
Mercoledì, quindi. Mercoledì 27 agosto noncelapossofarenonvogliocrederci.
Cerchiamo di non pensarci, almeno per il tempo di questo terzo appuntamento con il WWW Wednesday!

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Piano piano ce la sto facendo: mi sto approcciando alla saga de Il Trono di Ghiaccio, consigliatami fino alla nausea da due delle mie consiglia-libri preferite. Sospetto ormai stessero perdendo la speranza, mannaggia a me e al mio bisogno di avvicinarmi ai libri con i miei tempi…! Sono curiosa, al momento trovo tutto assolutamente perfetto, vedremo come si sviluppa poi il resto.

Il primo racconto che anticipa Il Trono di Ghiaccio, in uscita a maggio! Su un’isola remota in un mare tropicale, Celaena Sardothien, temuta assassina, è arrivata per una missione. È stata mandata dalla gilda degli Assassini per riscuotere un debito del Signore dei Pirati.
Ma quando Celaena capisce che il pagamento non sarà in denaro ma in schiavi, la sua missione cambia: rischierà tutto per volgere in bene la missione che è stata mandata a realizzare.

I Sicari Silenziosi del Deserto Rosso sono gente di poche parole. In ogni caso, Celeana Sardothien non avrebbe molto di cui conversare: non li ha raggiunti per parlare, ma per essere addestrata dal più esperto degli assassini. Il silenzio è suo alleato, almeno finché lei non comincia a sospettare che nella fortezza si annidi un traditore, che lei dovrà scovare tra i molti Sicari Sileziosi, per annientare un nemico mortale.

 

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Giudizio: 5/5
Questo libro, ecco, mi ha fatto fisicamente male. Non sono stata capace di lasciare che la lettura si diluisse nel tempo, smorzando il contraccolpo emotivo che ho accusato ad ogni parola, e il risultato è stato che mentre rientravo a Trieste, con lo spettacolo del mare spalancato davanti a me e ammirato su un Regionale deserto, mi sono sentita come se avessi spiato qualcosa di troppo intimo, che non avrei dovuto per nessun motivo scoprire. Eppure sono fermamente convinta che siano proprio questi i libri che vale la pena di leggere oggi, per infinite ragioni che cercherò di approfondire il giorno in cui sarò in grado di scrivere una recensione vera e proprie.

Giudizio: 4/5
L’epica mi fa impazzire. Al liceo ero un fenomeno quando si trattava di studiarla, fosse in italiano al biennio o in lingua latina più tardi – e a riprova di quanto la materia mi piacesse, i libri su cui l’ho studiata sono gli unici che tutt’ora conservo gelosamente. Non c’era ragione, quindi, di resistere alla tentazione di un punto di vista alternativo su due storie perfettamente conosciute, quello di Penelope, moglie di Odisseo. Sorprendente e mai noioso, questo libro mi ha dato molto su cui pensare – in primis quello che avrebbe potuto nascondersi dietro il mito stesso, una realtà molto più normale di quella che siamo soliti pensare quando si tratta di mitologia. Consigliatissimo.

Giudizio: 2/5
Quasi mi spiace assegnare solo due stelline a questo prequel, ma davvero si è rivelato una delusione. la saga di per sé mi piace molto, Obsidian e Onyx li ho divorati in pochissimo, ma Shadows… non sembra nemmeno scritto dalla stessa autrice.
I personaggi sono vuoti, mal raccontati e peggio ancora descritti. Bethany è una mary sue noiosissima, Dawson banale e prevedibile. Assieme sono l’incarnazione dello stereotipo della coppietta perfetta, si conoscono da un mese e già giura e spergiurano che non si lasceranno mai.  Davvero non mi capacito di un tale scivolone, due stelle mi sembrano persino troppe.

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Il terzo racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! Quando il re degli Assassini affida a Celaena un incarico speciale per contrastare la schiavitù nel regno di Adarlan, Celaena non perde l’occasione di lottare contro questa pratica malvagia. La missione è oscura, rischia di essere fatale, e porta l’Assassina a esplorare i tetti della città, a immergersi nei bassifondi… e ciò che trova sarà peggio di un incubo.

 Il quarto racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! All’Assassina Celaena Sardothien non manca nulla: ha una casa tutta per sé, l’amore del bellissimo Sam, e soprattutto la libertà. Ma non sarà mai davvero libera fino in fondo se non riuscirà ad allontanarsi dal suo vecchio maestro e protettore, Arobynn Hamel; Celaena ha bisogno di un’ultima missione per diventare per sempre libera . Ma quando si ha tutto, si ha tutto da perdere…

Per una volta Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, non deve uccidere su commissione, ma per guadagnarsi la libertà. Il figlio del tirannico re del Paese sta cercando un nuovo sicario che elimini i nemici di suo padre. Celaena, strappata ai lavori forzati cui era condannata, deve riuscire a sopravvivere tra ventiquattro contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e, dopo quattro anni di servizio, sarà infine libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l’amore e il talento non bastano per vincere. Quando gli altri candidati iniziano a morire uno dopo l’altro, Celaena capisce che la sua vita è sempre più in pericolo, e le persone di cui fidarsi sono sempre meno… A lei spetterà il compito di estirpare il male, prima che distrugga il suo mondo.

Nb: tutte e quattro le novelle sono disponibili, gratuitamente, su Amazon. Cliccando sulle copertine sarete automaticamente rimandate alle pagine dove poterle acquistare!


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#2 WWW wednesday!

Ve lo ricordate, vero? Lo so che l’ho fatto solo una volta, ma insomma, non è poi un meccanismo così difficile… quindi bando alle ciance, che sulla scrivania ho tutta un’altra serie di libri che non solo si aspettano di essere letti, ma hanno la pretesa di essere pure studiati. Il giorno in cui qualcuno mi spiegherà il perché delle indicibile sofferenze cui sono sottoposti gli studenti a inizio estate, ecco, potrebbe essere un grande giorno. Credo. Spero. Non so. Anyway, per amor di cronaca vi informo che questo post è stato editato più di venticinque volte in due giorni e ancora non sono soddisfatta del risultato. Non sono per niente soddisfatta e queste tabelle mi piacciono zero, per dirla tutta. Ma siccome non voglio stare a pensarci troppo su, altrimenti poi finisce che perdo la mattina a fare cose che apparentemente non sono in grado di fare come ad esempio impaginare decentemente un post con più di una immagine, lo pubblico così come è e vi lascio per andare in facoltà, dove mi aspetta una favolosa giornata da spendere facendo cose che decisamente non sono in grado di fare. Buon mercoledì!

What are you currently reading?

Considerata l’imbarazzante quantità di tempo che ci sto mettendo per leggerlo, nonché la facilità con cui mi faccio prendere da altri libri, c’è un’altissima probabilità che questo libro non lo finisca mai.  Amo Martin, ma come tutti quelli che lo amano fondamentalmente lo odio persino di più e il fatto che abbia avuto la faccia tosta di condensare in un solo libro alcuni dei personaggi che più detesto in assoluto di tutta la saga, lasciando esclusi quelli che invece smanio di seguire non gioca a suo favore. Probabilmente gioca a mio favore, visto che – non essendo chiamati in causa – posso custodire la vana speranza che non vengano brutalmente fatti morire con tassi di crudeltà e splatter oltre ogni immaginazione. Ogni riferimento ad Oberyn è decisamente voluto.

Ho letto circa 23 pagine di questo libro e già un paio di cose mi sono chiare. Potrebbe potenzialmente piacermi moltissimo, così come rivelarsi di una banalità spaventosa, ma allo stato attuale è il libro perfetto perché non richiede nessuno sforzo che non sia lo starmene stesa a letto, la sera, o davanti alla colazione, al mattino, e lasciarmi catapultare nello spazio profondo, in viaggio sulla Godspeed verso Terra-Centauri.

Edit: qui potete trovare la recensione completa.

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Giudizio: 4/5
Come il primo volume della quadrilogia, anche La via di fuga è stato letto con le mie fagiolini del Club del Libro. Ansiogeno, elettrizzante, mai banale – c’è da dire che James Dashner non manca di fantasia e sa spolverare le sue pagine con il giusto miscuglio di terrore e crudeltà che rendono estremamente difficile staccarsi dalla lettura. Purtroppo, però, La Via di fuga non è stato all’altezza de Il Labirinto. Non è strano che i volumi mezzani siano tendenzialmente opere di passaggio, transitori dall’introduzione alla conclusione e per questo meno spettacolari o coinvolgenti, ne questo lo rende automaticamente un brutto libro. Complice forse il periodo estremamente impegnato, forse semplicemente non sono stata io capace di godermelo come avrei voluto.

Giudizio: 5/5
Ecco, questo si che è stato un piacevole intermezzo nello studio: letto in pochissimo tempo, facendo davvero fatica a staccarmi dalle pagine e dai personaggi frizzantissimi che le popolano, Scrivimi ancora mi ha salvata da un fine settimana di tempo non bellissimo e solitudine forzata. L’ho incastrato senza fatica nelle pause studio, me lo sono divorata a colazione e mi ha cullato poco prima che spegnessi la luce la sera, facendomi compagnia con la sua leggerezza. Se dovessi descriverlo in una parola, direi “bollicine”. Consigliato? Decisamente si. Ma attenzione, tutta la narrazione si svolge tramite lettere, email, bigliettini e chat… se non vi piace il genere, lasciate stare!

21841402Giudizio: 4/5
Lo ammetto, pensavo tutt’altro. Mi aspettavo tutt’altro, e l’ambientazione mi ha subito fatta pensare a Le coincidenze dell’amore, della Hoover. Sbagliavo, perché questo libro è molto più profondo di quanto lasci intendere ad una prima occhiata e l’amore è qualcosa che si, si avverte premere per uscire in ogni pagina, ma non è mai pressante. Lo si intuisce sullo sfondo del percorso e della maturazione della protagonista e solo alla fine sboccia, con delicatezza, in un lieto fine che lascia il sorriso sulle labbra. Consigliato a chi ha voglia di lasciarsi stupire dalla straordinaria semplicità della vita.

Beh, davvero vi stupisce questa cosa? Il film è appena uscito – ovviamente non Italia – e io non mi sentivo di affrontare la visione senza essermi inutilmente massacrata a livello emotivo con la lettura del libro prima. Che dire, brava me! Missione compiuta! Adesso lasciatemi qui a morire, nel buio e rannicchiata in posizione fetale. John Green ti odio. Augustus come hai potuto, come hai solo potuto pensare di lasciarci in questo grigio mondo, senza la tua luminosa presenza. Non ricordavo tutte le volte che il padre di Hazel piange, né quanto male faccia leggere il dolore di un papà. Forse era meglio non ricordare. Dio, quanta sofferenza. Quanto mi bruciano gli occhi.

What do you think you’ll read next?

Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l’ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l’amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l’emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?

Tally è una ragazza normale. Ma essere normali, nel suo mondo, equivale a essere brutti. Brutti solo fino a sedici anni, fino a quando non si è sottoposti per legge a un’operazione di chirurgia estetica che rende bellissimi e uguali a tutti gli altri “perfetti”. Ecco perché Tally non vede l’ora di compiere sedici anni. Ma poco prima del giorno fatidico incontra Shay, che le fa scoprire il brivido dell’imprevisto e il fascino dell’imperfezione e la mette al corrente di un’inquietante versione dei fatti. Tally adesso non vede l’ora di conoscere la verità. E sarà più difficile e pericoloso di un’operazione.

Ma oltre al mio Club del libro, questo mese parteciperò anche ad un Read Along organizzato da Please Another Book: il libro scelto è la versione rivista e corretta di una delle fanfiction che ho più apprezzato, da sempre, della bravissima Mirya, Di carne e di Carta. Sono entusiasta all’idea di prendervi parte, per quanto l’idea di intrufolarmi in un gruppo già collaudato e consolidato mi mette addosso una certa soggezione. Se siete curiosi, vi lascio il banner – basterà cliccarci sopra per arrivare dritti dritti alla pagina dedicata all’iniziativa, quindi… cosa state aspettando? Il libro sarà in promozione gratuita su Amazon questa domenica, perché certe autrici sono persone così meravigliose da fare cose di queste topo, giusto in tempo per l’inizio di questa lettura corale, ma se siete impazienti – e dovreste esserlo! – allora potete già acquistare la vostra copia qui.

 

Leonardo


1 Commento

#1 WWW Wednesday!

Ok, lo ammetto: non è farina del mio sacco! L’idea appartiene a MizB di ShouldBeReading. Non so se si possa definire un meme o una rubrica – giochino forse è la definizione più adatta! -, ma se non altro è una cosa carina per condividere quelle che sono/sono state/saranno le mie letture e cercare di compensare l’imbarazzante mancanza di recensioni dei mesi passati. E poi, ahimè, sono una persona abitudinaria: sapere di avere un appuntamento fisso è il miglior modo che conosco per obbligarmi a rispettarlo – se poi si parla di libri, neanche a dirlo ma più che di obbligo bisogna parlare di piacere.
Il giochino è semplice, basta rispondere a queste tre domande:

  • What are you currently reading?
  • What did you recently finish reading?
  • What do you think you’ll read next?

Quindi bando alle ciance, iniziamo!

What are you currently reading?

18926766Si, è vero: sono assolutamente ossessionata da questa saga. Però devo anche ammettere che nessun volume, al momento, è all’altezza di Morsi di ghiaccio e piano piano inizio a far fatica ad avere a che fare con Rose testacalda e Lissa principessanoiosa. Dimitri, poi, allo stato attuale mi fa più ribrezzo che altro e l’unico personaggio che sento di amare spassionatamente è Adrian. Forse anche Christian, un pochino, ma compare talmente poco che non saprei ben che dire. Sono appena all’inizio, però… confido la Mead sappia recuperare e tenermi con il fiato sospeso anche questa volta!

What did you recently finish reading?

Giudizio: 3/5
Mbeh, ve l’avevo detto! Il Bacio dell’ombra è stato un colpo basso, bassissimo. Ho sofferto nel finale a livello che boh, non credevo possibili. Quello che ho riscontrato, però, è un calo di tensione rispetto ai due precedenti volumi. C’è qualcosa che improvvisamente è venuto a mancare, una carenza che non saprei spiegare a cosa sia dovuta, ma la triste verità è che nonostante tutto questo libro mi ha lasciato ben poca cosa addosso. L’ho divorato, non ho saputo posarlo neppure per un istante, ma per tutto il tempo non ho potuto fare a meno di pensare che qualcosa improvvisamente fosse venuto meno. Onestamente, proprio non saprei dire cosa.

13099871Giudizio: 3/4
E quando poi sono approdata a Promessa di sangue, se possibile è stato ancora peggio – con la differenza, però, che qui ha iniziato a germogliare il mio fastidio nei confronti per Dimitri e un’avversione verso cose di cui non voglio parlare adesso e che mi farebbero scivolare in uno spoiler coatto assolutamente fuori luogo. Tutta quella che poteva essere la credibilità della saga è improvvisamente venuta meno di punto in bianco. Richelle, cosa ti è successo? Dove si è persa l’autrice che per due interi volumi ha calamitato la mia mente e il mio cuore come solo in pochi hanno saputo fare? Ritrova la strada, ti prego!

What do you think you’ll read next?

Prevedibile, lo so. Ma ve l’ho detto, quando inizio una saga poi sento la necessità fisica di finirla in un colpo solo! Quindi l’Ultimo sacrificio sarà senza ombra di dubbio la mia prossima lettura e poi, con un po’ di dispiacere, lascerò l’Accademia per buttarmi a pesce su un po’ di distopie che ho da parte e che non vedo l’ora di scoprire! Confido in un finale che non mi lasci l’amaro in bocca come i precedenti volumi, ma con tutta la più buona volontà di questo mondo, ammetto di essere piuttosto scettica a riguardo.

Voi, invece?
Quali sono le vostre risposte?