Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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#5 Sunday bumbling: Liebster award 2015

Buona domenica bestioline!
Questa settimana non c’è un argomento preciso su cui blaterare, ma una nomination da esibire con un certo orgoglio e un paio di domande a cui rispondere. La settimana è stata pienissima, nonostante abbia solo un corso e un laboratorio da seguire, motivo per cui trovo tempo solo ora per ringraziare Pam&Alex del pensiero: ogni volta che qualche blogger pensa a me nell’ambito di queste iniziative, l’emozione è sempre più di quella che si potrebbe pensare. ChiaraLeggeTroppo non è nato come un progetto a lungo a termine, quando l’ho aperto non avrei mai pensato mi permettesse di entrare in contatto con persone tanto diverse da me e allo stesso tempo straordinariamente simile. Nonostante il grande impegno che sta diventando e il tempo che ci vuole per cercare di offrire sempre e comunque determinati standard di qualità, è una gioia infinita a cui devo moltissimo e che mi sta dando tantissime soddisfazioni, sotto tutti i punti di vista. Ma prima di diventare eccessivamente emotiva, chiudo qui la parentesi smielata e mi lancio a capofitto nell’impresa di oggi!

Che cos’è “Liebster Award 2015”?

E’ un premio che viene conferito ai blogger al semplice scopo di farli conoscere in rete. I blog nominati avranno a loro volta il compito di conferire il premio ad altri blog, e così via. In questo modo ci sarà la possibilità di conoscere, magari, qualche angolino ancora inesplorato, o qualche blog nato da poco.

Le regole

1. Ringraziare il blog che ti ha nominato.
2. Rispondere alle 10 domande.
3. Nominare altri 10 blog.
4. Porre 10 domande.
5. Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Le domande

1. Perchè hai deciso di aprire un lit-blog?
Come già spiegato più e più volte, ho aperto questo blog per avere la possibilità di mettere nero su bianco i miei pensieri sui tanti romanzi che ho sempre letto. Non mi sono mai trovata circondata da assidui lettori, non ho mai avuto modo di condividere con qualcuno le mie impressioni: il blog mi ha dato la possibilità di sopperire a questa mancanza, rivelandosi essere poi qualcosa di molto più grande e importante. Adesso è parte di me, del mio quotidiano, e se a volte ho come l’impressione che sia un buco nero mangia tempo libero, la verità è che mi piace occuparmene e se ci fosse un modo per trasformarlo in una professione, beh, sarei la donna più felice del mondo.

2. Come recensisci un libro? Sull’onda delle emozioni del momento, subito dopo averlo letto, oppure dopo ore e ore di accurate revisioni di quello che hai scritto?
Direi che il numero di refusi presenti nelle mie recensioni è un buon indizio: raramente rivedo quello che ho scritto. Ma la cosa triste è che, se anche lo faccio, sono totalmente incapace di trovare gli errori durante la rilettura. Scrivo di getto, sulla base di quello che sento in quel momento, seguendo la musicalità delle frasi e il modo in cui il loro ritmo nasce spontaneamente. Lo so, sembrano stupidate, ma nel mio caso funziona così. E questo implica che ci siano giornate in cui quel ritmo proprio non vuole saperne di farsi trovare, e quindi le recensioni rimangono lì, a metà, per settimane intere.

3. Preferisci recensioni brevi o lunghe?
Un po’ e un po’. Dipende dal libro, da quante cose ho da dire. Tendenzialmente le mie recensioni sono lunghe, molto più lunghe di quella che vedo essere la lunghezza media di tanti altri blog. Quindi chiedo a voi: sono troppo lunghe? Vi annoiano? Sarebbe cosa buona e giusta tagliarle?

4. Cosa ne pensi delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi che amiamo? Sei sempre diffidente, oppure speranzosa/o?
Tendenzialmente sono sempre speranzosa, ma cerco di nascondermi – e proteggermi – dietro un’abbondante corazza di diffidenza per evitare cocenti delusioni. Spero sempre che facciano un buon lavoro, ma dico di crederci poco.

5. Sei un/una blogger organizzato/a oppure lasci tutto al caso?
Cerco di essere il più organizzata possibile, in modo da non trovarmi mai a corto di post e poter affrontare quei periodi in cui il tempo libero è praticamente inesistente. Ci provo tantissimo, ma non sempre ci riesco.

6. Il tuo blog parla solo di libri?
Yes! E, visto il nome, non potrà mai essere diversamente.

7. Hai mai pensato di chiudere il blog? Se si, per quale motivo?
Chiuderlo no, metterlo in pausa sì. Soprattutto in questo ultimo mese mi son trovata sopraffatta dalle cose da fare, con pochissimo tempo a disposizione anche solo per leggere, e in preda allo sconforto – e alla fatale coincidenza di trovare solo libri non bellissimi – ho preso in considerazione l’idea di chiudere tutto per un po’. Poi sono successe cose incredibili, di cui vi parlerò a brevissimo, e mi sono ripetuta quello che è il mio mantra quotidiano fino alla nausea – se vuoi qualcosa, devi guadagnartelo -, ricordandomi quanto mi sono ripromessa a settembre: non mollare, anche se sembra difficile.

8. Cosa ami di più del tuo angolino virtuale?
Le possibilità che offre. Mi ha permesso di incontrare persone che altrimenti non avrei trovato lungo la strada, di stringere nuove amicizie, di condividere moltissimo. Mi ha insegnato a programmare, a lavorare bene e concentrata, a tener nota di quello che devo fare e a bilanciarlo con gli altri miei impegni. Mi piace che sia un angolo mio, di cui sono totalmente responsabile, perché ogni successo è un mio successo e in ogni fallimento c’è una lezione che, per quanto dura, mi aiuta a crescere.

9. Quanti libri hai letto quest’anno? E l’anno scorso? Pensi di riuscire a leggere lo stesso numero nel 2015? O forse di più?
Dal 1 gennaio ad oggi ho letto 21 libri. Nel 2014 ho letto 98 titoli, spero di riuscire ad arrivare alla tre cifre tonde quest’anno!

10. Usi GoodReads? Ti piace?
Lo uso tantissimo e mi piace un sacco! Qui trovate il mio profilo, visto che siamo in argomento.

Tradizione vuole che io debba nominare altri dieci blog. DOH! Considerato che le mie amatissime amyche di blog sono tutte già state nominate, facciamo che – se hanno voglia – possono considerarsi rinominate. Se invece non hanno voglia, possono considerarsi esentate ❤

Punto e virgola_blog  ・Down the rabbit holeIn bookerlandPetrichor – a lit blog Please Another BookCoffee and Books Wonderful MonsterSe solo sapessi direLa ghiandaia imitatrice・  Revolutionary Reads

Detto questo, passiamo alle mie domande!

1. Sei nata lettrice o lo sei diventata con il tempo?
2. I tuoi genitori ti leggevano la classica favola della buona notte?
3. Il libro preferito della te-bambina?
4. Immagina: qualcuno di molto vicino a te ha avuto un bimbo/a, ti viene chiesto di regalargli/le il suo primo libro di sempre. Non deve essere per forza legato all’età, potrebbe essere un titolo che saprà apprezzare anche da più grande – che libro è?
5. Il tuo personaggio di carta femminile preferito?
6. Il tuo personaggio di carta maschile preferito?
7. Quanto è brutto da uno a non posso farcela rispondere alle mie domande?
8. Cosa ti colpisce di più in un libro, la copertina o la sinossi?
9. Ti lasci influenzare dalle recensioni altrui o preferisci evitarle fino a quando non ti sei fatta una tua idea?
10. Se non avessi aperto un blog sui libri, lo avresti aperto comunque, su un qualsiasi altro argomento?

E ho finito!
Chiedo umilmente perdono per la qualità delle mie domande, non sono bravissima, ma giuro che ci ho provato fortissimo e con tutte le più buone intenzioni! Detto questo, vi auguro una buona domenica e mi raccomando: puntuale domani, che c’è una nuova recensione ad aspettarvi!

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#2 Sunday bumbling

Buongiorno, buongiorno!
State tranquilli, è davvero domenica: non ho sbagliato giornata e no, questo non intende essere un appuntamento fisso perché, you know me, gli appuntamenti fissi non fanno per me. Però capita, ogni tanto, che ci siano cose che voglia dirvi, post da pubblicare, stupidaggini da condividere e la domenica è sempre la giornata adatta. Quindi niente, sostanzialmente è una cosa che facevo già, adesso però ha un nome. Nello specifico di oggi, c’è un tag – palesemente rubato su Libri per passione – che mi va di condividere con voi. Magari voi li trovate noiosi, ma sotto sotto questo genere di post sono sempre (per me) un modo divertente per venire a conoscenza di titoli interessanti. Questo è un po’ fuori stagione, ma senza dubbio vale la pena affrontarlo: il Grinch Tag!

1. La metà delle luci di Natale sono bruciate: nome di un libro/serie/personaggio che ha iniziato bene, ma poi è andato in discesa.

Marika Cavaletto e Chiara B. D’Oria, Lithium.
Classico caso di idea bellissima sviluppata male.
Una generosa spalmata di editing avrebbe decisamente giovato a questo libro autopubblicato, che si presenta benissimo non solo a livello grafico – la copertina mi piace moltissimo – ma anche come trama. Ha davvero tutto gli elementi per diventare interessante e il prologo è una vera bomba, mi è rimasto davvero impresso.
Peccato poi la magia si perda in ripetizioni, in una prosa che potrebbe essere un po’ più curata e in un netto predominare delle questioni amorose su quelle più vitali di sviluppo della storia.
Un peccato davvero.

2. La fastidiosa pro-zia Sally che non vi lascerà soli: il nome di un libro che non ti è piaciuto, ma che tutti gli altri sembrano amare così che non sparisca mai del tutto.

Jamie McGuire, Uno splendido disastro.
Diiiiiiiio, quanto mi ha fatta arrabbiare questo libro.
L’ho già ribadito nella recensione, ma è bene calcare la mano: non è normale un ragazzo violento, ossessionato e maniacale, tanto meno è una cosa aspirare. Ragazze, voi non la volete una relazione come questa qui. Non. La. Volete.
Comunque si, ecco, questo è uno di quei libri che il mondo osanna, il capostipite di una saga altrettanto osannata, che a me ha fatto non solo schifo, ma pure rabbia e repulsione.
#SorryNotSorry

3. I vostri animali domestici continuano a sbattere contro le decorazioni natalizie: nome di un personaggio che continuava a rovinare le cose per tutti gli altri (non puoi scegliere un cattivo!).

Wendy Darling – Tiger Lily, Jodi Lynn Anderson.
Finalmente! Finalmente mi è concesso esprimere tutta la mia antipatia per questo personaggio assolutamente guastafeste, ruba lieto fine, ruba Peter Pan e spacca cuori.
Che tu sia maledetta, Wendy Darling, tu e i tuoi capelli perfetti, la pelle di porcellana, i vestiti sempre puliti e sempre impeccabili. Tu e le tue chiacchiere ben educata, il tuo continuo ciarlare, la tua brillante idea di portare via Peter Pan E i Bimbi Sperduti dall’Isola che non c’è.
Brava, davvero brava. Clap clap clap.
#TeamTigerLily #Shameless #SeNonViStaBene #PotetePureAndarVia #LaPortaèQuella.
#NoRegrets

4. Senti i tuoi genitori mettere i regali sotto l’albero e capisci che Babbo Natale non è reale: il nome di un libro che ti è stato spoilerato.

Il labirinto, James Dashner.
Grazie papà, ti sarò sempre debitrice per avermi raccontato per filo e per segno non solo come si concludeva il primo volume della trilogia, ma anche il secondo, quando ancora non ero arrivata a metà.
Davvero, per quanto sia bellissimo avere un genitore che alla fine legge le stesse cose che leggi tu, non auguro a nessuno di averne uno come il mio, patologicamente incapace di tenere la bocca chiusa quanto finisce qualsiasi cosa – libro, film o telefilm che sia.
Una buona scuola, in ogni caso, e ho imparato al lezione.
Ho smesso di dirgli quello che leggo, almeno fino a quando non ho letto l’ultimo punto alla fine dell’ultima frase.
E nonostante tutto, ancora tremo quando lo vedo che tenta di intavolare una discussione sulle sue letture in corso…!

5. Si gela fuori: nome di un personaggio principale con cui proprio non sei riuscita a legarti.

Jenny Hale, Il regalo più grande.
Nel complesso, il libro non mi ha particolarmente convinta ma peggio di una trama un po’ arraffata a caso ci sono solo personaggi insipidi. Nello specifico, Allie è scialba, inconsistente, inconcludente: un personaggio che in quarta di copertina è presentato come estremamente carino ma che, in realtà, si è rivelato essere più superficiale che altro. Passi il momento di insicurezza quando si ha appena perso un lavoro, passi lo smarrimento, passi tutto, ma a trent’anni suonati questa qui non sa fare altro che ficcare il naso in affari che decisamente non sono suoi e preoccuparsi di tutti tranne che di se stessa e del suo futuro. Insomma, decisamente no. Proprio non ce l’ho fatta a volerle un po’ di bene.

6. ‘All I Want for Christmas Is You’ di Mariah Carey ti si sta dando sentimenti anti-romantici: nome di una coppia che non potevi sopportare.

Abbi Glines, The Vincent brothers.
Mi ero quasi dimenticata di questo libro, seppellito in fondo alla mia libreria su Goodreads: è uno dei primi che ho letto sul kobo, divorato effettivamente in pochissimo ma non per questo amato alla follia. Probabilmente a causa delle assurdità di Beau e Ashton, che sono una delle peggio coppie mai creato nella storia dei libri, perché davvero due così non li auguro a nessuno. A voler esser sincera, però, lei è decisamente peggio di lui e il suo comportamento nei confronti di Sawyer non ha perorato poi la causa. E se posso dirlo, non ho neppure apprezzato che il giorno in cui è morta sua nonna abbia avuto la geniale idea di andare ad alleviare le proprie pene con il pene di lui – spoiler: non sto scherzando -. Per me proprio no. No al libro, ma soprattutto no a questi due che si comportano davvero male nei confronti di un sacco di persone.

7. Il graffiante maglione di lana in casa che hai ricevuto per Natale anni fa, ma di cui non ti sei mai sbarazzato: mostrano alcuni libri che sono rimasti sui tuoi scaffali per un po’, e che tu non sei motivato a leggere, ma che non riesci a dar via.

Cora Carmack, Faking it.
Mackenzie “Max” Miller has a problem. Her parents have arrived in town for a surprise visit, and if they see her dyed hair, tattoos, and piercings, they just might disown her. Even worse, they’re expecting to meet a nice, wholesome boyfriend, not a guy named Mace who has a neck tattoo and plays in a band. All her lies are about to come crashing down around her, but then she meets Cade.Cade moved to Philadelphia to act and to leave his problems behind in Texas. So far though, he’s kept the problems and had very little opportunity to take the stage. When Max approaches him in a coffee shop with a crazy request to pretend to be her boyfriend, he agrees to play the part. But when Cade plays the role a little too well, they’re forced to keep the ruse going. And the more they fake the relationship, the more real it begins to feel.

Cora Carmack, Finding it.
Sometimes you have to lose yourself to find where you truly belong… Most girls would kill to spend months traveling around Europe after college graduation with no responsibility, no parents, and no-limit credit cards. Kelsey Summers is no exception. She’s having the time of her life . . . or that’s what she keeps telling herself. It’s a lonely business trying to find out who you are, especially when you’re afraid you won’t like what you discover. No amount of drinking or dancing can chase away Kelsey’s loneliness, but maybe Jackson Hunt can. After a few chance meetings, he convinces her to take a journey of adventure instead of alcohol. With each new city and experience, Kelsey’s mind becomes a little clearer and her heart a little less hers. Jackson helps her unravel her own dreams and desires. But the more she learns about herself, the more Kelsey realizes how little she knows about Jackson.

8. Nonna è stata investita da una renna: morte di un personaggio per cui sei ancora arrabbiato (avvertire che si tratta di SPOILER! puoi anche le morti televisive o di film!)

Tris Prior.
Dio quanto ero incazzata con la Roth all’epoca.
Quanto lo sono ancora adesso, se ci penso bene… non perché fossi una grande fan di Tris, ma perché quel povero diavolo di Four ne ha passate fin troppo e per la miseria, aveva diritto ad una parvenza di lieto fine, no?
No. Perché a quanto pare la sofferenza emotiva tira più di un pelo di fi— contegno, Chiara, contegno.
Ecco, non mi è passata e non mi passerà mai. Ed ero pure in dubbio su che personaggio citare, un’opzione molto valida sarebbe stata Grace di Trentratré, ma non è che sia poi così tanta arrabbiata per la sua morte. Era una morte giusta, ci stava. La morte di Tris, invece, proprio no. NO.

9. I centri commerciali sono eccessivamente affollati di acquirenti vacanzieri: nome di una serie che ha troppi libri in essa/è andata avanti troppo a lungo.

Lara Adrian, Midnight Breed Saga.
No, seriamente. Quanti sono? Perché sono così tanti? Come si fa a leggerli tutti?
Un giorno, forse – quando questo blog non esisterà più e non sentirò più l’ansia di produrre recensioni – mi farò coraggio e la affronterò. Ma per ora NIET! Troppi, troppi, troppissimi libri!

10. Il Grinch: nome personaggio principale che odi (ancora nessun cattivo!)

Becky Bloomwood.
Io amo la Kinsella, sia messo agli atti. La amo, la venero: quando sto male sono i suoi libri che vado a cercare e quando affronto il genere chick-lit il paragone con i suoi lavori non dico che sia obbligatorio, ma poco ci manca.
Becky Bloomwood, però… brrr. Non tanto in I love shopping, dove è semplicemente come tutte le protagoniste della Kinsella – simpatica, smarrita, con la testa tra le nuvole e una fortuna sfacciata nel momento in cui riesce a far innamorare di sé il manzo di turno – e trova la redenzione e il lieto fine e siamo tutti felici e contenti. Il problema sta nel secondo libro. E nel terzo. E nel quarto. In tutti gli altri, insomma, dove diventa evidente che è un’oca recidiva, impunita, totalmente indegna di Luke che – per contro – si conferma essere un uomo assolutamente meraviglioso. Quindi sì, un po’ la odio. Perché sperpera miliardi, fa davvero una serie di stupidaggini che dio ce ne scampi e la passa sempre, sempre, SEMPRE liscia. E io sono gelosissima, mpf.

Ecco qua! Che ve ne pare? Siete d’accordo, avreste date risposte diverse? Dai, sono davvero curiosa!
Vi auguro una bellissima domenica, a domani per una nuova recensione!


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#1 Sunday bumbling

Stavo cercando di studiare, quando mi è capitato sotto il naso questo post di Susi. Non che sia particolarmente ferrata nel stilare classifiche di alcun genere, tendenzialmente vengo colta da un’improvvisa ansia da prestazione e la mia mente si trasforma in una tabula rasa – mi sento letteralmente come se non avessi mai letto un libro in vita mia -, ma mi son detta… perché non provarci? Poche cose mi piacciono al mondo quanto una buona tazza di tisana prima di andare a letto, la pizza margherita e i libri stronzi. Si potrebbe dire che sono la mia specialità, quindi niente, ecco la classifica dei dieci libri più stronzi di sempre, rigorosamente in ordine sparso.

Top Ten Books That Broke My Heart A Little

Sam Angus, Per te qualsiasi cosa. 
Le lacrime, signori miei, le lacrime. Scritto magistralmente, dal punto di vista del giovanissimo Stanley, questo libro apre uno spaccato nella cornice cruentissima della prima guerra mondiale per portare alla luce l’esistenza dei cani staffetta.
Da un punto di vista cinofilo è assolutamente impeccabile, leggerlo insegna davvero molto su un corretto approccio al cane e sull’importanza del legame che deve instaurarsi tra questo e il suo umano al fine di una serena vita assieme; da un punto di vista è umano posso assicurarvi che questo romanzo vi strapperà il cuore dal petto e lo ridurrà in minuscoli pezzettini senza il ben che minimo riguardo per la vostra salute mentale.
Siate pronti ad essere ridotti a mermellata.

|| Recensione || Citazione ||

Murakami Haruki, Norwegian Wood.
Dovessi definirlo in una sola parola, direi che questo romanzo è controverso. Ma controverso è ancora poco, perché se da un lato lo si odia – per motivi sconosciuti – dall’altro lascia un segno talmente grande che è impossibile non amarlo. La solitudine che soffoca tutti i protagonisti di questa storia è tale che ad un certo punto si trasferisce dalle pagine a chi la sta sfogliando, traducendosi in un senso di malessere che si può attribuire unicamente alla lettura. È un romanzo denso, tanto denso, forse troppo denso, che colpisce con l’intensità di un pugno sul naso ed è difficile dimenticare.
Diciamo che non mi ha letteralmente spezzato il cuore, non nell’accezione più comune dell’espressione, ma nel momento in cui ho concluso la lettura mi sono resa conto che qualcosa era scattato dentro di me e quel qualcosa a cui ancora adesso non so dare un nome non se ne è mai andato. Lascia il segno, indiscutibilmente. Nel bene e nel male.

Alice Sebold, Amabili Resti.
Sono felice di presentare ai miei nuovi lettori il libro che mi ha ridotta ad una gelatina umana singhiozzante lungo la tratta Bologna – Forlì, lo scorso settembre. E quando dico singhiozzante, non lo dico solo per enfatizzare l’impatto emotivo che ho accusato leggendo questo romanzo meraviglioso e terribile, ma lo intendo per davvero: un’intera carrozza di un treno regionale ha fatto finta di niente mentre mi soffiavo rumorosamente il naso e, a mia volta, cercavo di comportarmi come se fosse assolutamente normale reagire così ad un libro.
Susie Salmon non vi darà scampo, trust me, né tantomeno riuscirete a scampare alla malinconica tristezza della sua famiglia e dei suoi amici, alle prese con un dolore troppo grande.

|| Recensione || Citazione ||

Jenny Downham, Voglio vivere prima di morire.
Volete la verità? Colpa delle stelle è una passeggiata in riva al mare, una festa di compleanno continua, un cenone di Natale particolarmente felice rispetto a questo romanzo qui. Non ho niente contro John Green, che al contrario amo in maniera abbastanza viscerale, ma la verità è che se volete leggere una storia di adolescente con il cancro questo è IL libro per eccellenza.
Crudo, crudele, senza veli. Una coltellata suppongo sia meno dolorosa, e se proprio volete darvi il colpo di grazia allora fate come ho fatto io e guardatevi pure il film, dopo aver terminato la lettura. Piangerete così tanto e così forte che non solo sarà impossibile leggere le ultime pagine/guardare le ultime scene, ma sarete anche a corto di fiato e prossimi ad una crisi respiratore. ME-RA-VI-GLIO-SO!

|| Recensione || Citazione || Citazione ||

Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino.
Difficile dire qualsiasi cosa su questo libro senza sentirsi morire un po’ dentro al pensiero del piccolo Oskar e della sua caccia ai Black attraverso New York. Non sono mai riuscita a trovare il coraggio di rileggerlo, ma di recente ho rivisto il film che ne hanno tratto (abbastanza fedele, non fosse che tutta la storia del nonno è stata brutalmente tagliata) e oh-mio-D.
Feelings. Lacrime. Singhiozzi.
L’intensità di questo romanzo è assoluta, le sue atmosfere coinvolgono completamente, i suoi personaggi aprono parentesi di vita senza eguali, rendendo più umana e concreta quella che è penso la città più idealizzata al mondo.
Foer, giovanissimo, ha scritto qualcosa di straordinariamente prezioso che, nonostante la conclusione “felice”, non manca di spezzare il cuore a chi legge per infiniti motivi.

Colleen Hoover, Tutto ciò che sappiamo dell’amore.
A questo libro si deve, fondamentalmente, la nascita di questo blog: è stata la primissima recensione che abbia mai scritto e fa sorridere vedere quanto siano cambiate le cose da allora. Quella che è rimasta costante, invece, è malinconica bellezza di questo romanzo godibilissimo, letto – all’epoca – in un pomeriggio soltanto. Probabilmente sarebbe cosa buona e giusta rileggerlo e recensirlo come merita, con un occhio molto più attento e molta più cura.
La storia di Lake e Will non passa inosservata, il loro amore proibito è struggente e malinconico e la Hoover, al solito, non sbaglia mai un maledettissimo colpo, regalandoci un libro davvero davvero davvero stronzo. E si conferma, puntuale, come una delle cause per l’abbattimento della foresta amazzonica, tramutatasi nella quintalata di fazzoletti necessari a sopravvivere alla lettura.

|| Recensione ||

Mirya, Trentatré.
“Attenzione, non si guarisce mai da questo libro”: ecco quello che Mirya non ha detto, quello che invece avrebbe dovuto scrivere a caratteri cubitali sotto al titolo del suo secondo romanzo. Perché questa è la triste verità, la trentatreite non conosce cura e non c’è scampo davvero, una volta che l’hai contratta. Te la tieni, ci convivi e preghi ardemente che non peggiori col tempo, punto.
Adesso, non c’è molto altro da dire su questo romanzo, che mescola assieme perle di verità e momenti esilaranti di leggerezza dando vita ad un universo meraviglioso, che non sia già stato detto e ribadito fino alla nausea. Mi limiterò a ribadire che vi spezzerà il cuore, riducendoli in infiniti fiocchi di neve. E lo farà con il sorriso, costringendovi pure a farne un pupazzo di neve.

|| Recensione || Citazione || Paperboy ||

Jodi Lynn Anderson, Tiger Lily.
No, non mi è ancora passata, va bene? VA BENE? NON POTETE GIUDICARMI, È IL MIO BLOG E POSSO PIAGNUCOLARE QUANTO VOGLIO, LAMENTANDOMI DELLA SOFFERENZA INFINITA CHE È STATA GUARDARE TIGER LILY SPINTANATA IN UN ANGOLO E ABBANDONATA IN FAVORE DELLA BIONDINA PERFETTA DI TURNO, OKAY? OKAY.
È una malattia, mi rendo conto, ma non riesco a fare meno di sentirmi come se fossi stata io ad essere lasciata. Ho il cuore spezzato da questo libro, letteralmente, e se qualcuno di voi fosse a conoscenza di una cura per liberarmi dal magone infinito che mi accompagna dal 17 gennaio (!!!) sarebbe cosa gradita.

|| Recensione|| Citazione || Citazione || Paperboy || Sunday bumbling (spoiler!) ||

Stephen Chbosky, Noi siamo infinito.
Questo libro non è un libro e basta. Questo libro è Charlie, un ragazzino alle prese con il primo anno di liceo e una serie di problemi irrisolti che lo inseguono come fantasmi, echi di una vecchia vita che non si spingono mai abbastanza vicini per esser sconosciuti ma che gravano sul suo spirito giovane. Ed è Charlie a spezzare il cuore, la sua tenerezza, la sua ingenuità, il suo modo un po’ sconsiderato di affrontare la vita e le sfide che gli rimbalzano davanti. La sua metamorfosi da ragazzo da parete a protagonista della festa, spezza il cuore. La sua storia, spezza il cuore. La sua voce pulita, così dolcemente ingenua, le sue lettere, il suo modo di raccontarsi e poi il crollo, la rivelazione, la disperazione che lui tace ma che sono assolutamente palpabili.
Quando ho finito questo libro, ho avuto l’impressione di dire addio per sempre ad un mio amico. Questo, più di ogni altra cosa, mi ha spezzato il cuore.

Kevin Powers, Yellow Birds.
Considerato quanto ci ho messo per scrivere la recensione di questo romanzo, non ci sarebbe un gran bisogno di stare a dirvi quanto mi ha toccata nel profondo. Il tempo parla da sé: letto in estate, recensito in inverno, Yellow Birds è una delle storie più drammatiche abbia mai letto in tutti i miei venticinque anni di vita.
Non c’è modo di sfuggire alla sofferenza che s’insinua, strisciante, tra le parole e le meravigliose immagini evocate. Non c’è modo di evitare di sentirsi lacerati tra un presente desolato e un passato che ha perduto ogni possibile speranza di gioia. E il futuro, così cupo e inarrivabile, non è che un miraggio nel deserto, inconsistente, inafferrabile.
Bellissimo, intenso, all’altezza di tutte le lodi che il mondo si è premurato di riservargli.

|| Recensione || Citazione || Citazione || Citazione ||


2 commenti

TAG: Bookish scenario.

Buona domenica, bestioline!
Come sta andando il fine settimana? Il mio benissimo, non fosse che non è per niente produttivo come dovrebbe essere, visto che sto dedicando un sacco di tempo al blog quando invece dovrei studiare come un piccolo caccia. Solita vecchia storia, insomma… e poi mi andava di pubblicare anche oggi, un po’ per inaugurare la nuova grafica – preghiamo D che questa volta la mia totale incapacità di essere soddisfatta del mio lavoro non venga a bussare troppo presto alla porta della mia inesistente concentrazione sullo studio – e un po’ per festeggiare il traguardo – già superato! – dei 100 follower su facebook woop woop!
Quale modo migliore per farlo, se non con un booktag particolarmente crudele, trovato su No Books, No life? È stato difficilissimo rispondere a queste domande, ce ne sono un paio davvero tremende e spero di non trovarmi mai ad affrontare per davvero situazioni così estreme!
Non taggo nessuno, è stato davvero un sacco difficile e non mi va di imporre lo stesso tormento a nessuno – ma se avete voglia di soffrire un po’ e mettervi alla prova, sentitevi tutti liberi di provare! Anzi, sono proprio curiosa di sapere quale sarebbero le vostre scelte…! Continua a leggere


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#BLOGMAS – day 1


Ci siamo!
Ci sono volute circa due settimane e un centinaio di mail, ma finalmente eccoci qui. Se mi seguite su Facebook (e se non lo fate, fatelo subito!) avrete sicuramente notato che un paio di giorni ho iniziato a pubblicare immagini a tema natalizio, tutte etichettate un hashtag comune: #blogmas.

Che cos’è #Blogmas?

È un’iniziativa ideata da Anncleire di Please Another Book, Cee di Se Solo Sapessi Dire, Chiara di Chiaraleggetroppo, Erika di Wonderful Monster, Federica di Folle Pazza Meravigliosa Idea, Franci di Coffee and Books e Kikkasole di Testa e Piedi tra le Pagine dei Libri.
Queste sette blogger vi accompagneranno dal 1 al 25 dicembre in un incontro giornaliero all’insegna del Natale in ogni sua forma, passando per i libri, i film, i telefilm, i regali e tutto quello che passa loro per la testa per rendere l’attesa per una delle feste più meravigliose dell’anno ancora più emozionante.
I giorni non saranno fissi, ogni settimana il calendario sarà sconvolto, seguiteci sulle nostre pagine Facebook e su Twitter dove promuoveremo ogni post.
Preparatevi ad essere stupiti: il Natale è il tempo che unisce il tempo intero” e noi ci siamo unite per regalarvi idee e spunti.

Calendario prima settimana
1 – 7 dicembre

– Lunedì 1 Dicembre Kikkasole su Testa e Piedi tra le pagine dei libri 
– Martedì 2 Dicembre Anncleire su Please Another Book
– Mercoledì 3 Dicembre Federica su Pazza Folle Meravigliosa Idea
– Giovedì 4 Dicembre Cee su Se Solo Sapessi Dire
– Venerdì 5 Dicembre Erika su Wonderful Monster
– Sabato 6 Dicembre Chiara su Chiaraleggetroppo
– Domenica 7 Dicembre Franci su Coffee and Books

Ma non finisce qui. Che Natale sarebbe, senza un pacchetto da scartare ad attendervi sotto l’albero?
Non potendo però destinare un regalo a ciascuno di voi, abbiamo deciso di organizzare un GIVEAWAY e sfidarvi a conquistarvelo, il premio.
Partecipare è semplice, vi basterà inviare una fotografia che rappresenti ciò che il Natale rappresenta per voi  a ladyjadis[AT]hotmail.it  e condividerla sui vostri social utilizzando gli hashtag #nataleperme  e #blogmas. E non dimenticatevi di segnalarci le vostre entry, non si sa mai che ce ne sfugga qualcuna!
Inoltre, chi intende partecipare deve assicurarsi di:
– mettere il like alle pagine facebook relative ai blog partecipanti;
– seguire ciascuna di noi su Twitter;
– seguire tutti e sette i blog;
Sono previsti dei punti extra per chi volesse seguirci anche su GoodReads, ma questo non è vincolante ai fini dell’estrazione dei vincitori che, per inciso, si terrà nella giornata del 25 dicembre. La partecipazione attiva a tutto il #Blogmas, va da sé, verrà tenuta in considerazione…!
Cosa si vince? Sorpresa! Anche questo verrà rivelato a tempo debito – beh, mica possiamo dirvi tutto subito no? -, ma quale modo migliore per ingannare l’attesa che non accompagnandoci giorno dopo giorno fino al tanto agognato Natale?

Clicca qui per partecipare e completa il form!

Siamo tutte molto orgogliose di questo nostro piccolo calendario dell’avvento disseminato su più blog e tutte piene di idee che speriamo di riuscire a mettere in pratica e condividere con voi. Quindi, mentre vi lascio per tornare a studiare, non posso fare a meno di invitarvi a farci compagnia per queste tre settimane e mezza. Mi raccomando, seguite tutte le tappe! A domani, per l’ultimo teaser tuesday tratto dalle pagine di Trentratré, e a sabato, per il mio personale, primo appuntamento con #Blogmas!


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TAG: Indiscrete domande letterarie

Come già vi ho annunciato questa mattina, sulla pagina facebook del blog, io la testa ce l’ho solo per portarci a spasso i miei (brutti) capelli: questo post avrebbe potuto vedere la luce ore e ore e ore e ore fa, ma da brava tonta quale sono avevo scordato di segnare che il TAG arriva da ParanormalBooksLover. Ecco. Adesso che lo sapete, facciamo finta che non siano quasi le otto di sera e che non debba ancora pensare a cosa cucinarmi per cena, o che il frigo non sia tristemente vuoto (con l’eccezione di un po’ di fesa di tacchino, della bresaola e dello yoghurt bianco) e pensiamo invece al fatto che mancano solamente 64 giorni a Natale! Gioia e tripudio!

1. Come scegli i libri da comprare? Ti fai influenzare dalle recensioni? 
Oh, questo è quasi imbarazzante: i libri li scelgo quasi sempre in base alla coperta. E poi guardo al titolo. Ultimamente però devo dire che le recensioni mi influenzano moltissimo, specie perché bene o male ho individuato una serie di blogger con i miei stessi gusti, cosa che mi porta praticamente a buttarmi a pesce su qualsiasi libro venga da loro consigliato.

2. Dove compri i libri: in libreria o online?
C’è da dire che negli ultimi due anni ho comprato unicamente due libri cartacei e solamente perché non esisteva la versione epub. Devo esser sincera, il Kobo ha totalmente rivoluzionato il mio modo di leggere e incrementato in maniera esponenziale la portata delle mie letture; il risultato è che compro principalmente online. In libreria però ci vado ancora, mi piace camminare tra gli scaffali e toccare il dorso delle copertine, ed è – alla fine – il luogo migliore dove indagare e programmare nuove letture.

3. Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Sono un’accumulatrice seriale e compulsiva di libri. Non penso serva aggiungere altro.

4. Di solito quando leggi?
Ogni volta che posso. Mi piace leggere quando faccio colazione, in silenzio. Mi piace leggere dopo pranzo, prima di dare una svolta produttiva al pomeriggio. Mi piace leggere prima di cena, e dopo cena. Ma sopra ogni altra cosa adoro leggere prima di andare a dormire, magari sorseggiando una bella tisana e sbocconcellando qualche biscotto!

5. Ti fai influenzare dal numero di pagine quando compri un libro?
Più pagine sono, meglio è – anche se quantità non è sinonimo di qualità, quindi va da sé che dipende dal libro di cui si parla…!

6. Genere preferito?
Il fantasy è il mio grandissimo amore, ma devo dire che Yound Adult, Romance, Distopici e Storici si piazzano bene nella lista dei generi preferiti.

7. Hai un autore preferito?
Marquez.

8. Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Divertente, questo me lo ricordo! Alle elementari, una delle mie maestre ci ha letto in classe un libro, Fra Pierino e il suo ciuchino. Siccome non ero capace, neppure da bambina, di aspettare per sapere come una storia finisse, mi sono fatta portare nella piccola biblioteca della scuola dove l’ho preso in prestito e l’ho finito per conto mio. Una volta restituito, ne ho preso in prestito un altro, e poi un altro ancora, e da lì non credo di essermi mai fermata.
9. Presti libri?
Li presto e tante volte non li vedo tornare indietro. Stupida io, non imparo mai.
10. Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme? 
Preferisco leggerne uno alla volta, ma capita che ne legga più di uno assieme – è faticoso, ma non impossibile.
11. I tuoi amici/familiari leggono?
I miei genitori sì, hanno sempre letto. I miei amici si possono invece dividere in due gruppi: quelli che leggono e quelli che a malapena sanno che forma ha un libro. Il mio ragazzo, tristemente, rientra nella seconda categoria ed è contentissimo di farsi raccontare i libri che leggo.
12. Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?
Pochi giorni, una settimana e mezza al massimo.
13. Vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?
Ahahahahahaha lo faccio ogni volta, sono terribile! Non riesco proprio a trattenermi!
14. Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne soltanto uno quale sarebbe?
Che domanda orrenda. Molto probabilmente salverei Cent’anni di solitudine, di Marquez, because of reasons. Ma ammetto che per un attimo ho pensato anche a Harry Potter e il calice di fuoco.
15.  Perché ti piace leggere?
Perché è la mia via di fuga, così come lo scrivere è la mia forma di terapia. Perché mi permette di entrare in contatto con infinite possibilità di fantasia, declinate in altrettanti infiniti modi di vedere, pensare, raccontare. Perché mi costringe a confrontarmi con me stessa, mi permette di conoscermi e riconoscermi nelle parole altrui. Perché in questo triste mondo esiste una forma di magia, questa sta tutta racchiusa nei libri.
16. Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?
Libri solo miei, perché sono io quella che presta.
17. Qual è il libro che non sei mai riuscita a finire?
Gomorra è quello che più mi è rimasto impresso, ma non è l’unico.
18. Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina?
Yep!
19. C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?
Ahm, no. Non che mi venga in mente… inseguo più determinati filoni, che non le proposte di una singola casa editrice. Presumibilmente l’editore – mea culpa – è l’ultima cosa che guardo.
20. Porti i libri dappertutto (in spiaggia, sui mezzi pubblici, ecc.) o li tieni “al sicuro” dentro casa?
I miei libri sono sempre, sempre, SEMPRE con me.
21. Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?
Beh, senza ombra di dubbio tutti i libri della saga di Harry Potter. L’uscita di ogni volume, verso dicembre, è stato per molto tempo l’evento più atteso dell’anno.
22. Come scegli un libro da regalare?
Dipende dalla persona a cui lo voglio regalare. Se è un lettore, cerco un libro che vuole leggere. Se è un non lettore, scelgo tra i miei preferiti un titolo che possa andar bene.
23. La tua libreria è ordinata secondo un criterio, o tieni i libri in ordine sparso?
Nel Kobo stanno in ordine alfabetico, nella mia libreria sono accatastati in modo da poter sfruttare ogni centimetro disponibile.
24. Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Le salto, lol.
25. Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?
Tendo a saltarle, spesso e volentieri sono un concentrato fastidiosissimo di spoiler indesiderati.


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Premio curiosità 2014

In ritardissimo, argh, e con addosso una stanchezza indicibile. Questa mattina mi sono alzata alle 6:30 per andare a correre – freddo a parte, è stato bellissimo tornare al parco mentre il sole sorgeva e ritrovare le vecchie abitudini di qualche mese fa! – e poi mi sono cuccata sei ore di lezione che si sono trascinate fino alle 19.00, quando sono approdata a casa desiderando unicamente di morire sotto il piumone. Perché non scherzavo, fa davvero freddo oggi. Davvero freddo. Davvero. Freddo. Freddo. Davvero. OK MI SONO INCANTATA! Dicevo, sono stanca morta, ma sono stata taggata dalla splendida Cecilia di Se solo sapessi dire e ho lasciato trascorrere fin troppo tempo. Quindi, approfittando della triste mancanza di nuove letture che mi impedisce di postare il WWW Wednesday, eccovi qua – in cambio – il Premio Curiosità 2014!

1. Hai qualche qualità personale che nessuno sembra apprezzare?

Mi sono già pentita di aver accettato la nomination. Sinceramente non saprei davvero dire se c’è una mia qualche qualità che non sta a genio a nessuno… mi vengono in mente solo un’infinità quantità di difetti, se devo esser sincera. Suppongo che il mio definirmi uno zerbino in realtà voglia dire che sono una persona molto disponibile nei confronti di chiunque, cosa che mi porta il più delle volte a calpestare me stessa per evitare di calpestare le persone che ho attorno. Non è un qualcosa che oggi viene particolarmente apprezzato, al contrario ho come l’impressione che venga considerato un qualcosa di normale o quantomai scontato – come se le persone fossero al mondo per rendere la vita di qualcun altro particolarmente facile, a costo di sacrificare se stessi. Non è che mi pesa fare favori, al contrario mi piace rendermi utile, però sono in pochi quelli che poi effettivamente mi dicono grazie. Forse il problema è più che altro una straordinariamente diffusa maleducazione.

2. Il sogno più interessante che tu abbia fatto.

Ah, quando ero piccola ero bravissima e al mattino, se mi svegliavo dopo un sogno pazzesco, lo scrivevo su un quadernetto per non dimenticarlo. Una volta diventata più grande, il quadernetto è stato dimenticato sul fondo di una qualche scatola dei ricordi e io ho iniziato a trasformare i sogni in racconti, quindi a rigori di logica mi basterebbe cercare l’ultimo file word aperto – e successivamente abbandonato – per risalire all’ultimo. No, non funzionerebbe perché qua mi viene chiesto il mio sogno più interessante, non un bel sogno. Una volta ho sognato di essere una studentessa di Hogwarts, ecco, ed è probabilmente la cosa più fica che il mio inconscio abbia mai partorito nelle ore di sonno.

3. Ti senti più te stesso nel mondo reale o nel mondo virtuale?

Dipende molto dalle persone che ho davanti. Va da sé che nel mondo virtuale è tutto più facile, in primis perché non ci metti la faccia – nel mio caso ci metto una quintalata di selfie e altre foto in cui sembro mediamente fregna, perché ehi… a ciascuno le sue debolezze – e poi perché è molto più facile esprimersi per iscritto che non a voce. Ci sono cose che vengono condivise online quotidianamente che non avremmo mai il coraggio di dire a voce, guardando negli occhi la persona a cui ci stiamo rivolgendo. La cosa davvero bella è quando incontri persone che ti fanno sentire così a tuo agio anche stando al tuo fianco, che ti ascoltano, ti capiscono e ti conoscono. Non credo di sentirmi più o meno me stessa dentro o fuori dallo schermo, però. Credo di aver finalmente imparato ad essere una cosa sola a prescindere dagli altri: se piaccio, bene, se non piaccio, pace. Sono quello che sono, e se sta bene a me, allora tutto a posto.

(Poi in realtà sono la regina delle paranoie e basta un niente per mandare in vacca tutto questo bel discorso. Però non li diciamo ad alta voce, ecco. )

4. Esponici il tuo abbigliamento-tipo di quando avevi 14 anni.

Mi vestivo male, non c’è altro modo per dirlo. Non mi importava di niente, stavo bene con le mie magliette e i miei jeans, le felpe e i giacconi sformati. Ero felice lo stesso, vivevo per la pallavolo, i vestiti (così come i ragazzi, o tante altre cose) erano l’ultimo dei miei problemi.

5. Qual è il modo più strano in cui ti sei fatto male?

Da piccola, sulla bici. Non stavo neppure pedalando, ero ferma e stavo aspettando qualche mia amica dell’epoca, e di punto in bianco mi sono trovata per terra senza sapere come: distorsione al mignolo della mano sinistra. Ma siccome #sonofattapeggiodimale, non solo non ho pianto: non ho detto proprio nulla, mi sono rialzata e sono andata a pranzo con i miei in un agriturismo, solo sulla strada del ritorno ho mostrato le condizioni della mia mano a cui non era più attaccato un dito ma una salsiccia. Mi hanno portata al pronto soccorso e mi hanno steccato la mano. Non so se sia un modo strano di farsi male, ma la cosa del cadere da ferma mi è rimasta e se non altro è un aneddoto strano di per sé.
No, avete ragione, non so raccontare aneddoti.

E questo è quanto!
Mi rendo conto che è tardissimo, per i miei standard, ma non mi andava di trascurare ancora questo piccolo blog. Questo fine settimana conto di passare qualche ora felice sul mio bel lettino, in compagnia di un po’ di musica e qualche recensione da completare. E voi? Avete già pensato a cosa farete nel weekend o è troppo presto ancora?