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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Ink exchange”, Melissa Marr.

Titolo: Ink exchange – Sortilegi sulla pelle (Wicked lovely #2)
Titolo originale: Ink exchange (Wicked lovely #2)
Autore: Melissa Marr
Editore: Fazi Editore
Pagine: 328
Anno: 2010

Misconosciuta ai mortali, una lotta per il potere si sta scatenando in un mondo di ombre e pericoli. Dopo secoli di stabilità, l’equilibrio all’interno delle corti fatate si è spezzato e Irial, il re della Corte Oscura, si batte per salvaguardare i suoi sudditi, ribelli e vulnerabili. Se dovesse fallire, ne seguirebbero spargimenti di sangue e crudeltà spietate. Leslie, a diciassette anni, non sa niente né delle fate né dei loro intrighi. D’improvviso si sente attratta da un tatuaggio incantato: capisce di doverlo avere a ogni costo, convinta che sia il simbolo tangibile di quel cambiamento che sta disperatamente cercando. Il tatuaggio in effetti porterà con sé molte trasformazioni, ma non del genere che lei immaginava: sono eventi sinistri e avvincenti, tutt’altro che simbolici. Avvenimenti che uniranno Leslie a Irial, attirandola sempre più in un universo fatato cui sembrerà incapace di resistere, scoprendosi impotente di fronte ai suoi pericoli. Dopo Wicked Lovely, Melissa Marr prosegue nel racconto delle avventure del Piccolo Popolo in una seducente storia di tentazioni e inganni: fino a un ultimo, imprevedibile gesto eroico.

Leslie, una delle migliori amiche di Aislinn – la nuova Regina dell’Estate -, vive in una situazione familiare di estremo degrado e malessere: la madre se ne è andata, il padre è un ubriacone che non si fa mai vivo e il fratello è un tossico che non esita a drogarla e a venderla ai suoi amici per dose. Il solo motivo per cui Leslie non scappa né chiede aiuto, ma si fa il mazzo tra scuola e lavoro e rientra in casa solo per dormire dietro la porta chiusa a doppia mandata della sua camera, è che come tutte le vittime non cerca vendetta: vuole sopravvivere. E sopravvivere significa aggrapparsi ad ogni brandello di speranza, come la possibilità di potersene andare al college una volta finito il liceo o, molto più semplicemente, l’idea di fare del suo corpo ciò che vuole – marchiandolo con un tatuaggio. Quello che non ha messo – né avrebbe potuto – mettere in contro è che Rabbit, il tatuatore a cui ha scelto di affidarsi utilizzi su di lei il sangue di Irial, il sovrano della Corte Oscura, per realizzare quello che non è un semplice disegno ma la chiave di apertura di un legame destinato a trasformare Leslie e la vita così come l’ha sempre conosciuta.

«Leslie?», sussurrò Irial.
Lo vedeva come se le fosse apparso davanti il suo ologramma. Se non avesse avuto gli occhi chiusi, avrebbe potuto credere che fosse lì. Lo vide trasalire, sbalordito, disturbando con quel movimento improvviso la creatura fatata che si era accoccolata sulle sue ginocchia. «Cosa stai facendo?».

«Ho fatto la mia scelta». Morse il copriletto per non gridare. Aveva i pugni serrati con tanta forza che sentì che il tessuto si stava lacerando. Inarcò il dorso. Niall la trattenne appoggiandole un ginocchio sulla schiena.
Sotto le sue guance, il copriletto era bagnato di lacrime.
«Io sono mia. Di nessun altro».
«Io, invece, sono ancora tuo. E lo sarò sempre, Ragazza delle Tenebre»

Tutto in questo libro è molto più cupo e molto più malinconico di quanto non fosse nel primo capitolo della saga. Wicked Lovely è una storiellina all’acqua di rose, volendo fare un paragone: Ink exchange chiama in campo tematiche delicatissime, schiera personaggi più pericolosi, racconta eventi che fanno rizzare i peli sulle braccia per l’inquietudine e l’orrore. La Corte Oscura, del resto, non si chiama così per caso. Popolata da esseri che si nutrono di emozioni, tremendamente indebolita dalla nuova pace instauratasi tra la Corte d’Estate e la Corte d’Inverno, è guidata da Irial, una creatura che da subito mette bene in chiaro quale sia la sua priorità – il meglio, per le sue creature – e che a questo suo credo rimane fedele persino nel momento in cui le circostanze sono così stravolte da richiedere un sacrificio imprevisto. Mi è piaciuto, Irial. Mi è piaciuto il modo in cui l’umanità di Leslie è stata filtrata dal tatuaggio che a lui lo lega e poi declinata secondo un’indole che non è affatto umana e che non manca mai di ricordarcelo. È determinato, concentrato, deciso da fare ciò che va fatto – e nonostante questo riserva a Leslie premure che Keenan – tanto per fare un nome – non avrebbe mai riservato ad Aislinn – con la quale, ricordo, era più che disposto a giocare sporco. Eppure, vittima di sentimenti inaspettati e di una decisione che non condivide, non esiterà ad optare per il meglio – per Leslie e per la sua Corte – dando prova di essere molto migliore di quanto non potesse sembrare all’inizio del libro. Chiaro che gli esseri umani, in questa saga sono e saranno sempre in svantaggio: come Aislinn, anche Leslie è una pedina su una scacchiera di immortali, ma questo non le impedisce di conservare una dignità degna di nota. Leslie vuole essere libera, padrona di sé stessa e del suo destino. In più di ogni occasione ribadisce il suo voler essere sua e di nessun altro, tanto con Irial che con Niall, i quali non sembrano però capire appieno questa sua necessità – forse perché vittima della loro natura, che genera dipendenza in qualsiasi mortale si trovi al loro fianco, o perché abituati a trattare i mortali alla stregua di giocattoli -, determinata a scegliere da sé e per sé si scontrerà persino con Aislinn, decisa a tenerla all’oscuro di un qualcosa che sì, è oscuro, ma non così tanto segreto. La Corte dell’Estate non ci fa una bella figura, con la sua Regina incapace di comportarsi da amica nonostante le più buone intenzioni, un Re che percaritàdiddio non fatemi dire nulla su questo essere egocentrico, egoista e non curante e il suo ex consigliere, scalzato dal suo ruolo e improvvisamente privo di scopo, conteso tra la sua volontà, la sua voglia e la sua natura più intima e tenebrosa. Niall è… controverso. Se da un lato sembra davvero avere a cuore la sorte di Leslie, dall’altro è piuttosto evidente che la sua preoccupazione è dovuta al pensiero che Irial possa sottrargli il giocattolino da sotto il naso. Non parla di innamoramento, non una volta soltanto, ma di desiderio. Desidera Leslie, per qualche oscura ragione, ed è disposto a prendere in considerazione l’idea di soggiogarla con i proprio poteri, trasformandola in tutto quello che lei più teme e aborrisce al mondo, solo per il gusto di sottrarla al Sovrano Oscuro. Cosa sarà di lei quando si sarà eventualmente scocciato, non è un pensiero che lo sfiora per un solo istante: la caccia e la soddisfazione immediata sono più importanti, per quanto una parvenza di riscatto – glielo concedo – gli permetta di salvarsi all’ultimo.

Niall cadde in ginocchio davanti alla sua regina. «Se mi permetterete di parlarle, di dirle di noi, Leslie potrà giurare fedeltà alla nostra corte. Sarà al sicuro, Irial non potrà più toccarla».
La Regina dell’Estate trasalì a quelle parole e si morse il labbro. «Non voglio essere la regina delle mie amiche. Non è mai stato mio desiderio».
«Ma voi non sapete cosa accade nella Corte Oscura. Io sì», disse Niall, per quanto sperasse che Leslie non dovesse scoprirlo mai. Imbarazzato, si portò una mano alla cicatrice che gli segnava il volto. Erano state le creature di Irial a sfregiarlo in quel modo affinché se ne rammentasse ogni giorno della sua vita.
«Voglio che Leslie possa essere libera da… tutto questo», disse Aislinn indicando gli esseri fatati che facevano baldoria intorno a loro. «Voglio che possa avere una vita normale e non essere costretta a vivere in questo mondo. Ha già sofferto abbastanza».
«Se Irial la rapisce, soffrirà ben più di quanto nessuno di voi possa immaginare».

Per essere uno Young Adult, Ink exchange affronta tematiche tutt’altro che leggere ed è, in soldoni, una storia di abusi. Leslie ha subito abusi dalla sua famiglia, è vittima di abusi dal momento in cui si ritrova contesa tra Irial e Niall e quando cade vittima della malia del primo. Sotto questo punto di vista, è un libro terrificante. Per quanto anche in Wicked Lovely ad Aislinn non fosse dato di scegliere, questa volta le prospettive sono spaventose. Come ho già detto, le pagine di questo romanzo tratteggiano una storia cupa, in certi punti quasi deprimente, ma mai meno che affascinante. Mi è piaciuta l’idea di un’intera corte che ha bisogno di emozioni per sopravvivere, mi è piaciuto lo stratagemma del tatuaggio per creare la connessione tra Leslie e Irial, mi è piaciuto Irial e mi è piaciuto moltissimo questo triangolo amoroso che si viene a costituire sulla base di attrazioni capricciose ma che lentamente evolve verso una consapevolezza più matura. La Marr ha uno stile che con me funziona benissimo, non si può negare, e leggere i suoi romanzi è per me un piacere che dura sempre troppo poco. Il suo universo è un universo per tanti aspetti spaventoso, che relega gli umani in una posizione di netta inferiorità rispetto al popolo fatato e ai suoi sovrani, ma è proprio questo il punto: è una novità. Una bellissima novità che spalanca una finestra su un panorama che per me è inedito, intrigante, stupendo.

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Recensione: “The giver – Il donatore”, Lois Lowry.

Lunedì mattina! Il mio ragazzo è appena ripartito e ho davanti a me ho un’intera giornata di studio per tentare di recuperare tutta la mole di arretrati accumulati. Non so se sia peggio questo o la prospettiva che fino a Natale non lo rivedo più. In ogni caso, buon inizio settimana creaturine!

Ma ora Jonas sapeva cosa fosse la vera tristezza. Aveva provato il dolore. E sapeva che, per quelle emozioni, non esisteva conforto immediato.

Titolo: The Giver – Il donatore
Titolo originale: The Giver
Autore: Lois Lowry
Pagine: 176
Editore: Giunti
Anno: 2014 (prima edizione: 1995)

Giudizio: 4/5

Sinossi
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando. Età di lettura: da 14 anni.
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Recensione: “Luna”, Julie Anne Peters.

Titolo: Luna
Titolo originale: Luna
Autore: Julie Anne Peters
Editore: Edizioni Giunti – Collana Y
Pagine: 384
Anno: 2010

Giudizio: 4/5

Sinossi
Regan, fin da piccola, ha sempre saputo che suo fratello Liam era diverso dagli altri. Liam ha sedici anni. È alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Regan è l’unica condividere questo segreto con Liam – o Luna come preferisce farsi chiamare – che ogni notte in camera della sorella si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alterego femminile. All’insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nel difficile percorso verso la trasformazione. Ma anche per Regan è il momento del cambiamento e quando, durante una lezione di chimica, un ragazzo appena trasferito nella sua scuola, si accorge di lei, insieme ai primi turbamenti del cuore arrivano anche le complicazioni che l’avere un fratello trans comporta. Continua a leggere


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Recensione: “Colpa delle stelle”, John Green.

Sembra una cazzata, ma la vita della studentessa fuori sede è faticosa. Tante piccole cose che prima davo per scontate improvvisamente non sono poi così tanto scontate – come avere sempre calzini puliti nel cassetto o qualcosa di commestibile nel frigo -, ma sopra ogni altra cosa quello che viene a mancare di più è il tempo. Tempo per scrivere di libri già letti, ma soprattutto tempo per leggere libri nuovi. Non ho intenzione di mollare il colpo così, mancasse altro – ci è voluta una laurea e il conseguente esaurimento nervoso per capire che i miei spazi devono continuare ad esistere anche quando lo studio sembra reclamare ogni singola particella del mio corpo/essere e non ho nessuna voglia di ripetere l’esperienza in questo secondo ciclo -, ma va da sé che gli aggiornamenti finiranno inesorabilmente con il diluirsi nel tempo.
Detto questo, basta con le rotture di palle da blogger pseudo responsabile davanti all’imminente catastrofe di due parziali in un mese e andiamo avanti con quello che è stato sicuramente il libro più bello dell’estate 2013.

colpa delle stelleTitolo: Colpa delle stelle
Titolo originale: The fault in our stars
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 347
Anno: 2012

Giudizio: 5/5

Sinossi
Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato. Continua a leggere


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Recensione: “Cercando Alaska”, John Green.

Titolo: Cercando Alaska
Titolo originale: Looking for Alaska
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 299
Anno: 2010

Giudizio: 4/5

Sinossi
Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un’esclusiva prep school dell’Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice, e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perché. È stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?

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Recensione: “E finalmente ti dirò addio”, Lauren Oliver.

Titolo: E finalmente ti dirò addio
Titolo originale: Before I fall
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Pagine: 430
Anno: 2010

Giudizio: 4/5

Sinossi
Samantha Kingston ha tutto quello che un’adolescente potrebbe desiderare: un ragazzo affascinante, tre amiche fantastiche, un’incredibile popolarità. Quel venerdì 12 febbraio si preannuncia dunque come un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Non sarà così. Quella sera Sam morirà. Tornando con le sue amiche in macchina da una festa, infatti, avrà un incidente. La mattina seguente, però, la ragazza si risveglia misteriosamente nel suo letto, guarda il calendario e rimane sconvolta: è ancora il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, Sam continua a rivivere quella sua ultima giornata. Ogni volta si comporterà in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente che la porterà alla morte. Ma riuscirà a uscire da quell’incubo solo quando capirà che non è per salvare se stessa che continua a tornare. Continua a leggere