Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


2 commenti

Recensione: “Ladri di sogni”, Maggie Stiefvater.

Titolo: Ladri di sogni (The Raven Cycle #2)
Titolo originale: Dream Thieves (The Raven Cycle #2)
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Pagine: 522
Anno: 2014

Sinossi
La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c’è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero… Intanto Ronan s’inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s’inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Nel frattempo c’è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto.
Di Raven Boys, Entertainment Weekly ha scritto: “L’avventura paranormale di Maggie Stiefvater si legge d’un fiato e vi farà chiedere a gran voce il secondo libro.” Ecco il secondo libro, con la stessa fervida immaginazione, lo stesso intreccio inquietante e romantico, e le svolte mozzafiato che Maggie Stiefvater sa costruire.

Continua a leggere

Annunci


5 commenti

Recensione: “Black ice”, Becca Fitzpatrick.

Titolo: Black ice
Titolo originale: Black ice
Autore: Becca Fitzpatrick
Editore: Piemme
Pagine: 355
Anno: 2014

Britt si è preparata per più di un anno a un trekking sul Teton Range. Quello a cui non era preparata, però, è scoprire che Calvin, il suo ex ragazzo e unico grande amore, si unirà a lei. Prima che Britt abbia tempo di esplorare i propri sentimenti, si scatena una terribile tormenta che la obbliga a rifugiarsi in una baita sperduta. Peccato che gli occupanti, entrambi giovani e molto affascinanti, siano anche due fuggitivi decisi a prenderla in ostaggio. Britt sa che la conoscenza dei sentieri e l’attrezzatura da trekking che ha con sé rappresentano la sua assicurazione sulla vita, e che deve solo resistere abbastanza a lungo perché Calvin la raggiunga, eppure… In una disperata corsa contro il tempo e il freddo, Britt scoprirà che sotto la neve si nascondono moltissimi segreti e che forse il suo rapitore, la cui gentilezza è decisamente seducente, non è quello che sembra.

Continua a leggere


Lascia un commento

#45 Teaser Tue—Thursday!

Buongiorno!
Vi scrivo da Trieste, questo pomeriggio: sono rientrata per la Grande Abbuffata di domenica, una toccata e fuga molto gentilmente permessa dal silenzio accademico indetto dalla cara, vecchia Alma Mater Studiorum – per gli amici, Università di Bologna. Ho un sacco di lavoro arretrato, tante cose da raccontarvi – un pomeriggio con Susi, di Bookish Advisor, alla Bologna Children’s Book Fair, tanto per dirne una – e pochissimo tempo libero. Adesso, per esempio, sono appena rientrata dal pranzo organizzato per festeggiare il mio compleanno e quello di mia madre. E prima di lasciarvi al teaser, vi ricordo che, parlando di compleanni, siete ancora in tempo per partecipare al Birthday giveaway per aggiudicarvi una copia di Via con te, gentilmente messa in palio dalla Rizzoli. Detto ciò, eccovi l’estratto rigorosamente spoiler-free che vi spetta, dritto dritto dalle pagine di Black Ice, di Becca Fitzpatrick.

Mentre il sonno prendeva il sopravvento, sentii bussare alla mia porta.
«Cal?» gridai, scattando seduta e tirandomi le coperte fin sopra il mento.
Lui aprì la porta, appena uno spiraglio. «Stavi già dormendo?»
Feci un sospiro di sollievo. «No, entra.» Battei la mano sul materasso accanto a me.
Non accese la luce. «Volevo solo assicurarmi che stessi bene.»
«Sono un po’ spaventata, ma con te mi sento al sicuro.» Per quanto abile e determinato fosse Jude, Calvin l’avrebbe battuto. Se fosse arrivato a Idlewilde e avesse tentato di entrare, Calvin lo avrebbe fermato. Me lo ripetevo in continuazione.
«Qui non entra nessuno» mi promise e, come ai vecchi tempi, riuscì a confortarmi. Calvin sapeva leggermi nel pensiero.
«Hai un’altra pistola?» chiesi. «Non dovrei tenerne una anch’io, per prudenza?»
Il materasso si abbassò mentre si sedeva accanto a me. Indossava la vecchia felpa rossa e nera della nostra scuola, la Highland High, che io gli avevo rubato milioni di volte l’anno prima, indossandola per andare a letto e addormentarmi con l’odore avvolgente e salmastro di lui. Non l’avevo più rivista da quando era partito, otto mesi prima, e mi parve strano che non l’avesse sostituita con una di Stanford, ma… forse lo aveva fatto ed era semplicemente a lavare. O forse non era pronto a tagliare con il passato, con persone che avevano significato così tanto per lui. Lo trovai un pensiero rassicurante.
«Sapresti usarla?» domandò.
«Ian ne ha una, ma io non ho mai sparato.»
«Allora meglio di no.» Poi disse: «Britt, ti devo delle scuse…». S’interruppe, abbassando gli occhi e sospirando lentamente.
Avrei potuto alleviare la tensione con una battuta o minimizzando, invece decisi di non correre a salvarlo. Mi meritavo quel momento, lo avevo aspettato così a lungo…
«Mi dispiace per averti ferito. Non avrei mai voluto farlo» disse. Il suo volto tradiva l’emozione, quindi distolse lo sguardo, asciugandosi in fretta gli occhi. «Lo so, può essere sembrato che io sia scappato di corsa, che volessi lasciare il più presto possibile la città… e te con lei. Credici o no, ero spaventato all’idea del college. Mio padre mi ha fatto talmente tante pressioni che avevo paura di fallire. Volevo tagliare i ponti con casa mia e cominciare subito una nuova vita. Desideravo fare colpo su di lui, dimostrargli che meritavo i soldi che spendeva in tasse scolastiche. Prima di partire mi ha consegnato uno stramaledetto elenco di cose da fare per verificare i miei progressi» aggiunse, il tono pieno d’amarezza. «Sai quali sono state le sue ultime parole, prima che partissi? Ha detto: “Non azzardarti ad avere nostalgia di casa. Solo le fighette si voltano indietro”. E parlava sul serio, Britt. Per questo non ho festeggiato a casa il Ringraziamento e il Natale, per dimostrargli che ero un uomo e non avevo bisogno di correre dalla mamma alla prima occasione. Oltre al fatto che non volevo vederlo.»
Gli presi la mano e lui la strinse. Per consolarlo, gli sollevai il mento e gli sorrisi. «Ricordi quando da ragazzini abbiamo fatto una bambolina vudù fingendo che fosse tuo padre? Quante volte l’abbiamo trafitto con lo spillo?»
Calvin annuì, ma la sua voce rimase monotona. «Gli avevo rubato un calzino dal cassetto e lo avevamo imbottito di cotone. Abbiamo disegnato sopra la sua faccia con il pennarello nero. Korbie aveva preso uno spillo dal cesto del cucito di mia madre.»
«Nemmeno ricordo perché ci avesse fatto arrabbiare.»
Un muscolo guizzò sotto la mascella contratta di Cal. «Avevo sbagliato un tiro libero alla partita di basket. Ero in seconda media. Quando rientrammo mi ordinò di allenarmi. Non sarei rientrato in casa finché non avessi fatto canèstro mille volte. Fuori si gelava e io ero in felpa e calzoncini corti. Tu e Korbie mi guardavate dalla finestra piangendo. Quando finii, era quasi ora di andare a letto. Quattro ore» mormorò a se stesso. «Mi ha lasciato là fuori a congelarmi per quattro ore.»
Ora ricordavo. Cal era rientrato con le labbra viola, la pelle arrossata e screpolata, battendo i denti. Quattro ore e il signor Versteeg non aveva messo il naso fuori una sola volta per vedere come stesse suo figlio. Era rimasto nel suo studio a battere sulla tastiera del computer con le spalle alla finestra affacciata sul vialetto dove Cal cercava di fare canestro.
«Mi ringrazierai per questo» gli aveva detto, stringendogli una spalla congelata. «Alla prossima partita, non sbaglierai un tiro, vedrai.»

Britt si è preparata per più di un anno a un trekking sul Teton Range. Quello a cui non era preparata, però, è scoprire che Calvin, il suo ex ragazzo e unico grande amore, si unirà a lei. Prima che Britt abbia tempo di esplorare i propri sentimenti, si scatena una terribile tormenta che la obbliga a rifugiarsi in una baita sperduta. Peccato che gli occupanti, entrambi giovani e molto affascinanti, siano anche due fuggitivi decisi a prenderla in ostaggio. Britt sa che la conoscenza dei sentieri e l’attrezzatura da trekking che ha con sé rappresentano la sua assicurazione sulla vita, e che deve solo resistere abbastanza a lungo perché Calvin la raggiunga, eppure… In una disperata corsa contro il tempo e il freddo, Britt scoprirà che sotto la neve si nascondono moltissimi segreti e che forse il suo rapitore, la cui gentilezza è decisamente seducente, non è quello che sembra.

 

 


Lascia un commento

MiniReview: “Le cronache di Magnus Bane”, Cassandra Clare, Maureen Johnson, Sarah Rees Brennan

Titolo: Le cronache di Magnus Bane
Autore: Cassandra Clare, Maureen Johnson, Sarah Rees Brennan
Editore: Mondadori
Pagine: 501
Anno: 2014

Sinossi
Chi è davvero Magnus Bane? È forse l’individuo misterioso che s’insinua nelle trame della Rivoluzione francese, o lo strampalato europeo che crea scompiglio in un remoto Perù dell’epoca coloniale, o il venditore di alcolici che sfida il proibizionismo nella Manhattan degli anni Venti? E se invece fosse soltanto un giovane alla moda, sempre pronto a scendere in pista nelle discoteche più elettrizzanti nella New York degli anni Settanta? Cassandra Clare ci accompagna attraverso luoghi ed epoche affascinanti alla scoperta dei retroscena più avvincenti del passato di Magnus Bane, eclettico e inafferrabile personaggio che ha vissuto mille vite in una, tutte legate da un filo rosso: la perenne lotta tra la forza dell’amore e quella del destino, a cui nessuno può opporsi, neppure il Sommo Stregone degli Shadowhunters. Con il racconto inedito “La segreteria telefonica di Magnus Blade”

Le Cronache di Magnus Bane è il volume unico che raccoglie al suo interno tutto le novelle che la Clare, assieme a Maureen Johnson e Sarah Rees Brennan, ha scritto credo nel tentativo di dare spessore e storia allo Stregone di Brooklyn. Dico credo, perché la triste impressione che ho avuto durante la lettura mi ha portata a pensare che queste storielline senza capo né coda, il più delle volte terribilmente superficiali e inconcludenti, avessero un unico obiettivo: sfruttare la notorietà di un personaggio secondario salito alla ribalta e far convergere altri bei soldoni nel fiume di incassi che riempie le tasche della Clare. Un giudizio davvero duro, mi rendo conto, e neppure il tempo trascorso da quando ho concluso la lettura ha stemperato il fastidio che ritorna, puntuale come il prurito ventiquattro ore dal momento in cui la zanzara ti ha punto, ogni volta che penso di potercela fare a scrivere una recensione obiettiva e pacata. Beh, non posso. Evidentemente non sono in grado. Cercherò nonostante questo di fare del mio meglio, per quanto non ci sia moltissimo da dire. Mi sono approcciata tardi al mondo degli Shadowhunters: tutti i volumi erano già usciti da un bel po’, il primo film era ben che in cantiere e il web sbrodolava arcobaleni su Jace e Clary. Il pensiero di aprire un blog dove parlare delle mie letture non era neppure un embrione e non avevo ancora sviluppato questa strana forma di snobbismo stilistico che adesso mi rende assolutamente indigeste un sacco di letture. Ho letto la prima trilogia, ho letto The Infernal Devices e ho ripresto The Mortal Instruments a singhiozzo, senza rendermi conto appieno dell’evoluzione bruschissima che la scrittura della Clare ha subito nel tempo. Forse solo con Città del Fuoco Celeste ho accarezzato questo inconfutabile verità, ora che ci penso, ma niente avrebbe potuto prepararmi a quanto accaduto con queste novelle. Che sono pessime, davvero davvero davvero pessime. Le prime sono scritte male, non raccontano nulla di Magnus, non gli danno spessore ma al contrario lo rendono una figura confusa, difficile da definire, nel complesso piuttosto… inutile. Man mano che la progressione cronologica prosegue, poi, ho avuto la netta sensazione che Magnus e la sua immortalità fossero solo una scusa per riprendere in un qualche modo personaggi che avrebbero fatto strillare e squittire le fangirl più accanite – vedi Will, Tessa e Jem -, focalizzando l’attenzione più su di loro che non su chi, a ragione, avrebbe dovuto essere il vero protagonista delle vicende. Insomma, un vero macello. Ci ho provato, ci ho provato tantissimo, ma non ce ne è stata una che mi abbia davvero convinta fino in fondo e detesto l’idea di un’autrice disposta a mettere sul mercato prodotti che al massimo riescono ad essere mediocri pur di vendere e sfruttare una buona idea. Le foreste della fantasia sono pieni di frutti e fiori da cogliere, Cassandra: trova un albero diverso, la prossima volta, e vedi di non ridurlo in fin di vita per amore dei dollari che ti procura. Non è bello per te, non è bello per me che ti leggo sempre volentieri.
Sconsigliatissima questa raccolta, sconsigliatissime le singole novelle.


Lascia un commento

#3 Pin this book!

Terzo e penultimo appuntamento di questo mese, dedicato a Magisterium – L’anno di ferro, della formidabile combo Black-Clare. Questa volta è stato più difficile, perché a quanto pare il primo capitolo di questa saga interessantissima non ha colpito l’immaginario del web e né su pinterest né su tumblr (non parliamo di weheartit, la desolazione!) sono riuscita a trovare moltissimo. Così ho deciso di provarci io, del tutto decisa ad espormi a questa pubblica umiliazione non necessaria ma fortemente voluta per una questione di onestà intellettuale. Se la rubrica dovesse continuare, devo essere pronta all’eventualità che internet non sia in possesso della risposta alle mie domande e quale miglior occasione per vedere se sono in grado di supplire a queste mancanze da me? Non sono del tutto soddisfatta del risultato, ma neppure completamente schifata. Ci ho provato ed è evidente che ho tanta strada da fare ancora. Il verdetto è vostro, bestioline! Buon sabato 🙂


MAGISTERIUM – L’ANNO DI FERRO
Holly Black & Cassandra Clare

Recensione || Goodreads || Pinterest

 

 


Lascia un commento

#43 Teaser Tuesday!

Mamma quanto passa in fretta il tempo. Non ho fatto in tempo a riprendere i ritmi forlivesi che già siamo a metà marzo, Pasqua è alle porte e non ho combinato neanche un terzo delle cose che dovevo combinare in questo mese. Bene, molto bene. Cioè, bene per niente, ma insomma… che ci si può fare? L’unica è rimboccarsi le maniche, sicuramente star qui a lamentarmi non aiuterà in alcun modo. Quindi, senza ulteriori indugi, buttiamoci a pesce in queste Teaser Tuesday – rubrica ideata da Miz di Should be reading, che ha recentemente spostato il blog qui – rigorosamente spoiler free, tratto dalle pagine di uno dei due libri che ho al momento in lettura.

La donna si arrese e richiuse la rivista, posandola ordinatamente sul tavolo di fronte.
Notò un consistente velo di polvere su quella superficie e ne fu infastidita. Provò a pensare a quanto tempo sarebbe stato necessario per rendere lucente lo stanzino, a cosa avrebbe fatto se fosse toccato a lei quel compito. Avrebbe sicuramente smontato lo schedario al lato della porta, in cui si annidava gran parte della polvere, avrebbe sbattuto i faldoni con dentro le pratiche, uno per uno, prima di ripulire ogni spazio e ogni oggetto, risistemandolo nel posto giusto.
Immersa nel fantasticare sul suo diligente impegno in quella umile mansione, senza rendersi conto, riuscì, per un breve momento, a liberarsi dall’ansia che l’attanagliava.
Fu lo scostarsi della porta a ricondurla alla realtà, appiccando un incendio sotto la sua epidermide.

È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico.
Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.


Lascia un commento

Recensione: “Trevor”, James Lecesne.

Titolo: Trevor: non sei sbagliato, sei come sei.
Titolo originale: Trevor: a novella.
Autore: James Lecesne
Editore: Rizzoli
Pagine: 106
Anno: 2014

Sinossi
Trevor, tredici anni, è un inguaribile ottimista, una spirito effervescente ed entusiasta, un artista in erba che con la sua vita sogna di cambiare il mondo, proprio come Lady Gaga. A scuola, però, le sue passioni iniziano ad attirargli battutine e insulti, che nella sua limpida ingenuità Trevor non capisce, e così facendo contribuisce a rinfocolare. Abbandonato dagli amici, frainteso dal mondo degli adulti, genitori compresi, Trevor si ritrova presto affibbiata l’etichetta di gay. Una storia che si ripete spesso in molte scuole del nostro Paese. Per fortuna, però, nel caso di Trevor questo è solo l’inizio.

Continua a leggere