Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Boy meets boy”, David Levithan.

Mi dicono che sono passate ere geologiche, dall’ultima volta in cui ho trovato il tempo di postare qualcosa. Vero.
Ci sarebbero mille e una motivazioni dietro cui potrei giustificarmi, ma la più sincera e onesta che posso confessare è ancora la più facile. La più brutta. Avevo altro da fare. La sessione d’esami, gli amici di casa, il mio ragazzo… non ho smesso di leggere, anzi – ho accumulato una lunga serie di titoli che aspettano solo di esser raccontati, e altrettanti che non sarò mai in grado di raccontare ma che mi son rimasti incastrati dentro -, ma trovare il tempo di sedermi alla scrivania o accoccolarmi sul letto con il computer sulle gambe non è stato facile. Non è stato possibile, in realtà, e di questo mi scuso.
Anno nuovo, blog vecchio – il 2014 è ormai all’alba del suo stesso mese, quindi nessun proposito e nessuna promessa. Più che ricominciare, andiamo avanti!

BoyMeetsBoyTitolo: Boy meets boy
Titolo originale: Boy meets boy
Autore: David Levithan
Editore: Fabbri
Pagine: 262
Anno: 2007

Giudizio: 5/5

Sinossi
Amore, amicizie e contrasti in un gruppo di adolescenti americani. Paul è gay, lo è sempre stato, lo è con naturalezza. Anche Tony lo è, ma i suoi genitori sono convinti che sia un problema, un grosso problema. Kyle è l’ex ragazzo di Paul, ma non riesce a farsi una ragione di quella parolina, ex. E poi c’è Darlene, sportiva, brillante e divertente; e Joni, l’amica inseparabile di Paul, ma a lui non piace il ragazzo con cui esce lei, e quindi forse non sono più così inseparabili. Al ballo del liceo tutto si risolverà. Forse.

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Citazione: “Will ti presento Will”, John Green – David Levithan.

mamma: devo smetterla con questa roba. devo iniziare a vivere.

credo lo stia dicendo a se stessa o all’universo,  non a me. però non posso fare a meno di pensare che iniziare a vivere sia una cosa che può credere solo un idiota totale. come se potessi prendere la macchina e andare al super e comprarti una vita nuova. la vedi nella sua bella confezione lucida e guardi dentro la plastica trasparente e dai un’occhiata a questa nuova vita e dici: “wow, ho un’aria molto più felice… credo che sia questa la vita che devp iniziare a vivere!”, poi la porti alla cassa e la paghi con la carta di credito. se iniziare a vivere fosse così facile, saremmo una specie felicissima. e invece non lo siamo. per cui, mamma, la tua vita non è là fuori che ti aspetta,  non illuderti che tutto ciò che devi fare è trovarla e portartela a casa. no, la tua vita è proprio qui. e sì, fa cagare. quasi tutte le vite fanno cagare. per cui se vuoi che le cose cambino, non devi iniziare a vivere, devi muovers il culo.


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Novembre,  sabato, nove di sera. Io, Joni e Tony stiamo facendo un giro in città. Tony abita in una cittadina qui vicino, e ha bisogno di uscirne. I suoi genitori sono ultra religiosi. Poco importa di che religione sono: si somigliano tutte, in certe cose, e ben poche prevedono che un ragazzo gay vada in giro a divertirsi con gli amici il sabato sera. Così durante la settimana Tony ci dà un’infarinatura di cultura biblica, poi il sabato sera ci presentiamo a casa sua, tutti compunti, snocciolando parabole. Abbagliati da tanta virtù,  i suoi genitori chiudono gli occhi, gli allungano venti dollari e gli augurano una piacevole serata con il suo gruppo di studio. Noi corriamo a sperperare il gruzzolo tra film romantici, gadget da macchinette mangiasoldi e jukebox a gettone. La nostra felicità ci eleva e ci porta più vicini al buon Dio di quanto potremmo mai sperare, e finiamo col pensare che i genitori di Tony capirebbero, se solo non si ostinassero a non capire tante cose.