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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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#53 Teaser Thursday!

Al volo, perché sono un po’ di corsa oggi – ma come tutte le volte che nomino il blog con persone che conosco nel mondo al di fuori dello schermo o queste persone mi chiedono del blog o delle mie letture, beh, il senso di colpa per la mancanza di post da qualche mese a questa parte è troppo grande e mi costringere a muovere la chiappe della mia virtuale pigrizia e produrre qualcosa. Caso vuole che oggi sia giovedì, quindi giornata di teaser: posso ritenermi fortunata. Vi lascio con un pezzettino della distopia che ho un lettura, Il giardino degli eterni di Lauren De Stefano e scappo a fare un po’ di commissioni prima di correre in palestra a provare un corso nuovo – potenzialmente mortale, e non sto scherzando neanche un pochino.

«Stai bene?», mi chiede.
È una domanda semplice e a lui che ha salvato la mia vita, per quanto poco valesse, riesco a dire la verità: «No».
Mi guarda per un po’. Devo avere un aspetto abbastanza patetico, ma non sembra che stia davvero guardando me: pare che il mio viso lo stia portando in qualche luogo lontano.
«Che c’è?», gli chiedo. «A cosa stai pensando?».
Fa passare un po’ prima di rispondere. «Te n’eri quasi andata». E non si riferisce al fatto che sono quasi scappata. Apro la bocca, non so bene per dire cosa. Forse vorrei scusarmi di nuovo, ma lui mi prende il viso tra le mani e preme la sua fronte contro la mia. Mi sta così vicino che sento i suoi piccoli respiri caldi, e so solo che, la prossima volta che inspira, vorrei che portasse via anche me. Le nostre labbra si sfiorano così delicatamente che all’inizio me ne accorgo appena. Poi premono le une contro le altre con più forza e si tirano un po’ indietro solo per ritornare a unirsi. Per tutto il corpo sento scorrere il calore, anche tra le ossa rotte, laddove dovrei provare solo dolore. Gli metto le braccia intorno al collo e lo tengo stretto. Stretto perché in questo posto non sai mai quando ti porteranno via le cose belle.
C’è un rumore in corridoio e ci dividiamo bruscamente. Gabriel si alza e va a vedere, poi guarda fuori dalla finestra. Siamo soli, ma ci siamo presi un bello spavento. La porta è aperta: davvero un bel modo di stare attenti. Riesco a sentire distintamente il mio cuore che batte. Ed è per l’euforia, non per il dolore o per il vento forte, che non riesco a respirare. Gabriel si schiarisce la voce: ha le guance di un rosa acceso e gli occhi un po’ offuscati. Non riusciamo a incrociare i nostri sguardi. «Ti ho portato una cosa», dice, evitando di fissarmi. Mi porge quello che aveva in mano un minuto fa: è un libro nero e pesante, con un cuore rosso sulla copertina.
«Mi hai portato l’atlante di Linden?», gli domando, un po’ perplessa.
«Sì, ma guardalo». Lo apre su una pagina piena di mappe marroni e beige, con sopra delle linee blu. Il titolo in cima dice Fiumi d’Europa. Su un lato c’è una legenda che indica i fiumi e i punti d’interesse. Gabriel mi indica il terzo dal basso: Rhine. Fa scorrere il dito su tutta la lunghezza della linea blu.
«Rhine è un fiume», dice.
Be’, era un fiume. Prima che tutto venisse distrutto. Io non lo sapevo, ma i miei genitori sicuramente sì. Gli piaceva tanto giocare agli scienziati misteriosi, e alla fine non hanno mai avuto occasione per dirci tante cose, a me e a mio fratello.
Seguo il dito di Gabriel lungo il percorso di un fiume che non esiste più. Penso che magari è ancora laggiù, da qualche parte: potrebbe essersi disperso nell’oceano, dietro quel cancello di ferro a forma di fiore che porta alla libertà.
«Non ne avevo idea», dico. «Pensavo che non significasse niente».
Era a questo che si riferiva Rose, quando le rivelai il mio nome e lei mi rispose che era un posto bellissimo?
«Dice solo che era un fiume navigabile, non ci sono altre informazioni», aggiunge Gabriel, un po’ deluso.
«Ma va bene così!».
Rido e gli metto un braccio intorno al collo per avvicinarlo a me, poi gli do un bacio di ringraziamento sulla fronte. Tutti e due diventiamo rossissimi. Non può immaginare cosa significhi per me, ma dal suo sguardo capisco che si rende conto di aver fatto una bella cosa. Mi leva qualche ciocca di capelli dalla fronte e mi guarda. Rhine. Il fiume che, da qualche parte là fuori, è diventato libero.

Rhine ha sedici anni ed è bellissima. Ma è condannata a un destino terribile: morirà il giorno del suo ventesimo compleanno. E, come lei, tutti i ragazzi che vivono sulla Terra in un futuro non troppo lontano. Nel tentativo di trovare una cura per il cancro, infatti, un gruppo di scienziati ha finito per condannare la razza umana a una vita brevissima: vent’anni per le donne e venticinque per gli uomini. Anche l’avvenenza di Rhine rappresenta un pericolo: in questo mondo in decadenza, le ragazze più belle vengono rapite e date in spose ai Governatori, una casta di uomini ricchi e potenti.
Rinchiusa in una lussuosa dimora, Rhine passa i suoi giorni pensando a un modo per scappare e tornare alla libertà. Soprattutto da quando ha scoperto che la gabbia dorata in cui è prigioniera nasconde uno sconvolgente segreto: nei sotterranei vengono compiuti agghiaccianti esperimenti sugli esseri umani. Nel suo folle piano di fuga, sarà aiutata da un affascinante coetaneo incontrato durante la sua reclusione. Ma il tempo stringe e la libertà sembra sempre più lontana…

Che cosa faresti se conoscessi il giorno esatto della tua morte?


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MiniReview: “Gravity”, Melissa West – @I_am_europe edition!

Title: Gravity (The Taking #1)
Author: Melissa West
Publisher: Entangled Teen
Pages: 284
Year: 2012

Seventeen-year-old Ari Alexander just broke that rule and saw the last person she expected hovering above her bed — arrogant Jackson Locke, the most popular boy in her school. She expects instant execution or some kind of freak alien punishment, but instead, Jackson issues a challenge: help him, or everyone on Earth will die.
Ari knows she should report him, but everything about Jackson makes her question what she’s been taught about his kind. And against her instincts, she’s falling for him. But Ari isn’t just any girl, and Jackson wants more than her attention. She’s a military legacy who’s been trained by her father and exposed to war strategies and societal information no one can know — especially an alien spy, like Jackson. Giving Jackson the information he needs will betray her father and her country, but keeping silent will start a war.

Ok. I can do this, I can write a whole review in English and since I’ve read the book in English, it should not be impossible. As many of you already know, I have a thing for dystopian books – and that’s why I’m struggling to write my dissertation about the correlation between them and the risk sociologists think society is going to face (if you read something about it on a paper or an article, please tell me!). However, the reason why I chose this one is different. A few weeks ago, the blog took part of a Book Blizt on Collide, the third book of The Taking Saga: the plot and the teaser that came with the post-kit was so fascinating I felt the urge of reading it. But in order to do it, I had to read the first book… so, I did it. And it was not as good as I expected.

The plot was very simple: Ari is going to be the next military leader in a world where humanity became a sort of living antibodies-pump used by the Ancients. The Ancients, there’s no need to tell you, are aliens. The Earth is a mess after a nuclear war that destroyed pretty much everything, so they arrived from space offering their help in the fixing process in change of human antibodies, needed to survive on the planet. The exchange takes place at night and there’s only one rule to follow: you must not peek. Well, Ari takes a look and finds that her Ancient is one of her school mate, Jackson, a gorgeous boy that should not be on Earth at all since the Ancients are not allowed to attend human schools or even be on the planet without permission. She should report this to her dad, who happens to be the chief of the military system, but she does not. And this is the moment when everything starts to change.

As I mentioned before, the plot is simple and catchy. The whole dystopian scenario works really well, even if the author does not spend so many words on it, and the story goes on with a good rhythm. But there is a moment where everything goes wrong, when Melissa West decides to push on the fast forward button and I get lost. Ari is now engaged with Lawrence, who is in love with Ari’s best friend, but she falls for Jackson so fast I actually asked myself if there were missing pages in my eBook. Yet, there’s not love triangle, because feelings evolve so fast that there isn’t time for drama to grow in a decent way. Furthermore, suddenly neither humans nor alien really want the coexistence to happen, and as a result the readers find themselves in a words maze without a logic escape.

Many people I know loved this book and I can understand them. I don’t know if it was my fault – Was I diverted? Did I not read carefully? I don’t know – or if there was something in the book that was not working very well with me. The plot is fine, the writing was good – for what I can tell, I think I proved you enough the struggle I live every time I have to speak/write a foreign language…! –  and the characters were ok despite some choices they made. I still don’t get how it possible for a girl like Ari to trust a boy she never talked to. She was raised to be a leader, she should understand the importance of rules. This young man was an Ancient who spent his whole life sucking her antibodies in order to survive on a Planet where he was not supposed to live on in that very moment! Why didn’t she reported him? The story could evolve in a different way and still lead to the same conclusion, so why did not Melissa West choose a more coherent evolution?

Overall, the storyline was entertaining and the reading was good; plus it was refreshing to finally read a dystopian book that has the main characters trying to stop a war, rather than trying to fight against the system. I don’t think I will continue with the other books, but I’m glad I gave it a chance.

Special thanks to @_ceciliasaba, who edited the review for me ❤


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#36 Teaser Tue—Thursday!

Martedì l’ho saltato, per annunciare l’apertura delle votazione di #ADateWithThePerfectBookFriendqui trovate il post dove votare e qui quello dedicato al mio candidato, Ronan Lynch -, ma oggi non si scampa: è giornata di teaser, rigorosamente spoiler-free e dritto dalle pagine di Gravity, di Melissa West. Ora, lo so di aver più e più volte dichiarato di voler aspettare prima di affrontare anche questa saga, ma cosa vi devo dire? Sono debole e, complice la pubblicazione di Collide tre giorni fa, non ho saputo resistere al richiamo dello sci-fi distopico. E sono stata pure punita, perché devo pure ammettere che per quanto trama e ambientazione siano formidabili, sto faticando per trovare una connessione con i protagonisti. Non so se sia dovuto a una mia mancanza di concentrazione o ad altro, ma continuo ad avere la sensazione che mi sfugga qualcosa di fondamentale. Vedremo come va a finire, nel frattempo vi lascio con l’estratto!

And then we’re alone, Jackson and me, watching each other, both unsure of what to say next. I walk back toward my house, knowing I don’t have long before Mom calls me inside, and sit down on the porch swing that hangs below our deck. Jackson stops in front of me, close enough so when I rock forward our knees touch.
“What happened today? Everything was fine last night. What happened? Was it the attacks? Do you feel like I’m…” He runs a hand through his hair.
I look up at him, fully absorbing him. “No. It isn’t that. It’s… I don’t know. I just feel so unsure.”
“We’ll get the strategy, Ari. Don’t worry. We’ll get it.”
I clear my throat and glance away. “That’s not what I’m unsure of.”
He seems to consider this for a moment, then kneels on the ground in  front of me so we’re eye to eye. “I remember when this happened,” he says, brushing a finger over a large scar on my left knee. “You were ten and carelessly walking on the edge of your bed with socks on. You slipped and sliced your knee open on the bed corner.”
“How do you…?”
“Five stitches if I remember.” He raises his eyebrows.
“But they were useless because it was all better the next morning. I told my mom I had superpowers. She let me pretend to heal her for the rest of the week.” I smile at the memory, and then realization hits. “It was you, wasn’t it?”
“And this one,” he says, pointing to a tiny scar on my elbow, “happened a year ago. That one worried me. What were you doing on the roof, anyway? You slipped and fell into that big oak over there. You could have broken something, but instead just got a large gash on your arm.”
“Why did you do it? Heal me, I mean.”
“I’ve always looked out for you.”

In the future, only one rule will matter.
Don’t. Ever. Peek.
Seventeen-year-old Ari Alexander just broke that rule and saw the last person she expected hovering above her bed — arrogant Jackson Locke, the most popular boy in her school. She expects instant execution or some kind of freak alien punishment, but instead, Jackson issues a challenge: help him, or everyone on Earth will die.
Ari knows she should report him, but everything about Jackson makes her question what she’s been taught about his kind. And against her instincts, she’s falling for him. But Ari isn’t just any girl, and Jackson wants more than her attention. She’s a military legacy who’s been trained by her father and exposed to war strategies and societal information no one can know — especially an alien spy, like Jackson. Giving Jackson the information he needs will betray her father and her country, but keeping silent will start a war.

[GoodReads]


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Recensione: “The giver – Il donatore”, Lois Lowry.

Lunedì mattina! Il mio ragazzo è appena ripartito e ho davanti a me ho un’intera giornata di studio per tentare di recuperare tutta la mole di arretrati accumulati. Non so se sia peggio questo o la prospettiva che fino a Natale non lo rivedo più. In ogni caso, buon inizio settimana creaturine!

Ma ora Jonas sapeva cosa fosse la vera tristezza. Aveva provato il dolore. E sapeva che, per quelle emozioni, non esisteva conforto immediato.

Titolo: The Giver – Il donatore
Titolo originale: The Giver
Autore: Lois Lowry
Pagine: 176
Editore: Giunti
Anno: 2014 (prima edizione: 1995)

Giudizio: 4/5

Sinossi
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando. Età di lettura: da 14 anni.
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Recensione: “Across the universe”, Beth Revis

Non voglio sbilanciarmi troppo, ma potrei quasi azzardarmi a dire che questo lunedì è iniziato bene. Quindi, tanto vale fare in modo di portarlo avanti alla stessa maniera, raggiungendo gli obiettivi che mi sono prefissata ieri sera mentre fissavo il soffitto e ascoltavo il temporale fuori dalla finestra aperta. Nuova settimana, nuovi libri da leggere… prosegue il #PABLeoRA organizzato da Please another book e con le mie fagioline del Club del Libro ci apprestiamo ad immergerci nello scenario distopico di Uglies.
Ormai mancano solo due settimane alle tanto agognate vacanze estive e devo trattenermi dal passare le ore a fantasticare su quando, finalmente, mi troverò in riva ad un lago in compagnia del mio fedele Kobo e della mia pelosa preferita. Non vedo l’ora, davvero. Voi, invece? Silenziosi lettori di questo blog, voi progettate viaggio? Vi siete riservati letture speciali, a cui dedicare tempo e attenzioni?

Titolo: Across the universe (#1)
Titolo originale: Across the universe
Autore: Beth Revis
Editore: Piemme
Pagine: 420
Anno: 2012

Giudizio: 4/5

Sinossi
Amy è una passeggera ibernata sulla navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori come membro del Progetto Arca Spaziale: si risveglieranno dopo trecento anni su un nuovo pianeta da colonizzare, Centauri. Ma qualcosa è andato storto: qualcuno ha cercato di ucciderla, risvegliandola senza cautele dal suo sonno protetto. E così Amy si ritrova a dover passare senza la sua famiglia ancora cinquant’anni sull’enorme navicella spaziale che sta perdendo velocità, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino che vuole scongelare tutti gli scienziati a bordo, compresi i suoi genitori. L’unico che sembra dalla sua parte è Elder, un ragazzo che presto diventerà il capo della navicella spaziale, e che per quanto sia potentemente attratto dalla sua singolare bellezza, cerca di proteggerla dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo. Ma Amy può davvero fidarsi di Elder? E quello che prova per lui la aiuterà, o sarà solo un ostacolo alla sua sopravvivenza sulla Godspeed?

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Il Club del Libro: “Il labirinto”, James Dashner.

Si, lo so, è trascorsa un’imbarazzante quantità di giorni dall’ultimo aggiornamento. Cosa è successo? Fondamentalmente un sacco di cose: si sta concludendo questo primo anno di magistrale e pare che tutti i professori si siano messi d’accordo per impedirmi di godere di queste prime, stupende giornate quasi esistevi. Un lavoro di gruppo qui, un’intervista là, una relazione subito dietro, il primo esame due giorni fa… maggio mi si è schiantato addosso con una velocità spaventosa e di punto in bianco mi son resa conto di tutto quello che è rimasto in sospeso. Come questo blog, coff. Il lato positivo è che tra le mille cose da fare ce ne è stata una che ha reso i miei lunedì qualcosa di diverso dal solito incubo: il Club del Libro. Ogni inizio settimana è stato scandito da nuovi capitoli da leggere e l’immersione, davanti ad una tazza di caffellatte, in un universo che ci ha colpite più di quanto non potessimo immaginare.
Per quel che mi riguarda, prima di lasciare la parola ad alcune delle mie compagne di lettura, è stata un’esperienza bellissima. Non solo per l’aver trovato persone che, come me, amano leggere e non hanno paura di passare il venerdì sera sotto le coperte, con un pigiama con i gufi, a leggere. Persone lette in altre contesti, conosciute per altri motivi, e poi unite un po’ per caso in un piccolo gruppo che spero rimanga a farmi compagnia per molti altri lunedì, con cui squittire o strillare perché non siamo state in grado di diluire i capitoli nel tempo e, puntualmente, il mercoledì siamo state costrette a trovare qualcos’altro da leggere per rispettare le scadenze. Fortuna per noi, abbiamo già una lunga lista di libri in attesa e giusto ieri abbiamo dato il via alla seconda lettura collettiva proprio con il seguito, The scorch trials  – quindi, bando alle ciance, diamo a quello appena concluso lo spazio che merita.

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Il Club del Libro: “Il labirinto”, James Dashner.

Ci abbiamo messo un po’, ad organizzarci.
Ma sotto sotto sono fermamente convinta che un po’ fosse inevitabile: abbiamo sempre letto gli stessi libri, grossomodo negli stessi periodi, finendo col discuterne per lo più su Twitter. Così alla fine, complici le infinite comodità di GR, abbiamo tagliato la testa al toro e formato un temibilissimo Club del Libro. Siamo Federica, Silvia, Cecilia, Chiara, Veronica. E abbiamo iniziato con “Il labirinto”, di James Dashner. Perché siamo delle pive e non avevamo idea della palude ansiogena in cui ci saremmo trovate invischiate!

Titolo: Il labirinto
Titolo originale: The maze runner (#1)
Autore: James Dashner
Editore: Fanucci
Pagine: 428
Anno: 2011

Sinossi
Quando Thomas si sveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l’ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce un giorno, quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.