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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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MiniReview: “Rimani con me”, J. Lynn

Titolo: Rimani con me (Wait for you #3)
Titolo originale: Stay with me (Wait for you #3)
Autore: J. Lynn/Jennifer L. Armentrout
Editore: Narrativa Nord
Anno: 2014
Pagine: 360

Sinossi

Avevo deciso di andarmene lontano
Avevo deciso di chiudere tutte le porte
Avevo deciso d’ignorare il mio cuore
Ma poi tu hai invaso la mia vita…

Lo studio è la sua salvezza. Per troppi anni, da quella maledetta notte che ha mandato in fumo tutte le sue speranze, Calla ha vissuto in un limbo di dolore e di rimpianti. Un limbo da cui è uscita grazie all’università, che le ha offerto una seconda occasione. Almeno fino al giorno in cui scopre che la madre – con cui lei non parla da anni – le ha prosciugato il conto, impedendole d’iscriversi all’ultimo anno. Calla è quindi costretta a tornare a casa per affrontare la donna che, ancora una volta, rischia di distruggere i suoi sogni. Tuttavia, dietro il bancone del bar gestito della madre, trova Jax James. Ammalianti occhi scuri e fisico mozzafiato, Jax è il genere di «distrazione» che Calla non può permettersi in un momento simile. Jax però non ha nessuna intenzione di farsi mettere da parte, anzi sembra sempre pronto ad aiutarla e a tirarle su il morale, con quel suo atteggiamento spavaldo e il sorriso disarmante. E, per la prima volta dopo tantissimo tempo, Calla sente di non essere più sola ed è come se il vuoto che ha dentro si stesse a poco a poco colmando. Ma, quando inizia a ricevere minacce e strane visite nel cuore della notte, Calla si rende conto di essere stata trascinata in un gioco pericoloso e molto più grande di lei. Il legame con Jax le darà la forza per superare anche questa prova o sarà la «debolezza» che la farà crollare?

«Allora, hai progetti per stasera?»
Lo fissai. Stava flirtando con me? Mi stava invitando a uscire? Non potevo crederci. Certe cose succedevano alle ragazze belle e popolari. Non a me. Mai a me. Eppure lui inchiodò quegli occhi stupendi nei miei e, per un momento, dimenticai come si respirava.
«Nel caso non fossi stato chiaro, mi spiego meglio: vorrei sapere se sei libera e se stasera ti va di andare da qualche parte con me.»

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#37 Teaser Tuesday!

In rapidità, perché ribadire certe cose non è mai un male: Teaser Tuesday è una rubrica a cadenza settimanale, ogni martedì (e giovedì) viene postata una citazione presa dal libro che ho attualmente in lettura, rigorosamente spoiler free.

Border 9

Lo so che è la verità. Lo so perché le si legge il dolore sul viso, negli occhi, nella voce. Lo so perché adesso anch’io ho il voltastomaco come lei e non posso farci niente. Quel che è fatto è fatto.
Si alza dal tavolo e attraversa la stanza, e io percepisco ogni singolo centimetro che ci separa. «E sai qual è la cosa più terribile?» prosegue. «È che non posso nemmeno rinfacciarti nulla, perché è tutta colpa mia. È questo che vuoi? Che ammetta che è stata tutta colpa mia? Che niente di tutto questo sarebbe mai successo se solo io non avessi scelto di distruggere me stessa e tutti quelli che mi circondano? Bene. È tutta colpa mia! Sono io che ho creato questo inferno. Lo so e ti chiedo scusa
Resto a fissarla un minuto perché questo è il primo sentimento autentico che percepisco in lei da un sacco di tempo. Sono settimane che si presenta come un buco nero emotivo, ma tutto a un tratto, quella sua calma piatta, smorta, non esiste più, e lei appare arrabbiata, frustrata, affranta quanto me.
Mi alzo in piedi e faccio un passo nella sua direzione. Lei mi guarda come se non capisse cosa diavolo io stia facendo. C’è un misto di paura e di confusione sul suo viso, mentre mi trapassa con lo sguardo come un animale spaventato in cerca di una via di fuga. Per un brevissimo istante, smette di nascondere la vulnerabilità che io ho sempre finto di non vedere. Dovrei andarmene e lasciar perdere, ma è assurdo per me ritrovarmi nella stessa stanza con lei e non poterla toccare un’ultima volta, prima di tornare alla solita vita di schifo.
«Adesso mi avvicino» dico, facendo un passo alla volta verso di lei, come se volessi tranquillizzare uno che sta per buttarsi. «Apro le braccia e ti stringo a me» faccio una pausa, prima di compiere l’ultimo passo «e tu mi lascerai fare.»
«Perché?» mi domanda, come se fosse la cosa più insensata che abbia mai sentito, e forse, vista la nottata, lo è davvero.
«Perché ne ho bisogno.»

Border 9

Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all’unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l’una nell’altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.