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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Yellow birds”, Kevin Powers.

Buongiorno bestioline affamate di parole! È di nuovo lunedì, e dopo aver messo lo smalto due volte perché apparentemente incapace di evitare di fare cose, ho deciso di arrendermi all’evidenza che questi sono i momenti in cui proprio non posso farcela e che tanto vale pubblicare la Monday Review di oggi invece che fissare il vuoto con aria assente in attesa di poter tornare operativa.
Questa mattina sono particolarmente entusiasta. Tralasciando la velocità impressionante con cui tutte le mie scadenze mi stanno precipitando addosso, inizio a sentire nell’aria quella impazienza infantile che solo il Natale può giustificare e, al di là dell’iniziare a cercare i primi regali online – Forlì è piuttosto scarsa sotto il punto di vista dello shopping -, ci sono già un paio di progetti sul fuoco che prendono forma e davvero, non vedo l’ora! Ci vorrà ancora un po’ prima che vedano la luce, ma intanto sappiate che ci sono. Quindi stay tunede sopravvivete a questo difficilissimo lunedì. Dal canto mio non sono sicura di farcela, ma giusto solennemente che fino all’ultimo ci proverò! ❤

Niente ti isola più dell’avere una certa storia. Almeno questo era ciò che pensavo. Ora lo so: il dolore è tutto uguale, cambiano solo i dettagli.

Titolo: Yellow birds
Titolo originale: The yellow birds
Autore: Kevin Powers
Editore: Einaudi
Pagine: 200
Anno: 2013

Giudizio: 5/5

Sinossi
Bartle ha promesso di riportare Murphy a casa intero. Non ce l’ha fatta. Questa è la sua colpa.
Il racconto straziante dell’amicizia fra due ragazzi, una storia sulla perdita dell’innocenza destinata a diventare un grande classico contemporaneo.
Partiti a diciott’anni. Talmente impreparati, talmente ingenui da credere che insieme ce l’avrebbero fatta.
Bartle è devastato dal senso di colpa. Per non avere impedito che Murphy morisse. Per non essere riuscito ad attenuare la brutalità e l’orrore della guerra. Ora che è tornato a casa, vede Murphy ovunque. Insieme alle altre immagini dell’Iraq: i cadaveri che bruciano nell’aria pungente del mattino, i proiettili che si conficcano nella sabbia, le acque del fiume che ha inghiottito il loro sogno. E il tormento per la promessa che non ha saputo mantenere non gli dà pace. Continua a leggere