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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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#4 Pin my book!

Buongiorno bestiarole, come state?
Mentre leggete questo post, come penso ormai abbiate già capito, mi trovo in quel di Milano e sto per incontrare, assieme ad un gruppetto di incredibili blogger, Jennifer Niven, l’autrice di Raccontami di un giorno perfetto. Caso vuole che anche il libro che oggi viene ufficialmente pinnato, Il primo bacio a Parigi, sia edito dalla DeAgostini. Casualità? Quasi sicuramente. Però sorrido di questa coincidenza e vi lascio a questo piccolo tuffo nella Parigi che ha vegliato sull’amore tra Anna ed Etiénne.

IL PRIMO BACIO A PARIGI
Stephanie Perkins

Recensione || Goodreads || Pinterest


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Recensione: “Il primo bacio a Parigi”, Stephanie Perkins.

Titolo: Il primo bacio a Parigi (Anna and the French Kiss #1)
Titolo originale: Anna and the French Kiss (Anna and the French Kiss #1)
Autore: Stephanie Perkins
Editore: DeAgostini
Pagine: 431
Anno: 20152015 Reading Challenge
13 – Un libro ambientato in un paese diverso

Sinossi
Non c’è nulla che Anna aspetti più dell’ultimo anno al liceo. E’ sicura che ogni singolo momento insieme alla sua migliore amica e al ragazzo per cui ha una cotta colossale sarà indimenticabile. Ma le cose non vanno affatto come sperato perché i genitori di Anna decidono di spedirla per un anno intero in collegio a Parigi. Anna è disperata … almeno fino al giorno in cui incontra Etienne St.Clair. Divertente, sensibile, affascinante, St. Clair sembra proprio il ragazzo perfetto. C’è solo un piccolo problema: lui è fidanzato. Ma- si sa – Parigi è la città più romantica del mondo, e tra una passeggiata sulle rive della Senna e un appuntamento al chiaro di luna, tutto può succedere.

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#8 Incipit Madness

Non sentite già il profumo della primavera nell’aria? L’allergia imminente? Le giornate più lunghe e tiepide, la stagione dei trench, delle sciarpine e dei maglioncini? No? Solo io? Peccato! Al di là di tutto, siamo ad inizio mese, a metà settimana: quale momento migliore per tirare un po’ il fiato e godersi una carrellata di incipit in compagnia?
Febbraio è stato un mese faticoso, con la chiusura della sessione, un sacco di (brutti) pensieri, tanti equilibri stravolti e quei tre giorni di virus che lo hanno totalmente azzoppato. Se poi si pensa che siamo stati derubati di ben tre giorni, beh… è passato troppo rapidamente, dove si domanda il rimborso? Fortuna ho avuto al mio fianco belle letture! Marzo, please be kind.

People call me Biggie. Not all people. Mom and some teachers call me Henry; but for the most part I’m Biggie.
Do I like nickname? No. Of course, I don’t. Nor do I care much for Brian Burke, who, nine years ago, thought up the moniker when we were playing tag during seconda-grade recess. I should have just told him to shut up or said something mean in verbal retaliation, but I didn’t. I just stood there, head hung, shoulders fallen, hand swaying in the icy wind of early December.
— Derek E. Sullivan, Biggie.

Ecco tutto ciò che conosco della Francia: Amélie e Moulin Rouge. La Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo, anche se non ho la più pallida idea della loro reale funzione. Poi ci sono Napoleone, Maria Antonietta e una sfilza infinita di re che si chiamavano Luigi. E neanche in questo caso sono sicura di che cosa abbiano fatto, ma penso che c’entrino in qualche modo con la Rivoluzione Francese, che a sua volta c’entra con la parata del 14 luglio. Il museo d’arte si chiama Louvre e ha la forma di una piramide, e la Gioconda se ne sta lì, insieme alla statua della donna senza braccia. E poi ci sono caffè, o bistrot, o come diavolo si chiamano, a ogni angolo di strada. E i mimi. Il cibo pare sia buono e la gente beve un sacco di vino e fuma un sacco di sigarette.
— Stephanie Perkins, Il primo bacio a Parigi.

The T-screen in our family room crackles just before President Cartier fills the screen. I wonder briefly if Lawrence is watching him, too, like the rest of America, or if he was given an advance showing. After all, the president is his grandfather. I remember the first time I met President Cartier. He was less gray then, less wrinkled. He was joking that Lawrence was too mature for a six-year-old and asked me to take him under my wing, teach him how to be young.Now four years later, staring into the T-screen on one of the biggest nights of my life, I wish I had some of Lawrence’s maturity. I wish I weren’t so…afraid.
— Melissa West, Gravity.

La prospettiva. Devo vedere le cose nella giusta prospettiva. Non è un terremoto e neppure la strage di un pazzo armato o una fusione nucleare, no? Nella classifica delle catastrofi, la mia non è poi così tremenda. No, non così tremenda. Un giorno, quando mi ricorderò di questo momento, mi verrà da ridere e penserò: “Che scema sono stata a preoccuparmi!”.Smettila, Poppy. Non provarci nemmeno. Non sto ridendo, anzi mi sento male. Sto vagando nella sala da ballo dell’hotel con il cuore in gola, cercando invano sulla moquette a motivi blu, dietro le sedie dorate, sotto i tovaglioli di carta usati, dove non lo troverò mai.
L’ho perso. Ho perso l’unica cosa al mondo che non dovevo perdere. Il mio anello di fidanzamento.
— Sophie Kinsella, Ho il tuo numero.

Ero circondata dall’Esercito dei Ragazzi Fighi.
In molti credevano che l’Esercito dei Ragazzi Fighi fosse solo un mito, una leggenda metropolitana che circolava all’università, come quella della reginetta del ballo che si era buttata dalla finestra del dormitorio perché strafatta di acidi o di crack, anzi, no, forse era caduta nella doccia e si era fracassata la testa. La versione cambiava ogni volta che la sentivo. Ma, a differenza del fantasma che infestava la Gardiner Hall, l’Esercito dei Ragazzi Fighi era qualcosa che esisteva e respirava davvero. Erano in tanti.
Ed erano fighi, dal primo all’ultimo.
— J. Lynn, Rimani con me

Il Re dell’Estate le s’inginocchiò davanti. «È questa la tua scelta? Accetti il rischio del gelo dell’inverno?».
Lei lo guardò, guardò il ragazzo di cui si era innamorata da qualche settimana. Non si sarebbe mai sognata che non fosse umano, ma adesso brillava come se vampe di fuoco gli tremolassero sotto la pelle ed era uno spettacolo tanto bello e inconsueto che non riusciva a distogliere gli occhi.
«Sì».
— Melissa Marr, Wicked Lovely.

Carter fumbled the plate he was drying, barely catching it before it fell to the floor. Setting it down on the counter, he dropped the drying rag on top of it and left the kitchen, ignoring Zandra’s worried look. Leaving the kitchen, he cut through the dining room to the living room where his mother had retired for the evening.
Rebeka Bellwood sat in her favorite chair, her feet propped up on the ottoman. She had changed into her evening loungewear: black track pants and an oversized t-shirt. Her face was lined with age and worry, and there was more gray in her hair than Carter liked.
— Sasha L. Miller, Losing ground.

Una sera a Parigi, più o meno un anno dopo che era stato riaperto il Cinéma Paradis ed esattamente due giorni dopo che avevo baciato la ragazza con il cappotto rosso, mentre aspettavo con impazienza spasmodica il momento in cui l’avrei rivista, avvenne una cosa incredibile. Una cosa destinata a rivoluzionare la mia vita e a trasformare il mio piccolo cinema in un luogo magico: un luogo in cui si incontrano speranze e desideri, un luogo in cui i sogni diventano realtà. Improvvisamente mi ritrovai protagonista di una storia perfino più bella di quelle inventate per il grande schermo. Io, Alain Bonnard, fui strappato dalla mia orbita e catapultato nella più grande avventura della mia vita.
— Nicolas Barreau, Una sera a Parigi.


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#7 WWW Wednesday!

L’ultimo WWW Wednesday che questo blog ricorda risale al 24 dicembre: direi che è il caso di rimendiare e propinarvene uno nuovo di pacca, in attesa di tutte le recensioni da pubblicare. Perché si, non dico che sono in pari, ma sono presa piuttosto bene per i miei standard, quindi yay me! Ciò non toglie che, obbligandomi a pubblicarne massimo due per settimana perché i periodi di magra son sempre dietro l’angolo e questo blog lo sa fin troppo bene, ci vorrà un po’ prima che siano pubblicate tutte e quindi quale occasione migliore per propinarvi quelle che sono le mie letture presenti/passate/future? Appunto. E poi mi andava di pubblicare anche oggi, quindi poche storie: il post ve lo cuccate in ogni caso.

WHAT ARE YOU CURRENTLY READING?

Sasha L. Miller, Losing ground.
Carter Bellwood’s family has Earth-claimed the Bellwood territory for generations and they’ve always had an excess of Earth energy to back it up. Until Carter, whose energy is barely a fraction of that his mother has. But he’s the only Earth wizard in his generation and set to inherit the territory—if there’s anything left of it. The territory is being ravaged by a disease that kills all plant life it comes into contact with. They can’t cure it, can barely contain it, can only watch as their territory turns into a barren landscape. Then a new Earth wizard shows up. Tai is everything Carter is not when it comes to the strength of his magic, and more importantly he knows how to cure the disease. But he’s also terrified and clearly on the run from something, and Carter’s not sure Tai’s help is worth the risk of him trying to stake his own claim on the territory—or the risk that whatever he’s running from finds him…

WHAT DID YOU RECENTLY FINISH READING?

Melissa West, Gravity.
In the future, only one rule will matter: don’t. Ever. Peek. Seventeen-year-old Ari Alexander just broke that rule and saw the last person she expected hovering above her bed — arrogant Jackson Locke, the most popular boy in her school. She expects instant execution or some kind of freak alien punishment, but instead, Jackson issues a challenge: help him, or everyone on Earth will die. Ari knows she should report him, but everything about Jackson makes her question what she’s been taught about his kind. And against her instincts, she’s falling for him. But Ari isn’t just any girl, and Jackson wants more than her attention. She’s a military legacy who’s been trained by her father and exposed to war strategies and societal information no one can know — especially an alien spy, like Jackson. Giving Jackson the information he needs will betray her father and her country, but keeping silent will start a war.

Katja Millay, Il tuo meraviglioso silenzio.
Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all’unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l’una nell’altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.

Stephanie Perkins, Il primo bacio a Parigi.
Non c’è nulla che Anna aspetti più dell’ultimo anno al liceo. E’ sicura che ogni singolo momento insieme alla sua migliore amica e al ragazzo per cui ha una cotta colossale sarà indimenticabile. Ma le cose non vanno affatto come sperato perché i genitori di Anna decidono di spedirla per un anno intero in collegio a Parigi. Anna è disperata … almeno fino al giorno in cui incontra Etienne St.Clair. Divertente, sensibile, affascinante, St. Clair sembra proprio il ragazzo perfetto. C’è solo un piccolo problema: lui è fidanzato. Ma- si sa – Parigi è la città più romantica del mondo, e tra una passeggiata sulle rive della Senna e un appuntamento al chiaro di luna, tutto può succedere.

WHAT ARE YOU GOING TO READ NEXT?

Kelley Powell, The merit birds.
Eighteen-year-old Cam Scott is angry. He’s angry about his absent dad, he’s angry about being angry, and he’s angry that he has had to give up his Ottawa basketball team to follow his mom to her new job in Vientiane, Laos. However, Cam’s anger begins to melt under the Southeast Asian sun as he finds friendship with his neighbour, Somchai, and gradually falls in love with Nok, who teaches him about building merit, or karma, by doing good deeds, such as purchasing caged “merit birds.” Tragedy strikes and Cam finds himself falsely accused of a crime. His freedom depends on a person he’s never met. A person who knows that the only way to restore his merit is to confess. “The Merit Birds” blends action and suspense and humour in a far-off land where things seem so different, yet deep down are so much the same.