Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


Lascia un commento

Recensione: “Tu contro di me”, Jenny Downham.

Ultimo sforzo prima delle ultime vacanze del semestre! E quale miglior modo per affrontare questo tostissimo lunedì se non con un libro che ho amato follemente e che mi ha tenuto compagnia qualche mese fa? Studiare non rientra nelle opzioni disponibili, no. E nel mentre inizia pure una nuova avventura virtuale con un bunch di very lovely people, di cui spero di riuscire a parlare più approfonditamente la prossima settimana – sperando di riuscire a sopravvivere alle abbuffate pasquali che, ahimè, mietono sempre più vittime di quanto si voglia credere!

Tu contro di me - Jenny DownhamTitolo: Tu contro di me
Titolo originale: You against me
Autore: Jenny Downham
Editore: Bompiani
Pagine: 388
Anno: 2011

Giudizio: 4/5

Sinossi
Due normali famiglie inglesi, una povera, i McKenzie, l’altra ricca, i Parker. Michael McKenzie è un ragazzo mite e sensibile. Lavora in un pub, ha due fratelli, una madre depressa e alcolizzata e un problema da risolvere: sua sorella Karyn è stata violentata da Tom Parker, che è stato arrestato ma subito messo in libertà vigilata grazie ai soldi e alle conoscenze del padre. Tom vuole vendicarsi, come minimo riempire Tom di botte facendosi aiutare da Jacko, il suo amico del cuore. Ma a casa dei Parker si festeggia il rilascio di Tom: non c’è nulla da fare. Eppure no, qualcosa ce: lo sguardo che Michael scambia con Ellis, la sorella minore di Tom. E amore a prima vista, anche se Ellis non sa nulla di Michael, e lui nulla le rivela di sé. Cerca piuttosto di carpire informazioni su Tom, mentre Ellis deve fronteggiare la cattiveria delle compagne di scuola e Karyn va in crisi. Ma alla fine Ellis scopre chi è veramente il suo innamorato. Non c’è più tempo, è lei ora a dover prendere una decisione: quella di dire finalmente la verità, tutta la verità su quella maledetta storia che ha rovinato la sua famiglia e quella di Michael.

Continua a leggere

Annunci


7 commenti

Recensione: “Voglio vivere prima di morire”, Jenny Downham.

Non la rileggo, questa recensione. WordPress mi informa che è l’undicesima volta che ci metto mano e ora che finalmente, con non poca fatica, l’ho completata, non voglio che nulla – neppure la mia insopportabile mania di perfezione per quel che riguarda la parola scritta – possa cambiarla anche solo di una virgola. Non correggerò gli errori di battitura, né le imprecisioni. Credo sia la mia recensione più brutta, a conti fatti, ma tra tutte la più sincera. E per il libro di cui si parla non potevo aspirare a nulla di meglio.

voglio-vivere-rpima-di-morireTitolo: Voglio vivere prima di morire
Titolo originale: Before I die
Autore: Jenny Downham
Editore: Bompiani
Pagine: 343
Anno: 2008

Giudizio: 5/5

Sinossi
Tessa ha sedici anni ed è condannata dalla leucemia. Sapendo di avere a disposizione solo qualche mese di vita e con tutta la rabbia del caso, decide di stilare una lista di cose da fare prima di morire, che la facciano sentire viva e le diano l’impressione di avere avuto una vita completa. In questa lista, la cosa n. 1 è fare sesso. Poi c’è provare qualche droga; passare un giorno a fare shopping senza limiti, comprandosi tutto quello che vuole; viaggiare; rivedere i suoi genitori (separati) di nuovo insieme. A condividere con lei questi mesi e questi desideri, c’è Zoey, una sua amica un po’ “sbandata”, che vuole sempre trasgredire e superare i limiti e che Tessa adora perché è l’unica che non la tratta da malata, ma anzi, cerca di farla “sballare” con lei. Inizia così la corsa di Tessa contro il tempo, fra sesso, discoteche, droghe, piccoli furti. Fino al fatale incontro con Adam e con l’amore che strapperà Tessa da ogni paura. Continua a leggere


1 Commento

Citazione: “Voglio vivere prima di morire”, Jenny Downham.

Magie-scaccia-morte.
Chiedi alla tua migliore amica di leggerti tutte le parti succose della rivista che ha in mano: moda, pettegolezzi,  ecc. Cerca di farla sedere abbastanza vicino da poter toccare la sua pancia,  la straordinaria vastità della sua pancia.  E quando deve tornare a casa fa un respiro profondo e dille che le vuoi bene. Perché è vero. E quando si china su di te e ti sussurra la stessa cosa abbracciala forte, perché queste non sono parole che vi direste in un momento qualsiasi.
Quando tuo fratello torna da scuola, digli di sedersi accanto a te e di raccontarti tutti i dettagli della sua giornata, tutte le lezioni che ha ascoltato, tutte le parole che ha detto, persino cos’ha mangiato a pranzo,  finché non sarà così annoiato da implorarti di lasciarlo andare a giocare a calcio con i suoi compagni nel parco.
Guarda tua madre scalciare via ld scarpe e massaggiarsi le caviglie perché il nuovo lavoro in libreria significa che deve stare in piedi tutto il giorno ed essere gentile con gli sconosciuti. Ridi quando regala un libro a tuo padre perché ha lo sconto e può permette di essere generosa.
Guarda tuo padre darle un bacio sulla guancia. Non perderti il loro sorriso. Ricorda che, qualunque cosa succeda, loro sono i tuoi genitori.
Ascolta la tua vicina che pota le rose mentre le ombre si allungano sul prato. Sta canticchiando qualche vecchia canzone e tu sei sotto una coperta con il tuo ragazzo. Digli che sei fiera di lui, perché ha ridato vita a quel giardino e ha convinto la madre a prenderselo a cuore.
Osserva la luna. È enorme e ha un alone rossa tutt’intorno. Il tuo ragazzo ti dice che è un’illusione ottica, che sembra così grande perché è vicina all’orizzonte.
Confrontala col tuo viso.
E la sera, quando ti riportano in camera e un’altra giornata finisce, non permettere al tuo ragazzo di dormire sulla brandina. Digli che vuoi essere abbracciata e non aver paura che non voglia farlo, perché ha detto che lo farà e questo significa che ti vuole bene,  ed è l’unica cosa che conta. Intreccia le tue gambe alle sue. Ascolta il suo sonno, il suo respiro delicato.
E quando senti un rumore, come il fruscio di un aquilone che si avvicina,  come le vele di un mulino che gira piano, dí: “Non ancora, non ancora”.
Continua a respirare. Continua e basta. È facile. Dentro e fuori.


1 Commento

Citazione: “Voglio vivere prima di morire”, Jenny Downham.

Il medico continua a parlare e papà continua ad ascoltare, ma io smetto di sentire.
Sta per succedere davvero. L’avevano detto, ma nessuno di noi se l’aspettava così presto. Davvero non andrò mai più a scuola. Mai più. Non sarò mai famosa né mi lascerò dietro qualcosa di importante. Non andrò mai all’università né avrò mai un lavoro. Non vedrò crescere mio fratello. Non viaggerò, non avrò mai uno stipendio, non guiderò mai, non mi innamorerò né andrò mai a stare in una casa tutta mia. È proprio, proprio vero.
Mi sento infilzata da un pensiero, che parte dalla punta dei piedi e mi sbrana dentro finché non paralizza tutto il resto e diventa l’unica idea che abbia in testa. Mi riempie, come un urlo silenzioso. È da troppo tempo che sto male, la malattia mi ha gonfiato il corpo e l’ha fatto marcire, mi ha chiazzato la pelle, sfaldato le unghie, sterminato i capelli e riempito di nausea fin dentro le ossa. Non è giusto. Non mi va di morire così, senza neanche essere riuscita a vivere decentemente. Mi sembra estremamente chiaro. Mi sento persino speranzosa, per quanto pazzesco possa essere. Voglio vivere prima di morire. È l’unica cosa che abbia senso.