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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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MiniReview: “La mia fuga più dolce”, Chealsea M. Cameron.

Buon venerdì bestioline!
Come potete vedere, la minireview di oggi si presenta strutturata in maniera diversa dal solito: purtroppo mi capita di trovare libri ai quali non so dedicare fiumi di parole, vuoi per mancanza di tempo o perché proprio non mi hanno entusiasmata, ma di cui ho ugualmente piacere di parlare. In questo caso, nella specifica giornata di oggi, il fattore tempo è cruciale: postata questa recensione devo sbrigarmi a sistemare la questione cookies policy, prima di iniziare a pensare alla serata impegnativa che mi aspetta questa sera. Quindi colgo l’occasione per ringraziare l’Harlequin Mondadori e la loro PR per avermi inviato una copia di questo New Adult in cambio della mia onesta opinione.
Ci sentiamo presto e, se siete della zona, ci vediamo questa sera alla Panighina…!

Titolo: La mia fuga più dolce (My favourite mistake #2)
Titolo originale: My sweetest escape (My favourite mistake #2)
Autore: Chealsea M. Cameron
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 282
Anno: 2015

Jos Archer viveva in un mondo perfetto, fino alla notte in cui cambiò tutto. Ora, dopo nove mesi, ancora non è riuscita a rimettere insieme i pezzi della propria vita, e nemmeno il fatto di avere cambiato college, andando a vivere con la sorella maggiore Renee, è sufficiente a farla sentire di nuovo normale.
Finché un giorno non incontra Dusty Sharp, il tipico bad boy che si è prefissato di farla uscire dal suo guscio. Jos deve stare attenta a quel sorriso presuntuoso e a quello sguardo assassino, o si ritroverà presto a provare cose che non è più sicura di meritare.
Ma se da un lato Dusty la sprona ad aprirsi e a parlare del suo passato, dall’altro anche lui nasconde dei segreti. Segreti che riguardano proprio la notte in cui il mondo è crollato addosso Jos.
La verità li unirà ancora di più o li separerà per sempre?

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MiniReview: “Le cronache di Magnus Bane”, Cassandra Clare, Maureen Johnson, Sarah Rees Brennan

Titolo: Le cronache di Magnus Bane
Autore: Cassandra Clare, Maureen Johnson, Sarah Rees Brennan
Editore: Mondadori
Pagine: 501
Anno: 2014

Sinossi
Chi è davvero Magnus Bane? È forse l’individuo misterioso che s’insinua nelle trame della Rivoluzione francese, o lo strampalato europeo che crea scompiglio in un remoto Perù dell’epoca coloniale, o il venditore di alcolici che sfida il proibizionismo nella Manhattan degli anni Venti? E se invece fosse soltanto un giovane alla moda, sempre pronto a scendere in pista nelle discoteche più elettrizzanti nella New York degli anni Settanta? Cassandra Clare ci accompagna attraverso luoghi ed epoche affascinanti alla scoperta dei retroscena più avvincenti del passato di Magnus Bane, eclettico e inafferrabile personaggio che ha vissuto mille vite in una, tutte legate da un filo rosso: la perenne lotta tra la forza dell’amore e quella del destino, a cui nessuno può opporsi, neppure il Sommo Stregone degli Shadowhunters. Con il racconto inedito “La segreteria telefonica di Magnus Blade”

Le Cronache di Magnus Bane è il volume unico che raccoglie al suo interno tutto le novelle che la Clare, assieme a Maureen Johnson e Sarah Rees Brennan, ha scritto credo nel tentativo di dare spessore e storia allo Stregone di Brooklyn. Dico credo, perché la triste impressione che ho avuto durante la lettura mi ha portata a pensare che queste storielline senza capo né coda, il più delle volte terribilmente superficiali e inconcludenti, avessero un unico obiettivo: sfruttare la notorietà di un personaggio secondario salito alla ribalta e far convergere altri bei soldoni nel fiume di incassi che riempie le tasche della Clare. Un giudizio davvero duro, mi rendo conto, e neppure il tempo trascorso da quando ho concluso la lettura ha stemperato il fastidio che ritorna, puntuale come il prurito ventiquattro ore dal momento in cui la zanzara ti ha punto, ogni volta che penso di potercela fare a scrivere una recensione obiettiva e pacata. Beh, non posso. Evidentemente non sono in grado. Cercherò nonostante questo di fare del mio meglio, per quanto non ci sia moltissimo da dire. Mi sono approcciata tardi al mondo degli Shadowhunters: tutti i volumi erano già usciti da un bel po’, il primo film era ben che in cantiere e il web sbrodolava arcobaleni su Jace e Clary. Il pensiero di aprire un blog dove parlare delle mie letture non era neppure un embrione e non avevo ancora sviluppato questa strana forma di snobbismo stilistico che adesso mi rende assolutamente indigeste un sacco di letture. Ho letto la prima trilogia, ho letto The Infernal Devices e ho ripresto The Mortal Instruments a singhiozzo, senza rendermi conto appieno dell’evoluzione bruschissima che la scrittura della Clare ha subito nel tempo. Forse solo con Città del Fuoco Celeste ho accarezzato questo inconfutabile verità, ora che ci penso, ma niente avrebbe potuto prepararmi a quanto accaduto con queste novelle. Che sono pessime, davvero davvero davvero pessime. Le prime sono scritte male, non raccontano nulla di Magnus, non gli danno spessore ma al contrario lo rendono una figura confusa, difficile da definire, nel complesso piuttosto… inutile. Man mano che la progressione cronologica prosegue, poi, ho avuto la netta sensazione che Magnus e la sua immortalità fossero solo una scusa per riprendere in un qualche modo personaggi che avrebbero fatto strillare e squittire le fangirl più accanite – vedi Will, Tessa e Jem -, focalizzando l’attenzione più su di loro che non su chi, a ragione, avrebbe dovuto essere il vero protagonista delle vicende. Insomma, un vero macello. Ci ho provato, ci ho provato tantissimo, ma non ce ne è stata una che mi abbia davvero convinta fino in fondo e detesto l’idea di un’autrice disposta a mettere sul mercato prodotti che al massimo riescono ad essere mediocri pur di vendere e sfruttare una buona idea. Le foreste della fantasia sono pieni di frutti e fiori da cogliere, Cassandra: trova un albero diverso, la prossima volta, e vedi di non ridurlo in fin di vita per amore dei dollari che ti procura. Non è bello per te, non è bello per me che ti leggo sempre volentieri.
Sconsigliatissima questa raccolta, sconsigliatissime le singole novelle.


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#3 Pin this book!

Terzo e penultimo appuntamento di questo mese, dedicato a Magisterium – L’anno di ferro, della formidabile combo Black-Clare. Questa volta è stato più difficile, perché a quanto pare il primo capitolo di questa saga interessantissima non ha colpito l’immaginario del web e né su pinterest né su tumblr (non parliamo di weheartit, la desolazione!) sono riuscita a trovare moltissimo. Così ho deciso di provarci io, del tutto decisa ad espormi a questa pubblica umiliazione non necessaria ma fortemente voluta per una questione di onestà intellettuale. Se la rubrica dovesse continuare, devo essere pronta all’eventualità che internet non sia in possesso della risposta alle mie domande e quale miglior occasione per vedere se sono in grado di supplire a queste mancanze da me? Non sono del tutto soddisfatta del risultato, ma neppure completamente schifata. Ci ho provato ed è evidente che ho tanta strada da fare ancora. Il verdetto è vostro, bestioline! Buon sabato 🙂


MAGISTERIUM – L’ANNO DI FERRO
Holly Black & Cassandra Clare

Recensione || Goodreads || Pinterest

 

 


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#37 Teaser Tuesday!

In rapidità, perché ribadire certe cose non è mai un male: Teaser Tuesday è una rubrica a cadenza settimanale, ogni martedì (e giovedì) viene postata una citazione presa dal libro che ho attualmente in lettura, rigorosamente spoiler free.

Border 9

Lo so che è la verità. Lo so perché le si legge il dolore sul viso, negli occhi, nella voce. Lo so perché adesso anch’io ho il voltastomaco come lei e non posso farci niente. Quel che è fatto è fatto.
Si alza dal tavolo e attraversa la stanza, e io percepisco ogni singolo centimetro che ci separa. «E sai qual è la cosa più terribile?» prosegue. «È che non posso nemmeno rinfacciarti nulla, perché è tutta colpa mia. È questo che vuoi? Che ammetta che è stata tutta colpa mia? Che niente di tutto questo sarebbe mai successo se solo io non avessi scelto di distruggere me stessa e tutti quelli che mi circondano? Bene. È tutta colpa mia! Sono io che ho creato questo inferno. Lo so e ti chiedo scusa
Resto a fissarla un minuto perché questo è il primo sentimento autentico che percepisco in lei da un sacco di tempo. Sono settimane che si presenta come un buco nero emotivo, ma tutto a un tratto, quella sua calma piatta, smorta, non esiste più, e lei appare arrabbiata, frustrata, affranta quanto me.
Mi alzo in piedi e faccio un passo nella sua direzione. Lei mi guarda come se non capisse cosa diavolo io stia facendo. C’è un misto di paura e di confusione sul suo viso, mentre mi trapassa con lo sguardo come un animale spaventato in cerca di una via di fuga. Per un brevissimo istante, smette di nascondere la vulnerabilità che io ho sempre finto di non vedere. Dovrei andarmene e lasciar perdere, ma è assurdo per me ritrovarmi nella stessa stanza con lei e non poterla toccare un’ultima volta, prima di tornare alla solita vita di schifo.
«Adesso mi avvicino» dico, facendo un passo alla volta verso di lei, come se volessi tranquillizzare uno che sta per buttarsi. «Apro le braccia e ti stringo a me» faccio una pausa, prima di compiere l’ultimo passo «e tu mi lascerai fare.»
«Perché?» mi domanda, come se fosse la cosa più insensata che abbia mai sentito, e forse, vista la nottata, lo è davvero.
«Perché ne ho bisogno.»

Border 9

Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all’unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l’una nell’altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.


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Recensione: “Città del Fuoco Celeste”, Cassandra Clare.

Gli eroi non sempre sono quelli che vincono. Sono quelli che perdono, a volte. Però continuano a combattere, continuano a provarci. Non si arrendono. Ed è questo che fa di loro degli eroi.

Titolo: Città del Fuoco Celeste
Titolo originale: City of Heavenly Fire
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori – Chrysalide
Pagine: 756
Anno: 2014

Giudizio: 5/5

Sinossi
Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l’oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre – uniti da un legame profondo e indissolubile – sono costretti a cercare un altro mondo dove l’estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l’amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio. Continua a leggere