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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Wicked lovely”, Melissa Marr.

Titolo: Wicked Lovely, incantevole e pericoloso (Wicked Lovely #1)
Titolo originale: Wicked Lovely
Autore: Melissa Marr
Editore: Lain – Fazi
Pagine: 360
Anno: 2008

2015 Reading Challenge
7 – Un libro con personaggi non umani

Sinossi
Aislinn vive in una cittadina della provincia americana con la nonna. Va a scuola, frequenta gli amici, e tra questi incontra ogni giorno Seth, diciottenne, capelli blu, piercing e un vecchio vagone di un treno abbandonato come casa; un tipo mozzafiato, sicuro di sé e alternativo, un amico verso cui lei prova sentimenti profondi, al di là dell’amicizia. E la vita di Aislinn è quella di milioni di ragazzi, se non fosse per un aspetto: ha il potere di vedere le fate. Fate malvagie che infestano la città, che si presentano in bande a fare dispetti e spintonare gli umani, fate pagane, maliziose e lascive, creature che possono essere tenute alla larga solo grazie alla presenza del ferro. Aislinn ha imparato a proteggersi da loro facendo finta di non vedere, di non possedere la vista, seguendo i saggi consigli della nonna: non guardare le fate invisibili, non parlare con loro e, soprattutto, non attirarne l’attenzione. Ma quando Keenan, il Re dell’estate, guida del Regno Fatato, decide che la ragazza è destinata a diventare la compagna della sua vita, per Aislinn, ammaliata dalla sua straordinaria bellezza e preda di una strana e calda alchimia che la scuote in ogni parte, diventa difficilissimo allontanarlo: il suo cuore è diviso tra Keenan e l’amico-amante Seth, divenuto nel frattempo custode del suo segreto, in un pericoloso ed eccitante conflitto tra amore eterno e amore terreno.

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#8 Incipit Madness

Non sentite già il profumo della primavera nell’aria? L’allergia imminente? Le giornate più lunghe e tiepide, la stagione dei trench, delle sciarpine e dei maglioncini? No? Solo io? Peccato! Al di là di tutto, siamo ad inizio mese, a metà settimana: quale momento migliore per tirare un po’ il fiato e godersi una carrellata di incipit in compagnia?
Febbraio è stato un mese faticoso, con la chiusura della sessione, un sacco di (brutti) pensieri, tanti equilibri stravolti e quei tre giorni di virus che lo hanno totalmente azzoppato. Se poi si pensa che siamo stati derubati di ben tre giorni, beh… è passato troppo rapidamente, dove si domanda il rimborso? Fortuna ho avuto al mio fianco belle letture! Marzo, please be kind.

People call me Biggie. Not all people. Mom and some teachers call me Henry; but for the most part I’m Biggie.
Do I like nickname? No. Of course, I don’t. Nor do I care much for Brian Burke, who, nine years ago, thought up the moniker when we were playing tag during seconda-grade recess. I should have just told him to shut up or said something mean in verbal retaliation, but I didn’t. I just stood there, head hung, shoulders fallen, hand swaying in the icy wind of early December.
— Derek E. Sullivan, Biggie.

Ecco tutto ciò che conosco della Francia: Amélie e Moulin Rouge. La Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo, anche se non ho la più pallida idea della loro reale funzione. Poi ci sono Napoleone, Maria Antonietta e una sfilza infinita di re che si chiamavano Luigi. E neanche in questo caso sono sicura di che cosa abbiano fatto, ma penso che c’entrino in qualche modo con la Rivoluzione Francese, che a sua volta c’entra con la parata del 14 luglio. Il museo d’arte si chiama Louvre e ha la forma di una piramide, e la Gioconda se ne sta lì, insieme alla statua della donna senza braccia. E poi ci sono caffè, o bistrot, o come diavolo si chiamano, a ogni angolo di strada. E i mimi. Il cibo pare sia buono e la gente beve un sacco di vino e fuma un sacco di sigarette.
— Stephanie Perkins, Il primo bacio a Parigi.

The T-screen in our family room crackles just before President Cartier fills the screen. I wonder briefly if Lawrence is watching him, too, like the rest of America, or if he was given an advance showing. After all, the president is his grandfather. I remember the first time I met President Cartier. He was less gray then, less wrinkled. He was joking that Lawrence was too mature for a six-year-old and asked me to take him under my wing, teach him how to be young.Now four years later, staring into the T-screen on one of the biggest nights of my life, I wish I had some of Lawrence’s maturity. I wish I weren’t so…afraid.
— Melissa West, Gravity.

La prospettiva. Devo vedere le cose nella giusta prospettiva. Non è un terremoto e neppure la strage di un pazzo armato o una fusione nucleare, no? Nella classifica delle catastrofi, la mia non è poi così tremenda. No, non così tremenda. Un giorno, quando mi ricorderò di questo momento, mi verrà da ridere e penserò: “Che scema sono stata a preoccuparmi!”.Smettila, Poppy. Non provarci nemmeno. Non sto ridendo, anzi mi sento male. Sto vagando nella sala da ballo dell’hotel con il cuore in gola, cercando invano sulla moquette a motivi blu, dietro le sedie dorate, sotto i tovaglioli di carta usati, dove non lo troverò mai.
L’ho perso. Ho perso l’unica cosa al mondo che non dovevo perdere. Il mio anello di fidanzamento.
— Sophie Kinsella, Ho il tuo numero.

Ero circondata dall’Esercito dei Ragazzi Fighi.
In molti credevano che l’Esercito dei Ragazzi Fighi fosse solo un mito, una leggenda metropolitana che circolava all’università, come quella della reginetta del ballo che si era buttata dalla finestra del dormitorio perché strafatta di acidi o di crack, anzi, no, forse era caduta nella doccia e si era fracassata la testa. La versione cambiava ogni volta che la sentivo. Ma, a differenza del fantasma che infestava la Gardiner Hall, l’Esercito dei Ragazzi Fighi era qualcosa che esisteva e respirava davvero. Erano in tanti.
Ed erano fighi, dal primo all’ultimo.
— J. Lynn, Rimani con me

Il Re dell’Estate le s’inginocchiò davanti. «È questa la tua scelta? Accetti il rischio del gelo dell’inverno?».
Lei lo guardò, guardò il ragazzo di cui si era innamorata da qualche settimana. Non si sarebbe mai sognata che non fosse umano, ma adesso brillava come se vampe di fuoco gli tremolassero sotto la pelle ed era uno spettacolo tanto bello e inconsueto che non riusciva a distogliere gli occhi.
«Sì».
— Melissa Marr, Wicked Lovely.

Carter fumbled the plate he was drying, barely catching it before it fell to the floor. Setting it down on the counter, he dropped the drying rag on top of it and left the kitchen, ignoring Zandra’s worried look. Leaving the kitchen, he cut through the dining room to the living room where his mother had retired for the evening.
Rebeka Bellwood sat in her favorite chair, her feet propped up on the ottoman. She had changed into her evening loungewear: black track pants and an oversized t-shirt. Her face was lined with age and worry, and there was more gray in her hair than Carter liked.
— Sasha L. Miller, Losing ground.

Una sera a Parigi, più o meno un anno dopo che era stato riaperto il Cinéma Paradis ed esattamente due giorni dopo che avevo baciato la ragazza con il cappotto rosso, mentre aspettavo con impazienza spasmodica il momento in cui l’avrei rivista, avvenne una cosa incredibile. Una cosa destinata a rivoluzionare la mia vita e a trasformare il mio piccolo cinema in un luogo magico: un luogo in cui si incontrano speranze e desideri, un luogo in cui i sogni diventano realtà. Improvvisamente mi ritrovai protagonista di una storia perfino più bella di quelle inventate per il grande schermo. Io, Alain Bonnard, fui strappato dalla mia orbita e catapultato nella più grande avventura della mia vita.
— Nicolas Barreau, Una sera a Parigi.


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#38 Teaser Tuesday

L’appuntamento scorso è saltato perché ho passato la giornata a morire sul divano stavo poco bene, ma questa settimana riprendiamo a pieno regime senza nessuna paura! Anche oggi, come sempre, il teaser che vi propongo è spoiler free, preso dalle pagine del libro che ho attualmente in lettura: Wicked Lovely, di Melissa Marr – e se mi seguite su Facebook allora sapete che ho aperto questo file per errore, che avevo in programma di leggere tutt’altro, ma che mi è bastato leggere il prologo per innamorarmi di questo Young Adult assolutamente meraviglioso. Voi cosa avete in lettura? Buona giornata!

Non appena furono al riparo nelle pareti di acciaio del vagone, Aislinn tirò un sospiro di sollievo. Per tutto il tragitto le era parso di essere impegnata in una sorta di disfida medievale con quelle creature che continuavano a osservarli e ad avvicinarsi sempre più. Non l’avevano toccata, ma Seth avrebbe presto scoperto diversi lividi inspiegabili. Aislinn era contenta che non le avesse potute vedere.
Lo abbracciò, stringendolo a sé per un attimo. «Mi dispiace».
«Di cosa?», domandò lui srotolando Boomer che aveva sepolto il bollitore. Lo posò nel terrario.
«Di quello che ti hanno fatto», rispose Aislinn saltando a sedere sul bancone della cucina. Seth accese la presa multipla per la roccia e le lampade che riscaldavano il terrario. «Un tè?».
«Grazie…Ti sei accorto di qualcosa?».
«Forse». Rimase in silenzio per qualche istante mentre sciacquava il bollitore. «In biblioteca ho sentito qualcosa… Dimmi prima cos’è successo, cosa ti è successo», le chiese indicando il suo viso gonfio.
Glielo disse. Gli raccontò dei tipi davanti alla biblioteca, di come era stata salvata da Donia e della sua collera mentre parlava alla ragazza scheletro. Lasciò che le parole fluissero senza freni dalle sue labbra, senza nascondere nulla.
Per qualche istante Seth rimase immobile, teso, in silenzio. Poi, con voce che tradiva la sua inquietudine, domandò: «Stai bene?».
«Sì, non è successo niente a dire il vero. Mi sono solo presa una gran paura. È tutto okay». Era vero. Seth invece sembrava combattere la rabbia crescente. Aveva la mandibola serrata e il volto tirato. Le voltò le spalle mentre cercava di recuperare la calma, ma Aislinn lo conosceva troppo bene.
«Sul serio, sto bene», ripeté. «Mi fa un po’ male il viso dove mi ha stretto, ma per il resto non mi ha fatto niente».
Una volta, da piccola, aveva visto un gruppo di esseri fatati trascinare una creatura dall’aria gracile e delicata in un boschetto nel parco. Le grida di quella creatura, le sue urla raggelanti, avevano riecheggiato per mesi nei suoi incubi. Essere afferrata e immobilizzata per qualche istante non era nulla rispetto a quel che poteva succedere.
«Donia è arrivata prima che la situazione degenerasse», ripeté.
«Non so cosa farei se ti accadesse qualcosa…». Seth s’interruppe, un’insolita espressione di panico negli occhi.
«Non è successo niente». Voleva fare qualcosa per non vederlo così preoccupato, così provò a cambiare argomento. «Allora, a proposito del tuo incontro con quelle creature…».
Seth annuì comprendendo il suo desiderio di parlare d’altro. «Perché non proviamo tutti e due a scrivere quello che è successo?».
«Perché?».
«Così posso essere sicuro che non è frutto della mia immaginazione, né di quello che mi racconti tu».

Aislinn vive in una cittadina della provincia americana con la nonna. Va a scuola, frequenta gli amici, e tra questi incontra ogni giorno Seth, diciottenne, capelli blu, piercing e un vecchio vagone di un treno abbandonato come casa; un tipo mozzafiato, sicuro di sé e alternativo, un amico verso cui lei prova sentimenti profondi, al di là dell’amicizia. E la vita di Aislinn è quella di milioni di ragazzi, se non fosse per un aspetto: ha il potere di vedere le fate. Fate malvagie che infestano la città, che si presentano in bande a fare dispetti e spintonare gli umani, fate pagane, maliziose e lascive, creature che possono essere tenute alla larga solo grazie alla presenza del ferro. Aislinn ha imparato a proteggersi da loro facendo finta di non vedere, di non possedere la vista, seguendo i saggi consigli della nonna: non guardare le fate invisibili, non parlare con loro e, soprattutto, non attirarne l’attenzione. Ma quando Keenan, il Re dell’estate, guida del Regno Fatato, decide che la ragazza è destinata a diventare la compagna della sua vita, per Aislinn, ammaliata dalla sua straordinaria bellezza e preda di una strana e calda alchimia che la scuote in ogni parte, diventa difficilissimo allontanarlo: il suo cuore è diviso tra Keenan e l’amico-amante Seth, divenuto nel frattempo custode del suo segreto, in un pericoloso ed eccitante conflitto tra amore eterno e amore terreno.

Goodreads

Considerazioni random:
1. Quanto è meravigliosa questa copertina? Quanto?
2. Ho già una mia ship del cuore e sono pronta a fare una strage se le cose non vanno come dico io sono pronta a fare la strage. Appurata la struttura del libro e quello che so, è più corretto dire che sto organizzando una strage. Qualcuno vuole unirsi? #TeamSeth