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Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

Recensione: “Per te qualsiasi cosa”, Sam Angus.

2 commenti

Non è stato facile, scrivere questa recensione. Me lo sono imposta, però, perché parla di un libro che mi ha toccata molto più di quanto mi aspettasse ed era giusto rendergli merito sforzandomi di trovare, dentro di me, parole che potessero raccontarlo a voi. Quindi niente, buona lettura bestiarole, e buon inizio settimana!

Titolo: Per te qualsiasi cosa
Titolo originale: Soldier Dog – Loyal to the end
Autore: Sam Angus
Editore: Garzanti
Pagine: 279
Anno: 2012

Giudizio: 5/5

Sinossi
Sarà sempre leale, fedele e coraggioso con ogni battito del suo cuore.
Stanley è ancora un ragazzino, e si sente solo. Da quando il fratello è partito per la guerra, il padre non è più lo stesso. È freddo e distante. Eppure Stanley ha trovato un modo per essere di nuovo felice: prendersi cura dei suoi cani. Lui è l’unico che sa come comunicare con loro. Quando Soldier, un cucciolo dal pelo chiaro, sembra troppo fragile per sopravvivere, Stanley gli salva la vita. Qualcosa di speciale li unisce e i due diventano inseparabili. Ma il loro legame è destinato a spezzarsi: un giorno, all’improvviso, Soldier scompare. Per Stanley è una nuova ferita difficile da ricucire. Non gli rimane che una scelta: vestire la divisa dell’esercito inglese e partire per il fronte. Partire alla ricerca del fratello e cercare di riunire la sua famiglia. Grazie alla sua rara abilità nel capire i cani, viene assegnato al servizio dei cani messaggeri. Nell’orrore delle trincee del primo conflitto mondiale, la lealtà e il coraggio di questi animali salvano vite umane. Sono loro che giorno dopo giorno insegnano a Stanley a essere forte e a sopportare la violenza della guerra. Eppure lui non riesce ad affezionarsi veramente: il ricordo di Soldier fa ancora troppo male. Fino a quando non gli viene affidato Pistol che, come lui, non si fida più di nessuno. Grazie a questo cane Stanley rivive, per la prima volta, la forza dell’amicizia che lo legava a Soldier. Una sensazione che credeva di non riuscire più a provare. Pistol ha uno strano e immediato attaccamento per lui e i suoi occhi sembrano volergli dire qualcosa. Stanley deve scoprire se il suo cuore è ancora capace di ascoltare.

Parto sempre un po’ prevenuta e molto molto molto spaventata, quando si tratta di libri per cani. L’averne uno, ma soprattutto l’aver imboccato un determinato percorso assieme a lei, mi ha portata ad abbracciare la cultura cinofila con assoluta radicalità e il mio sguardo si è fatto esageratamente critico nei confronti di qualsiasi cosa possa anche solo accennare una parvenza di ignoranza sulla materia. Mi rifiuto categoricamente di leggere un libro che, per quanto osannato o famoso o divertente o commovente contribuisca a diffondere un’immagine sbagliatissima non solo di determinate razze (vedi Labrador e Golden Retriever, cani da caccia che il mondo ritiene, con grandissimo torto e grandissimo danno nei confronti dei cani stessi, cani da divano) ma del cane in sé. Ho dei problemi persino con Hachiko, per la tempesta di stupidaggini che gli sono seguite, figuriamoci quando si tratta di qualcosa di davvero aberrante sotto questo punto di vista! Proprio non ce la faccio a sopportare, per amore di una lettura piacevole, di avere a che fare con un qualcosa che contribuisce a diffondere ignoranza e disinformazione sullo splendido universo cinofilo. Per questo motivo mi sono approcciata a Per te qualsiasi cosa con le pinze, in punta di piedi, terrorizzata al pensiero di saltare in aria dopo poche pagine e di dover abbandonare il libro. Non è andata così, per fortuna, e quindi oggi sono qui a parlarvene, con gli occhi a cuoricino e il cuore devastato dalla commozione per la quale incolpo, senza vergogna, Sam Angus.
Stanley è giovane, un bambino, e vive in tempi che non hanno nessuna pietà per i bambini come lui. La prima guerra mondiale sta divorando l’Europa, lontana dalla campagna inglese dove vive assieme al padre, ma ha già stretto la sua morsa sulla sua famiglia: Tom, suo fratello, già combatte in Francia quello che si rivelerà un sanguinoso e mostruoso conflitto di trincea. Stanley non ha una vita facile, orfano di madre, e il dolore che grava su di lui come un’ombra è invece una mancanza troppo grande da sopportare per suo padre, il quale si rifiuta di affrontarlo e preferisce nascondersi dietro una rabbia cieca che allontana tutto e tutti, da Stanley alla splendida Rockett, fedele compagna leggera come il vento. Ed è proprio quando questa rimane incinta di un cane di campagna che il destino impone il suo volere, legando un piccolo cucciolo grigio ad un bambino che è alla disperata ricerca di qualcosa di saldo, di un affetto sincero a cui aggrapparsi nella tempesta che si ammassa all’orizzonte e nel vento che già scuote le fondamenta della sua esistenza. E sarà proprio questo legame, la sua rottura, a portare Stanley ad arruolarsi nell’esercito per fuggire da una crudeltà insensata e ad affrontare tutta una serie di prove che lo porteranno a crescere, gli insegneranno ad amare e ad amare persino nella perdita, e infine lo restituiranno ad un mondo che non sarà più lo stesso, con la consapevolezza che le cicatrici del conflitto rimarranno lì, incise nel suo animo, ad imperitura memoria di tutto ciò che ha vissuto.
A scanso di equivoci, Per te qualsiasi cosa è un romanzo storico. L’autrice si è prodigata si uno scrupoloso lavoro di ricerca, tanto sul conflitto mondiale quanto sull’uso che entrambi gli schieramenti fecero dei cani al fronte – e la bibliografia citata in chiusura ne è la prova lampante, assieme alla grandissima ricchezza di dettagli che si assorbono in corso di lettura. Per quanto la storia di Stanley sia inventata, quella dei cani che lo accompagnano – Soldier, Bones e Pistol – è invece ispirata a quelli che sono stati veri cani da staffetta, utilizzati per trasportare messaggi dal fronte alle retrovie quando ogni altra comunicazione era impensanbile e impossibile. Se quello dei Segnalatori è un capitolo poco noto della storia mondiale, quello dei Guardiani è pressoché sconosciuto e Sam Angus, con il suo lavoro, rendo loro una giustizia che, con uno stile lineare, elegante e straordinariamente evocativo nella sua semplicità, tratteggia figure di grandissima dignità e dall’umanità sconvolgente. Figure che, di fatto, non sono neppure umano ma fanno il loro lavoro come e meglio di uomo: i cani staffetta, raccimolati con grande urgenza da tutto il paese, affidati a uomini perché questi diventassero la loro ragione di vita, addestrati ad ignorare la paura e il dolore per riuscire a tornare da loro. Creature dalla straordinaria fermezza, creature amate e che amano oltre ogni nostra comprensione, e tra tutti Bones.
Bones troppo grande; Bones dal manto di velluto; Bones dalle orecchie attente e il passo scattante, bestia troppo pesante forse ma non per questo meno coraggiosa. Bones che conquisterà Stanley e sarà il suo appiglio in una realtà che non è adatta ad un bambino; Bones che con quel bambino instaurerà il rapporto che ogni essere umano dovrebbe avere con il proprio cane; Bones che con caparbietà sacrificherà persino se stesso per fare ciò che Stanley gli ha detto di fare – tornare, tornare da lui, ad ogni costo. Bones mi ha spezzato il cuore, sarò onesta, e tra tutti i cani è stato quello che ho amato di più per la fiera intelligenza, il grande cuore, la mole sgraziata e la solida presenza, perennemente appoggiata contro il fianco del suo piccolo umano, come a volergli sempre ricordare di non essere solo in un mondo sporco e insanguinato.
Ma prima di Bones c’è il piccolo Soldier, cucciolo dal pelo argentato e gli occhi chiari che insegnerà a Stanley cosa significhi essere responsabile di qualcuno. Soldier, zampe leggere come il vento, affidatogli dalla sua stessa madre, che verrà coraggiosamente salvato e poi perduto; Soldier sempre vivo nel suo ricordo, intoccato e intoccabile, piccolo animale amato oltre immaginazione, la cui scomparsa segnerà per Stanley il punto di non ritorno tra la sua infanzia e una maturità ancora lontana.
E dopo Bones, Pistol. Un cane che ha perso fiducia nell’uomo, che ha subito le peggiori angherie, che è stato tradito proprio da chi riteneva essere il centro del suo universo – il suo vecchio umano, a cui la guerra ha mangiato la ragione -, che ha sofferto e che ha perso tutto, persino il pelo – tranne la sua stroardinaria dignità. Pistol che guarda al mondo con paura, che ringhia, che abbaia e che minaccia. Pistol che, però, rinascerà al fianco di Stanley e lo aiuterà a ritrovare, nel buco dove una volta aveva un cuore che la perdita di Bones ha spezzato, un soffio d’amore così puro da riuscire, col tempo, a scacciare l’infinita oscurità dei dolori vissuti. E che, inaspettatamente, si rivelerà essere molto più di quel che pare, squarciando un orizzonte pregno di oscurità con un raggio di sole, un’aurora destinata – col tempo – a farsi giorno dopo una notte troppo lunga.
Sono questi, gli incredibili protagonisti di questo romanzo. I cani, e un ragazzino che cresce sotto i nostri occhi e matura piano piano, trovando nei suoi fedeli amici a quattro zampe il sostegno e il calore che le trincee hanno rubato ad un’intera generazione di uomini trasformati in fantasmi. Non c’è spazio per gli artifici letterari, i ghirigori e i giochi di parole: Per te qualsiasi cosa è una storia troppo importante per poter essere raccontata diversamente da come è stata scritta. Vi trascinerà in un mondo incrostato di fango e sangue, ma senza mai perdere il tenero disincanto di un ragazzino troppo giovane che non comprende del tutto la situazione in cui si è andato a cacciare, e che grazie alla confortante presenza dei cani al su fianco non profonderà mai nella cupa disperazione di una parentesi buia dell’umanità. Vi toccherà il cuore, suonando le corde più profonde delle vostre emozioni e lo farà senza guardarvi in faccia. Ma così, del resto, è anche la guerra che Stanley vivrà sulla propria pelle. Così è la perdita, così è la speranza, così è la vita  che, nel suo sembrare spaventosamente fragile, è per questo quanto mai preziosa.
Dovessero farne mai un film, ne verrebbe fuori qualcosa di molto simile a War Horse, ma se possibile infinitamente più commovente e straziante. Non è un libro da leggere, è un libro da amare. Consigliatissimo.

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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