Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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Recensione: “Via con te”, Adi Alsaid.

Buon lunedì bestioline mie!
Come state? Io relativamente bene, mi barcameno tra mille impegni e un senso di indolenza tipicamente primaverile, accantonato solo in occasione delle rarissime corse mattutine che riesco a concedermi, e tiro avanti cercando di ignorare il tempo che mi scappa dalle dita. Oggi, però, mi prendo un attimo di pausa per parlarvi di questo romanzo, graditissimo regalo di compleanno da parte della Rizzoli: “Via con te”, di Adi Alsaid. Un titolo che è, per me, un desiderio inespresso di questi giorni. Ma del resto, chi non sogna di prendere e partire di punto in bianco, in compagnia di qualcuno di speciale?

Titolo: Via con te
Titolo originale: Let’s get lost
Autore: Adi Alsaid
Editore: Rizzoli
Pagine: 410
Anno: 2015

Hudson, Bree, Elliot e Sonia hanno un solo punto in comune: Leila, una ragazza che entra nelle loro vite con la sua auto rosso fiammante proprio nel momento in cui hanno più bisogno di aiuto.
Leila è in viaggio verso l’Alaska per andare a vedere l’aurora boreale. Nel suo percorso attraverso gli Stati Uniti incontra Hudson, meccanico di una piccola città, che sembra pronto a gettare via i sogni di una vita in nome dell’amore. Poi Bree, una ragazza in fuga da se stessa che vive rubacchiando. E in seguito Elliot, che crede al lieto fine… finché la sua vita si scosta dalla sceneggiatura prevista. Infine Sonia che, perdendo il suo ragazzo, teme di aver perso la capacità di amare.
Tutti e quattro trovano un’amica in Leila. E quando Leila li saluta per continuare il viaggio, le loro vite sono in qualche modo cambiate. Leila dovrà, invece, arrivare fino in Alaska per venire a patti con se stessa.

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MiniReview: “Fragile eternity”, Melissa Marr.

Titolo: Fragile eternity – Immortale tentazione (Wicked lovely #3)
Titolo originale: Fragile eternity (Wicked lovely #3)
Autore: Melissa Marr
Editore: Fazi – Lain
Pagine: 384
Anno: 2009

Seth non avrebbe mai immaginato di desiderare una relazione stabile, prima che nella sua vita arrivasse Aislinn: lei è tutto quanto ha sempre sognato e ora la vuole accanto a sè, per sempre. Ma per sempre assume un nuovo significato quando la tua ragazza è diventata l’immortale regina dell’estate. Aislinn, d’altro canto, non avrebbe mai immaginato di trasformarsi in una delle creature fatate che la terrorizzano: ma anche questo accadeva prima dell’arrivo di Keenan, il ragazzo che per averla al fianco l’ha privata della sua mortalità. Ora questa giovane fata, ancora legata alla vita terrena, si trova di fronte a sfide e seduzioni che vanno oltre ogni più incredibile supposizione e che porranno duramente alla prova la sua integrità e il suo amore. Nell’ipotetico terzo capitolo della saga di Melissa Marr, Seth e Aislinn lottano per restare fedeli l’uno all’altra in un universo in cui i ruoli si confondono, i patti si fanno instabili, gli amici diventano nemici e un solo passo falso può far sprofondare l’universo nel caos.

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#49 Teaser Tue—Thursday!

Buongiorno!
Mentre mi leggete sto probabilmente fallendo nel seguire una lezione perché mentre vi scrivo è mercoledì pomeriggio, c’è un sole meraviglioso e sto per buttarmi a letto un paio d’ore: ho un impegno serale, che coinvolge karaoke e temo dell’alcol, al quale non posso mancare. Quindi mi prendo per tempo e preparo questo post con un teaser rapido rapido, sempre tratto dalle pagine di Radiant Shadow, di Melissa Marr. Amo questa saga. La amo. Perché non l’ho scoperta prima?

Gabriel e Devlin si stavano guardando in cagnesco.
«Non serve a nulla parlare». Ani si sedette accanto a Rabbit.
Il fratello le mise un braccio sulle spalle. «Gabriel ha bisogno di sfogare il suo dolore».
«Battendosi contro il mio…», s’interruppe quando si rese conto di non saper concludere la frase.
«Il tuo cosa?», ringhiò Gabriel dando uno spintone a Devlin. «Il suo cosa?».
«Basta». Ani balzò in piedi e si piazzò davanti al padre. «È lui che mi ha protetto finora».
«È il Sicario della Regina Suprema…».
«Sì, e tu sei quello del Re del Buio», replicò Ani esasperata. «E con ciò?».
Gabriel allungò un braccio come a volerla togliere di mezzo, ma la figlia glielo bloccò.
A quel gesto lui la fissò e sorrise, preparandosi a colpirla.
«Non credo proprio», esclamò Ani. Schivò il colpo sferrando un pugno che fece barcollare il padre. Era la prima volta nella sua vita che lo metteva in difficoltà.
Di riflesso Gabriel replicò non con uno di quei colpetti bonari e insultanti a cui era Ani abituata, ma un vero cazzotto, tirato da un segugio che colpisce un suo pari.
«Volevi colpirmi», mormorò lei. «Hai davvero cercato di colpirmi!».
«Ti ho colpito», disse lui tastandosi il viso, «e tu hai colpito me».
Si strinse a lui. «Finalmente».
Gabriel la guardava con orgoglio. «Mi hai dato un cazzotto degno di Chela. Com’è possibile?».
«Ani non ha quasi più nulla di umano», spiegò Devlin in tono imperturbabile, falsamente calmo. «Il suo sangue mortale è stato consumato dal tuo, Gabriel. È per questo che è così anomala e sospetto che dipenda dal fatto che Jillian avesse un antenato non mortale».
Gabriel la sollevò da terra, abbracciandola. «Sei ancora la mia bambina, però. Non pensare di potertela svignare senza avvertirci. Okay?».
«Volevo solo proteggere voi». Ani simulò un ringhio, ma non era in collera con lui per quell’atteggiamento protettivo: sapeva che era tipico della Corte Oscura e dei segugi. «E c’erano Devlin e Barry con me. Non ero sola».
Gabriel la posò di nuovo a terra. «Barry?».
«È così che ho chiamato il mio destriero».
Il padre le diede una pacca su una spalla e lei si sentì meglio.
Poi comprese che Devlin aveva intuito che un piccolo assaggio di violenza l’avrebbe fatta stare meglio. Lo guardò e sorrise.
Il sollievo che vide sul suo volto le strinse il cuore. Ani gli porse la mano. «Allora, cosa si fa?».
Devlin fece un cenno con il capo in direzione di Gabriel. «Se lo scontro vi ha calmati, forse potremmo tornare al nostro piano».
«Questo non significa che tu mi piaccia più di prima», minacciò Gabriel. «Prova soltanto a deluderla e io giuro che ti massacrerò finché non mi chiederai…».
«In quel caso essere massacrato sarebbe il minore dei mali». Devlin strinse Ani a sé.
Gabriel annuì e si avviò in soggiorno, dove li stavano aspettando Irial e Niall.

Per metà umana e per metà essere fatato, Ani è guidata dai propri appetiti. Ma sono gli stessi che guidano anche nemici potenti e deboli alleati, come Devlin che è stato modellato per essere un assassino ed è il fratello della Regina dell’Alta Corte, fredda e calcolatrice, nonché della gemella di lei, confusionaria e personificazione della guerra. Devlin però vuole salvare Ani dalle sue sorelle, sapendo che, se fallisce, sarà lui lo strumento con cui la ragazza verrà uccisa. Ani, da parte sua, non è tipo da lasciarsi controllare mentre altri lottano a causa sua: ha abbastanza coraggio da proteggere se stessa e alterare i piani di Devlin. I due sono indissolubilmente legati da un destino che li rende allo stesso tempo minaccia e protezione l’uno per l’altra. Ma nel momento in cui la loro vicinanza diventa più stretta, un inganno ancora maggiore si prepara a mettere in pericolo il mondo fatato. Il prezzo da pagare perché si salvi sarà dunque la loro separazione?

 


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#1 In my mailbox!

Chissà se Kristi, di The story siren, pensava di dar vita a una rubrica così virale nel mondo dei book blog quando ha creato In my mailbox. Quasi tutti i blog che seguo la propongono con cadenza più o meno regolare e non sto neanche a dirvi quanto emozionante sia poterla riproporre in prima persona qui, nel mio piccolo angolo di web. Ormai lo sanno anche le pareti del mio appartamento, ma quando ho iniziato a scrivere su ChiaraLeggeTroppo, l’ho fatto con il chiaro obiettivo di arrivare, un giorno, a farmi inviare i libri dalla CE per poterli recensire. Che non è una forma di pagamento, le recensioni che mi riservo di scrivere sono e saranno sempre fedeli alle mie impressioni sulla lettura, ma una specie di riconoscimento del lavoro che faccio quotidianamente, un traguardo tagliato qualche tempo fa con non poco orgoglio. Ovvio che non sarà un appuntamento regolare, ma come sempre mi fa davvero piacere poter condividere con voi quelli che sono i retroscena dell’essere una blogger. In questo caso, la gioia del campanello che suona annunciando un corriere e, dopo una firma spesso illeggibile, un pacchetto con dentro pagine stampate di fresco e rilegate con una bella copertina.
In questo caso i libri sono due, sono arrivati in un lunedì soleggiato e bellissimo e i ringraziamenti di rito vanno alla Harlequin Mondadori e a Valentina, che è stata gentilissima.

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#48 Teaser Tuesday!

Buongiorno buongiorno!
Nuovo martedì, nuovo teaser: rigorosamente spoiler free, tratto dalle pagine del libro che ho attualmente in lettura, questa settimana vi porterà nelle atmosfere cupe e decadenti della saga fatata di Melissa Marr. Radiant Shadow, quarto volume su cinque, ci permette di spiare una creatura dell’Alta Corte, Devlin, creato dalla Ragione e dal Caos senza essere la loro perfetta sintesi, e una che non è né umana né fatata, Ani, figlia di un’umana e del segugio dell’oscurità Gabriel. Una parentesi gradevole dalle beghe politiche delle Corte, che pure non lasciano scampo – una lettura che mi sta piacendo molto e di cui sicuramente vi parlerò bene nell’immediato futuro!

«Sette lacrime in mare», disse alla creatura fatata.
Poi tornò accanto a lei e s’inginocchiò. Con la mano aperta aggiunse: «Sette lacrime per un desiderio». 
Raccolse la settima lacrima mentre le cadeva dal viso. La gettò in acqua, mentre la creatura rimaneva in silenzio.
«Esprimi un desiderio. Nel tuo sonno potrai vederlo realizzato». Rae era ancora inginocchiata accanto a lei. «Dimmi ciò che desideri».
La donna la fissò. Con voce appena percettibile, come una brezza leggera, espresse il suo desiderio. «Voglio vedere mio figlio, il mio Seth».
Il mare sparì e al suo posto apparve uno specchio. Il vetro era incorniciato da vecchi tralci anneriti dal fuoco. Sulla superficie Rae scorse una creatura mai vista prima, molto diversa nell’apparenza dall’austerità tipica della maggior parte degli esseri all’Alta Corte. Il giovane aveva le sopracciglia decorate da gioielli d’argento, un piercing sul labbro inferiore e una barretta con punte di freccia alle due estremità sulla curva superiore di un orecchio. Capelli corvini a incorniciare un viso che non possedeva la bellezza fatata, ma piuttosto il fascino inquieto di un mortale. Non sembrava affatto il figlio della creatura che aveva scoperto sulla sponda del ruscello. È per lui che lei vede se stessa ancorata al terreno da fibre d’argento?
Seth stava lottando con un gruppo di esseri sui cui avambracci si muovevano strani tatuaggi. Se fossero stati mortali, Rae li avrebbe definiti dei ceffi poco raccomandabili, gente di fronte a cui cambiare strada. Seth agguantò una muscolosa creatura di sesso femminile e si gettò, con lei tra le braccia, attraverso una finestra. I vetri rotti caddero sul pavimento di cemento di una stanza tetra.

Dove si trovano? Sta rivedendo la morte di suo figlio? È questo che sta accadendo?
Al pensiero che una madre assistesse assistendo alla morte del figlio, Rae sentì il volto contrarsi in una smorfia di dolore.  La creatura fatata non smise di fissare lo specchio. Sporse una mano come a toccare le immagini. «Il mio bellissimo ragazzo».

Seth rise allo sguardo torvo sul viso della creatura muscolosa. «Ti ho battuto».
«Niente male, ragazzo». Quell’essere dall’aspetto crudele estrasse dalla spalla una scheggia di vetro che le aveva provocato un lungo taglio. «Davvero niente male».
Qualcuno lanciò a Seth una bottiglia d’acqua attraverso la finestra infranta. Si scorgeva solo il braccio tatuato ma, anche senza vederne il volto, Rae comprese che si trattava di uno dei combattenti di poco prima. La voce parve risuonare come il rombo di un tuono: «Fai un altro round con Chela?».
Seth scosse la testa. «Non posso. Stasera ci saranno dei festeggiamenti alla Corte dell’Estate. Ash… parlerà e vuole che sia là con lei».
«Keenan?».
«Ancora niente», sorrise Seth, ma si fece distante, come se la sua felicità fosse uno sbaglio.
«Peccato».
«Tu sai dov’è…».
«No», intervenne Chela. «Non sta a Gabe o a me dirti cosa abbiamo scoperto per conto del nostro re».
Seth annuì. «D’accordo. Sono andato bene oggi?».
«Sei ancora troppo prevedibile», disse la voce che doveva appartenere a Gabe.
«Domani?».
«Ti sveglierai tardi. Non ha senso far baldoria», e a quel punto apparve alla finestra il sorriso di Gabe, «se poi si è costretti a una levataccia».
Quello scambio di battute parve a Rae troppo preciso per essere un ricordo. In più la scena non finiva con la morte di Seth. C’è qualcosa che non va. Guardando di nuovo l’immagine allo specchio, ebbe il sospetto di aver fatto qualcosa che non era mai successo prima: aveva permesso a quella creatura di osservare cosa stava accadendo in quel momento nel mondo mortale. Come è possibile?
«Tuo figlio non è morto, dunque?».

«No. Vive tra gli uomini». Si voltò a guardare Rae con occhi che non lasciavano intravedere alcun segno di emozione. Una membrana calò sulle sue pupille disumane, ricordando a Rae alcuni rettili. Le creature fatate erano diverse. L’aveva compreso sin dal primo giorno in cui era entrata nel loro mondo, ma raramente le era apparso tanto evidente.
«Da dove vieni?», le chiese di nuovo l’essere fatato.
«Sono solo un sogno», rispose Rae, come aveva sempre risposto alle altre creature fatate. Ma la sua voce tremò, facendo sembrare false le sue parole. «Questo non è un sogno, però».
«No».
«Potrei essere nata dalla tua immaginazione. Forse mi hai visto in un quadro, a palazzo…».
«No». La creatura fatata incrociò le braccia e la fissò. «Conosco ogni particolare di ogni dipinto nel mio palazzo. Non ti ho mai vista. Hai appena fatto qualcosa di… impossibile. Io non sono in grado di vedere la trama dell’esistenza di coloro ai quali sono legata. E invece è accaduto».
Rae si raggelò.
Il «mio palazzo»? «La trama dell’esistenza»? Lasair.
Rae si alzò e indietreggiò, allontanandosi dalla Regina Suprema e dallo specchio dentro cui Seth stava camminando in una strada che non assomigliava in alcun modo al mondo mortale che lei conosceva. Devlin sarà furibondo… se sopravvivo alle prossime ore. Le parole erano diventate all’improvviso più pericolose di quanto non avesse mai immaginato. Nei sogni si sentiva libera, al sicuro, onnipotente. Lasair, invece, onnipotente, lo era sempre. All’interno del regno fatato il mondo si rimodellava a suo piacimento e Rae non sapeva se questo valesse anche per i sogni. O per il mondo mortale.
«Chi sei?». Lasair non si alzò. Anche senza trono o altri ornamenti di potere, aveva un atteggiamento altero, regale. Il mare si gonfiò minaccioso. Ondate immense, pronte a schiantarsi, eppure immobili sopra di loro, strette in una morsa di ghiaccio. La mente della sovrana stava prendendo il controllo delle immagini su cui Rae non aveva più alcun potere. Tranne dello specchio. Era lì davanti, intatto malgrado le schegge di ghiaccio che, spezzandosi, precipitavano come massi che precedono una valanga.
«Un sogno. Sono il volto che hai voluto per il tuo piacere. Niente di più». Rae sperò che l’abitudine alla sincerità delle creature fatate da parte della sua interlocutrice le garantisse il tempo di fuggire. «Se vuoi, sparisco». Fece per andarsene. «È il tuo sogno».
«Ferma».
Rae si arrestò. Poi, convinta che non ci fosse corso d’azione più sicuro, né piano più saggio, riprese a camminare, allontanandosi. In un istante Lasair le apparve di fronte. «Ho detto ferma».
«Non hai potere sui sogni, Lasair», sussurrò Rae. «Non sei in grado di controllarli».
«Tutto è sotto il mio controllo nel mondo fatato». Quello sguardo altezzoso le ricordò Devlin al punto che si chiese come avesse potuto non riconoscere Lasair prima.
«Ma questo non è il regno fatato. Non sei sovrana dei sogni». Sorrise alla Regina Suprema con tutta la gentilezza di cui fu capace. «Ci sono dei mortali, seanchaís, col talento di manipolare i sogni. Nel mio sogno tu sei una normale creatura fatata».
«Cosa che non sei tu, invece». Lo sguardo indagatore di Lasair era fisso su di lei. «Chi ti ha tenuto nascosta da me?».
«Nessuno», mentì. «Sono sempre stata qui. Semplicemente non ho mai destato il tuo interesse fino a ora».
Quindi, prima che la Regina Suprema potesse venire a conoscenza di segreti pericolosi, Rae fuggì dal sogno e fece ritorno al mondo fatato.

 

Per metà umana e per metà essere fatato, Ani è guidata dai propri appetiti. Ma sono gli stessi che guidano anche nemici potenti e deboli alleati, come Devlin che è stato modellato per essere un assassino ed è il fratello della Regina dell’Alta Corte, fredda e calcolatrice, nonché della gemella di lei, confusionaria e personificazione della guerra. Devlin però vuole salvare Ani dalle sue sorelle, sapendo che, se fallisce, sarà lui lo strumento con cui la ragazza verrà uccisa. Ani, da parte sua, non è tipo da lasciarsi controllare mentre altri lottano a causa sua: ha abbastanza coraggio da proteggere se stessa e alterare i piani di Devlin. I due sono indissolubilmente legati da un destino che li rende allo stesso tempo minaccia e protezione l’uno per l’altra. Ma nel momento in cui la loro vicinanza diventa più stretta, un inganno ancora maggiore si prepara a mettere in pericolo il mondo fatato. Il prezzo da pagare perché si salvi sarà dunque la loro separazione?


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Recensione: “Raccontami di un giorno perfetto”, Jennifer Niven.

Difficile essere obiettivi, con questa recensione. Dopo aver avuto modo di incontrare l’autrice, il mio nuovo essere umano preferito, e aver conosciuto una parte di quello che si cela dietro le pagine e l’inchiostro, ammetto di essere accecata dal mio amore per lei, per le storie – la sua e quella che racconta, così strettamente intrecciate che mi è impossibile parlare di una senza citare l’altra – e per i suoi personaggi. Il lato positivo? Raccontami di un giorno perfetto è un libro troppo bello e troppo ben riuscito per poter meritare meno del massimo, quindi sapete cosa? Va bene così. La mia sarà una dichiarazione d’amore spassionato più che una recensione, una lettera imbevuta di commozione, tristezza, felicità, sgomento e speranza. Siete pronti? Io decisamente no, quindi fatemi coraggio e statemi vicini.

Titolo: Raccontami di un giorno perfetto Titolo originale: All the bright places Autore: Jennifer Niven Editore: DeAgostini Pagine: 418 Anno: 2015

È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine…

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Citazione: “Alienated”, Melissa Landers.

I sweat, it’s last time you’re going to read a blog post in English.
My week as curator of the @I_am_Europe account it’s almost over, so I’m not going to share there any other post. But since today it’s the last day, I want to say goodbye on this blog too. It has been fun and challenging to tweet everyday in a foreign language and of course I’m going to miss all those people who interacted with me, but I’m not going to lie: I’m happy to speak and write Italian again. So thank you, european people who read me! Here’s a teaser for you, from a lovely books I read a while ago: Alienated, by Melissa Landers. Enjoy!

Closing his eyes, he wrapped his hand around Cara’s fragile wrist, then smoothed it slowly up the length of her arm to her shoulder. He gulped a breath. Bleeding gods, no sub- stance in his world or hers had ever felt so soft. He skimmed two fingers across her collarbone and rested them at the base of her throat, feeling the pulse of her heart beating through the delicate skin. He’d touched her there a dozen times in his dreams, but it didn’t compare to reality.
“Your heart rate is eighty beats per minute,” he said qui- etly, trying not to let his voice tremble.
“Why does that matt—”
“Shh. Don’t talk.”
With his other hand, he swept Cara’s silken hair out of the way, lightly brushing her neck with his fingertips. Her breathing hitched, and he paused for a moment, stunned by her reaction. Had she actually liked that? Was it possible she wanted him? There was only one way to find out. He nestled his cheek against hers, indulging in the feel of her bare skin. Keeping one hand at her throat, he flattened the other against her back, where heat radiated from beneath the thin fabric of her top. He stroked the length of her spine from top to bottom, his fingertips massaging, teasing, and trailing lightly, leaving her skin covered in goose bumps.

He whispered into her ear, “By monitoring our partner’s heart rate, we know how they’re reacting to our touch. The body doesn’t lie. This is the truest test of physical attraction. For example,” he said, stroking the base of her throat with his thumb, “your pulse is ninety beats per minute and increas- ing very quickly.” She did want him. He couldn’t believe it. The soft curves of her body rose and fell against him as the pace of her breathing accelerated, his own pulse quickening in response.
Aelyx brushed his lips back and forth against her ear and whispered, “One-ten now.” But he hoped they could do bet- ter than that. He continued to caress her back, pulling her body even closer to his and brushing his lips down her neck to the top of her shoulder. A quiet murmur escaped the back of her throat and fire pulsed through his veins. More. He wanted more. He traced his fingertips along the outline of her hip, continued across the top of her thigh, and then back up to her waist. Slipping his thumb underneath the bottom of her shirt, he stroked the warm skin of her lower back, then flattened his palm and pulled her hard against him. Her quick, erratic breaths tickled the side of his neck.
“One-thirty now,” he said in the faintest whisper.
It was too much. The most deliciously animalistic thoughts filled his head, and he knew he’d lose all control if this con- tinued a second longer. He abruptly removed his hands and stepped back before he did something he’d regret later. He gazed at Cara—sunset hair framing her scarlet-flushed cheeks, lips parted, eyes closed, lost in the moment. By the gods, she was exquisite. His heart swelled inside his chest. This human had captivated him, and her body’s response gave him hope that she felt the same way.
“I’d better stop.” He tried to hide his elation, but his face probably glowed like a neutron star. “I don’t want to send you into cardiac arrest.”

Two years ago, the aliens made contact. Now Cara Sweeney is going to be sharing a bathroom with one of them. Handpicked to host the first-ever L’eihr exchange student, Cara thinks her future is set. Not only does she get a free ride to her dream college, she’ll have inside information about the mysterious L’eihrs that every journalist would kill for. Cara’s blog following is about to skyrocket. Still, Cara isn’t sure what to think when she meets Aelyx. Humans and L’eihrs have nearly identical DNA, but cold, infuriatingly brilliant Aelyx couldn’t seem more alien. She’s certain about one thing, though: no human boy is this good-looking. But when Cara’s classmates get swept up by anti-L’eihr paranoia, Midtown High School suddenly isn’t safe anymore. Threatening notes appear in Cara’s locker, and a police officer has to escort her and Aelyx to class.  Cara finds support in the last person she expected. She realizes that Aelyx isn’t just her only friend; she’s fallen hard for him. But Aelyx has been hiding the truth about the purpose of his exchange, and its potentially deadly consequences. Soon Cara will be in for the fight of her life—not just for herself and the boy she loves, but for the future of her planet.