Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!


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MiniReview: “La mia fuga più dolce”, Chealsea M. Cameron.

Buon venerdì bestioline!
Come potete vedere, la minireview di oggi si presenta strutturata in maniera diversa dal solito: purtroppo mi capita di trovare libri ai quali non so dedicare fiumi di parole, vuoi per mancanza di tempo o perché proprio non mi hanno entusiasmata, ma di cui ho ugualmente piacere di parlare. In questo caso, nella specifica giornata di oggi, il fattore tempo è cruciale: postata questa recensione devo sbrigarmi a sistemare la questione cookies policy, prima di iniziare a pensare alla serata impegnativa che mi aspetta questa sera. Quindi colgo l’occasione per ringraziare l’Harlequin Mondadori e la loro PR per avermi inviato una copia di questo New Adult in cambio della mia onesta opinione.
Ci sentiamo presto e, se siete della zona, ci vediamo questa sera alla Panighina…!

Titolo: La mia fuga più dolce (My favourite mistake #2)
Titolo originale: My sweetest escape (My favourite mistake #2)
Autore: Chealsea M. Cameron
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 282
Anno: 2015

Jos Archer viveva in un mondo perfetto, fino alla notte in cui cambiò tutto. Ora, dopo nove mesi, ancora non è riuscita a rimettere insieme i pezzi della propria vita, e nemmeno il fatto di avere cambiato college, andando a vivere con la sorella maggiore Renee, è sufficiente a farla sentire di nuovo normale.
Finché un giorno non incontra Dusty Sharp, il tipico bad boy che si è prefissato di farla uscire dal suo guscio. Jos deve stare attenta a quel sorriso presuntuoso e a quello sguardo assassino, o si ritroverà presto a provare cose che non è più sicura di meritare.
Ma se da un lato Dusty la sprona ad aprirsi e a parlare del suo passato, dall’altro anche lui nasconde dei segreti. Segreti che riguardano proprio la notte in cui il mondo è crollato addosso Jos.
La verità li unirà ancora di più o li separerà per sempre?

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Spotlight: nuove uscite DeAgostini Young Adult!

Buon giovedì bestioline!
Il sole splende su Forlì, la mia voglia di studiare latita e una email provvidenziale mi ha appena dato occasione di fingere di non avere un esame da preparare in meno di un mese e di parlarvi di un po’ di nuove uscite targate DeAgostini. Caso vuole che proprio due mesi fa mi trovassi a Milano, in compagnia di un branco di adorabili bookblogger, per conoscere la splendida Jennifer Niven e parlare con lei del suo Raccontami di un giorno perfetto – quale occasione migliore, quindi, per presentarvi tre papabilissime letture estive? Appunto!

oltre i limitiTitolo: Oltre i limiti (+ Complice la notte)
Autrice: Katie McGarry
Pagine: 528
Prezzo: €14,90
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 9 giugno 2015

Nessuno sa cosa sia successo a Echo Emerson, la ragazza più popolare della scuola, la notte in cui le sue braccia si sono ricoperte di cicatrici. Nemmeno lei ricorda niente, e tutto ciò che vuole è ritornare alla normalità, ignorando i pettegolezzi e le occhiate sospettose dei suoi ex-amici. Ma quando Noah Hutchins – il “bad boy” del quartiere – irrompe nella sua vita con la sua giacca di pelle, i suoi modi da duro e la sua inspiegabile comprensione, il mondo di Echo cambia. All’apparenza i due non hanno nulla in comune, e i segreti che custodiscono rendono complicato il loro rapporto. Eppure, a dispetto di tutto, non riescono a fare a meno l’uno dell’altra. Dove li porterà l’attrazione che li consuma e cos’è disposta a rischiare Echo per l’unico ragazzo che potrebbe insegnarle di nuovo ad amare?

un'estate contro

Titolo: Un’estate contro
Autore: Katie McGarry
Pagine: 516
Prezzo: 14,90€
Editore: DeA
Data di pubblicazione: 9 giugno 2015

La sospirata vacanza che Echo e Noah si sono regalati per festeggiare il diploma è quasi finita. Per tre mesi i ragazzi hanno viaggiato, visitando luoghi meravigliosi e piazzando le opere di Echo in diverse gallerie d’arte. E, soprattutto, hanno condiviso momenti indimenticabili, che li hanno uniti ancora di più. Ma l’idillio si spezza quando Noah scopre di avere ancora dei parenti in vita ed Echo è costretta a fare i conti con il ritorno della madre… L’amore e la fiducia basteranno ai due ragazzi per affrontare i fantasmi del passato e ricominciare ancora una volta da capo?

regole d'amoreTitolo: Regole d’amore per amici confusi
Autrice: Ellie Cahill
Pagine: 416
Prezzo: €14,90
Editore: DeA
Data d’uscita: 23 giugno 2015

Un romanzo perfetto per le giovani donne che hanno visto e amato Amici di letto e La verità è che non gli piaci abbastanza. Una storia romantica, divertente e molto frizzante.
Qual è il sottile confine tra amore e amicizia? La commedia romantica che tutti, ma proprio tutti, vorrebbero leggere.
Il primo anno di università può essere complicato, si sa. Soprattutto quando il tuo fidanzato storico ti lascia senza troppi giri di parole. È quello che succede a Joss, e la delusione le lascia davvero l’amaro in bocca. Un sapore da cui fatica a liberarsi, nonostante i corteggiatori non le manchino. Ma tutto cambia quando Joss incontra Matt: lui è bello e gentile, forse non proprio il suo tipo ideale. Eppure tra i due la complicità è immediata. Così, tra una confidenza e un bicchiere di vino, accade che Matt e Joss si ritrovino a elaborare e a verificare una teoria: per far svanire l’amaro in bocca di una delusione amorosa è necessario passare la notte in compagnia di un buon amico. Uno che non chieda niente al risveglio, uno che sia disposto ad essere semplicemente un sorbetto per rinfrescare il palato tra una relazione e un’altra. Ed è così che Matt e Joss decidono di diventare amanti di notte e amici di giorno. Tutte le volte che vogliono, tutte le volte che ne hanno bisogno. Stringono un patto, un vero e proprio contratto a cui attenersi scrupolosamente per gestire il proprio rapporto. La teoria del “sorbetto” sembra funzionare alla perfezione per molti anni. Finché uno dei due non infrange la regola più importante di tutte: non innamorarsi.

Niente male, eh?
Personalmente sono molto incuriosita da Regole d’amore per amici confusi, che oltre a sembrare straordinariamente carino di suo, vanta pure una cover davvero davvero carina. A voi come sembrano? Li leggerete?


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#51 Teaser Tuesday!

Un po’ tardi, forse, ma che dire? Le atmosfere di questo libro mi hanno fatto perdere totalmente la cognizione del tempo e, beh, il teaser di oggi parla da sé: una scena meravigliosa.

In the deepest, most hidden room of the Chernosvyat, whose ossified cupolas shone here and there with silver bubbles and steel cruciforms, Koschei the Deathless sat on his throne of onyx and bone. His eyes drooped, redly exhausted, from weeping or working or both. Before him, on a great table formed from the pelvic dish of some impossibly huge fish, lay scattered maps and plans and letters, papers and couriers’ boxes, photographs and sketches, books wedged open, upside down, splitting their spines. Marya Morevna entered, her hunting costume half-open in the heat of the place. The dark walls of the Chernosvyat often seemed to breathe, and their breath came either brutally hot or mercilessly cold. Marya never knew which to expect. Silently, she walked around the long table and let a single golden feather drop. It drifted lazily down to rest on a requisition form. It no longer flamed, but glowed with a soft amber light.
“I would have preferred it living, volchitsa,” said Koschei, without looking up.
Marya shrugged. “It only died just now, as much of exhaustion from the hunt as the bullet.”
Koschei rose from his papers and drew her to him, bending to kiss her collarbone.
“I am proud of you, of course, beloved, baleful. But you must realize that you have only added a firebird to Viy’s cavalry. A black, flameless thing, its bony wings bearing ghost-pilots with their arms full of ordnance.”
Marya Morevna shut her eyes, savoring his lips on her skin as she savored the slab of black bread, buttered and spread with roe, once, long ago.
“It was hiding a clutch of eggs,” she breathed as he gripped her hair and tilted her head to show her throat, pale and bare. “In a short while we shall have enough firebirds to pull a siege tower, and still have one or two left over to light the hearth when we return.” His weight against her chilled and wakened her skin. She smiled against his dark glove. “Besides, it was tradition, once, for a suitor to fetch a firebird’s feather to show their good and marriageable qualities.”
“I know your qualities.”
Marya said nothing. She did not feel an urgency to marry, exactly—nothing like her sisters, who had longed for it like the prize at the end of a long and difficult game. But she did feel that as long as Koschei kissed her and kissed her and did not marry her, she remained a child in Buyan—a cosseted tsarevna, but not a Tsaritsa, not a native. A human toy. She did not care whether he gave her a ring—he had given her dozens, of every dark and glinting gem—but she did not wish to be a princess forever. Koschei picked up the knife he had been using to open couriers’ seals and looked up at her speculatively. Reaching up, he slowly sliced off the buttons of her hunting dress.
“If you keep cutting at me I shall have no clothes left,” said Marya Morevna. The gems in her hair clattered against one another as he cupped her skull in one large hand. With the other, he cut away the skirt of her dress in a stroke, like peeling the skin off a red, red apple. His hands burned coldly on her. She felt, as she could always feel, the bones of him beneath the skin of his fingers, his hips. Then he hardened, his skin becoming warm and real and full. A skeleton, always, embraced her first, and then remembered to be a man. She understood—had he not told her?To be Deathless is to treat with death in every moment. To stave death is not involuntary, like breathing, but a constant tension, like balancing a glass on the head. And each day the Tsar of Life fought in his own body to keep death down like a chastened dog. Koschei dug his nails into the small of Marya’s naked back; blood welled in tiny drops. Marya cried out a little, her breath thin and quick, and he lifted his thumb to his lips, suckling at the little smear of her blood. His cheeks, always gaunt, hung with shadows, and he watched her with a starveling’s eyes. But that did not frighten her anymore. Her lover often looked starved, hounded. She could kiss those things from him, and often did, until his face waxed seraphic, soft, smooth—as anyone can do for her mate when the day is long and hard, and solace far off. She thought nothing of it now, of kissing him alive. Everything in this place was livid and lurid and living, and when he loved her and hurt her all at once she lived, too, higher and harder than she had thought she could. Yes, she thought, magic is like that, when it comes. Like the fountains of blood, the houses of skin and hair, Koschei had long since become home. So Marya smiled as he bit her shoulders, feeling infant bruises bloom invisibly under her skin. Tomorrow I shall wear them like medals, she thought as he lifted her up onto the wreckage of field maps and mechanical diagrams.
“Koschei,” she whispered against his neck, where his dark hair curled. “Where do you keep your death?”
Koschei the Deathless lifted the calves of Marya Morevna around his waist and sank into her with the weight of years. He moaned against her breast. It stopped her breath, how like a child the Tsar of Life became when he needed her. The power she had over him, that he gave her. Who is to rule, that is all.
“Tell me,” she whispered. She wanted that, too. She wanted so much these days, everything she touched.
“Hush, you Delilah!” He thrust against her, the bones of his hips stabbing at her soft belly.
“I keep nothing from you. I befriend your friends; I eat as you eat; I teach you the dialectic! If you will not take me to wife, at least take me into confidence.”
Koschei squeezed his eyes shut. He winced with the force of his secret, his climax, his need. As he gripped her tighter and tighter, Marya thought his face grew rounder, younger, as though breathing in her own youth.
“I keep it in a glass chest,” he gasped finally, pushing her roughly back over the stacks of predicted troop movements, his fists caught up in the infinite mass of her hair. “Guarded by four dogs: a wolf like you, a starved racing hound, a haughty lap pup, and a fat sheepdog. All their names begin with the same letter, and only I know the letter.” He shut his eyes against her cheek as she arched toward him like a drawn bow. “And only someone who knows their names can reach the chest where I keep my death.”
Koschei cried out as though he were dying. He leaned against his love, his chest shaking. She held him, like a baby, like her own. And it did not escape her that speaking of his death excited Koschei somewhere deep inside, as if the proximity of it, even the word itself, sizzled electric in his brain.
“Will we win, Koschei?” she whispered. The room went suddenly frigid, frost gathering at the tall windows. “Will we win this war?”
“War is not for winning, Masha,” sighed Koschei, reading the tracks of supply lines, of pincer strategies, over her shoulder. “It is for surviving.”

A glorious retelling of the Russian folktale Marya Morevna and Koschei the Deathless, set in a mysterious version of St. Petersburg during the first half of the 20th century.
Child of the revolution, maiden of myth, bride of darkness.
A handsome young man arrives in St Petersburg at the house of Marya Morevna. He is Koschei, the Tsar of Life, and he is Marya’s fate.
Koschei leads Marya to his kingdom, where she becomes a warrior in his tireless battle against his own brother, the Tsar of Death.
Years pass. Battle-hardened, scarred by love, and longing for respite, Marya returns to St Petersburg – only to discover a place as pitiful as the land she has just fled: a starveling city, haunted by death.
Deathless is a fierce story of life and death, love and power, old memories, deep myth and dark magic, set against the history of Russia in the twentieth century. It is, quite simply, unforgettable.

 


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Recensione: “Per una volta nella vita”, Rainbow Rowell.

Titolo: Per una volta nella vita
Titolo originale: Eleanor&Park
Autore: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Pagine: 349
Anno: 2012

Eleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l’abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l’altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l’altro odia di sè, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare in conti con un bel po’ di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?

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Spotlight: “Storia di anime gemelle”, Tabata Baietti.

Buon sabato bestioline!
Se tutte va bene, a partire da lunedì i ritmi dovrebbero essere molto meno frenetici per me, yay! L’obiettivo del fine settimana è fondamentalmente recuperare il sonno arretrato, smaltino il vino bevuto ieri sera a cena, scrivere una recensione per lunedì e, se proprio avanza tempo, prendere in mano l’ultimo esame che mi resta da dare. Nel frattempo vi lascio con una segnalazione rigorosamente made in Italy: enjoy!
11052230_10206465636744965_4116782065073302961_oAutore: Tabata Baietti
Prezzo di copertina: € 13.50
Prezzo ebook: € 2.99
Pagine: 120
Editore: ZeroUnoUndici Edizioni
Genere: Sentimentale
Formato: Copertina flessibile, ebook
Data di uscita: 25 marzo 2014

A volte il fato è clemente. Capita che trovi la tua anima gemella dall’altra parte della strada. Non la stavi cercando e non volevi trovarla, ma poi eccola lì. Sola e fragile, arrampicata sul tetto di una casa, nel silenzio della notte. Altre volte, ancora più rare, capita che le due metà di una mela siano così vicine che si trovano a condividere lo stesso utero. Capita che siano così simili, che a volte anche la loro madre li confonde. Nascono insieme e per sempre staranno insieme, nessuna distanza basterebbe a separarli. Gemelli, talmente simili, talmente vicini, che sembrano una sola persona. Sono, una sola persona. E ciò che il Destino ha unito, l’uomo non osi dividere.
– Storia di anime gemelle è un romance dalle atmosfere cupe e drammatiche, narra le vicende di tre ragazzi, Heidi, Matt e Sam, che si scontrano con l’imprevedibilità del fato nelle loro vite.


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#50 Teaser Tuesday!

Un post alla volta, devo un po’ impormi di riprendere il ritmo. Ammetto di avere la testa altrove, presa da altre persone e altre questioni, e che per come sono fatta dovrei fare tutto tranne che sentirmi sotto pressione perché non mi riesce di scrivere recensioni o, peggior ancora, leggere libri. Eppure ammetto di sentirmi un po’ come se stessi mancando un dovere fondamentalmente, quindi ho bisogno di una giusta via di mezzo… motivo per cui oggi vi lascio un teaser, rigorosamente spoiler free, dalle pagine del libricino meraviglioso consigliatomi da una delle mie persone preferite in assoluto. Il titolo è “Deathless“, l’autrice Catherynne M. Valente, e lo sto davvero davvero davvero amando.


In a city by the sea that was certainly never called anything so bourgeois as St. Petersburg, there stood a long, thin house on a long, thin street. By a long, thin window, a young woman in a pale blue dress and pale green slippers watched her new neighbor arrive in the house next door. An old woman clutching her suitcase, shrouded in a black wool dress, very tall and thin, whose waist was so stretched and skinny that Marya could have put both her hands around it. The woman’s fingers were amazingly long, her nose sharp and spiked, and her white hair pulled tightly back into a bun. She walked with a limp and a hunch, but Marya suspected that this was to hide how tall she truly was.
“That’s Comrade Likho,” said one of Marya’s twelve mothers, darning an ancient stocking. “A widow with no children. She says she’ll take in all our laundry, the dear old thing. I thought it might be nice if you visited her after school. She could tutor you, watch out for you while I’m at the factory.”

Marya did not like this idea at all. In a classroom she could think her own thoughts and no one would bother her—no teachers called upon her anymore. With a tutor, she could not avoid being asked her opinions. She frowned down at the hunchbacked Likho. The crone stopped and looked up at the window, the turn of her head fast and sharp, like a bird’s. Widow Likho’s eyes were black and huge, as though they had drooped and melted and slid down into her cheekbones. Her gaze was barbed and biting. The cherry trees dropped their blossoms across Likho’s black dress, and she scowled.
“You shouldn’t be frightened of old ladies,” admonished another of Marya’s mothers—the one, by coincidence, who had borne her. Marya knew she should not show favoritism, but her mother’s hands looked so thin, the skin so dry, she wanted to clap them between her own, to warm them and make them red again. “You’ll be one someday, you know.”
The widow Likho stared up at Marya’s window. Slowly, like ice sliding across a plate, she smiled.


A glorious retelling of the Russian folktale Marya Morevna and Koschei the Deathless, set in a mysterious version of St. Petersburg during the first half of the 20th century.
Child of the revolution, maiden of myth, bride of darkness.

A handsome young man arrives in St Petersburg at the house of Marya Morevna. He is Koschei, the Tsar of Life, and he is Marya’s fate.
Koschei leads Marya to his kingdom, where she becomes a warrior in his tireless battle against his own brother, the Tsar of Death.
Years pass. Battle-hardened, scarred by love, and longing for respite, Marya returns to St Petersburg – only to discover a place as pitiful as the land she has just fled: a starveling city, haunted by death.
Deathless is a fierce story of life and death, love and power, old memories, deep myth and dark magic, set against the history of Russia in the twentieth century. It is, quite simply, unforgettable.


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#10 Incipit Madness!

Aprile, dolce dormire: quanta verità in queste tre parole. Il mese è volato via, letteralmente, lasciandosi alle spalle pochissime letture che si traducono, come di consueto, in una raccolta di incipit. Che vi devo dire, stanno capitando un sacco di cose e il tempo a mia disposizione è quello che è – si fa quel che si può, anche se le letture che ho portato avanti non son state troppo d’aiuto, in questo senso.

Il pickup arrugginito si fermò sferragliando e Lauren Huntsman sbatté la testa contro il finestrino, svegliandosi di soprassalto. Strizzò gli occhi più volte, intontita. Aveva la mente disseminata di ricordi frammentari, cocci sparsi che, se solo fosse riuscita a rimettere insieme, avrebbero formato qualcosa di intero, una finestra sulla prima parte della serata. Al momento, invece, quella finestra giaceva in frantumi nel suo cranio pulsante. Ricordava la cacofonia della musica country, le risate sguaiate e i risultati dell’NBA sullo schermo del televisore montato alla parete. Illuminazione fioca. Scaffali con decine di bottiglie dai riflessi verdi, ambrati, neri. Neri.
— Becca Fitzpatrick, Black Ice.

Accarezzò la sua pelle sapendo già che sarebbe stata l’ultima volta. Un minuscolo frammento in fondo al cuore conservava la speranza che l’abbraccio che stava per unirli ancora fosse un modo per tenerla legata a sé. Ma se fino ad allora le sue mani e la sua bocca non erano bastati a convincerla, di certo quella sera le cose non sarebbero state diverse. Dalla finestra si vedevano i pini innevati e la debole luce del tramonto stava morendo lentamente per lasciare spazio alla notte gelata. Rabbrividì e la strinse più forte per godere del calore del suo corpo fremente. Entrò dentro di lei, come aveva fatto per mesi, per anni. La conosceva alla perfezione, eppure ogni volta si sentiva emozionato e innamorato come un ragazzino al primo incontro. In tutto quel tempo però aveva posseduto solo la carne, non i sentimenti.
— Nora Noir, Nella tana del lupo.

Devlin osservò quella ragazza spettrale avvicinarsi. La piuma del suo cappello e i boccoli scuri che le incorniciavano il viso non mostravano il minimo movimento nonostante la brezza: l’aria non la sfiorava, il che significava che probabilmente anche lui non sarebbe stato in grado di toccarla.
«Ho come l’impressione di trovarmi in un sogno, o forse mi sono… smarrita», mormorò.
«Già».
«Mi stavo riposando…», continuò lei indicando alle proprie spalle, poi si accigliò e accennò un timido sorriso, «in quella caverna che sembra svanita. Sto ancora dormendo forse?».
— Melissa Marr, Radiant Shadow.

E queste son state le mie quasi inesistenti letture di aprile. Le vostre, invece? Vi è andata meglio?
Tenete tutto incrociato, questo periodaccio sta per finire e conto di riuscire a riprendere il controllo della mia vita tutta, blog incluso, giusto in tempo per la bella stagione e le letture da ombrellone che verranno!