Chiaraleggetroppo

Venticinque anni e il naso sempre tra le pagine – Chistmas edition!

#45 Teaser Tue—Thursday!

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Buongiorno!
Vi scrivo da Trieste, questo pomeriggio: sono rientrata per la Grande Abbuffata di domenica, una toccata e fuga molto gentilmente permessa dal silenzio accademico indetto dalla cara, vecchia Alma Mater Studiorum – per gli amici, Università di Bologna. Ho un sacco di lavoro arretrato, tante cose da raccontarvi – un pomeriggio con Susi, di Bookish Advisor, alla Bologna Children’s Book Fair, tanto per dirne una – e pochissimo tempo libero. Adesso, per esempio, sono appena rientrata dal pranzo organizzato per festeggiare il mio compleanno e quello di mia madre. E prima di lasciarvi al teaser, vi ricordo che, parlando di compleanni, siete ancora in tempo per partecipare al Birthday giveaway per aggiudicarvi una copia di Via con te, gentilmente messa in palio dalla Rizzoli. Detto ciò, eccovi l’estratto rigorosamente spoiler-free che vi spetta, dritto dritto dalle pagine di Black Ice, di Becca Fitzpatrick.

Mentre il sonno prendeva il sopravvento, sentii bussare alla mia porta.
«Cal?» gridai, scattando seduta e tirandomi le coperte fin sopra il mento.
Lui aprì la porta, appena uno spiraglio. «Stavi già dormendo?»
Feci un sospiro di sollievo. «No, entra.» Battei la mano sul materasso accanto a me.
Non accese la luce. «Volevo solo assicurarmi che stessi bene.»
«Sono un po’ spaventata, ma con te mi sento al sicuro.» Per quanto abile e determinato fosse Jude, Calvin l’avrebbe battuto. Se fosse arrivato a Idlewilde e avesse tentato di entrare, Calvin lo avrebbe fermato. Me lo ripetevo in continuazione.
«Qui non entra nessuno» mi promise e, come ai vecchi tempi, riuscì a confortarmi. Calvin sapeva leggermi nel pensiero.
«Hai un’altra pistola?» chiesi. «Non dovrei tenerne una anch’io, per prudenza?»
Il materasso si abbassò mentre si sedeva accanto a me. Indossava la vecchia felpa rossa e nera della nostra scuola, la Highland High, che io gli avevo rubato milioni di volte l’anno prima, indossandola per andare a letto e addormentarmi con l’odore avvolgente e salmastro di lui. Non l’avevo più rivista da quando era partito, otto mesi prima, e mi parve strano che non l’avesse sostituita con una di Stanford, ma… forse lo aveva fatto ed era semplicemente a lavare. O forse non era pronto a tagliare con il passato, con persone che avevano significato così tanto per lui. Lo trovai un pensiero rassicurante.
«Sapresti usarla?» domandò.
«Ian ne ha una, ma io non ho mai sparato.»
«Allora meglio di no.» Poi disse: «Britt, ti devo delle scuse…». S’interruppe, abbassando gli occhi e sospirando lentamente.
Avrei potuto alleviare la tensione con una battuta o minimizzando, invece decisi di non correre a salvarlo. Mi meritavo quel momento, lo avevo aspettato così a lungo…
«Mi dispiace per averti ferito. Non avrei mai voluto farlo» disse. Il suo volto tradiva l’emozione, quindi distolse lo sguardo, asciugandosi in fretta gli occhi. «Lo so, può essere sembrato che io sia scappato di corsa, che volessi lasciare il più presto possibile la città… e te con lei. Credici o no, ero spaventato all’idea del college. Mio padre mi ha fatto talmente tante pressioni che avevo paura di fallire. Volevo tagliare i ponti con casa mia e cominciare subito una nuova vita. Desideravo fare colpo su di lui, dimostrargli che meritavo i soldi che spendeva in tasse scolastiche. Prima di partire mi ha consegnato uno stramaledetto elenco di cose da fare per verificare i miei progressi» aggiunse, il tono pieno d’amarezza. «Sai quali sono state le sue ultime parole, prima che partissi? Ha detto: “Non azzardarti ad avere nostalgia di casa. Solo le fighette si voltano indietro”. E parlava sul serio, Britt. Per questo non ho festeggiato a casa il Ringraziamento e il Natale, per dimostrargli che ero un uomo e non avevo bisogno di correre dalla mamma alla prima occasione. Oltre al fatto che non volevo vederlo.»
Gli presi la mano e lui la strinse. Per consolarlo, gli sollevai il mento e gli sorrisi. «Ricordi quando da ragazzini abbiamo fatto una bambolina vudù fingendo che fosse tuo padre? Quante volte l’abbiamo trafitto con lo spillo?»
Calvin annuì, ma la sua voce rimase monotona. «Gli avevo rubato un calzino dal cassetto e lo avevamo imbottito di cotone. Abbiamo disegnato sopra la sua faccia con il pennarello nero. Korbie aveva preso uno spillo dal cesto del cucito di mia madre.»
«Nemmeno ricordo perché ci avesse fatto arrabbiare.»
Un muscolo guizzò sotto la mascella contratta di Cal. «Avevo sbagliato un tiro libero alla partita di basket. Ero in seconda media. Quando rientrammo mi ordinò di allenarmi. Non sarei rientrato in casa finché non avessi fatto canèstro mille volte. Fuori si gelava e io ero in felpa e calzoncini corti. Tu e Korbie mi guardavate dalla finestra piangendo. Quando finii, era quasi ora di andare a letto. Quattro ore» mormorò a se stesso. «Mi ha lasciato là fuori a congelarmi per quattro ore.»
Ora ricordavo. Cal era rientrato con le labbra viola, la pelle arrossata e screpolata, battendo i denti. Quattro ore e il signor Versteeg non aveva messo il naso fuori una sola volta per vedere come stesse suo figlio. Era rimasto nel suo studio a battere sulla tastiera del computer con le spalle alla finestra affacciata sul vialetto dove Cal cercava di fare canestro.
«Mi ringrazierai per questo» gli aveva detto, stringendogli una spalla congelata. «Alla prossima partita, non sbaglierai un tiro, vedrai.»

Britt si è preparata per più di un anno a un trekking sul Teton Range. Quello a cui non era preparata, però, è scoprire che Calvin, il suo ex ragazzo e unico grande amore, si unirà a lei. Prima che Britt abbia tempo di esplorare i propri sentimenti, si scatena una terribile tormenta che la obbliga a rifugiarsi in una baita sperduta. Peccato che gli occupanti, entrambi giovani e molto affascinanti, siano anche due fuggitivi decisi a prenderla in ostaggio. Britt sa che la conoscenza dei sentieri e l’attrezzatura da trekking che ha con sé rappresentano la sua assicurazione sulla vita, e che deve solo resistere abbastanza a lungo perché Calvin la raggiunga, eppure… In una disperata corsa contro il tempo e il freddo, Britt scoprirà che sotto la neve si nascondono moltissimi segreti e che forse il suo rapitore, la cui gentilezza è decisamente seducente, non è quello che sembra.

 

 

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Autore: Chiaraleggetroppo

Venti +5, mi divido tra Trieste e Forlì. Leggo libri, guardo film, penso troppo. L’amore della mia vita ha quattro zampe, il pelo nero e si chiama Kora. #SonoFattaPeggioDiMale

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